Apple rischia una sanzione per non aver fornito i dati finanziari all’autorità antitrust dell’India. L’azienda di Cupertino vuole in pratica ostacolare l’indagine avviata nel 2021 che ha stabilito l’abuso di posizione dominante nel mercato degli app store attraverso l’imposizione del suo metodo di pagamento agli sviluppatori. La decisione finale verrà presa durante l’udienza del 21 maggio.
Possibile sanzione fino a 38 miliardi di dollari
La vicenda è iniziata nel 2021, quando un gruppo non-profit ha segnalato le pratiche anticoncorrenziali di Apple, tra cui l’imposizione del metodo di pagamento proprietario che prevede una commissione del 30% a carico degli sviluppatori. Successivamente è arrivata anche la segnalazione di Match Group, azienda che possiede Tinder.
La Competition Commission of India (CCI) ha quindi avviato un’indagine, al termine della quale ha stabilito l’abuso di posizione dominante. In pratica, gli sviluppatori sono “costretti” a seguire le linee guida di App Store e pagare il 30% ad Apple per ogni acquisto.
L’azienda di Cupertino ha dichiarato che la sua quota di mercato è marginale (era il 4%, oggi è il 9%). Il “monopolista” in India è Google con Android. La CCI ha evidenziato che App Store è l’unico canale di accesso alle app iOS e chiesto ad Apple di fornire i dati finanziari per il calcolo della sanzione. Questa informazione non è stata comunicata, quindi l’autorità antitrust ha concesso due settimane di tempo per rispondere. L’udienza finale è prevista il 21 maggio.
Apple ha presentato ricorso contro la nuova legge che quantifica le sanzioni per violazioni antitrust. In base a questa legge si considera il fatturato globale di un’azienda, non quello in India. Se venisse applicata la massima percentuale (10%), Apple rischia una multa di 38 miliardi di dollari.
In attesa dell’esito del ricorso, l’azienda californiana aveva chiesto una sospensione del procedimento, ma la CCI ha respinto la richiesta.