L'AI di Apple risponderà alle espressioni facciali

Controlleremo l'AI di Apple con le espressioni facciali

Apple ha comprato una startup per portare l'interazione con l'AI oltre touch e comandi vocali: in futuro basteranno le espressioni facciali.
Controlleremo l'AI di Apple con le espressioni facciali
Apple ha comprato una startup per portare l'interazione con l'AI oltre touch e comandi vocali: in futuro basteranno le espressioni facciali.

In futuro potrebbe non servire più toccare uno schermo né parlare, per interagire con l’AI. È questa l’idea alla base della nuova acquisizione messa a segno da Apple, la seconda più importante della sua storia in termini di spesa (dopo quella di Beats). La mela morsicata ha allungato le mani sulla startup israeliana Q.AI, staccando un assegno dal valore stimato in circa 2 miliardi di dollari.

La startup Q.AI nelle mani di Apple

Il team, fondato quattro anni fa, ha sviluppato una tecnologia in grado di interpretare le espressioni facciali dell’utente analizzando i micromovimenti della pelle. Questi possono essere poi tradotti in comandi per eseguire azioni su dispositivi come quelli indossabili, dalle cuffie e gli auricolari agli occhiali smart.

Un sistema di questo tipo, se implementato in modo pratico e comodo, consentirebbe ad Apple di candidarsi a un ruolo da protagonista nel mercato wearable che oggi vede Meta primeggiare, grazie alla sua collaborazione con EssilorLuxottica e col marchio Ray-Ban. Sappiamo che anche Google e Snap hanno in programma di lanciare le loro alternative entro l’anno e lo stesso vale per OpenAI.

Il gruppo di Cupertino potrà poi contare sul potenziamento di Siri, frutto dell’accordo stretto di recente proprio con bigG, che permetterà di evolvere l’assistente sfruttando i modelli di Gemini. Poter eseguire un comando semplicemente alzando il sopracciglio o facendo l’occhiolino è un’idea fino a oggi mai sperimentata.

L’annuncio dell’acquisizione è arrivato nello stesso giorno in cui la società di Tim Cook ha pubblicato i risultati finanziari ottenuti nell’ultimo trimestre. Le casse stanno bene, anzi molto bene: +16% sia per le entrate sia per l’utile netto. Il merito è anche delle vendite record di iPhone, mai così alte da quando lo smartphone è in circolazione, trainate da una domanda senza precedenti registrata in alcuni mercati chiave come quelli indiano e cinese.

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Pubblicato il
30 gen 2026
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