Apple, Siri e il brevetto cinese

Il gigante di Cupertino nel mirino di una telco di Shanghai, per la presunto sfruttamento indebito di un software di riconoscimento vocale per l'assistente digitale Siri

Roma – Nuovi screzi cinesi per i vertici di Apple, trascinati in aula da una telco di Shanghai per il presunto sfruttamento indebito di una tecnologia troppo simile a quella implementata nel 2007 nella primissima versione del servizio di assistenza vocale Siri . Con oltre 100 milioni di utenti in terra asiatica, Zhizhen Network Technology ha accusato la Mela di violazione di un brevetto regolarmente registrato nel lontano 2004.

Al centro della nuova contesa legale , il software cinese Xiao i Robot , servizio dal funzionamento molto simile a quello lanciato da Apple dal modello 4S del suo popolare smartphone iPhone. Gli avvocati di Zhizhen hanno convocato quelli della Mela nella fase pre-dibattimentale, con la più ferma intenzione di chiedere al giudice locale il blocco delle vendite dei dispositivi contenenti Siri .

Un problema in più per il gigante di Cupertino, dopo che lo stesso CEO Tim Cook aveva previsto il sorpasso della Cina in qualità di mercato più redditizio per le casse della Mela.

In precedenza, Apple era stata costretta al pagamento di 60 milioni di dollari in favore di Shenzhen Proview Technology dopo una lunga sfida sul marchio iPad. Più recentemente , numerosi media di stato hanno puntato il dito contro le garanzie AppleCare.

Gli avvocati di Zhizhen non hanno affatto escluso la possibilità di una sanzione pecuniaria per l’azienda californiana.

Mauro Vecchio

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  • The Troll Is Trolled scrive:
    Il fallimento dell'iDiota
    'sapere libero', per intenderci.(rotfl)
  • jumpjack scrive:
    Libri elettrici e auto elettriche
    I libri di testo digitali sono come le auto elettriche: tecnicamente possibili, utili, migliori... ma non devono esistere.Immaginate un bambino di 10 anni che invece di andare a scuola con sulle spalle 10kg/300 euro di libri, ci va con 0,1kg/100 euro di tablet, che riutilizzera' per i successivi 10 anni di scuola, scaricandoci dentro tutti gli ebook di testo che gli servono, pagandoli 2 euro l'uno.Moltiplicando il tutto per un milione di bambini, otteniamo 3 MILIARDI di euro che... non alimentano più l'economia.Quindi, i libri di testo elettronici non devono esistere.E i bambini devono continuare ad andare a scuola con una carriola per portare tutti i libri...
    • Sgabbio scrive:
      Re: Libri elettrici e auto elettriche
      Possono esistere, venderanno i libri di testo con lo stesso prezzo del cartaceo, con la scusa del iva.
      • jumpjack scrive:
        Re: Libri elettrici e auto elettriche
        eh, ma poi gli ebook li puoi crackare, copiare e passare agli amici, agli eredi... E con ottima qualità digitale,mica come un libro usato, sottolineato e strappato!- Scritto da: Sgabbio
        Possono esistere, venderanno i libri di testo con
        lo stesso prezzo del cartaceo, con la scusa del
        iva.
        • panda rossa scrive:
          Re: Libri elettrici e auto elettriche
          - Scritto da: jumpjack
          eh, ma poi gli ebook li puoi crackare, copiare e
          passare agli amici, agli eredi... E con ottima
          qualità digitale,mica come un libro usato,
          sottolineato e
          strappato!Si chiama progresso! E provoca l'estinzione dei parassiti.
  • sapere libero scrive:
    il trionfo degli iDioti
    dispiace constatare che purtroppo, come emerge abbastanza chiaramente dal contenuto e dal tono di molti commenti di tanti tecno-entusiasti, questi ultimi decenni di progressivo smantellamento della scuola come possibilità per imparare a conoscere la realtà e formarsi una propria coscienza, consapevolezza e capacità critica hanno prodotto i risultati voluti: masse di iDioti (senza offesa eh, solo che rende bene l'idea...) formate per essere in tutto e per tutta la vita funzionali alla società mondializzata del conformismo consumista delle merci e del pensiero, semplici ingranaggi passivi della megamacnicchina tecnoeconomica del profitto e dello sfruttamento a vantaggio di pochi...
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: il trionfo degli iDioti
      contenuto non disponibile
      • Sintesi scrive:
        Re: il trionfo degli iDioti
        Brillante sintesi, che purtroppo ha valore solo per chi non ne ha bisogno, mentre i giovani vengono ammaestrati per bene, approfittando del fatto che la stessa perversa macchina della massificazione ha già creato altre generazioni di Idioti, degni genitori degli iDioti...
    • Sgabbio scrive:
      Re: il trionfo degli iDioti
      cosa centra questo con l'utilizzo di libri di testo comporti da file ?
    • iRoby scrive:
      Re: il trionfo degli iDioti
      La scuola attuale è una porcheria!Sostituisco il video precedente con questo. È più completo ed eloquente. [yt]SVeNeN4MoNU[/yt]-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 29 marzo 2013 20.08-----------------------------------------------------------
  • Saponara Antonio scrive:
    Il valore pedagogico della carta
    Non concordo con l'uso del formato elettronico dei libri nella scuola primaria, semplicemente perché ne considero e valuto anche il carattere di strumento di apprendimento e sviluppo pedagogico tipico della gestualità e manualità e gestualità (anche grafica) che al cartaceo si accompagna.o. Il libro da parte del bambino deve essere sfogliato, sottolineato, annusato, logorato, senza dimenticare che sulle sue pagine si prendono appunti e note, quando non esistano specifici esercizi di ortografia e grafia da completare sullo stesso lbro. Tutti questi sono aspetti che sul foglio digitale risultano altamente limitati o assenti. Per i problemi di peso basterebbe trasformare i libri in fascicoli (suddivisi per capitoli) con raccoglitore.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Il valore pedagogico della carta
      contenuto non disponibile
      • sapere libero scrive:
        Re: Il valore pedagogico della carta
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: Saponara Antonio

        annusato

        Ci mancava il solito feticista.in compenso c'è il solito iDiota...
    • panda rossa scrive:
      Re: Il valore pedagogico della carta
      - Scritto da: Saponara Antonio
      Non concordo con l'uso del formato elettronico
      dei libri nella scuola primaria, semplicemente
      perché ne considero e valuto anche il carattere
      di strumento di apprendimento e sviluppo
      pedagogico tipico della gestualità e manualità e
      gestualità (anche grafica) che al cartaceo si
      accompagna.o. Il libro da parte del bambino deve
      essere sfogliato, sottolineato, annusato,
      logorato, senza dimenticare che sulle sue pagine
      si prendono appunti e note, quando non esistano
      specifici esercizi di ortografia e grafia da
      completare sullo stesso lbro. Tutti questi sono
      aspetti che sul foglio digitale risultano
      altamente limitati o assenti. Per i problemi di
      peso basterebbe trasformare i libri in fascicoli
      (suddivisi per capitoli) con
      raccoglitore.Scriveva un maestro che insegnava in una zigurrat nell'antica Babilonia: <i
      Non concordo con l'uso del formato dei rotoli di papiro dei libri nella scuola, semplicemente perché ne considero e valuto anche il carattere di strumento di apprendimento e sviluppo pedagogico tipico della gestualità e manualità e gestualità (anche grafica) che all'argilla si accompagna. La tavoletta da parte del bambino deve essere impastata, incisa, annusata, logorata, senza dimenticare che sulla sua superficie si prendono appunti e note, quando non esistano specifici esercizi di ortografia e grafia da completare sulla stessa tavoletta. Tutti questi sono aspetti che sul rotolo di papiro risultano altamente limitati o assenti. Per i problemi di peso basterebbe trasformare le tavolette in fascicoli (suddivisi per capitoli) con raccoglitore. </i
    • anverone99 scrive:
      Re: Il valore pedagogico della carta
      - Scritto da: Saponara Antonio
      Non concordo con l'uso del formato elettronico
      dei libri nella scuola primaria, semplicemente
      perché ne considero e valuto anche il carattere
      di strumento di apprendimento e sviluppo
      pedagogico tipico della gestualità e manualità e
      gestualità (anche grafica) che al cartaceo si
      accompagna.o. Il libro da parte del bambino deve
      essere sfogliato, sottolineato, annusato,
      logorato, senza dimenticare che sulle sue pagine
      si prendono appunti e note, quando non esistano
      specifici esercizi di ortografia e grafia da
      completare sullo stesso lbro. Tutti questi sono
      aspetti che sul foglio digitale risultano
      altamente limitati o assenti. Per i problemi di
      peso basterebbe trasformare i libri in fascicoli
      (suddivisi per capitoli) con
      raccoglitore.Secondo me queste sono cose da non sottovalutare. I libri illustrati, cartonati, con le pagine che si aprono e formano immagini in 3D sono fra i primi "giochi" che si danno ai bambini. Poi essi imitano, disegnano, copiano ecc.Oramai non c'e' piu' "l'abitudine" ai libri e infatti si legge sempre meno.Si arrivera' come raccontato da H. G. Wells ne "La macchina del tempo" :(
      • krane scrive:
        Re: Il valore pedagogico della carta
        - Scritto da: anverone99
        - Scritto da: Saponara Antonio

        Non concordo con l'uso del formato

        elettronico dei libri nella scuola

        primaria, semplicemente perché ne

        considero e valuto anche il carattere

        di strumento di apprendimento e sviluppo

        pedagogico tipico della gestualità e

        manualità e gestualità (anche grafica)

        che al cartaceo si accompagna.o. Il

        libro da parte del bambino deve

        essere sfogliato, sottolineato, annusato,

        logorato, senza dimenticare che sulle

        sue pagine si prendono appunti e

        note, quando non esistano specifici

        esercizi di ortografia e grafia da

        completare sullo stesso lbro. Tutti

        questi sono aspetti che sul foglio

        digitale risultano altamente limitati

        o assenti. Per i problemi di peso

        basterebbe trasformare i libri in

        fascicoli (suddivisi per capitoli) con

        raccoglitore.
        Secondo me queste sono cose da non sottovalutare.
        I libri illustrati, cartonati, con le pagine che
        si aprono e formano immagini in 3D sono fra i
        primi "giochi" che si danno ai bambini. Poi essi
        imitano, disegnano, copiano
        ecc.
        Oramai non c'e' piu' "l'abitudine" ai libri
        e infatti si legge sempre meno.
        Si arrivera' come raccontato da H. G. Wells ne
        "La macchina del tempo"
        :(Non c'e' problema: ebook con display olografico, hp ne ha appena fatto un display olografico interessante.Oppure gli diamo una stampante 3D !
    • Jacopo scrive:
      Re: Il valore pedagogico della carta
      - Scritto da: Saponara Antonio
      Non concordo con l'uso del formato elettronico
      dei libri nella scuola primaria, semplicemente
      perché ne considero e valuto anche il carattere
      di strumento di apprendimento e sviluppo
      pedagogico tipico della gestualità e manualità e
      gestualità (anche grafica) che al cartaceo si
      accompagna.o. Il libro da parte del bambino deve
      essere sfogliato, sottolineato, annusato,
      logorato, senza dimenticare che sulle sue pagine
      si prendono appunti e note, quando non esistano
      specifici esercizi di ortografia e grafia da
      completare sullo stesso lbro. Tutti questi sono
      aspetti che sul foglio digitale risultano
      altamente limitati o assenti. Per i problemi di
      peso basterebbe trasformare i libri in fascicoli
      (suddivisi per capitoli) con
      raccoglitore.Posso capirlo dall'asilo alle elementari, to...ti concedo anche le medie""Ma ad uno studente delle superiori di annusare la carte non glie ne sbatte proprio una beneamata!
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Il valore pedagogico della carta
      - Scritto da: Saponara Antonio
      Non concordo con l'uso del formato elettronico
      dei libri nella scuola primaria, semplicemente
      perché ne considero e valuto anche il carattere
      di strumento di apprendimento e sviluppo
      pedagogico tipico della gestualità e manualità e
      gestualità (anche grafica) che al cartaceo si
      accompagna.o.E a cosa serve questa "gestualità e manualità", se in futuro la carta verrà abbandonata?Perchè non insegnare anche a condurre una carrozza, quando si va a scuola guida? È del tutto inutile promuovere l'insegnamento di qualcosa che non si userà mai (si ottiene solo di fornire un argomento a chi sostiene che la scuola è inutile)
      Il libro da parte del bambino deve
      essere sfogliatoVoltare pagina su un ebook non va bene?
      , sottolineatoPuoi evidenziare come vuoi, su un ebook... e SENZA compromettere/vandalizzare il libro (io personalmente odio i libri pasticciati da sottolineature a caso)
      , annusato,Un altro feticista dell'odore della carta? Ma voi cosa fate con i libri? Li leggete o li sniffate?Comprati una bomboletta di "odore di libro" spray e sei a posto per anni.
      logorato, senza dimenticare che sulle sue pagine
      si prendono appunti e noteIlleggibili. Non è meglio aprire un file di testo vero e proprio?
      , quando non esistano
      specifici esercizi di ortografia e grafia da
      completare sullo stesso lbro.E che puoi fare su un computer da venti anni almeno, con il vantaggio che puoi avere la correzione istantanea.
      Tutti questi sono
      aspetti che sul foglio digitale risultano
      altamente limitati o assenti.Falso.
      Per i problemi di
      peso basterebbe trasformare i libri in fascicoli
      (suddivisi per capitoli) con
      raccoglitore.Certo... così metà della classe arriva con il fascicolo sbagliato.
  • paoloholzl scrive:
    Vedrete l'implementazione all'italiana
    Magari sceglieranno dei dispositivi non in grado di leggere ipab o pdf.E passare il libro da un figlio all'altro? E comperare i libri usati?Non aspettiamoci un gran sgravio del portafogli.Poi uno dirà finalmente fine delle cartelle pesanti ... poi magari vorranno il dizionario cartaceo da 1Kg (non puoi lasciare il dispositivo che magari ha il libro dentro durante i compiti).Poi ci vorranno i quaderni (altrimenti come fanno a correggere).Il libro delle presenze, il diario per scrivere le note...Insomma, la trovo una manovra giusta, diciamo che mi aspetto una cartella con qualche chilo in meno, meglio che niente.Ma saranno le modalità attuative a dire quanto questa adozione possa essere davvero efficace.
    • Jacopo scrive:
      Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
      - Scritto da: paoloholzl
      Magari sceglieranno dei dispositivi non in grado
      di leggere ipab o
      pdf.
      E passare il libro da un figlio all'altro? E
      comperare i libri
      usati?
      Non aspettiamoci un gran sgravio del portafogli.

      Poi uno dirà finalmente fine delle cartelle
      pesanti ... poi magari vorranno il dizionario
      cartaceo da 1Kg (non puoi lasciare il dispositivo
      che magari ha il libro dentro durante i
      compiti).
      Poi ci vorranno i quaderni (altrimenti come fanno
      a
      correggere).
      Il libro delle presenze, il diario per scrivere
      le
      note...

      Insomma, la trovo una manovra giusta, diciamo che
      mi aspetto una cartella con qualche chilo in
      meno, meglio che
      niente.
      Ma saranno le modalità attuative a dire quanto
      questa adozione possa essere davvero
      efficace.Bhè ti assicuro che mantenere in una cartella dizionario, quaderni e diario eliminando TUTTI i libri toglie il 90% del peso!!! mica qualche kg!Il dizionario poi lo porti dietro solo nei casi in cui è richiesto un saggio in italiano o inglese, per il resto non si muove da casa!Facessero pagari i libri direttamente a chi li ha scriti senza passare dalle case editrici sarebbe il top!Ad esempio se il professore di matematica scrive il sui libro lo propone a 5 euro in pdf scaricabile dal sito della scuola e via!TAntissimi soldi risparmiati e cartelle molto leggere!Oltretutto il supporto per leggere lo compri una volta sola ed ogniuno si compra quello che vuole!Un Ereader costa ormai una XXXXXXX, il mio manuale di sistemi di rete costava come 3 ereader di oggi! e pesava come 10 degli stessi :D
      • Leguleio scrive:
        Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
        - Scritto da: Jacopo
        Facessero pagari i libri direttamente a chi li ha
        scriti senza passare dalle case editrici sarebbe
        il
        top!Non è praticabile, attualmente.Esattamente come non è possibile andare dal contadino e acquistare da lui tutta la frutta che vogliamo. Ci vuole il fruttivendolo. Sì, magari qualche cascina sta anche vicina a casa, si fa un salto il fine settimana e si comprano fave e carrube. Ma tutte le altre?
        Ad esempio se il professore di matematica scrive
        il sui libro lo propone a 5 euro in pdf
        scaricabile dal sito della scuola e
        via!Non tutti i professori sono in grado di scrivere un libro di testo.Non tutti i professori ne hanno la voglia.
        Oltretutto il supporto per leggere lo compri una
        volta sola ed ogniuno si compra quello che
        vuole!Guarda che pure l'Amazon Kindle, il Sony Reader, il Kobo Glo e il Libre eBook Reader Pro si rompono. E forse anche più spesso di un libro.
        • Sgabbio scrive:
          Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
          01/10
        • panda rossa scrive:
          Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Jacopo


          Facessero pagari i libri direttamente a chi
          li
          ha

          scriti senza passare dalle case editrici
          sarebbe

          il

          top!

          Non è praticabile, attualmente.
          Esattamente come non è possibile andare dal
          contadino e acquistare da lui tutta la frutta che
          vogliamo. Ci vuole il fruttivendolo.

          Sì, magari qualche cascina sta anche vicina a
          casa, si fa un salto il fine settimana e si
          comprano fave e carrube. Ma tutte le
          altre?Se la frutta fosse digitale sarebbe possibile.Magari un giorno avremo tutti in casa un apparecchio che gli metti dentro un seme e dopo qualche minuto esce il frutto maturo...

          Ad esempio se il professore di matematica
          scrive

          il sui libro lo propone a 5 euro in pdf

          scaricabile dal sito della scuola e

          via!

          Non tutti i professori sono in grado di scrivere
          un libro di
          testo.
          Non tutti i professori ne hanno la voglia.Ne basta uno!

          Oltretutto il supporto per leggere lo compri
          una

          volta sola ed ogniuno si compra quello che

          vuole!

          Guarda che pure l'Amazon Kindle, il Sony Reader,
          il Kobo Glo e il Libre eBook Reader Pro si
          rompono. E forse anche più spesso di un
          libro.Fino ad ora abbiamo visto molti piu' iphone rotti che kindle.E comunque basta inserirli in un guscio di silicone spesso mezzo dito e puoi anche farli cadere da un paio di metri senza danni.L'iphone invece, siccome fa figo, e' un delitto chiuderlo nel guscio di silicone: la gente non potrebbe apprezzarne il logo e gli splendidi spigoli stondati.
          • krane scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            - Scritto da: Jacopo


            Facessero pagari i libri direttamente


            a chi li ha scriti senza passare dalle


            case editrici sarebbe il top!

            Non è praticabile, attualmente.

            Esattamente come non è possibile andare

            dal contadino e acquistare da lui tutta

            la frutta che vogliamo. Ci vuole il

            fruttivendolo.

            Sì, magari qualche cascina sta anche vicina a

            casa, si fa un salto il fine settimana e si

            comprano fave e carrube. Ma tutte le

            altre?
            Se la frutta fosse digitale sarebbe possibile.
            Magari un giorno avremo tutti in casa un
            apparecchio che gli metti dentro un seme e dopo
            qualche minuto esce il frutto
            maturo...Lascia stare...Non riconoscerebbe un sintetizzatore neanche se gli facessero studiare a memoria tutte le puntate di next.
          • Leguleio scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: krane
            Lascia stare...
            Non riconoscerebbe un sintetizzatore neanche se
            gli facessero studiare a memoria tutte le puntate
            di
            next.Come no? Senti che suono, e siamo nel 1969!http://www.youtube.com/watch?v=oYTu__hhMws
          • Leguleio scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: panda rossa


            Facessero pagari i libri direttamente a
            chi

            li

            ha


            scriti senza passare dalle case editrici

            sarebbe


            il


            top!



            Non è praticabile, attualmente.

            Esattamente come non è possibile andare dal

            contadino e acquistare da lui tutta la
            frutta
            che

            vogliamo. Ci vuole il fruttivendolo.



            Sì, magari qualche cascina sta anche vicina a

            casa, si fa un salto il fine settimana e si

            comprano fave e carrube. Ma tutte le

            altre?

            Se la frutta fosse digitale sarebbe possibile.
            Magari un giorno avremo tutti in casa un
            apparecchio che gli metti dentro un seme e dopo
            qualche minuto esce il frutto
            maturo...Io ti parlo dell'oggi. Fruttivendoli e grossisti sono ancora necessari.


            Ad esempio se il professore di
            matematica

            scrive


            il sui libro lo propone a 5 euro in pdf


            scaricabile dal sito della scuola e


            via!



            Non tutti i professori sono in grado di
            scrivere

            un libro di

            testo.

            Non tutti i professori ne hanno la voglia.

            Ne basta uno!Be', io rispondevo a "scrive il suo libro" e a "lo mette sul sito della scuola". Quindi per ogni scuola ce ne vuole almeno uno. ;-)A parole sono tutti benefattori. Nella vita quotidiana, molto meno. Sta' tranquillo che se il professore si accorge che molti suoi colleghi al di fuori della sua scuola utilizzano il libro, inizia a chiedere i diritti. Finché si rimane nell'ambito dell'istituto in cui si insegna è come stare in famiglia.


            Oltretutto il supporto per leggere lo
            compri

            una


            volta sola ed ogniuno si compra quello
            che


            vuole!



            Guarda che pure l'Amazon Kindle, il Sony
            Reader,

            il Kobo Glo e il Libre eBook Reader Pro si

            rompono. E forse anche più spesso di un

            libro.

            Fino ad ora abbiamo visto molti piu' iphone rotti
            che
            kindle.
            E comunque basta inserirli in un guscio di
            silicone spesso mezzo dito e puoi anche farli
            cadere da un paio di metri senza
            danni.Sì, non parlo solo di danni da impatto. Le cause più comuni pare siano dovute alla batteria e alla connessione elettrica del circuito alla batteria:http://forum.simplicissimus.it/amazon-kindle/il-mio-kindle-e-morto/15/Dal forum leggo:"Ho parlato con l'assistenza e per i kindle fuori garanzia non riparano, a quanto pare, manco a pagamento. Decretano la morte e offrono uno sconto di 20$".Sarà vero?
          • panda rossa scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: Leguleio

            Io ti parlo dell'oggi. Fruttivendoli e grossisti
            sono ancora
            necessari.Editori e librerie non piu'.


            Non tutti i professori ne hanno la
            voglia.



            Ne basta uno!

            Be', io rispondevo a "scrive il suo libro" e a
            "lo mette sul sito della scuola". Quindi per ogni
            scuola ce ne vuole almeno uno.
            ;-)Ne basta sempre uno che puo' essere usato in piu' scuole.
            A parole sono tutti benefattori. Nella vita
            quotidiana, molto meno. Sta' tranquillo che se il
            professore si accorge che molti suoi colleghi al
            di fuori della sua scuola utilizzano il libro,
            inizia a chiedere i diritti.Tu ti fai pagare quando vai a fare donazioni di sangue?O molto piu' probabilmente non sei un donatore?Hai firmato la liberatoria che autorizza l'espianto dei tuoi organi in malaugurato caso di dipartita?Ci vuol poco ad essere benefattori, ma la maggioranza e' molto egoista, salvo approfittare dell'altrui generosita'.
            Finché si rimane nell'ambito dell'istituto in cui
            si insegna è come stare in famiglia.Allora aggiungiamo al lungo elenco dei parassiti anche chi scrive per lucro.Ci accontentiamo di chi scrive solo per passione.

            E comunque basta inserirli in un guscio di

            silicone spesso mezzo dito e puoi anche farli

            cadere da un paio di metri senza

            danni.

            Sì, non parlo solo di danni da impatto. Le cause
            più comuni pare siano dovute alla batteria e alla
            connessione elettrica del circuito alla
            batteria:

            http://forum.simplicissimus.it/amazon-kindle/il-mi

            Dal forum leggo:

            "Ho parlato con l'assistenza e per i kindle fuori
            garanzia non riparano, a quanto pare, manco a
            pagamento. Decretano la morte e offrono uno
            sconto di
            20$".

            Sarà vero?Stai parlando di un DRM con lettore di ebook intorno. Niente di piu' facile che chiedano di scucire altri soldi.Restiamo nell'ambito dei lettori di ebook liberi...
          • Leguleio scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: panda rossa

            Io ti parlo dell'oggi. Fruttivendoli e
            grossisti

            sono ancora

            necessari.

            Editori e librerie non piu'.Magari un giorno scompariranno. Ma non per decreto, o perché qualcuno come Panda Rossa ha deciso che debbano farlo perché gli stanno antipatici. Estinzione naturale, e graduale. È facile che tu non ci sarai più.

            A parole sono tutti benefattori. Nella vita

            quotidiana, molto meno. Sta' tranquillo che
            se
            il

            professore si accorge che molti suoi
            colleghi
            al

            di fuori della sua scuola utilizzano il
            libro,

            inizia a chiedere i diritti.

            Tu ti fai pagare quando vai a fare donazioni di
            sangue?No.
            O molto piu' probabilmente non sei un donatore?Nemmeno.Ma mai dire mai.
            Hai firmato la liberatoria che autorizza
            l'espianto dei tuoi organi in malaugurato caso di
            dipartita?No.
            Ci vuol poco ad essere benefattori, ma la
            maggioranza e' molto egoista, salvo approfittare
            dell'altrui
            generosita'.Scrivere un libro costa tempo e dolore.Magari tu pensi che mettere giù un testo per le scuole medie sia come scrivere un romanzo di Moccia. No, è molto più faticoso, bisogna chiedersi ad ogni frase se è abbastanza comprensibile al pubblico a cui è rivolto e ad ogni capitolo se non si è per caso scritto un po' troppo.Un romanziere ha come unico limite il numero delle pagine.Quindi, nessuno lo fa per piacere.

            Finché si rimane nell'ambito dell'istituto
            in
            cui

            si insegna è come stare in famiglia.

            Allora aggiungiamo al lungo elenco dei parassiti
            anche chi scrive per
            lucro.Ma a questo punto non si salva più nessuno. :o
          • panda rossa scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa




            Io ti parlo dell'oggi. Fruttivendoli e

            grossisti


            sono ancora


            necessari.



            Editori e librerie non piu'.

            Magari un giorno scompariranno. Ma non per
            decreto,Veramente gli editori parassiti e' proprio per decreto che oggi esistono ancora.Da una parte l'editoria scolastica con tutta la mafia di cui abbiamo discusso; dall'altra l'editoria di informazione che ingrassa a suon di contributi ministeriali.Abroghiamo queste leggi ad castam e gia' dall'anno prossimo sui liberi pdf di storia potremo leggere della scomparsa dell'editoria parassita.
            o perché qualcuno come Panda Rossa ha
            deciso che debbano farlo perché gli stanno
            antipatici. Estinzione naturale, e graduale.
            È facile che tu non ci sarai
            più.Grazie per l'augurio di prematura dipartita!Buona Pasqua pure a te.


            A parole sono tutti benefattori. Nella
            vita


            quotidiana, molto meno. Sta' tranquillo
            che

            se

            il


            professore si accorge che molti suoi

            colleghi

            al


            di fuori della sua scuola utilizzano il

            libro,


            inizia a chiedere i diritti.



            Tu ti fai pagare quando vai a fare donazioni
            di

            sangue?

            No.


            O molto piu' probabilmente non sei un
            donatore?

            Nemmeno.
            Ma mai dire mai.



            Hai firmato la liberatoria che autorizza

            l'espianto dei tuoi organi in malaugurato
            caso
            di

            dipartita?

            No.


            Ci vuol poco ad essere benefattori, ma la

            maggioranza e' molto egoista, salvo
            approfittare

            dell'altrui

            generosita'.

            Scrivere un libro costa tempo e dolore.Se questo e' il costo, non scriverlo.Non c'e' nessuna prescrizione medica che imponga lo scrivere libri.
            Magari tu pensi che mettere giù un testo per le
            scuole medie sia come scrivere un romanzo di
            Moccia. No, è molto più faticoso, bisogna
            chiedersi ad ogni frase se è abbastanza
            comprensibile al pubblico a cui è rivolto e ad
            ogni capitolo se non si è per caso scritto un po'
            troppo.Un testo elettronico si modifica in fretta.Non e' mica come i libri inchiostrati che se c'e' un errore butti tutta la tiratura.
            Un romanziere ha come unico limite il numero
            delle pagine.
            Quindi, nessuno lo fa per piacere.Questa tua ultima affermazione ricevera' dozzine di smentite.Tu quanta fatica fai a scrivere sul forum di PI?Mi viene da pensare che un pochino tu ti diverta, o no?Quindi una bella raccolta di tutti i post di PI, in un bel libro elettronico (che abbiamo scritto anche pagine interessanti e divertenti qua dentro), e' il classico esempio di libro scritto per il puro piacere di scrivere.


            Finché si rimane nell'ambito
            dell'istituto

            in

            cui


            si insegna è come stare in famiglia.



            Allora aggiungiamo al lungo elenco dei
            parassiti

            anche chi scrive per

            lucro.

            Ma a questo punto non si salva più nessuno. :oHai una visione estremamente limitata dell'uomo, tu.
        • Jacopo scrive:
          Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Jacopo
          Non è praticabile, attualmente.
          Esattamente come non è possibile andare dal
          contadino e acquistare da lui tutta la frutta che
          vogliamo. Ci vuole il fruttivendolo.

          Sì, magari qualche cascina sta anche vicina a
          casa, si fa un salto il fine settimana e si
          comprano fave e carrube. Ma tutte le
          altre?1- è praticabile, sei tu che non hai voglia di andare dal contadino.2- pagare un libro a chi lo scrive è fattibilissimo!3- evita di fare esempi a XXXXXXX che non hanno nulla a che vedere con l'argomento4- quando compri un app o supporti uno sviluppatore paghi qualcun'altro?
          Non tutti i professori sono in grado di scrivere
          un libro di
          testo.
          Non tutti i professori ne hanno la voglia.E chi pensi che li scriva i libri per le scuole?La fata tirchina oppure UN professore?Se quel professore mette il libro scaricabile a 2 euro alle scuole (più istituti non uno solo, te lo specifico altrimenti penso che non ci arrivi)gli studenti potranno usufrirne senza dover pagari i rimanentei 38/48 di un libro normale.
          Guarda che pure l'Amazon Kindle, il Sony Reader,
          il Kobo Glo e il Libre eBook Reader Pro si
          rompono. E forse anche più spesso di un
          libro.Si rompono se cadono! altrimenti non esplodono normalmente!anche i libri prendono fuoco o si bagnano, basta starci attenti!E comunque un reader da 50 costa esattamente come UN (uno soolo) libro nuovo.
    • roby6732 scrive:
      Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
      - Scritto da: paoloholzl
      Magari sceglieranno dei dispositivi non in grado
      di leggere ipab o
      pdf.
      E passare il libro da un figlio all'altro? E
      comperare i libri
      usati?
      Non aspettiamoci un gran sgravio del portafogli.

      Poi uno dirà finalmente fine delle cartelle
      pesanti ... poi magari vorranno il dizionario
      cartaceo da 1Kg (non puoi lasciare il dispositivo
      che magari ha il libro dentro durante i
      compiti).
      Poi ci vorranno i quaderni (altrimenti come fanno
      a
      correggere).
      Il libro delle presenze, il diario per scrivere
      le
      note...

      Insomma, la trovo una manovra giusta, diciamo che
      mi aspetto una cartella con qualche chilo in
      meno, meglio che
      niente.
      Ma saranno le modalità attuative a dire quanto
      questa adozione possa essere davvero
      efficace.A mio avviso questa non sarebbe una cosa malvagia,se i formati dei file fossero liberi,i contenuti liberi da royaties e simili e i dispositivi avessero un sistema libero.Messa così mi sa tanto dell'ennesima tangente pagata ad un ministro da una software-house o peggio ancora una hardware-house per vendere dispositivi,nel più classico stile corrotto-italiano.
      • panda rossa scrive:
        Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
        - Scritto da: roby6732

        A mio avviso questa non sarebbe una cosa
        malvagia,se i formati dei file fossero liberi,i
        contenuti liberi da royaties e simili e i
        dispositivi avessero un sistema
        libero.
        Messa così mi sa tanto dell'ennesima tangente
        pagata ad un ministro da una software-house o
        peggio ancora una hardware-house per vendere
        dispositivi,nel più classico stile
        corrotto-italiano.Stiamo parlando di editori: una casta parassitaria che da secoli corrompe il potere per il porprio personalissimo tornaconto.Le software house non hanno tutto questo potere lobbistico come l'editoria.
        • thebecker scrive:
          Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: roby6732




          A mio avviso questa non sarebbe una cosa

          malvagia,se i formati dei file fossero
          liberi,i

          contenuti liberi da royaties e simili e i

          dispositivi avessero un sistema

          libero.

          Messa così mi sa tanto dell'ennesima tangente

          pagata ad un ministro da una software-house o

          peggio ancora una hardware-house per vendere

          dispositivi,nel più classico stile

          corrotto-italiano.

          Stiamo parlando di editori: una casta
          parassitaria che da secoli corrompe il potere per
          il porprio personalissimo
          tornaconto.
          Le software house non hanno tutto questo potere
          lobbistico come
          l'editoria.Microsoft è una software house, è di qualche giorno fa la notizia che pagava tangenti e credo che i USA sia una lobby....Il tuo discorso va bene per le piccole software house, ma per le grandi multinazionali è tutto un alro discorso.
          • Leguleio scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            - Scritto da: thebecker





            A mio avviso questa non sarebbe una cosa


            malvagia,se i formati dei file fossero

            liberi,i


            contenuti liberi da royaties e simili e
            i


            dispositivi avessero un sistema


            libero.


            Messa così mi sa tanto dell'ennesima
            tangente


            pagata ad un ministro da una
            software-house
            o


            peggio ancora una hardware-house per
            vendere


            dispositivi,nel più classico stile


            corrotto-italiano.



            Stiamo parlando di editori: una casta

            parassitaria che da secoli corrompe il
            potere
            per

            il porprio personalissimo

            tornaconto.

            Le software house non hanno tutto questo
            potere

            lobbistico come

            l'editoria.

            Microsoft è una software house, è di qualche
            giorno fa la notizia che pagava tangenti Una voce, più che una notizia. Il Dipartimento della giustizia Usa ancora non a rilasciato smentite né conferme.
            e credo
            che i USA sia una lobby....Da quello che ho capito, negli Usa ci sono le seguenti lobby in materia di software:http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_software_lobbying_groupsLa Microsoft è dentro sia alla Initiative for software choice, sia alla BSA (the software alliance). Si parla di lobby a livello federale. Nulla vieta alla Microsoft di fare lobby a livello solo statale, in California, dove è meno regolamentata.
          • Leguleio scrive:
            Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
            ULPP... non ha rilasciato. Che mi succede oggi?
        • roby6732 scrive:
          Re: Vedrete l'implementazione all'italiana
          - Scritto da: panda rossa

          Stiamo parlando di editori: una casta
          parassitaria che da secoli corrompe il potere per
          il porprio personalissimo
          tornaconto.
          Le software house non hanno tutto questo potere
          lobbistico come
          l'editoria.Può anche darsi che tu abbia ragione,tuttavia nessuno può negare che quando una software-house riesce a condizionare i produttori di hardware per avere un secure-boot restrittivo a suo favore ed a scapito degli altri,può anche avere i fondi per corrompere chi di dovere ad acquistare il proprio prodotto e quindi condizionare le persone a non saper usare altro.Naturalmente l'editoria ha potere diretto sulle opinioni delle persone,in quanto le condizionano direttamente e non indirettamente.Ma a chi danno retta i politici; a chi sparla di loro o a chi li paga sottobanco?
  • iRoby scrive:
    Non è il formato il problema
    Non non è il formato dei libri la cosa importante.Ma è il loro contenuto.Il problema è anche la struttura dell'insegnamento oggi, che è studiata per formare ingranaggi funzionali alla società produttiva ed al Sistema, è sbagliato!Costruita così oggi la scuola toglie ai figli la voglia di vivere.La scuola attuale uccide la creatività!http://www.ted.com/talks/lang/it/ken_robinson_says_schools_kill_creativity.htmlhttp://mag.wired.it/rivista/storie/2011/09/06/sir-ken-robinson-insegniamo-ai-nostri-figli-a-pensare-lateralmente.htmlhttp://www.finanzaelambrusco.it/index.php?option=com_content&view=article&id=334
    • sapere libero scrive:
      Re: Non è il formato il problema
      - Scritto da: iRoby
      Non non è il formato dei libri la cosa importante.beh... anche quello è un problema invece, e pure molto grosso
      Ma è il loro contenuto.infatti, ma questo si lega anche ai formati e alle licenze: con formati completamente aperti e liberi (da brevetti, drm e tutta questa XXXXX) e con licenze copyleft, sarebbe moooooooolto più facile la collaborazione, la condivisione e la diffusione di contenuti non necessariamente provenienti dalle solite "fonti" (centri di potere "culturale" istituzionali/istituzionalizzati e multinazionali dell'hardware, del software e dell'editoria) che hanno invece tutto l'interesse a blindare dispositivi, formati e contenuti...
      Il problema è anche la struttura
      dell'insegnamento oggi, che è studiata per
      formare ingranaggi funzionali alla società
      produttiva ed al Sistema, è sbagliato!

      Costruita così oggi la scuola toglie ai figli la
      voglia di vivere.

      La scuola attuale uccide la creatività!

      http://www.ted.com/talks/lang/it/ken_robinson_says

      http://mag.wired.it/rivista/storie/2011/09/06/sir-

      http://www.finanzaelambrusco.it/index.php?option=cconcordodescolarizzazione!http://www.altraofficina.it/ivanillich/Libri/Descolarizzare/descolarizzare.htm
  • Pito Pato scrive:
    Sovraesposizione
    Al di là delle questioni economiche, vogliamo investire una parola sulla salute dei nostri figli?Basta qualche semplice ricerca su PubMed (non Wikipedia) per avere evidenza di numerosi studi pubblicati sui danni della sovraesposizione ai display da parte dei bambini.Un'ora di video al giorno per bambini al di sotto dei 10 anni è già troppa, vogliamo mettere un po' di TV, un po' di Nintendo, un po' di PSP, un po' di giochini sull'immancabile smartphone che necessariamente un bambino della scuola primaria DEVE avere. Ora aggiungiamo pure una-due (tre?) ore di studio sul testo digitale?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Sovraesposizione
      contenuto non disponibile
      • prova123 scrive:
        Re: Sovraesposizione
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: Pito Pato

        Al di là delle questioni economiche, vogliamo

        investire una parola sulla salute dei nostri

        figli?

        Gli e-reader hanno uno schermo di tutt'altra
        pasta.
        Informati sulle sue caratteristiche.Quoto totalmente. Mi ha sempre rattristato vedere i miei nipoti trascinare uno zaino di 15 Kg per le scuole elementari e medie... dubito fortemente che stressare la schiena con uno zaino simile sia meno dannoso.
        • anverone99 scrive:
          Re: Sovraesposizione
          - Scritto da: prova123
          Quoto totalmente. Mi ha sempre rattristato vedere
          i miei nipoti trascinare uno zaino di 15 Kg per
          le scuole elementari e medie... dubito fortemente
          che stressare la schiena con uno zaino simile sia
          meno
          dannoso.La soluzione ci sarebbe: i libri si lasciano a scuola in armadietti personali senza portarli avanti e indietro. Oppure, come facevo io, li smembravo in dispense grosse al massimo un dito e portavo avanti e indietro la parte che mi serviva. A fine anno riassemblavo il tutto.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Sovraesposizione
            contenuto non disponibile
          • iRoby scrive:
            Re: Sovraesposizione
            In compenso però con la schiena bella dritta avrà avuto un futuro nello sport... :)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Sovraesposizione
            contenuto non disponibile
          • anverone99 scrive:
            Re: Sovraesposizione
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: iRoby

            In compenso però con la schiena bella dritta
            avrà

            avuto un futuro nello sport...

            :)

            Era fortissimo a calcio.
            Al campetto della scuola (ok, non regolare ma
            comunque un bel campo) segno su punizione da
            centrocampo (se pensi che si era alle
            medie)
            ah ecco, era un tipo Totti allora :) Quello non avrebbe studiato neanche se si fosse portato avanti e indietro una intera biblioteca :)
          • anverone99 scrive:
            Re: Sovraesposizione
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: anverone99


            La soluzione ci sarebbe: i libri si lasciano
            a

            scuola in armadietti personali senza portarli

            avanti e indietro.

            Lo faceva mio compagno di banco alle medie. Li
            lasciava sotto il banco in
            realtà.
            Ricordo che fu bocciato, ma il fatto che a casa
            non potesse studiare suppongo sia del tutto
            incidentale
            ;)Molto piu' probabilmente fu perche' non stava attento A SCUOLA. Altrimenti tanto vale studiare in privato a casa e basta. :)
        • sapere libero scrive:
          Re: Sovraesposizione
          - Scritto da: prova123
          Mi ha sempre rattristato vedere
          i miei nipoti trascinare uno zaino di 15 Kg per
          le scuole elementari e medie... dubito fortemente
          che stressare la schiena con uno zaino simile sia
          meno dannoso.mai sentito parlare di libri a fascicoli?mai sentito parlare di armadietti personali disponibili nelle scuole per gli alunni?
          • panda rossa scrive:
            Re: Sovraesposizione
            - Scritto da: sapere libero
            - Scritto da: prova123

            Mi ha sempre rattristato vedere

            i miei nipoti trascinare uno zaino di 15 Kg
            per

            le scuole elementari e medie... dubito
            fortemente

            che stressare la schiena con uno zaino
            simile
            sia

            meno dannoso.

            mai sentito parlare di libri a fascicoli?

            mai sentito parlare di armadietti personali
            disponibili nelle scuole per gli
            alunni?Tu le scuole le hai viste solo nei telefilm americani, vero?Mai stato in una scuola italiana, vero?
      • pippo scrive:
        Re: Sovraesposizione

        Gli e-reader hanno uno schermo di tutt'altra
        pasta.Bene. I libri in formato digitale mi garantiscono un 30% di minor costo, ma se aggiungo l'e-reader allora la spesa aumenta e il vantaggio per le famiglie dov'è? E poi dai un dispositivo da 100 in mano ad un bambino di 6 anni? Lo batte in terra come tutti gli altri giochi, a differenza che questo è molto più fragile. Quello che mi da fastidio è l'obbligo. Sarebbe stato meglio dare la possibilità alle famiglie di scegliere tra la versione cartacea e quella digitale.
        Informati sulle sue caratteristiche.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Sovraesposizione
          contenuto non disponibile
        • sapere libero scrive:
          Re: Sovraesposizione
          - Scritto da: pippo
          Bene. I libri in formato digitale mi garantiscono
          un 30% di minor costo, e chi lo dice? il ministero? qualche giornalista?ma non è il mercato (ovvero in questo caso le varie multinazionali che vendono i device e quelle che vendono gli ebook) a fare il prezzo?e il massimo del profitto non è il loro obiettivo?
          ma se aggiungo l'e-reader
          allora la spesa aumenta e il vantaggio per le
          famiglie dov'è? non c'è... anche se l'e-reader lo da il ministero è comunque pagato con le tasse...
          E poi dai un dispositivo da 100
          in mano ad un bambino di 6 anni? Lo batte in
          terra come tutti gli altri giochi, a differenza
          che questo è molto più fragile.già
          Quello che mi da fastidio è l'obbligo. Sarebbe
          stato meglio dare la possibilità alle famiglie di
          scegliere tra la versione cartacea e quella digitale.eh ma delle persone questa gente se ne sbatte le palle... quello che interessa è il potere, il profitto, la rendita di pochi
      • sapere libero scrive:
        Re: Sovraesposizione
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: Pito Pato

        Al di là delle questioni economiche, vogliamo

        investire una parola sulla salute dei nostri

        figli?

        Gli e-reader hanno uno schermo di tutt'altra
        pasta.e-reader? e le lavagne LIM in tutte le scuole? e le reti wifi in tutte le scuole?informati, informati...
  • Thropos scrive:
    Editori nella XXXXX
    Premessa: sono figlio di librai e bibliofili. Patito di tecnologia. L'ebook è comodo quanto devastante. La nascita stessa del concetto ebook serve ad eliminare gli intermediari. Google (e chi c'è dietro) l'ha capito bene cercando di frapporsi tra utente e contenuto.Questa legge è l'ennesima botta ai piccoli. Non tocca i vari Amazon che stanno già pubblicando e acquistando editori o facendo accordi "mostruosi" e quindi si sono già tutelati.Il libro è quanto di più standard e economico ci sia. Bastano due occhi, una mano, la conoscenza della lingua (il codice si può comunque imparare), e la luce naturale. Il cervello non è indispensabile... :)In caso di cataclisma i libri potranno rovinarsi, ma non si perderà la possibilità di leggerlo tra 1000 anni. Dubito sui vari windows, mac, ipad, kindle etc.Sull'utente non ci sarà alcun risparmio perchè gli editori faranno come hanno sempre fatto cartello.
    • panda rossa scrive:
      Re: Editori nella XXXXX
      - Scritto da: Thropos
      In caso di cataclisma i libri potranno rovinarsi,
      ma non si perderà la possibilità di leggerlo tra
      1000 anni.A questo servono le biblioteche.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Editori nella XXXXX
      contenuto non disponibile
      • sbrotfl scrive:
        Re: Editori nella XXXXX
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: Thropos


        In caso di cataclisma i libri potranno
        rovinarsi

        Certo. Ma solo se il cataclisma coinvolge
        contemporaneamente tutti le persone del pianeta o
        tutti i disposititvi del
        pianeta.
        Puoi farmi un esempio realistico?L'APOCALISSE (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost) (ghost)
      • vac scrive:
        Re: Editori nella XXXXX

        dopo 10 letture sparisca nel nulla,Io sono un po' ignorante ed ho bisogno di leggerlo + di 10 volte.... Devo ricomprarlo?Scherzi a parte: la cultura umana appartiene all'umanita.No DRM, No Cartelli di prezzi, no speculazioni, no parassiti.
    • sapere libero scrive:
      Re: Editori nella XXXXX
      - Scritto da: Thropos
      L'ebook è comodo quanto devastante. La nascita
      stessa del concetto ebook serve ad eliminare gli
      intermediari. Google (e chi c'è dietro) l'ha
      capito bene cercando di frapporsi tra utente e
      contenuto.e potrebbe, anzi DOVREBBE, servire a permettere la massima diffusione, collabiorazione e condivisione di conoscenza e arti...il che implica la NECESSITA' di utilizzare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE formati completamente aperti e liberi (da brevetti, DRM e altra XXXXX simile) e licenze copyleftcome stanno invece le cose è sotto gli occhi di tutti...come al solito potere, profitto e rendite di pochi vengono prima delle persone
      Questa legge è l'ennesima botta ai piccoli. Non
      tocca i vari Amazon che stanno già pubblicando e
      acquistando editori o facendo accordi "mostruosi"
      e quindi si sono già tutelati.appunto: i pochi "grandi" che detengono il potere economico/finanziario a livello globale stanno scalzando i pochi "piccolI" che lo detenevano prima della mondializzazione... e poco o nulla cambia per le persone...
      Il libro è quanto di più standard e economico ci
      sia. Bastano due occhi, una mano, la conoscenza
      della lingua (il codice si può comunque
      imparare), e la luce naturale. Il cervello non è
      indispensabile... :)

      In caso di cataclisma i libri potranno rovinarsi,
      ma non si perderà la possibilità di leggerlo tra
      1000 anni. verissimo
      Dubito sui vari windows, mac, ipad,
      kindle etc.non c'è da dubitare... stanne pur certo...
      Sull'utente non ci sarà alcun risparmio perchè
      gli editori faranno come hanno sempre fatto
      cartello.eh già
  • massimo1940 scrive:
    Fa un po' ridere
    Dire che adottando libri elettronici si abbassa il tetto di spesa del 30% fa ridere: si taglia il costo della libreria e l'editore mantiene intatti tutti i suoi guadagni e risparmia pure la stampa. Una vergogna.Senza contare i tanti insegnanti disonesti che per favorire gli editori sforano ampiamente il tetto imposto dal Ministero.I libri dovrebbero essere fatti con l'approccio di Wikipedia: siamo stufi di mantenere editori, che sono solo parassiti.Vogliamo dimostrare una volta per tutti che la lobby dei genitori è più potente di quella degli editori (anche se a loro favore molti insegnanti giocano sXXXXX)?
    • Leguleio scrive:
      Re: Fa un po' ridere
      - Scritto da: massimo1940
      Dire che adottando libri elettronici si abbassa
      il tetto di spesa del 30% fa ridere: si taglia il
      costo della libreria e l'editore mantiene intatti
      tutti i suoi guadagni e risparmia pure la stampa.Si tagliano anche i costi della carta, della tipografia e della legatoria. Non sono pochi. Comunque sono solo stime di risparmio: non è che il ministro ha scritto un decreto: "d'ora in poi il risparmio deve essere del 30 %. Guai a chi sfora!".
      I libri dovrebbero essere fatti con l'approccio
      di Wikipedia: siamo stufi di mantenere editori,
      che sono solo
      parassiti.Per insegnare bene, ci vogliono libri di testo fatti bene. O almeno, in maniera decente.E il metodo Wikipedia non soddisferà <B
      mai </B
      questo standard minimo. Rimarrà per sempre un'accozzaglia di pareri di volonterosi.
      Vogliamo dimostrare una volta per tutti che la
      lobby dei genitori è più potente di quella degli
      editori (anche se a loro favore molti insegnanti
      giocano
      sXXXXX)?È pressoché impossibile: il massimo che possono fare, è togliere i loro figli dalla scuola. Che bello!I genitori non hanno alcuna voce in capitolo sui libri adottati dal professore: sì, in consiglio di istituto possono opporsi, e l'insegnante, nel caso, ne adotterà un altro. Sicuramente non adotterà quello che vogliono loro.
      • Sgabbio scrive:
        Re: Fa un po' ridere
        04/10
      • massimo1940 scrive:
        Re: Fa un po' ridere
        Io non mi vergogno di dire ai miei studenti all'università che se non capiscono qualcosa nel mio libro guardino wikipedia.Wikipedia in molti casi è fatta meglio di tanti libri, che sono infarciti di errori e sciocchezze.Ma soprattutto Wikipedia ha un pregio che pochissimi testi italiani hanno: il contenuto è chiarissimo e tutti possono capirlo.Invece i libri italiani sono tipicamente confusi, un po' per far lievitare il numero delle pagine, un po' perché molti professori scrivono per far vedere quanto sono bravi, non per spiegare veramente a chi non sa.Noto anche che i professori sono terrorizzati da Wikipedia e dai contenuti internet in generale: se uno studente copia dei vecchi libri per fare la tesi è normale, se copia da internet è una tragedia.Ovviamente nessuno ricorda che quando si lavora nel "mondo reale" si usa internet tutte le volte che si può, quindi è importante che a scuola gli studenti si abituino a usarlo sempre, e imparino a riconoscere le cose corrette da quelle discutibili.
        • shevathas scrive:
          Re: Fa un po' ridere
          - Scritto da: massimo1940
          Io non mi vergogno di dire ai miei studenti
          all'università che se non capiscono qualcosa nel
          mio libro guardino
          wikipedia.
          Wikipedia in molti casi è fatta meglio di tanti
          libri, che sono infarciti di errori e
          sciocchezze.e fatta peggio di tanti libri che trattano l'argomento in maniera più approfondita e coerente.
          Noto anche che i professori sono terrorizzati da
          Wikipedia e dai contenuti internet in generale:
          se uno studente copia dei vecchi libri per fare
          la tesi è normale, se copia da internet è una
          tragedia.per copiare dai vecchi libri bisogna almeno leggerli e capire quali sono le parti da copiare, e sperare non sia il libro di testo che venne usato dal docente per prepararsi. Su internet: ricerca su google-
          wikipedia-
          cut&paste e la tesi è fatta. Potrei fare adesso immediatamente, una tesi farlocca, su hegel.
          Ovviamente nessuno ricorda che quando si lavora
          nel "mondo reale" si usa internet tutte le volte
          che si può, quindi è importante che a scuola gli
          studenti si abituino a usarlo sempre, e imparino
          a riconoscere le cose corrette da quelle
          discutibili.e come si fa a riconoscerle? per quello serve: conoscere cosa sia l'autorevolezza delle fonti, conoscere quali sono i riferimenti e quali no per le varie materie, conoscere la materia in maniera da poter riconoscere gli errori marchiani presenti in fonti "non verificate".Fidarsi ciecamente del primo risultato di google o di wikipedia non è la via principale.
        • Leguleio scrive:
          Re: Fa un po' ridere
          - Scritto da: massimo1940
          Io non mi vergogno di dire ai miei studenti
          all'università che se non capiscono qualcosa nel
          mio libro guardino
          wikipedia.Massì, se devo controllare la definizione di telamone perché storia dell'arte non l'ho mai studiata, la wikipedia italiana va bene. C'è pure la foto, nemmeno ho bisogno di leggere.Per cose più complesse, consultare quella italiana è pericolosissimo: il rischio di credere che il moto perpetuo sia possibile, come ha scritto in un commento sopra shevatas, è concreto. Fra i redattori italiani di invasati e di spostati ce ne sono quanti ne vuoi.
          Wikipedia in molti casi è fatta meglio di tanti
          libri, che sono infarciti di errori e
          sciocchezze.Non approvo questo atteggiamento: ci sono libri scritti peggio di wikipedia, <I
          ergo </I
          wikipedia si può usare.Ma certo che di porcherie nel mondo dell'editoria ce ne sono a bizzeffe: sta casomai al docente che li adotta o che li mette nell'elenco delle letture consigliate fare una selezione. Oppure consigliarli proprio in quanti libri scritti coi piedi: in effetti, si capisce anche da certi esempi come <B
          non </B
          si scrive un libro, come <B
          non </B
          si fa una tesi di laurea.
          Ma soprattutto Wikipedia ha un pregio che
          pochissimi testi italiani hanno: il contenuto è
          chiarissimo e tutti possono
          capirlo.Mah, a volte si fatica a capire anche lì: guarda questa voce:http://it.wikipedia.org/wiki/EComStationÈ scritta in italiano? Io non ci giurerei. :-)
          Invece i libri italiani sono tipicamente confusi,
          un po' per far lievitare il numero delle pagine,
          un po' perché molti professori scrivono per far
          vedere quanto sono bravi, non per spiegare
          veramente a chi non
          sa.Un limite della cultura umanistica italiana. Un po' ne sono vittima pure io.
          Noto anche che i professori sono terrorizzati da
          Wikipedia e dai contenuti internet in generale:
          se uno studente copia dei vecchi libri per fare
          la tesi è normale, se copia da internet è una
          tragedia.Raccontala giusta: una copiatura da internet è facile, facilissima da smascherare. Basta una ricerca con Google. :-)Una copiatura da un vecchio libro che non è indicizzato da Google books è piuttosto difficile da scoprire, a meno che chi legge l'elaborato abbia una memoria da elefante e riconosca in quale libro aveva già letto quelle frasi.C'è anche il problema delle citazioni: mettere fra virgolette un testo pubblicato da Laterza ha un senso, se è in tema. Citare da Luogocomune.net no.
          Ovviamente nessuno ricorda che quando si lavora
          nel "mondo reale" si usa internet tutte le volte
          che si può, quindi è importante che a scuola gli
          studenti si abituino a usarlo sempre, e imparino
          a riconoscere le cose corrette da quelle
          discutibili.Su questo punto siamo d'accordo. Ma è un proXXXXX che si apprende gradualmente e con la supervisione di un docente. Difficile arrivarci da soli. Detto questo, un conto è integrare le proprie conoscenze con Wikipedia, un conto è studiarci sopra (ci sono esercizi di matematica o di estimo su Wikipedia? Questionari sulla comprensione del testo?).
          • shevathas scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            Tanto per dirne una, nella pagina:http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della_termodinamicail lavoro nel testo viene indicato con la lettera "W" ma nell'illustrazione invece viene indicato con la lettera "L".
          • panda rossa scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: shevathas
            Tanto per dirne una, nella pagina:
            http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della

            il lavoro nel testo viene indicato con la lettera
            "W" ma nell'illustrazione invece viene indicato
            con la lettera
            "L".E perche' non correggi o non vai a farlo notare nella pagina di discussione apposita?
          • shevathas scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: shevathas

            Tanto per dirne una, nella pagina:


            http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della



            il lavoro nel testo viene indicato con la
            lettera

            "W" ma nell'illustrazione invece viene
            indicato

            con la lettera

            "L".

            E perche' non correggi o non vai a farlo notare
            nella pagina di discussione
            apposita?perché l'hanno già fatto.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: shevathas
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: shevathas


            Tanto per dirne una, nella pagina:





            http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della





            il lavoro nel testo viene indicato con
            la

            lettera


            "W" ma nell'illustrazione invece viene

            indicato


            con la lettera


            "L".



            E perche' non correggi o non vai a farlo
            notare

            nella pagina di discussione

            apposita?

            perché l'hanno già fatto.E allora dilla tutta...E la conclusione quale e' stata?
          • shevathas scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: shevathas

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: shevathas



            Tanto per dirne una, nella pagina:









            http://it.wikipedia.org/wiki/Primo_principio_della







            il lavoro nel testo viene indicato
            con

            la


            lettera



            "W" ma nell'illustrazione invece
            viene


            indicato



            con la lettera



            "L".





            E perche' non correggi o non vai a farlo

            notare


            nella pagina di discussione


            apposita?



            perché l'hanno già fatto.

            E allora dilla tutta...

            E la conclusione quale e' stata?che nessuno ha ancora modificato quella pagina, nonostante le discussioni e le osservazioni presenti, dal 2006.
        • cicciuz scrive:
          Re: Fa un po' ridere
          - Scritto da: massimo1940
          Io non mi vergogno di dire ai miei studenti
          all'università che se non capiscono qualcosa nel
          mio libro guardino
          wikipedia.per me dovresti vergognarti eccome.
      • panda rossa scrive:
        Re: Fa un po' ridere
        - Scritto da: Leguleio

        Per insegnare bene, ci vogliono libri di testo
        fatti bene. O almeno, in maniera
        decente.Per insegnare bene ci vogliono bravi insegnanti!Il libro e' solo complementare!
        E il metodo Wikipedia non soddisferà <B

        mai </B
        questo standard minimo. Rimarrà
        per sempre un'accozzaglia di pareri di
        volonterosi.La devi smettere di parlare di Wikipedia!Non ne hai autorita'.Non la leggi (per tua ammissione).Non contribuisci ad accrescerla (sempre per tua ammissione).Quindi non nominarla mai piu'!

        Vogliamo dimostrare una volta per tutti che
        la

        lobby dei genitori è più potente di quella
        degli

        editori (anche se a loro favore molti
        insegnanti

        giocano

        sXXXXX)?

        È pressoché impossibile: il massimo che
        possono fare, è togliere i loro figli dalla
        scuola. Che
        bello!
        I genitori non hanno alcuna voce in capitolo sui
        libri adottati dal professore: sì, in consiglio
        di istituto possono opporsi, e l'insegnante, nel
        caso, ne adotterà un altro. Sicuramente non
        adotterà quello che vogliono
        loro.E questo si chiama dittatura, o quantomeno ricatto!
        • Leguleio scrive:
          Re: Fa un po' ridere
          - Scritto da: panda rossa

          Per insegnare bene, ci vogliono libri di
          testo

          fatti bene. O almeno, in maniera

          decente.

          Per insegnare bene ci vogliono bravi insegnanti!
          Il libro e' solo complementare!


          E il metodo Wikipedia non soddisferà
          <B


          mai </B
          questo standard minimo.
          Rimarrà

          per sempre un'accozzaglia di pareri di

          volonterosi.

          La devi smettere di parlare di Wikipedia!
          Non ne hai autorita'.Veramente l'autorità si acquisisce pian piano. Tutti i weblogger sono partiti da zero, un giorno, e alcuni sono diventati col tempo punti di riferimento su alcuni temi. Non molti, in Italia, ma ce ne sono.
          Non la leggi (per tua ammissione).No, ahimè, ogni tanto mi tocca leggerla. :-(Google mi dà quello come primo risultato, e non ho tanto tempo per cercare altrove. E ogni volta che la leggo, mi metto le mani nei capelli.
          Non contribuisci ad accrescerla (sempre per tua
          ammissione).Quello sì. Mi sentirei sXXXXX.
          Quindi non nominarla mai piu'!Non è in cima ai miei pensieri. Ma se gli utenti qui cadono sull'argomento, devo parlarne per forza.

          È pressoché impossibile: il massimo che

          possono fare, è togliere i loro figli dalla

          scuola. Che

          bello!

          I genitori non hanno alcuna voce in capitolo
          sui

          libri adottati dal professore: sì, in
          consiglio

          di istituto possono opporsi, e l'insegnante,
          nel

          caso, ne adotterà un altro. Sicuramente non

          adotterà quello che vogliono

          loro.

          E questo si chiama dittatura, o quantomeno
          ricatto!Chiamala così.Meno male che da qualche parte qualcuno può ancora decidere in proprio. Formare cittadini che non hanno mai conosciuto il principio gerarchico in vita loro non è per nulla facile.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: Leguleio

            La devi smettere di parlare di Wikipedia!

            Non ne hai autorita'.

            Veramente l'autorità si acquisisce pian piano.
            Tutti i weblogger sono partiti da zero, un
            giorno, e alcuni sono diventati col tempo punti
            di riferimento su alcuni temi. Non molti, in
            Italia, ma ce ne
            sono.Ecco.Allora apriti il tuo blog.Acquisisciti l'autorita'.Poi torna qua a criticare Wikipedia.Prima di allora, smettila di parlarne.

            Non la leggi (per tua ammissione).

            No, ahimè, ogni tanto mi tocca leggerla. :-(
            Google mi dà quello come primo risultato, e non
            ho tanto tempo per cercare altrove. E ogni volta
            che la leggo, mi metto le mani nei
            capelli.Conosco gente che per passare il tempo sfonda le pareti a testate.Ti fanno una XXXXX a te...

            Non contribuisci ad accrescerla (sempre per
            tua

            ammissione).

            Quello sì. Mi sentirei sXXXXX.



            Quindi non nominarla mai piu'!

            Non è in cima ai miei pensieri. Ma se gli utenti
            qui cadono sull'argomento, devo parlarne per
            forza.No. Non devi.Soprattutto non qua.

            E questo si chiama dittatura, o quantomeno

            ricatto!

            Chiamala così.
            Meno male che da qualche parte qualcuno può
            ancora decidere in proprio. Formare cittadini che
            non hanno mai conosciuto il principio gerarchico
            in vita loro non è per nulla
            facile.Il principio gerarchico esiste solo nei regimi militari.Non so dove viva tu, e neppure lo voglio sapere.
          • shevathas scrive:
            Re: Fa un po' ridere

            Il principio gerarchico esiste solo nei regimi
            militari.
            Non so dove viva tu, e neppure lo voglio sapere.non solo, non solo. In alcuni casi è funzionale che qualcuno dica cosa fare e qualcuno lo debba fare così come gli viene detto. Capita nel lavoro e in tutte quelle situazioni in cui la gerarchia è più funzionale rispetto al bazaar.
          • panda rossa scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: shevathas

            Il principio gerarchico esiste solo nei
            regimi

            militari.

            Non so dove viva tu, e neppure lo voglio
            sapere.

            non solo, non solo. In alcuni casi è funzionale
            che qualcuno dica cosa fare e qualcuno lo debba
            fare così come gli viene detto. Capita nel lavoro
            e in tutte quelle situazioni in cui la gerarchia
            è più funzionale rispetto al
            bazaar.Benissimo, ma e' un contesto in cui scelgo di entrare e ne accetto le regole.Fuori da quel contesto non devono esistere gerarchie.Al massimo pubblici ufficiali che esercitano quanto in loro facolta', nei limiti previsti dalla legge.Ma stiamo scherzando? Gerarchie? "Lei non sa chi sono io?"
          • shevathas scrive:
            Re: Fa un po' ridere

            Benissimo, ma e' un contesto in cui scelgo di
            entrare e ne accetto le
            regole.
            Fuori da quel contesto non devono esistere
            gerarchie.

            Al massimo pubblici ufficiali che esercitano
            quanto in loro facolta', nei limiti previsti
            dalla
            legge.

            Ma stiamo scherzando? Gerarchie? "Lei non sa chi
            sono
            io?"forse hai un idea un poco sballata di gerarchia...
          • Leguleio scrive:
            Re: Fa un po' ridere
            - Scritto da: panda rossa


            La devi smettere di parlare di
            Wikipedia!


            Non ne hai autorita'.



            Veramente l'autorità si acquisisce pian
            piano.

            Tutti i weblogger sono partiti da zero, un

            giorno, e alcuni sono diventati col tempo
            punti

            di riferimento su alcuni temi. Non molti, in

            Italia, ma ce ne

            sono.

            Ecco.
            Allora apriti il tuo blog.
            Acquisisciti l'autorita'.
            Poi torna qua a criticare Wikipedia.
            Prima di allora, smettila di parlarne.Insomma qui su Punto Informatico non mi lasciano più parlare. Mi vogliono tutti male.

            No, ahimè, ogni tanto mi tocca leggerla. :-(

            Google mi dà quello come primo risultato, e
            non

            ho tanto tempo per cercare altrove. E ogni
            volta

            che la leggo, mi metto le mani nei

            capelli.

            Conosco gente che per passare il tempo sfonda le
            pareti a
            testate.
            Ti fanno una XXXXX a te...Nel senso che leggere un'enciclopedia online per il gusto di trovarci castronerie è un'azione equiparabile?Ma che cos'hai oggi?


            Quindi non nominarla mai piu'!



            Non è in cima ai miei pensieri. Ma se gli
            utenti

            qui cadono sull'argomento, devo parlarne per

            forza.

            No. Non devi.
            Soprattutto non qua.Mi si inibisce la libertà di espressione. :s


            E questo si chiama dittatura, o
            quantomeno


            ricatto!



            Chiamala così.

            Meno male che da qualche parte qualcuno può

            ancora decidere in proprio. Formare
            cittadini
            che

            non hanno mai conosciuto il principio
            gerarchico

            in vita loro non è per nulla

            facile.

            Il principio gerarchico esiste solo nei regimi
            militari.
            Non so dove viva tu, e neppure lo voglio sapere.Shevatas ha spiegato che le gerarchie, nella società, non sono solo i gradi e le mostrine.Nel traffico cittadino un'ambulanza o una macchina della polizia con la sirena spiegata hanno la precedenza. Non sono superiori come uomini o come funzione: hanno semplicemente fretta, in quel momento.Durante un dibattito pubblico con accademici di opposto orientamento è nominato un moderatore: potrebbe anche essere un signor nessuno di fronte ai relatori, ma essendo stato indicato per quella funzione, decide lui quando si debbano stringere i tempi degli interventi e se qualcuno sta dando sulla voce a qualcun altro. E, per tornare a bomba al nostro caso: un insegnante stabilisce lui quali sono i mezzi cartacei o elettronici di cui avvalersi nell'insegnamento. Così come un'altra serie di cosette: l'ordine delle interrogazioni, i voti, le sanzioni disciplinari...
  • TuttoaSaldo scrive:
    Formati !!
    Non so, ho come il terrore di vedermi apparire un lettore di ebook approvato dal ministero, di marca rigorosamente Olivetti di 3 Kg e mezzo, con il portadispense per gli ebook che verranno forniti in formato misto.Davvero non se ne sa niente dal punto di vista dei fruitori cosa comporterà?
    • panda rossa scrive:
      Re: Formati !!
      - Scritto da: TuttoaSaldo
      Non so, ho come il terrore di vedermi apparire un
      lettore di ebook approvato dal ministero, di
      marca rigorosamente Olivetti di 3 Kg e mezzo, con
      il portadispense per gli ebook che verranno
      forniti in formato
      misto.
      Davvero non se ne sa niente dal punto di vista
      dei fruitori cosa
      comporterà?Il punto di vista dei fruitori, come ha ben spiegato il ministro, e' l'ultimo dei loro problemi.Il primo problema e' continuare a garantire la rendita alla casta.Il secondo problema e' di far diminuire i costi di stampa alla casta.Il terzo problema e' di favorire il reader di produzione del cognato, assolutamente fuori da ogni standard conosciuto (cfr. decoder del ddt)Il quarto problema e' di riversare tutti i costi sulle famiglie.Il quinto problema e' di lasciare che i docenti si arrangino nella risoluzione di qualsivoglia problema causato dall'adozione della nuova tecnologia.
    • sapere libero scrive:
      Re: Formati !!
      - Scritto da: TuttoaSaldo
      Non so, ho come il terrore di vedermi apparire un
      lettore di ebook approvato dal ministero, di
      marca rigorosamente Olivetti di 3 Kg e mezzo, sbagliatola lobby microsoft impera da decenni presso i ns. ministeri... e sicuramente microsoft troverà terreno fertile per rinnovare massicciamente anche da noi certe sue "best practices" (http://punto-informatico.it/3748056/PI/News/microsoft-rischia-tangentopoli-del-software.aspx)...
      Davvero non se ne sa niente dal punto di vista
      dei fruitori cosa comporterà?di sicuro una belle presa per il collo (e per il c..o)
  • vac scrive:
    Cultura libera
    Il problema non è il supporto ma la licenza!Voglio testi sotto licenza Creative Commons!
  • umby scrive:
    Ma per leggere quei testi...
    ...bisogna comprare un lettore apposito?Grauito? O costa più del risparmio per la carta?I testi, estano di proprietà dell'alunno?E se volessi rileggere uno di quei testi a distanza di anni (DRM)?
    • panda rossa scrive:
      Re: Ma per leggere quei testi...
      - Scritto da: umby
      ...bisogna comprare un lettore apposito?
      Grauito? O costa più del risparmio per la carta?
      I testi, estano di proprietà dell'alunno?
      E se volessi rileggere uno di quei testi a
      distanza di anni
      (DRM)?E' la solita truffa marcia per far credere di innovare quando invece l'unica preoccupazione e' la salvaguardia della rendita alle caste parassite.Il ministro dovrebbe preoccuparsi unicamente di due cose: 1) adozione dei testi in formato elettronico2) accessibilita' dei medesimiLa parola "soldi" nelle sue varianti di retribuzione, acquisto, etc, non doveva comparire neanche un po'.Non lo vedremo mai un libro di testo scolastico in pdf finche' la preoccupazione e' quella di tutelare la casta degli editori e non gli studenti.
      • Leguleio scrive:
        Re: Ma per leggere quei testi...
        - Scritto da: panda rossa
        E' la solita truffa marcia per far credere di
        innovare quando invece l'unica preoccupazione e'
        la salvaguardia della rendita alle caste
        parassite.I libri di testo non si scrivono da soli. Lapalissiano, ma è così.E gli autori e gli editori si fanno pagare esattamente come per romanzi e libri di occultismo.
        Il ministro dovrebbe preoccuparsi unicamente di
        due cose:

        1) adozione dei testi in formato elettronico
        2) accessibilita' dei medesimi

        La parola "soldi" nelle sue varianti di
        retribuzione, acquisto, etc, non doveva comparire
        neanche un
        po'.E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il Paese dei puffi, e alla gente che scrive libri di testo piace essere pagata. :|
        • vac scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          La fisica l'hanno scritta Galileo, newton, ...Ma il prof di fisica 1 che ho subito all'università ci ha imposto l'acquisto del suo libro.Così è per la maggior parte dei libri.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: vac
            La fisica l'hanno scritta Galileo, newton, ...Be', qualcosina è cambiata dalla fisica del Seicento...Vorresti insegnare a studenti del XXI secolo la terminologia di Galileo, per carità, assolutamente rigorosa, ma esposta così?http://it.wikisource.org/wiki/Le_mecaniche/DiffinizioniA quel punto gli studenti avrebbero bisogno di un corso propedeutico all'italiano fra Cinque e Seicento. :-)
            Ma il prof di fisica 1 che ho subito
            all'università ci ha imposto l'acquisto del suo
            libro.
            Così è per la maggior parte dei libri.Infatti.Si può approvare una legge che disciplini l'interesse privato in atto pubblico, in modo che un docente non possa imporre l'adozione di libri propri. Ma non si potrà mai impedire che imponga l'adozione del libro di un suo amico o parente.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            04/10
          • Pastoso scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Sgabbio
            04/10Non è il 4 ottobre.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Pastoso
            - Scritto da: Sgabbio

            04/10
            Non è il 4 ottobre.Era un voto alla trollata.
        • Guybrush scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          - Scritto da: Leguleio[...]
          E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il
          Paese dei puffi, e alla gente che scrive libri di
          testo piace essere pagata.
          :|Si parla di "casta degli editori", io autore che scrivo un libro ricevo 1 euro a copia quando va bene.GT
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Guybrush

            E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il

            Paese dei puffi, e alla gente che scrive libri
            di

            testo piace essere pagata.

            :|

            Si parla di "casta degli editori", io autore che
            scrivo un libro ricevo 1 euro a copia quando va
            bene.

            GTNon scrivere libri, se ti pare poco. Gli insegnanti di scuole medie e superiori, quanto guadagnano ad alunno, in un anno? :-)
          • Sgabbio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            guardi il dito.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Guybrush




            E invece l'Italia non è l'Urss, e
            nemmeno
            il


            Paese dei puffi, e alla gente che
            scrive
            libri

            di


            testo piace essere pagata.


            :|



            Si parla di "casta degli editori", io autore
            che

            scrivo un libro ricevo 1 euro a copia quando
            va

            bene.



            GT


            Non scrivere libri, se ti pare poco.
            Gli insegnanti di scuole medie e superiori,
            quanto guadagnano ad alunno, in un anno?
            :-)Ad alunno?Li pagano a cottimo?
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa



            E invece l'Italia non è l'Urss, e

            nemmeno

            il



            Paese dei puffi, e alla gente che

            scrive

            libri


            di



            testo piace essere pagata.



            :|





            Si parla di "casta degli editori", io
            autore

            che


            scrivo un libro ricevo 1 euro a copia
            quando

            va


            bene.





            GT





            Non scrivere libri, se ti pare poco.

            Gli insegnanti di scuole medie e superiori,

            quanto guadagnano ad alunno, in un anno?

            :-)

            Ad alunno?
            Li pagano a cottimo?Ovviamente no, ma era per fare il confronto.Il libro si vende a copie, e un euro va all'autore ogni copia venduta. Non certo in base al numero di insegnanti che lo adottano, anche se poi c'è una certa proporzionalità, le classi mi pare che non possano esistere sotto i 20 alunni.
          • sbrotfl scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa





            E invece l'Italia non è
            l'Urss,
            e


            nemmeno


            il




            Paese dei puffi, e alla gente
            che


            scrive


            libri



            di




            testo piace essere pagata.




            :|







            Si parla di "casta degli editori",
            io

            autore


            che



            scrivo un libro ricevo 1 euro a
            copia

            quando


            va



            bene.







            GT








            Non scrivere libri, se ti pare poco.


            Gli insegnanti di scuole medie e
            superiori,


            quanto guadagnano ad alunno, in un anno?


            :-)



            Ad alunno?

            Li pagano a cottimo?

            Ovviamente no, ma era per fare il confronto.
            Il libro si vende a copie, e un euro va
            all'autore ogni copia venduta. Non certo in base
            al numero di insegnanti che lo adottano, anche se
            poi c'è una certa proporzionalità, le classi mi
            pare che non possano esistere sotto i 20
            alunni.Molto bene.Allora 1 è il prezzo che sono disposto a spendere.Se mi chiedi 0.01 di piu'. vado di torrent.Buona giornata
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: sbrotfl


            Ad alunno?


            Li pagano a cottimo?



            Ovviamente no, ma era per fare il confronto.

            Il libro si vende a copie, e un euro va

            all'autore ogni copia venduta. Non certo in
            base

            al numero di insegnanti che lo adottano,
            anche
            se

            poi c'è una certa proporzionalità, le classi
            mi

            pare che non possano esistere sotto i 20

            alunni.

            Molto bene.
            Allora 1 è il prezzo che sono disposto a
            spendere.
            Se mi chiedi 0.01 di piu'. vado di torrent.Guarda che la cifra di 1 euro a copia l'ha tirata fuori Guybrush. Ignoro se sia vera, bisognerebbe vedere i contratti (privati) fra editore ed autore. Più in generale, io, e credo che molti altri come me, non mi pongo il problema di quanto venga pagato chi ha svolto materialmente un lavoro che, attraverso una filiera più o meno lunga, è giunto nelle mie mani. Acquisto una banana dal fruttivendolo sotto casa: 0,50 . Facendo a ritroso tutto il calcolo dei passaggi, mi accorgerei che al raccoglitore ecuadoriano in tasca non entra nemmeno un cent di . E qualcuno questi calcoli li ha fatti:http://mentifermenti.lacantinadellanonna.net/2009/09/21/la-filiera-delle-banane/http://equonline.com/le-banane/5-costo-di-una-banana/Se uno inizia a farsi questi problemi, finisce che non mangia più e non beve più. :|
          • eh beh scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...

            Si parla di "casta degli editori", io autore che
            scrivo un libro ricevo 1 euro a copia quando va
            bene.Se vuoi saltare la "casta degli editori" basta che il libro oltre a scriverlo:te lo impagini,te lo stampi,lo pubblicizzi e lo distribuisci.Come scusa?Da solo non ce la fai?Toh forse gli editori sono meno parassiti di quanto credi.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: eh beh

            Si parla di "casta degli editori", io autore
            che

            scrivo un libro ricevo 1 euro a copia quando
            va

            bene.

            Se vuoi saltare la "casta degli editori" basta
            che il libro oltre a scriverlo:te lo impagini,te
            lo stampi,lo pubblicizzi e lo
            distribuisci.
            Come scusa?Da solo non ce la fai?Toh forse gli
            editori sono meno parassiti di quanto
            credi.Gli editori sono parassiti. Lo ribadisco.E io il libro, oltre a scriverlo, lo rilascio in formato epub, quindi zero impaginazione, zero stampa, zero pubblicita', zero distribuzione.
          • krane scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: eh beh

            Si parla di "casta degli editori", io

            autore che scrivo un libro ricevo 1

            euro a copia quando va bene.
            Se vuoi saltare la "casta degli editori" basta
            che il libro oltre a scriverlo:te lo
            impagini,te lo stampi,lo pubblicizzi e lo
            distribuisci.
            Come scusa?Da solo non ce la fai? Toh forse
            gli editori sono meno parassiti di quanto
            credi.Perche' ? Tu confondi gli editori con i grafici ed i consulenti.Se non riesci a pubblicare con cose tipo lulu' hai seri problemi.
        • panda rossa scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa



          E' la solita truffa marcia per far credere di

          innovare quando invece l'unica preoccupazione e'

          la salvaguardia della rendita alle caste

          parassite.

          I libri di testo non si scrivono da soli.Vero, per quello non ancora scritti hai ragione.Ma mi risulta che vengano adottati solo libri GIA' SCRITTI.Non mi pare che da nessuna parte vengano adottati libri ancora da scrivere.
          Lapalissiano, ma è
          così.
          E gli autori e gli editori si fanno pagare
          esattamente come per romanzi e libri di
          occultismo.Gli editori, come tutti gli intermediari, fanno parte di una casta parassitaria che intendiamo eradicare.Per quanto riguarda gli autori, vedi il discorso precedente dei libri GIA' SCRITTI.

          Il ministro dovrebbe preoccuparsi unicamente di

          due cose:



          1) adozione dei testi in formato elettronico

          2) accessibilita' dei medesimi



          La parola "soldi" nelle sue varianti di

          retribuzione, acquisto, etc, non doveva
          comparire

          neanche un

          po'.

          E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il
          Paese dei puffi, e alla gente che scrive libri di
          testo piace essere pagata.
          :|L'italia non sara' l'urss, ma tu me lo sai citare l'articolo di legge che sancisce la gratuita' della scuola dell'obbligo?
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa


            E' la solita truffa marcia per far
            credere
            di


            innovare quando invece l'unica
            preoccupazione
            e'


            la salvaguardia della rendita alle caste


            parassite.



            I libri di testo non si scrivono da soli.

            Vero, per quello non ancora scritti hai ragione.
            Ma mi risulta che vengano adottati solo libri
            GIA'
            SCRITTI.
            Non mi pare che da nessuna parte vengano adottati
            libri ancora da
            scrivere.No, questo no.Diciamo che i libri di testo spesso passano di moda rapidamente e vengono spodestati da altri, che dicono le stesse cose ma sono più colorati.

            Lapalissiano, ma è

            così.

            E gli autori e gli editori si fanno pagare

            esattamente come per romanzi e libri di

            occultismo.

            Gli editori, come tutti gli intermediari, fanno
            parte di una casta parassitaria che intendiamo
            eradicare.Finché l'editore non sarà dichiarato fuorilegge, ha tutti i diritti di farsi pagare. E di fatto, ciò avviene dal 1452 (Gutenberg non lavorava gratis, ma il testo della Bibbia era già di pubblico dominio allora).Auguri per il progetto di eradicazione, ma non sarà facile.
            Per quanto riguarda gli autori, vedi il discorso
            precedente dei libri GIA'
            SCRITTI.Gli autori vogliono essere pagati finché il libro vende. Non si accontentano di un anticipo.E finché un libro è in adozione nelle scuole, vende, e vende anche benino.


            Il ministro dovrebbe preoccuparsi
            unicamente
            di


            due cose:





            1) adozione dei testi in formato
            elettronico


            2) accessibilita' dei medesimi





            La parola "soldi" nelle sue varianti di


            retribuzione, acquisto, etc, non doveva

            comparire


            neanche un


            po'.



            E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il

            Paese dei puffi, e alla gente che scrive
            libri
            di

            testo piace essere pagata.

            :|

            L'italia non sara' l'urss, ma tu me lo sai citare
            l'articolo di legge che sancisce la gratuita'
            della scuola
            dell'obbligo?È un articolo della Costituzione, il 34:La scuola è aperta a tutti.L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.In Italia è previsto che gli insegnanti e le sedi di insegnamento siano a carico dello Stato: paga il contribuente. Ma tutto ciò che concerne la carta (compresa la carta igienica, che infatti manca regolarmente) è demandato ai singoli allievi oppure ai presidi, o ai Comuni.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa





            E' la solita truffa marcia per far

            credere

            di



            innovare quando invece l'unica

            preoccupazione

            e'



            la salvaguardia della rendita alle
            caste



            parassite.





            I libri di testo non si scrivono da
            soli.



            Vero, per quello non ancora scritti hai
            ragione.

            Ma mi risulta che vengano adottati solo libri

            GIA'

            SCRITTI.

            Non mi pare che da nessuna parte vengano
            adottati

            libri ancora da

            scrivere.

            No, questo no.
            Diciamo che i libri di testo spesso passano di
            moda rapidamente e vengono spodestati da altri,
            che dicono le stesse cose ma sono più colorati.Si chiama marketing, e in altre parole prevede di raccogliere da terra una gomma gia' masticata, reincartarla con carta colorata e lucente, e rimetterla in vendita al doppio.


            Lapalissiano, ma è


            così.


            E gli autori e gli editori si fanno
            pagare


            esattamente come per romanzi e libri di


            occultismo.



            Gli editori, come tutti gli intermediari,
            fanno

            parte di una casta parassitaria che
            intendiamo

            eradicare.

            Finché l'editore non sarà dichiarato fuorilegge,
            ha tutti i diritti di farsi pagare. E di fatto,
            ciò avviene dal 1452 (Gutenberg non lavorava
            gratis, ma il testo della Bibbia era già di
            pubblico dominio
            allora).Non c'e' stato bisogno di dichiarare fuorilegge i maniscalchi, i venditori di ghiaccio, gli sviluppatori di pellicole e i videotecari.La legge c'e' gia' e si chiama Legge di Darwin.
            Auguri per il progetto di eradicazione, ma non
            sarà facile.Piu' di quanto tu creda.

            Per quanto riguarda gli autori, vedi il
            discorso

            precedente dei libri GIA'

            SCRITTI.

            Gli autori vogliono essere pagati finché il libro
            vende. Non si accontentano di un
            anticipo.
            E finché un libro è in adozione nelle scuole,
            vende, e vende anche
            benino.Il libro non e' in adozione perche' vende, ma vende perche' e' in adozione.

            L'italia non sara' l'urss, ma tu me lo sai
            citare

            l'articolo di legge che sancisce la gratuita'

            della scuola

            dell'obbligo?

            È un articolo della Costituzione, il 34:

            La scuola è aperta a tutti.
            L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto
            anni, è obbligatoria e
            gratuita.
            I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi,
            hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
            degli
            studi.
            La Repubblica rende effettivo questo diritto con
            borse di studio, assegni alle famiglie ed altre
            provvidenze, che devono essere attribuite per
            concorso.Ecco. Obbligatoria e GRATUITA.
            In Italia è previsto che gli insegnanti e le sedi
            di insegnamento siano a carico dello Stato: paga
            il contribuente. Ma tutto ciò che concerne la
            carta (compresa la carta igienica, che infatti
            manca regolarmente) è demandato ai singoli
            allievi oppure ai presidi, o ai
            Comuni.E' demandato. Non c'e' obbligo!
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            No, questo no.

            Diciamo che i libri di testo spesso passano
            di

            moda rapidamente e vengono spodestati da
            altri,

            che dicono le stesse cose ma sono più
            colorati.

            Si chiama marketing, e in altre parole prevede di
            raccogliere da terra una gomma gia' masticata,
            reincartarla con carta colorata e lucente, e
            rimetterla in vendita al
            doppio.Esatto. E non è illegale.


            Gli editori, come tutti gli
            intermediari,

            fanno


            parte di una casta parassitaria che

            intendiamo


            eradicare.



            Finché l'editore non sarà dichiarato
            fuorilegge,

            ha tutti i diritti di farsi pagare. E di
            fatto,

            ciò avviene dal 1452 (Gutenberg non lavorava

            gratis, ma il testo della Bibbia era già di

            pubblico dominio

            allora).

            Non c'e' stato bisogno di dichiarare fuorilegge i
            maniscalchi, i venditori di ghiaccio, gli
            sviluppatori di pellicole e i
            videotecari.
            La legge c'e' gia' e si chiama Legge di Darwin.Tu sogni. Confondi le tue aspirazioni con la realtà.Di queste categorie, nessuna è davvero scomparsa. Certo di maniscalchi ce ne sono molti di meno di un tempo, la gente oggi va cavallo solo per sport. Sul resto, i professionisti usano ancora pellicola fotografica, e se la fanno sviluppare da altri professionisti perché avere l'attrezzatura a casa è scomodo; per feste e ricevimenti sono necessarie grandi quantità di ghiaccio di forme particolari che un comune frigorifero non può dare:http://www.tuttoghiaccio.com/archivio/galleria/pagina/1e di videoteche, a vedere le pagine gialle, ce ne sono ancora. Ha chiuso i battenti una grande catena, la Blockbuster, ma non il piccolo negozio di quartiere.

            Auguri per il progetto di eradicazione, ma
            non

            sarà facile.

            Piu' di quanto tu creda.Non cambierai mai...


            Per quanto riguarda gli autori, vedi il

            discorso


            precedente dei libri GIA'


            SCRITTI.



            Gli autori vogliono essere pagati finché il
            libro

            vende. Non si accontentano di un

            anticipo.

            E finché un libro è in adozione nelle scuole,

            vende, e vende anche

            benino.

            Il libro non e' in adozione perche' vende, ma
            vende perche' e' in
            adozione.Vero.E finché ci saranno scuole strutturate come in Italia, cioè basate molto sullo scritto, ci saranno libri di testo, e autori che li scriveranno.Esiste anche un modello di scuola in cui tutto si impara oralmente, il modello Grundtvig. Ma non ha mai preso piede, nel Bel Paese.
            Ecco. Obbligatoria e GRATUITA.Il concetto è previsto perfino nella carta dei diritti del bambino. Nessuno Stato membro dell'ONU, oggi, può in linea di principio negare un'istruzione di tipo elementare ai propri cittadini.Il concetto ideale si scontra però con i costi di far arrivare a scuole distanti diversi chilometri bambini di famiglie poverissime, e di trovare i soldi per i libri. E senza i libri, i bimbi e le bimbe entrano in classe per scaldare il banco. Tanto vale restino a casa.In pratica l'istruzione gratuita per tutti va a farsi friggere. Non sempre gli ideali vanno a braccetto con l'economia reale. :

            In Italia è previsto che gli insegnanti e le
            sedi

            di insegnamento siano a carico dello Stato:
            paga

            il contribuente. Ma tutto ciò che concerne la

            carta (compresa la carta igienica, che
            infatti

            manca regolarmente) è demandato ai singoli

            allievi oppure ai presidi, o ai

            Comuni.

            E' demandato. Non c'e' obbligo!Probabilmente non c'è una legge scritta che impone di usare i libri di testo. Quando però vengono adottati secondo delibera del consiglio di istituto, i genitori non possono rifiutare di acquistarli. Se lo richiedono, possono accedere a fondi particolari (di cui nulla so) per farseli acquistare. Niente di più.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa




            No, questo no.


            Diciamo che i libri di testo spesso
            passano

            di


            moda rapidamente e vengono spodestati da

            altri,


            che dicono le stesse cose ma sono più

            colorati.



            Si chiama marketing, e in altre parole
            prevede
            di

            raccogliere da terra una gomma gia'
            masticata,

            reincartarla con carta colorata e lucente, e

            rimetterla in vendita al

            doppio.

            Esatto. E non è illegale. No, ma fa schifo!

            Non c'e' stato bisogno di dichiarare
            fuorilegge
            i

            maniscalchi, i venditori di ghiaccio, gli

            sviluppatori di pellicole e i

            videotecari.

            La legge c'e' gia' e si chiama Legge di
            Darwin.

            Tu sogni. Confondi le tue aspirazioni con la
            realtà.Io sogno. Io auspico. Io agisco nel mio piccolo affinche' ci si muova in quella direzione.E quando un miliardo di gocce d'acqua picchiano tutte sulla medesima lastra di acciaio, il risultato sara' un buco nella lastra di acciaio.
            Di queste categorie, nessuna è davvero scomparsa.
            Certo di maniscalchi ce ne sono molti di meno di
            un tempo, la gente oggi va cavallo solo per
            sport. Sul resto, i professionisti usano ancora
            pellicola fotografica, e se la fanno sviluppare
            da altri professionisti perché avere
            l'attrezzatura a casa è scomodo; per feste e
            ricevimenti sono necessarie grandi quantità di
            ghiaccio di forme particolari che un comune
            frigorifero non può
            dare:

            http://www.tuttoghiaccio.com/archivio/galleria/pagBenissimo.E quali di questi si mettono a strillare a squarciagola imprecando alle nuvole, perche' il progresso ha reso la gente autonoma e i loro servigi non piu' necessari?Nessuno di costoro.
            e di videoteche, a vedere le pagine gialle, ce ne
            sono ancora.Questi invece tutti!
            Ha chiuso i battenti una grande
            catena, la Blockbuster, ma non il piccolo negozio
            di quartiere.Non so in che quartiere vivi tu, ma nel mio i kebab proliferano...Ti lascio indovinare che cosa c'era prima.


            Auguri per il progetto di eradicazione,
            ma

            non


            sarà facile.



            Piu' di quanto tu creda.

            Non cambierai mai...Perche' dovrei?



            Per quanto riguarda gli autori,
            vedi
            il


            discorso



            precedente dei libri GIA'



            SCRITTI.





            Gli autori vogliono essere pagati
            finché
            il

            libro


            vende. Non si accontentano di un


            anticipo.


            E finché un libro è in adozione nelle
            scuole,


            vende, e vende anche


            benino.



            Il libro non e' in adozione perche' vende, ma

            vende perche' e' in

            adozione.

            Vero.
            E finché ci saranno scuole strutturate come in
            Italia, cioè basate molto sullo scritto, ci
            saranno libri di testo, e autori che li
            scriveranno.Ma se la tecnologia rendera' inutile la carta, faremo a meno della stampa di questi libri.
            Esiste anche un modello di scuola in cui tutto si
            impara oralmente, il modello Grundtvig. Ma non ha
            mai preso piede, nel Bel Paese.Non ho mai pensato di prendere questa strada.

            Ecco. Obbligatoria e GRATUITA.

            Il concetto è previsto perfino nella carta dei
            diritti del bambino. Nessuno Stato membro
            dell'ONU, oggi, può in linea di principio negare
            un'istruzione di tipo elementare ai propri
            cittadini.
            Il concetto ideale si scontra però con i costi di
            far arrivare a scuole distanti diversi chilometri
            bambini di famiglie poverissime, e di trovare i
            soldi per i libri. E senza i libri, i bimbi e le
            bimbe entrano in classe per scaldare il banco.
            Tanto vale restino a
            casa.Oggi il problema dei libri e' superato.Un ebook reader da 50 euro e testi digitali liberamente scaricabili dal sito della scuola.
            In pratica l'istruzione gratuita per tutti va a
            farsi friggere. Non sempre gli ideali vanno a
            braccetto con l'economia reale.
            :Per colpa della casta parassita degli editori.Ma adesso la tecnologia li rende obsoleti.


            In Italia è previsto che gli insegnanti
            e
            le

            sedi


            di insegnamento siano a carico dello
            Stato:

            paga


            il contribuente. Ma tutto ciò che
            concerne
            la


            carta (compresa la carta igienica, che

            infatti


            manca regolarmente) è demandato ai
            singoli


            allievi oppure ai presidi, o ai


            Comuni.



            E' demandato. Non c'e' obbligo!

            Probabilmente non c'è una legge scritta che
            impone di usare i libri di testo. Da te tutto mi sarei aspettato tranne quel "probabilmente".Le leggi, o sono scritte sulla GU, o non ci sono. Tertium non datur.Lo dice la GU?
            Quando però
            vengono adottati secondo delibera del consiglio
            di istituto, i genitori non possono rifiutare di
            acquistarli. Se lo richiedono, possono accedere a
            fondi particolari (di cui nulla so) per farseli
            acquistare. Niente di
            più.No, non possono rifiutare di adottarli.Da nessuna parte si pretende l'obbligo di acquisto.Adozione != Acquisto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa



            No, questo no.



            Diciamo che i libri di testo spesso

            passano


            di



            moda rapidamente e vengono
            spodestati
            da


            altri,



            che dicono le stesse cose ma sono
            più


            colorati.





            Si chiama marketing, e in altre parole

            prevede

            di


            raccogliere da terra una gomma gia'

            masticata,


            reincartarla con carta colorata e
            lucente,
            e


            rimetterla in vendita al


            doppio.



            Esatto. E non è illegale.

            No, ma fa schifo!Il mondo va così.Anche ribattezzare la legge finanziaria "legge di stabilità" che cos'è, se non una mossa di marketing? Era esattamente la stessa cosa. :|

            Tu sogni. Confondi le tue aspirazioni con la

            realtà.

            Io sogno.
            Io auspico.
            Io agisco nel mio piccolo affinche' ci si muova
            in quella
            direzione.
            E quando un miliardo di gocce d'acqua picchiano
            tutte sulla medesima lastra di acciaio, il
            risultato sara' un buco nella lastra di
            acciaio.Ma perché devi esporre i tuoi sogni qui su PI, senza dichiarare che sono sogni, anziché coltivarli in solitudine? Proprio non capisco.
            per feste e

            ricevimenti sono necessarie grandi quantità
            di

            ghiaccio di forme particolari che un comune

            frigorifero non può

            dare:




            http://www.tuttoghiaccio.com/archivio/galleria/pag

            Benissimo.
            E quali di questi si mettono a strillare a
            squarciagola imprecando alle nuvole, perche' il
            progresso ha reso la gente autonoma e i loro
            servigi non piu'
            necessari?
            Nessuno di costoro.Non andare sui siti dei gestori di videoteche, ed eviti i loro strilli. Semplice.Qui su PI i gestori di videoteche rimasti sono tutti finti, no?!? Sono folletti.

            Ha chiuso i battenti una grande

            catena, la Blockbuster, ma non il piccolo
            negozio

            di quartiere.

            Non so in che quartiere vivi tu, ma nel mio i
            kebab
            proliferano...
            Ti lascio indovinare che cosa c'era prima.L'unico videonoleggio nel mio quartiere ha chiuso circa un anno fa (era una catena, che ha ridotto i punti vendita, ma non è ancora fallita). Ora c'è un negozio di abbigliamento.Di negozi di kebab e affini in quella stessa via, ti assicuro, ce ne sono centinaia (è una zona a forte presenza immigrati). Ma sono piccolini, dubito che ci fosse spazio per una videoteca in precedenza. Erano botteghe di vario tipo, alcuni anche ristoranti di genere diverso dal kebab, ma non videonoleggi.

            Non cambierai mai...

            Perche' dovrei?Così. Magari un giorno ti svegli adulto; può sempre capitare...

            E finché ci saranno scuole strutturate come
            in

            Italia, cioè basate molto sullo scritto, ci

            saranno libri di testo, e autori che li

            scriveranno.

            Ma se la tecnologia rendera' inutile la carta,
            faremo a meno della stampa di questi
            libri.La stampa sì.L'autore che li redige e li impagina, e il diritto d'autore, no.


            Ecco. Obbligatoria e GRATUITA.



            Il concetto è previsto perfino nella carta
            dei

            diritti del bambino. Nessuno Stato membro

            dell'ONU, oggi, può in linea di principio
            negare

            un'istruzione di tipo elementare ai propri

            cittadini.

            Il concetto ideale si scontra però con i
            costi
            di

            far arrivare a scuole distanti diversi
            chilometri

            bambini di famiglie poverissime, e di
            trovare
            i

            soldi per i libri. E senza i libri, i bimbi
            e
            le

            bimbe entrano in classe per scaldare il
            banco.

            Tanto vale restino a

            casa.

            Oggi il problema dei libri e' superato.
            Un ebook reader da 50 euro e testi digitali
            liberamente scaricabili dal sito della
            scuola."Superato" per chi crede che tutto si risolva con la bacchetta magica, un tocco e oplà, l'intera popolazione ha il lettore di libri elettronici personale. Nel mondo reale siamo ancora molto, molto lontani.

            In pratica l'istruzione gratuita per tutti
            va
            a

            farsi friggere. Non sempre gli ideali vanno a

            braccetto con l'economia reale.

            :
            Per colpa della casta parassita degli editori.
            Ma adesso la tecnologia li rende obsoleti.Tutti sono parassiti.Ma a volte i parassiti sono più potenti degli organi su cui vivono. Rassegnati.

            Probabilmente non c'è una legge scritta che

            impone di usare i libri di testo.

            Da te tutto mi sarei aspettato tranne quel
            "probabilmente".
            Le leggi, o sono scritte sulla GU, o non ci sono.
            Tertium non
            datur.
            Lo dice la GU?Ehm... non lo so. :$

            Quando però

            vengono adottati secondo delibera del
            consiglio

            di istituto, i genitori non possono
            rifiutare
            di

            acquistarli. Se lo richiedono, possono
            accedere
            a

            fondi particolari (di cui nulla so) per
            farseli

            acquistare. Niente di

            più.

            No, non possono rifiutare di adottarli.
            Da nessuna parte si pretende l'obbligo di
            acquisto.
            Adozione != Acquisto.Magari libri che hanno solo testi didattici si possono anche non comprare: alla fine l'insegnante non controlla la cartella di ogni allievo. Si condividono fra compagni, un po' scomodo, ma fattibile.Se però quei libri hanno un eserciziario da compilare a mano che l'insegnante utilizza, non si scampa: l'alunno lo deve comprare, perché i compiti si consegnano svolti sull'eserciziario, non sulla fotocopia.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio



            Tu sogni. Confondi le tue aspirazioni
            con
            la


            realtà.



            Io sogno.

            Io auspico.

            Io agisco nel mio piccolo affinche' ci si
            muova

            in quella

            direzione.

            E quando un miliardo di gocce d'acqua
            picchiano

            tutte sulla medesima lastra di acciaio, il

            risultato sara' un buco nella lastra di

            acciaio.

            Ma perché devi esporre i tuoi sogni qui su PI,
            senza dichiarare che sono sogni, anziché
            coltivarli in solitudine? Proprio non
            capisco.Perche' sono in tema con il sito.Non vado mica a parlare di copyright sul forum di hello kitty di cui modestamente sono uno degli admin. :$
            Non andare sui siti dei gestori di videoteche, ed
            eviti i loro strilli.
            Semplice.E quelli che vengono a strillare qua?
            Qui su PI i gestori di videoteche rimasti sono
            tutti finti, no?!? Sono
            folletti.Ma strillano!


            Ha chiuso i battenti una grande


            catena, la Blockbuster, ma non il
            piccolo

            negozio


            di quartiere.



            Non so in che quartiere vivi tu, ma nel mio i

            kebab

            proliferano...

            Ti lascio indovinare che cosa c'era prima.

            L'unico videonoleggio nel mio quartiere ha chiuso
            circa un anno fa (era una catena, che ha ridotto
            i punti vendita, ma non è ancora fallita). Ora
            c'è un negozio di
            abbigliamento.
            Di negozi di kebab e affini in quella stessa via,
            ti assicuro, ce ne sono centinaia (è una zona a
            forte presenza immigrati). Ma sono piccolini,
            dubito che ci fosse spazio per una videoteca in
            precedenza. Erano botteghe di vario tipo, alcuni
            anche ristoranti di genere diverso dal kebab, ma
            non videonoleggi.Puo' essere.Ma nell'immaginario collettivo e' il kebabbaro che rileva i locali della videoteca. (Soprattutto quando il precedente videotecaro era un leghista sfegatato con un odio viscerale per gli extracomunitari. E' il giusto contrappasso.)


            Non cambierai mai...



            Perche' dovrei?


            Così. Magari un giorno ti svegli adulto; può
            sempre capitare...Se la prospettiva e' questa, preferisco di no.
            La stampa sì.
            L'autore che li redige e li impagina, e il
            diritto d'autore, no.L'autore scrive, o meglio, HA GIA' SCRITTO.Editing e impaginazione si fanno una tantum col software (lo posso fare io gratis, se non lo vuoi far tu).Il diritto d'autore posso concedergli 1 euro per ogni insegnante che adotta quel testo, per ogni anno che il testo verra' adottato.Ci sarebbe la fila di gente disposta a scrivere per quel prezzo.E potrebbero gestire la cosa direttamente le scuole versando l'importo alla siae (che cosi' almeno lavora una volta nella vita!)

            Oggi il problema dei libri e' superato.

            Un ebook reader da 50 euro e testi digitali

            liberamente scaricabili dal sito della

            scuola.

            "Superato" per chi crede che tutto si risolva con
            la bacchetta magica, un tocco e oplà, l'intera
            popolazione ha il lettore di libri elettronici
            personale.Io con la bacchetta magica posso far si' che l'intera popolazione abbia i testi in formato elettronico.Per la questione e-reader e' tutto un altro film.

            Per colpa della casta parassita degli
            editori.

            Ma adesso la tecnologia li rende obsoleti.

            Tutti sono parassiti.Non tutti, solo quelli che incassano senza far nulla per meritarselo.
            Ma a volte i parassiti sono più potenti degli
            organi su cui vivono.
            Rassegnati.Solo a volte...Esistono ottimi disinfestanti a base di kebab.


            Probabilmente non c'è una legge scritta
            che


            impone di usare i libri di testo.



            Da te tutto mi sarei aspettato tranne quel

            "probabilmente".

            Le leggi, o sono scritte sulla GU, o non ci
            sono.

            Tertium non

            datur.

            Lo dice la GU?

            Ehm... non lo so. :$Se non lo dice, non c'e'.

            No, non possono rifiutare di adottarli.

            Da nessuna parte si pretende l'obbligo di

            acquisto.

            Adozione != Acquisto.

            Magari libri che hanno solo testi didattici si
            possono anche non comprare: alla fine
            l'insegnante non controlla la cartella di ogni
            allievo. Si condividono fra compagni, un po'
            scomodo, ma
            fattibile.La tecnologia rende meno scomoda la cosa.L'importante e' che sia fattibile.
            Se però quei libri hanno un eserciziario da
            compilare a mano che l'insegnante utilizza, non
            si scampa: l'alunno lo deve comprare, perché i
            compiti si consegnano svolti sull'eserciziario,
            non sulla fotocopia.Chi lo dice?Chi mi vieta oggi, con l'eserciziario cartaceo, di fare fotocopie e fare i compiti su quelle, lasciando il libro intonso?
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Se però quei libri hanno un eserciziario da

            compilare a mano che l'insegnante utilizza,
            non

            si scampa: l'alunno lo deve comprare, perché
            i

            compiti si consegnano svolti
            sull'eserciziario,

            non sulla fotocopia.
            Chi lo dice?La legge sul diritto d'autore. Che domanda!Ci sono stati precedenti di persone denunciate per la fotocopia di libri, testi universitari in genere:http://www.vivereurbino.it/index.php?page=articolo&articolo_id=378041http://www.forlitoday.it/cronaca/sequesto-finanza-forli-libri-universita-fotocopie-copisteria.html Per fortuna, quasi sempre vengono assolti:http://www.vip.it/anna-gardin-fotocopia-un-libro-siae-assolta/Finché lo studente usa una fotocopia di un libro per sé, l'insegnante può far finta di non vedere. Quando gli consegna un eserciziario fotocopiato dalla prima all'ultima pagina, è costretto ad ammonirlo sulle conseguenze per entrambi di un'azione del genere: l'insegnante nell'ordinamento italiano è pubblico ufficiale, e in quanto tale ha l'obbligo di denuncia di illeciti di cui viene a conoscenza. Così è (se vi pare), come scriveva anche Pirandello.Diversa dovrebbe essere la questione con il libro elettronico, visto che non è facile capire a colpo d'occhio se la copia è lecita o no. Sarà interessante vedere cosa si inventeranno gli editori, per evitare che solo uno in classe acquisti il libro di testo, e tutti gli altri ne facciano una copia.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            Sarà
            interessante vedere cosa si inventeranno gli
            editori, per evitare che solo uno in classe
            acquisti il libro di testo, e tutti gli altri ne
            facciano una
            copia.Non sono gli editori il soggetto preposto a queste verifiche.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Sarà

            interessante vedere cosa si inventeranno gli

            editori, per evitare che solo uno in classe

            acquisti il libro di testo, e tutti gli
            altri
            ne

            facciano una

            copia.

            Non sono gli editori il soggetto preposto a
            queste
            verifiche.No, intendo dire: cosa si inventeranno, constatato che la prassi è quella quasi ovunque? Ed è molto probabile che lo diventerà, copiare libri elettronici è un attimo, e a differenza che con le fotocopie non c'è perdita del colore.Con i libri cartacei mandavano gli ispettori nelle copisterie: ma ora? :-)
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa




            Sarà


            interessante vedere cosa si
            inventeranno
            gli


            editori, per evitare che solo uno in
            classe


            acquisti il libro di testo, e tutti gli

            altri

            ne


            facciano una


            copia.



            Non sono gli editori il soggetto preposto a

            queste

            verifiche.

            No, intendo dire: cosa si inventeranno,
            constatato che la prassi è quella quasi ovunque?La cessazione di attivita' e' una cosa prevista dall'ordinamento commerciale, mentre per quanto riguarda l'eventuale fallimento, pure per quello c'e' una procedura.
            Ed è molto probabile che lo diventerà, copiare
            libri elettronici è un attimo, e a differenza che
            con le fotocopie non c'è perdita del colore.La gente si riappropriera' del diritto di conoscenza.
            Con i libri cartacei mandavano gli ispettori
            nelle copisterie: ma ora?
            :-)Che cosa facevano???(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Con i libri cartacei mandavano gli ispettori

            nelle copisterie: ma ora?

            :-)

            Che cosa facevano???
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Non pensavo di suscitare cotanta ilarità. Anzi, mi stupisce che non lo sapessi:http://bari.repubblica.it/cronaca/2013/03/14/news/giro_di-54546956/http://www.quotidianopiemontese.it/2013/03/01/blitz-antipirateria-nelle-copisterie-nei-pressi-di-palazzo-nuovo/#.UVQhTjduqKQDietro queste segnalazioni alle forze dell'ordine in genere c'è l'AIDRO:http://www.ladige.it/news-2008_lay_notizia_01-4-13899
          • giulio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            diresti bene se tu avessi scelta se comprare o meno un testo. Visto che questa scelta non la hai e che gli editori lavorano, nel ramo scolastico, praticamente in regime di monopolio, si possono permetterti di importi edizioni nuove tutti gli anni dove cambiano una virgola e tre figure, così da tenere i prezzi al massimo.Prezzi che sarebbero molto inferiori se il testo fosse, come di fatto è, di 15 anni prima.La tua difesa del libero mercato in un regime monopolistico è totalmente fuori luogo.p.s. non dire che gli editori si fanno concorrenza sui tesi perché non è assolutamente così.
          • Internetcrazia scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: giulio
            possono
            permetterti di importi edizioni nuove tutti gli
            anni dove cambiano una virgola e tre figure, così
            da tenere i prezzi al
            massimo.
            Prezzi che sarebbero molto inferiori se il testo
            fosse, come di fatto è, di 15 anni
            prima.
            La tua difesa del libero mercato in un regime
            monopolistico è totalmente fuori
            luogo.
            p.s. non dire che gli editori si fanno
            concorrenza sui tesi perché non è assolutamente
            così.esempio lampante è "dal testo alla storia, dalla storia al testo" è formato da vari moduli (forse 5 non ricordo) dove ogni anno usciva una nuova edizione che rendeva obsoleta quella precedente, e il changelog era semplicemente il colore della copertina ;)
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: giulio
            diresti bene se tu avessi scelta se comprare o
            meno un testo. Visto che questa scelta non la hai
            e che gli editori lavorano, nel ramo scolastico,
            praticamente in regime di monopolio, si possono
            permetterti di importi edizioni nuove tutti gli
            anni dove cambiano una virgola e tre figure, così
            da tenere i prezzi al
            massimo.Non tutti gli anni. Al massimo ogni due anni. La legge ha stabilito questo limite, alcuni anni fa.Chiamare "regime di monopolio" un mercato in cui si muovono una cinquantina di editori differenti fa sorridere. :-) Forse quello che intendevi tu è che fanno cartello: ma un'indagine sul punto è stata aperta nel 2007 dall'Autorità per la concorrenza, ed è stata chiusa a seguito di una nuova norma del governo, e di rassicurazioni precise degli editori. Forse non si voleva destare il can che dorme, non so, fatto sta che quest'accusa non si può più usare.Non c'è scelta se comprarli o non comprarli, dici? Mah, anche per un certo numero di malattie non c'è scelta, se uno desidera guarire: il medicinale generico ancora non esiste sul mercato: o mangiare questa finestra o saltare dalla finestra. Le case farmaceutiche, esattamente come le case editrici, non lavorano né per la gloria, né per beneficenza.
            Prezzi che sarebbero molto inferiori se il testo
            fosse, come di fatto è, di 15 anni
            prima.Non è automatico: un editore può imporre aumenti di prezzo a cadenza biennale su un libro alla prima edizione e mai aggiornato.Diciamo che nessuno lo comprerebbe, perché le copie di seconda mano a metà prezzo in circolazione sarebbero anche troppe.
            La tua difesa del libero mercato in un regime
            monopolistico è totalmente fuori
            luogo.Non difendo e non accuso.Però cerco di far ragionare sul fatto che la questione non è così facile come appare. Guadagnare dai libri non é più immorale che guadagnare sul commercio di carne o di latte.
            p.s. non dire che gli editori si fanno
            concorrenza sui tesi perché non è assolutamente
            così.Perché non è così? Hai dei dati riservati che non conosco?
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            Guadagnare dai libri non é più immorale che
            guadagnare sul commercio di carne o di
            latte.Non e' immorale guadagnare sui libri.E' immorale intraprendere azioni per incrementare tale guadagno sfruttando uno stato di necessita'.I libri scolastici sono imposti e non scelti, e questo e' uno stato di necessita'.Molte edizioni vengono modificate artatamente per ostacolare il mercato dell'usato, e questo e' immorale.

            p.s. non dire che gli editori si fanno

            concorrenza sui tesi perché non è
            assolutamente

            così.

            Perché non è così? Hai dei dati riservati che non
            conosco?Non e' cosi'.Sarebbe cosi' se due editori potessero stampare il medesimo testo, con carta diversa, caratteri diversi, copertina diversa, consentendo a chi acquista se scegliere una edizione piu' costosa o una meno costosa.Di fatto il tomo di diritto amministrativo esiste solo stampato su costosa carta patinata, con copertina in cartone spesso e serigrafata a mano, a non meno di 200 euro.Per un contenuto che potrebbe benissimo essere di pubblico dominio.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Guadagnare dai libri non é più immorale che

            guadagnare sul commercio di carne o di

            latte.

            Non e' immorale guadagnare sui libri.
            E' immorale intraprendere azioni per incrementare
            tale guadagno sfruttando uno stato di
            necessita'.Se dovessimo strapparci le vesti per tutte le cose immorali di questo mondo, non ne usciremmo più.
            I libri scolastici sono imposti e non scelti, e
            questo e' uno stato di
            necessita'.
            Molte edizioni vengono modificate artatamente per
            ostacolare il mercato dell'usato, e questo e'
            immorale.Tutto vero.Ma mi chiedo se legiferare sul punto non significherebbe la morte del libro di testo. Alla fine editori e autori di questi libri possono fare anche altro, nella vita, quando si rendono conto che la loro attività non è più redditizia per legge.E alle scuole rimarrebbero da adottare i libri di 50 anni prima...


            p.s. non dire che gli editori si fanno


            concorrenza sui tesi perché non è

            assolutamente


            così.



            Perché non è così? Hai dei dati riservati
            che
            non

            conosco?

            Non e' cosi'.
            Sarebbe cosi' se due editori potessero stampare
            il medesimo testo, con carta diversa, caratteri
            diversi, copertina diversa, consentendo a chi
            acquista se scegliere una edizione piu' costosa o
            una meno
            costosa.Se è per questo anche i produttori di auto non possono produrre lo stesso modello con un nome diverso e una motorizzazione inferiore.Perfino i produttori di rasoi a mano devono produrre attaccature per la lama diverse per non incorrere in violazioni di brevetto. La concorrenza si fa su altri parametri.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio

            Tutto vero.
            Ma mi chiedo se legiferare sul punto non
            significherebbe la morte del libro di testo. Alla
            fine editori e autori di questi libri possono
            fare anche altro, nella vita, quando si rendono
            conto che la loro attività non è più redditizia
            per
            legge.Legiferare in tal senso significa la morte per la casta parassitaria degli editori, che nessuno rimpiangera'.Non certo dei libri di testo, visto che il mondo intero negli ultimi 3000 anni, di libri di testo ne ha sempre prodotti.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Tutto vero.

            Ma mi chiedo se legiferare sul punto non

            significherebbe la morte del libro di testo.
            Alla

            fine editori e autori di questi libri possono

            fare anche altro, nella vita, quando si
            rendono

            conto che la loro attività non è più
            redditizia

            per

            legge.

            Legiferare in tal senso significa la morte per la
            casta parassitaria degli editori, che nessuno
            rimpiangera'.No, tu ti illudi. Fai tutte le cose facili.È impossibile colpire il parassita (l'editore) senza danneggiare anche l'animale ospite (l'autore).Dal 1978 al 1992 in Italia, per quanto riguarda gli affitti di appartamenti, era in vigore l'equo canone. Di fatto, un calmiere dei prezzi. Bene: da un giorno all'altro nelle grandi città scomparvero gli annunci di appartamenti in affitto. Chi li vendeva, chi li dava in uso in nero, chi li teneva sfitti. Nessuno si sognava di darli in locazione per perderci. A un certo punto, a contrastare la tendenza, arrivarono i contratti "ad uso foresteria", riservati però a chi era già proprietario di un appartamento. La situazione viene descritta in una canzone non memorabile di Lucio Battisti del 1980, <I
            Il monolocale </I
            :http://www.youtube.com/watch?v=_uSqRykv59kAd applicare calmieri ai libri di testo, si rischia di fare la stessa fine.
            Non certo dei libri di testo, visto che il mondo
            intero negli ultimi 3000 anni, di libri di testo
            ne ha sempre
            prodotti.Mah... hai una ben strana definizione di libro di testo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa



            Tutto vero.


            Ma mi chiedo se legiferare sul punto non


            significherebbe la morte del libro di
            testo.

            Alla


            fine editori e autori di questi libri
            possono


            fare anche altro, nella vita, quando si

            rendono


            conto che la loro attività non è più

            redditizia


            per


            legge.



            Legiferare in tal senso significa la morte
            per
            la

            casta parassitaria degli editori, che nessuno

            rimpiangera'.


            No, tu ti illudi. Fai tutte le cose facili.
            È impossibile colpire il parassita
            (l'editore) senza danneggiare anche l'animale
            ospite
            (l'autore).

            Dal 1978 al 1992 in Italia, per quanto riguarda
            gli affitti di appartamenti, era in vigore l'equo
            canone. Di fatto, un calmiere dei prezzi. Bene:
            da un giorno all'altro nelle grandi città
            scomparvero gli annunci di appartamenti in
            affitto. Chi li vendeva, chi li dava in uso in
            nero, chi li teneva sfitti. Nessuno si sognava di
            darli in locazione per perderci. A un certo
            punto, a contrastare la tendenza, arrivarono i
            contratti "ad uso foresteria", riservati però a
            chi era già proprietario di un appartamento.L'esempio non calza.Non calza perche' a differenza dell'appartamento in affitto, l'adozione del libro di testo prevede a monte un obbligo non trattabile.Eliminiamo dalla filiera l'editore parassita e il problema si risolvera' da se'.

            Non certo dei libri di testo, visto che il
            mondo

            intero negli ultimi 3000 anni, di libri di
            testo

            ne ha sempre

            prodotti.

            Mah... hai una ben strana definizione di libro di
            testo.Libro di testo e' un libro usato per imparare.Secondo te l'umanita' dove ha imparato dal neolitico ad oggi?Anche una tavoletta d'argilla in cuneiforme era un libro di testo nell'antica Babilonia.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            No, tu ti illudi. Fai tutte le cose facili.

            È impossibile colpire il parassita

            (l'editore) senza danneggiare anche l'animale

            ospite

            (l'autore).



            Dal 1978 al 1992 in Italia, per quanto
            riguarda

            gli affitti di appartamenti, era in vigore
            l'equo

            canone. Di fatto, un calmiere dei prezzi.
            Bene:

            da un giorno all'altro nelle grandi città

            scomparvero gli annunci di appartamenti in

            affitto. Chi li vendeva, chi li dava in uso
            in

            nero, chi li teneva sfitti. Nessuno si
            sognava
            di

            darli in locazione per perderci. A un certo

            punto, a contrastare la tendenza, arrivarono
            i

            contratti "ad uso foresteria", riservati
            però
            a

            chi era già proprietario di un appartamento.
            L'esempio non calza.
            Non calza perche' a differenza dell'appartamento
            in affitto, l'adozione del libro di testo prevede
            a monte un obbligo non
            trattabile.Il sistema del calmiere non funziona indipendentemente dal fatto che ci sia un obbligo o meno. E sì, è vero che non c'è l'obbligo di andare a vivere sotto un tetto, c'è chi vive felice sotto i ponti, ma insomma, non siamo più abituati, nel mondo occidentale. :Alessandro Manzoni ha dato una chiara descrizione degli effetti di un calmiere realmente applicato al mercato dei farinacei nel XVII secolo: scrisse che Antonio Ferrer, l'artefice di quella balzana idea, "Fece come una donna stata giovine, che pensasse di ringiovinire, alterando la sua fede di battesimo" (oggi diremmo: cambiando la data di nascita). In breve tempo, i fornai smisero di vendere pane per i canali consueti, e alla fine una commissione revocò la decisione di Ferrer. Fine della storia. No, be', la storia nei Promessi sposi prosegue, ma su altre vicende.
            Eliminiamo dalla filiera l'editore parassita e il
            problema si risolvera' da
            se'.Nessuno ha il potere di eliminare gli intermediari, più di quanto abbia il potere di eliminare i fruttivendoli, che comprano dai contadini, i concessionari di auto, che non si identificano con le fabbriche, i baristi, che si approvvigionano a birrerie e liquorerie. E via dicendo.È una tua pia illusione, ripeto.


            Non certo dei libri di testo, visto che
            il

            mondo


            intero negli ultimi 3000 anni, di libri
            di

            testo


            ne ha sempre


            prodotti.



            Mah... hai una ben strana definizione di
            libro
            di

            testo.

            Libro di testo e' un libro usato per imparare.Ma no, l'uso attuale è molto, molto più specifico. Ci sono esigenze di adattamento all'età dello studente, e di conformità al programma ministeriale.Faresti studiare un giovane su questo libro del 1853?[img]http://oi52.tinypic.com/11159wk.jpg[/img]È un affare, perché è in pubblico dominio! :-D
            Secondo te l'umanita' dove ha imparato dal
            neolitico ad
            oggi?javascript:void(0);Esiste anche l'apprendimento orale, eh?!?
            Anche una tavoletta d'argilla in cuneiforme era
            un libro di testo nell'antica
            Babilonia.A modo suo, sì.Ma in una società strutturata e specializzata non si può più lasciare l'istruzione all'improvvisazione degli scribi babilonesi. E quest'esigenza, oggi, la può soddisfare solo un mercato del libro di testo in costante evoluzione.
          • Pastoso scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...

            Di fatto il tomo di diritto amministrativo esiste
            solo stampato su costosa carta patinata, con
            copertina in cartone spesso e serigrafata a mano,
            a non meno di 200
            euro.
            Per un contenuto che potrebbe benissimo essere di
            pubblico
            dominio.Mi spieghi in quale scuola primaria o secondaria, qualcuno abbia obbligato le famiglie all'acquisto di un tomo di diritto amministrativo da 200 euro??Alle elementari, i libri sono pagati dalle scuole.Alle medie, almeno quando andavo io, alcuni libri erano pagati dalla scuola, altri dalle famiglie.Alle superiore, tutti i libri sono pagati dalle famiglie, ma solitamente sono i professori stessi a consigliare di non acquistare le "nuove edizioni".I tomi da 200 euro, che sono quasi assenti sia ad ingegneria, sia ad economia, sono rari, non sono la normalità. Ben pochi libri (solitamente a medicina e affini) hanno costi così elevati.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Pastoso
            Mi spieghi in quale scuola primaria o secondaria,
            qualcuno abbia obbligato le famiglie all'acquisto
            di un tomo di diritto amministrativo da 200
            euro??Stavo rispondendo alla questione sulla concorrenza.E mi e' tornato alla mente l'episodio del manuale di diritto amministrativo che esiste <b
            solo </b
            in edizione rilegata extralusso, e che l'adozione rasenta l'obbligatorio in tutte le facolta' dove e' previsto tale esame.Tralasciamo il trascurabile particolare che ogni anno cambia qualche legge amministrativa, e con essa l'edizione del tomo.
        • Legumeleio scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa



          E' la solita truffa marcia per far credere di

          innovare quando invece l'unica preoccupazione e'

          la salvaguardia della rendita alle caste

          parassite.

          I libri di testo non si scrivono da soli.
          Lapalissiano, ma è
          così.
          E gli autori e gli editori si fanno pagare
          esattamente come per romanzi e libri di
          occultismo.non necessariamente:http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/




          Il ministro dovrebbe preoccuparsi unicamente di

          due cose:



          1) adozione dei testi in formato elettronico

          2) accessibilita' dei medesimi



          La parola "soldi" nelle sue varianti di

          retribuzione, acquisto, etc, non doveva
          comparire

          neanche un

          po'.

          E invece l'Italia non è l'Urss, e nemmeno il
          Paese dei puffi, e alla gente che scrive libri di
          testo piace essere pagata.
          :|non necessariamente:http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Legumeleio


            E' la solita truffa marcia per far credere di


            innovare quando invece l'unica preoccupazione
            e'


            la salvaguardia della rendita alle caste


            parassite.



            I libri di testo non si scrivono da soli.

            Lapalissiano, ma è

            così.

            E gli autori e gli editori si fanno pagare

            esattamente come per romanzi e libri di

            occultismo.


            non necessariamente:
            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/Siamo sempre lì: è un libro che soddisfa le esigenze di insegnanti di matematica, e dei giovani alunni? È esposto in modo chiaro e, nello stesso tempo, corretto (due qualità che non sempre vanno a braccetto)? Non ha senso che io lo scarichi e lo controlli pagina per pagina. Se il testo non piace, o non convince, non verrà adottato. Fine della discussione.
          • Legumeleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Legumeleio





            E' la solita truffa marcia per far
            credere
            di



            innovare quando invece l'unica
            preoccupazione

            e'



            la salvaguardia della rendita alle
            caste



            parassite.





            I libri di testo non si scrivono da
            soli.


            Lapalissiano, ma è


            così.


            E gli autori e gli editori si fanno
            pagare


            esattamente come per romanzi e libri di


            occultismo.





            non necessariamente:


            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/

            Siamo sempre lì: è un libro che soddisfa le
            esigenze di insegnanti di matematica, e dei
            giovani alunni? È esposto in modo chiaro e,
            nello stesso tempo, corretto (due qualità che non
            sempre vanno a braccetto)?si lo è
            Non ha senso che io lo scarichi e lo controlli
            pagina per pagina. Se il testo non piace, o non
            convince, non verrà adottato. Fine della
            discussione.funziona così? io pensavo che i testi venissero adottati perlopiù in base ai favori/soldi/regali che la casa editrice in questione fa agli insegnanti.Conosco molto bene come funzione in questo ambito (ho un paio di parenti ed un amico che insegnano e, mi hanno chiarito piuttosto bene i meccanismi in questione); il tuo atteggiamento da anima candida che vive sulle nuvole e che vede il mondo attraverso un filtro manicheista "legale/illegale", fa abbastanza ridere.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Legumeleio


            non necessariamente:





            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/



            Siamo sempre lì: è un libro che soddisfa le

            esigenze di insegnanti di matematica, e dei

            giovani alunni? È esposto in modo
            chiaro
            e,

            nello stesso tempo, corretto (due qualità
            che
            non

            sempre vanno a braccetto)?

            si lo èLo spero. Sai, di libri di testo cartacei che nessuno ha adottato ne esistono; il rischio di impresa prevede anche l'insucXXXXX.

            Non ha senso che io lo scarichi e lo
            controlli

            pagina per pagina. Se il testo non piace, o
            non

            convince, non verrà adottato. Fine della

            discussione.

            funziona così? io pensavo che i testi venissero
            adottati perlopiù in base ai favori/soldi/regali
            che la casa editrice in questione fa agli
            insegnanti.Quasi metà degli insegnanti in Italia è precaria. Figurati che possibilità hanno gli editori di inseguirli di scuola in scuola, anno per anno, e far loro regali. Con quelli di ruolo, forse, è diverso.
            Conosco molto bene come funzione in questo ambito
            (ho un paio di parenti ed un amico che insegnano
            e, mi hanno chiarito piuttosto bene i meccanismi
            in questione); il tuo atteggiamento da anima
            candida che vive sulle nuvole e che vede il mondo
            attraverso un filtro manicheista
            "legale/illegale", fa abbastanza
            ridere.Ridi pure, se credi.Io ti dico come stanno le cose nel mondo reale. Agitando lo spauracchio della corruzione di insegnanti e della lobby delle case editrici non arrivi da nessuna parte. La gente non ti ascolta e, nella maggior parte dei casi, nemmeno ti crede.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio

            Lo spero. Sai, di libri di testo cartacei che
            nessuno ha adottato ne esistono; il rischio di
            impresa prevede anche l'insucXXXXX.Il rischio d'impresa non e' previsto per chi lavora per stato e parastato.I libri di testo vengono scritti solo dopo garanzia di ampia adozione pluriennale.Un po' come per il preinstallato M$.
            Quasi metà degli insegnanti in Italia è precaria.L'altra meta' impone i propri libri di testo.
            Figurati che possibilità hanno gli editori di
            inseguirli di scuola in scuola, anno per anno, e
            far loro regali.Infatti e' sufficiente fare i regali all'unico insegnante di ruolo della scuola, che e' quello che sceglie per tutti.Gli altri, essendo precari e cambiando cattedra ogni anno, subiscono le scelte di chi c'era prima di loro.
            Con quelli di ruolo, forse, è diverso.Esatto.
            Ridi pure, se credi.
            Io ti dico come stanno le cose nel mondo reale.Quale mondo reale?Ma che ne sai tu del mondo reale delle scuole?
            Agitando lo spauracchio della corruzione di
            insegnanti e della lobby delle case editrici non
            arrivi da nessuna parte. La gente non ti ascolta
            e, nella maggior parte dei casi, nemmeno ti
            crede.Non e' uno spauracchio, e' un dato di fatto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: panda rossa

            Lo spero. Sai, di libri di testo cartacei che

            nessuno ha adottato ne esistono; il rischio
            di

            impresa prevede anche l'insucXXXXX.

            Il rischio d'impresa non e' previsto per chi
            lavora per stato e
            parastato.
            I libri di testo vengono scritti solo dopo
            garanzia di ampia adozione
            pluriennale.
            Un po' come per il preinstallato M$.Questa forse è una cosa nuova che gli editori hanno deciso di concerto col ministero.Hai dei riscontri su questo punto? Testimonianze, dichiarazioni?Io sono rimasto che un libro di testo rischia di non essere adottato esattamente come un romanzo rischia di non essere acquistato da nessuno, e un film di lasciare le sale vuote.

            Quasi metà degli insegnanti in Italia è
            precaria.

            L'altra meta' impone i propri libri di testo.Sì, in effetti non è necessario fare un'opera capillare.Però diciamo le cose come stanno: "a causa della situazione di diffusa precarietà, il buono e il cattivo tempo in fatto di adozione di libri di testo lo fa l'unico insegnante di ruolo della materia che insegna da più di tre anni in quella scuola". Così si capiscono meglio molte cose.

            Figurati che possibilità hanno gli editori di

            inseguirli di scuola in scuola, anno per
            anno,
            e

            far loro regali.

            Infatti e' sufficiente fare i regali all'unico
            insegnante di ruolo della scuola, che e' quello
            che sceglie per
            tutti.
            Gli altri, essendo precari e cambiando cattedra
            ogni anno, subiscono le scelte di chi c'era prima
            di
            loro.Così va bene.Con la legislazione attuale, non è vietato fare regali agli insegnanti per spingerli ad adottare i libri di testo delle case editrici più "generose". Il reato di comparaggio esiste, ma riguarda i medici e le industrie farmaceutiche. Tolto che fino ad alcuni anni fa nemmeno quello dei medici era perseguito, in Italia. Era puramente teorico.Vedremo se in futuro verrà approvata una legge. Ma se all'insegnante i testi in creative commons non piacciono, non c'è nulla da fare: adotterà quelli a pagamento.

            Ridi pure, se credi.

            Io ti dico come stanno le cose nel mondo
            reale.

            Quale mondo reale?
            Ma che ne sai tu del mondo reale delle scuole?Potrei chiedere lo stesso a te. :-)Comunque ho un amico che insegna da precario in Italia, da oltre 10 anni. No che mi parli della questione dei libri di testo ogni volta, è l'ultimo dei suoi problemi, ma qualcosa mi ha raccontato.

            Agitando lo spauracchio della corruzione di

            insegnanti e della lobby delle case editrici
            non

            arrivi da nessuna parte. La gente non ti
            ascolta

            e, nella maggior parte dei casi, nemmeno ti

            crede.
            Non e' uno spauracchio, e' un dato di fatto.Mi spiego meglio: additando in pubblico il comportamento di insegnanti che adottano i libri delle case editrici generose, non smuovi di un millimetro la situazione. L'italiano medio in pubblico ti dà ragione, in privato pensa che al suo posto farebbe esattamente la stessa cosa. :|Aggiungi che sono cose di non facile dimostrabilità, perché un insegnante sosterrà sempre di adottare un libro di testo perché ci si trova bene; non dirà mai in pubblico che gli è piaciuto il regalo della casa editrice, oppure che è l'amante dell'autore.
          • pippo75 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...

            Siamo sempre lì: è un libro che soddisfa le
            esigenze di insegnanti di matematica, e dei
            giovani alunni? È esposto in modo chiaro e,
            nello stesso tempo, corretto (due qualità che non
            sempre vanno a braccetto)?Non ho letto ancora il libro, vedrò di scaricarlo. Ma gli insegnanti sono li a scaldare la cattedra? Comunque se sono gratis, formato PDF, il libro di testo avrà meno senso, si potranno avere tanti libri. Il PDF di tizio lo usi per gli insiemi, il PDF di caio per le tabelline...Comunque Dante è da un po che non aggiorna la "Commedia". Se non sbaglio l'ultimo upgrade è stato fatto da <s
            Petrarca </s
            Boccaccio ( Correzione ).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 marzo 2013 23.11-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: pippo75

            Siamo sempre lì: è un libro che soddisfa le

            esigenze di insegnanti di matematica, e dei

            giovani alunni? È esposto in modo
            chiaro
            e,

            nello stesso tempo, corretto (due qualità
            che
            non

            sempre vanno a braccetto)?


            Non ho letto ancora il libro, vedrò di
            scaricarlo. Ma gli insegnanti sono li a scaldare
            la cattedra?Alcuni sì, alcuni no. Però non sono pagati per correggere i libri di testo fatti coi piedi. Un libro di testo dovrebbe essere un aiuto, non un impedimento.
            Comunque se sono gratis, formato PDF, il libro di
            testo avrà meno senso, si potranno avere tanti
            libri.Per ora ci sono quei tre di matematica per il biennio. Vediamo gli sviluppi.
            Comunque Dante è da un po che non aggiorna la
            "Commedia". Se non sbaglio l'ultimo upgrade è
            stato fatto da
            Petrarca.Innanzitutto Dante non è una materia scolastica a sé, malgrado esistano i dantisti. Per meglio capire Dante e la sua epoca si studiano la storia e la filosofia della sua epoca, oltre all'ovvia letteratura del Duecento.Le versioni annotate di Dante invece si possono aggiornare e modificare ogni due anni, come ogni libro di testo. Ma non c'è molta convenienza: la maggior parte degli insegnanti lascia agli studenti libera scelta di edizione. Perché si studia la Divina commedia, non i commenti alla Divina commedia.
          • pippo75 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...


            Comunque Dante è da un po che non aggiorna la

            "Commedia". Se non sbaglio l'ultimo upgrade è

            stato fatto da

            Petrarca.

            Innanzitutto Dante non è una materia scolastica a
            sé, malgrado esistano i dantisti. ma la Commedia di Dante si, almeno lo era.Ho sbagliato, era Boccaccio che l'aveva definita "divina", da qui il termine "Aggiornamento".
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: pippo75

            Innanzitutto Dante non è una materia
            scolastica
            a

            sé, malgrado esistano i dantisti.

            ma la Commedia di Dante si, almeno lo era.Una materia da scuola media o superiore? Ma quando? Si studia nelle ore di letteratura.Forse ti confondi con l'università.
          • pippo75 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...



            Una materia da scuola media o superiore? Ma
            quando? Si studia nelle ore di
            letteratura.
            Forse ti confondi con l'università.Mi sono studiato sia l'inferno che il purgatorio. Il paradiso per fortuna no.Comunque preferisci "I promessi sposi" si fanno anche nelle "medie inferiori".Almeno si studiavano una volta, ora non so.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: pippo75

            Una materia da scuola media o superiore? Ma

            quando? Si studia nelle ore di

            letteratura.

            Forse ti confondi con l'università.


            Mi sono studiato sia l'inferno che il purgatorio.
            Il paradiso per fortuna
            no.

            Comunque preferisci "I promessi sposi" si fanno
            anche nelle "medie
            inferiori".
            Almeno si studiavano una volta, ora non so.Boooh!Sospetto che tu abbia ricordi confusi delle medie e delle superiori. Sono letture previste dal programma ministeriale, lì non ci piove, ma nessuno ha mai istituito una materia come "Studio della Divina commedia" oppure "Studio dei Promessi sposi".
          • panda rossa scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: pippo75
            Mi sono studiato sia l'inferno che il purgatorio.
            Il paradiso per fortuna no. Triste la tua conclusione.Come puoi considerare fortuna una mancanza di cultura?
          • pippo75 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...


            Mi sono studiato sia l'inferno che il
            purgatorio.

            Il paradiso per fortuna no.

            Triste la tua conclusione.
            Come puoi considerare fortuna una mancanza di
            cultura?Dammi retta, dovresti conoscere i dettagli del motivo per cui lo dico, ma qui non sarebbe il luogo adatto.
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          contenuto non disponibile
          • Pastoso scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Leguleio


            I libri di testo non si scrivono da soli.

            Lapalissiano, ma è

            così.

            E gli autori e gli editori si fanno pagare

            esattamente come per romanzi e libri di

            occultismo.

            E che ci vuole?
            Si scelgono una decina di esperti di ogni
            materia, si fa scrivere loro il rispettivo libro,
            li si paga per il lavoro svolto (un tot a
            pagina), e quei libri diventano i testi ufficiali
            dello
            stato.Forse si faceva così con Mussolini.Certamente fanno così tutti gli Stati totalitari, dove la cultura, gli argomenti di studio, tutto deve essere deciso centralmente e propagato ad ogni livello della società.Per fortuna non è così da noi.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            contenuto non disponibile
      • umby scrive:
        Re: Ma per leggere quei testi...
        - Scritto da: panda rossa
        Non lo vedremo mai un libro di testo scolastico
        in pdf finche' la preoccupazione e' quella di
        tutelare la casta degli editori e non gli
        studenti.Concordo, ma aggiungiamo altre considerazioni pratiche.Per fare una lezione serve il "libro" ed il lettore.Il libro, alla pari di un testo in carta si puó far pagare (o mettere una quota all'iscrizione). Questo tutelerebbe l'editore (ed in ultimo, con le briciole) l'autore.Il supporto per il libro elettronico quale dovrebbe essere? La memoria del lettore? In tal caso questo dovrebbe essere acquistato dallo studente, a meno che la scuola ne disponga di un certo numero da prestare (o affittare) agli studenti, ma per la manutenzione, guasti e rotture, come la mettiamo?Allora é meglio che i lettori vengano acquistati dagli studenti.Ma, e mi ripeto, il "libro" di chi é proprietá?Sará sempre leggibile? Si potranno fare appunti?Un testo delle elementari, non serve a molto tenerlo, ma se l'informatizzazione si estende alle scuole superiori, allora, poter riprendere i vecchi "libri" con gli appunti (vedi matematica, fisica, chimica per esempio) potrebbe essere molto utile.
    • Surak 2.0 scrive:
      Re: Ma per leggere quei testi...
      Il punto fondamentale è sapere se è stato vietato "l'acquisto" libero o si deve ricorrere solo ad una lista di editori ed autori qualificati (in altre parola il solito albo di autodifesa).In tal caso diventerà assolutamente evidente se vi è complicità tra insegnanti ed editori per speculare sull'acquisto dei libri (sfruttando anche la grossa fetta che ricade sullo Stato) o meno.Ad oggi ci poteva essere l'iniziativa locale dell'insegnante che voleva rompere il giochino nell'interesse dei suoi studenti ma rimanevano iniziative isolate e magari neanche del tutto soddisfacenti.Se invece non vi è nessuna legge che costringa comunque a comprare dai soliti. I libri potranno essere creati in rete, modificati se non convincono alcuni e scaricati ovunque. Gratuitamente se fatto volontariamente (in senso vero) o a spese irrisorie (se ogni studnete ci mette 1 euro, fai milioni di euro per pagari gli autori dei libri di base poi da modificare con qualche click per adattarli)
      • shevathas scrive:
        Re: Ma per leggere quei testi...
        Ok per lo stile wiki però almeno un comitato di redazione per armonizzare le parti dei libri scritte da diverse persone, verificare che non ci siano refusi colossali o trollate è necessario. Altrimenti si rischia di avere libri di fisica in cui il lavoro viene indicato con "L" nei capitoli pari e "W" in quelli dispari, e che contengono dimostrazioni "rigorose" della falsità dei principi di clausius e carnot (quelli più odiati dai profeti del moto perpetuo).
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          Beh, chiaramente le cose sarebbe un po' diverse dal sistema wiki.Si presume che i primi volontari e i loro controllori siano insegnanti non il primo che capita come su Wikipedia.Su come si organizzeranno ci possono essere mille ipotesi, ma si presume che una qualche organizzazione e suddivisione dei ruoli sappiano darsela.Più wikipedia direi che il risultato sarebeb più simile a quello dei forum specializzati (seri) per cui alla fine, anche se qualcuno può dire la stupidata, una discussione nata da un dubbio o una domanda arriva ad una risposta sensata. Poi dicevo che se non si vuole che sia proprio gratis, con 1 euro..si raccolgono fondi sufficienti per aprire una vera e propria casa editrice virtuale (con tutte le figure necessarie ma nessuna tipografia) che il rpimo anno ha molto da fare, negli anni successivi deve solo "revisionare" eventualmente quel che ha già in archivio.La matematica cambia poco, ma ad esempio la geografia politica ha spesso stravolgimenti significativi
          • shevathas scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...

            Poi dicevo che se non si vuole che sia proprio
            gratis, con 1 euro..si raccolgono fondi
            sufficienti per aprire una vera e propria casa
            editrice virtuale (con tutte le figure necessarie
            ma nessuna tipografia) che il rpimo anno ha molto
            da fare, negli anni successivi deve solo
            "revisionare" eventualmente quel che ha già in
            archivio.
            La matematica cambia poco, ma ad esempio la
            geografia politica ha spesso stravolgimenti
            significativiil fatto è che ci son diversi stili di insegnamento della matematica, c'è il docente che preferisce un approccio più teorico e quello che magari preferisce invece arrivare alle leggi generali partendo da casi concreti (è l'approccio che personalmente preferisco), e questi attualmente ed ovviamente scelgono il testo che più si adatta al loro sistema didattico. Io rifugerei un testo di geometria "senza figure" solo con sequenze di assiomi e teoremi dimostrati in maniera puramente logica senza appellarsi all'intuizione. Un bourbakista invece preferirebbe il contrario... Tutto questo per dire che la questione è leggermente complicata, per non parlare poi dei problemi nel creare una "casa editrice di stato", chi dovrebbe essere scelto come autore e quanto dovrebbe essere pagato? visto il precedente di italia.it non mi sentirei molto fiducioso.
          • Surak 2.0 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: shevathas

            Poi dicevo che se non si vuole che sia
            proprio

            gratis, con 1 euro..si raccolgono fondi

            sufficienti per aprire una vera e propria
            casa

            editrice virtuale (con tutte le figure
            necessarie

            ma nessuna tipografia) che il rpimo anno ha
            molto

            da fare, negli anni successivi deve solo

            "revisionare" eventualmente quel che ha già
            in

            archivio.

            La matematica cambia poco, ma ad esempio la

            geografia politica ha spesso stravolgimenti

            significativi

            il fatto è che ci son diversi stili di
            insegnamento della matematica, c'è il docente che
            preferisce un approccio più teorico e quello che
            magari preferisce invece arrivare alle leggi
            generali partendo da casi concreti (è l'approccio
            che personalmente preferisco), e questi
            attualmente ed ovviamente scelgono il testo che
            più si adatta al loro sistema didattico. Io
            rifugerei un testo di geometria "senza figure"
            solo con sequenze di assiomi e teoremi dimostrati
            in maniera puramente logica senza appellarsi
            all'intuizione. Un bourbakista invece
            preferirebbe il contrario...Io licenzierei quelli che insegnano senza figure (e lo dico da dislessico)Anzi... pure in matematica imparare a "figurarsi" i conti aiuta molto a capire cosa si sta facendo Comunque ovvaimente si troveranno i capitoli con le figure e quelli senza, basterà fare un click su "aggiungi"
            Tutto questo per dire che la questione è
            leggermente complicata, per non parlare poi dei
            problemi nel creare una "casa editrice di stato",Non mi riferivo proprio a quello, ma volendo...
            chi dovrebbe essere scelto come autore e quanto
            dovrebbe essere pagato?Non è la proprietà a fare la differenza (per quanto ne dicano i "capitalisti" o i "comunisti") ma il sistema di funzionamento.Google è di propreità di alcuni, ma ha decine di cervelli come dipedenti che forse lavorano e pensano molto di più dei proprietariperchè hanno un loro interesse slegato dalla mera proprietà.Di solito è un fattore di prestigio e di premi, oltre che ad una passione epr il proprio lavoro. Quindi basta creare un sistema meritocratico perchè pure una cosa pubblica funzioni senza dover contare su un incredibile senso dello Stato come fu per Mattei (che guadagnava pochissimo).Gli autori? autocandidature selezionate poi per preferenza da altri.La paga? La minima necessaria perchè ci sia il giusto incentivo.Quindi prima si stabilisce se deve essere gratutita e se basta la "fama". Se fra queste candidature non c'è molto da scegliere si ipotizza un costo ed una paga... a seconda di quanti decenti si presentano si valuta il giusto compenso. Direi che un libro scritto da cima a fondo, considerando il tempo che ci vuole a scriverlo basandosi su una biblioteca già corposa (un paio di mesi?)ecc... non venga a costare più di un 20 mila euro a dire tanto. Cifra ovviamente in cui sono sommate le varie quote di pagamento autori, verifiche, votazioni ecc. Spesa ovviamente solo del primo anno.Ad un euro a capoccetta (studente), si potranno avere qualche centinaio di libri cioè una varietà sufficiente a coprire le esigenze di buona parte degli insegnanti.
            visto il precedente di
            italia.it non mi sentirei molto
            fiducioso.Scusa... e dove sta la meritocrazia in Italia? Pubblico o privato che sia?Chiaramente prima bisogna "ricreare" quella, poi se ne potrà riparlare
      • Leguleio scrive:
        Re: Ma per leggere quei testi...
        - Scritto da: Surak 2.0
        Il punto fondamentale è sapere se è stato vietato
        "l'acquisto" libero o si deve ricorrere solo ad
        una lista di editori ed autori qualificati (in
        altre parola il solito albo di
        autodifesa).Non credo proprio sia vietato, perché sarebbe contrario all'art. 33 ("L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento").
        In tal caso diventerà assolutamente evidente se
        vi è complicità tra insegnanti ed editori per
        speculare sull'acquisto dei libri (sfruttando
        anche la grossa fetta che ricade sullo Stato) o
        meno.Questa complicità c'è da sempre, secondo me: talvolta sfacciata, talvolta discreta. Ma che cosa vuoi dimostrare? Non c'è nulla di illecito.
        Ad oggi ci poteva essere l'iniziativa locale
        dell'insegnante che voleva rompere il giochino
        nell'interesse dei suoi studenti ma rimanevano
        iniziative isolate e magari neanche del tutto
        soddisfacenti.Non so a che cosa ti riferisci esattamente, non posso giudicare.
        Se invece non vi è nessuna legge che costringa
        comunque a comprare dai soliti. I libri potranno
        essere creati in rete, modificati se non
        convincono alcuni e scaricati ovunque.Ho già affrontato l'argomento in altri articoli di PI. Io non mi fiderei <B
        mai </B
        di un libro di testo collaborativo e fatto col modello Wikipedia. Mi basta già vedere il XXXXXio della wikipedia italiana. Fossi un insegnante, preferirei fare lezioni solo orali o con fotocopie distribuite volta per volta che lasciare nelle mani degli studenti libri di testo redatti così. E credo che molti insegnanti la pensino come me. Quindi, per oggi, possibilità di risparmio drastiche non ce ne sono.
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Surak 2.0


          Il punto fondamentale è sapere se è stato
          vietato

          "l'acquisto" libero o si deve ricorrere solo
          ad

          una lista di editori ed autori qualificati
          (in

          altre parola il solito albo di

          autodifesa).

          Non credo proprio sia vietato, perché sarebbe
          contrario all'art. 33 ("L'arte e la scienza sono
          libere e libero ne è
          l'insegnamento").
          Beh, la Costituzione dice espressamente che "L'Italia ripudia la guerra e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali" guarda caso invece ogni paio d'anni andiamo a bombardare qualcuno proprio con il pretesto di risolvere controversie internazionali.Basta chiamarli in altri modi. Mica vale solo per i rimborsi elettorali o mille altre cose in cui si sfrutta il cavillo della parola

          In tal caso diventerà assolutamente evidente
          se

          vi è complicità tra insegnanti ed editori per

          speculare sull'acquisto dei libri (sfruttando

          anche la grossa fetta che ricade sullo
          Stato)
          o

          meno.

          Questa complicità c'è da sempre, secondo me:
          talvolta sfacciata, talvolta discreta. Ma che
          cosa vuoi dimostrare? Non c'è nulla di illecito.Illecito come illegale, no..credo.Illecito come immorale, sì eccome.Poi una cosa è sapere le cose, una cosa è dare modo alle "vittime" di poter dire la prorpia ed agire.Se si diffonde l'idea che si possono avere buoni libri a cifre irrisoriesarà difficile per l'insegnante giustificare l'acquisto di altri libri per centinaia di euro. Soprattutto dopo essere stato "attaccato al muro" da qualche genitore stanco di pagare.




          Ad oggi ci poteva essere l'iniziativa locale

          dell'insegnante che voleva rompere il
          giochino

          nell'interesse dei suoi studenti ma
          rimanevano

          iniziative isolate e magari neanche del tutto

          soddisfacenti.


          Non so a che cosa ti riferisci esattamente, non
          posso
          giudicare.Negli anni ci sono state notizie di isnegnati che creavano "dispense" gratuite in sostituzione di libri.Si potevano fotocopiare e distribuire con spesa modesta, ma difficile che l'inziativa di Bari arrivasse a Milano o viceversa. C'era il fax e poi i siti internet, ma sempre l'opera di pochi magari non proprio perfetta Molti insegnati poi non sapevano manco usare il computer

          Se invece non vi è nessuna legge che
          costringa

          comunque a comprare dai soliti. I libri
          potranno

          essere creati in rete, modificati se non

          convincono alcuni e scaricati ovunque.

          Ho già affrontato l'argomento in altri articoli
          di PI.Sì, ricordo
          Io non mi fiderei <B
          mai
          </B
          di un libro di testo collaborativo e
          fatto col modello Wikipedia. Mi basta già vedere
          il XXXXXio della wikipedia italiana. Fossi un
          insegnante, preferirei fare lezioni solo orali o
          con fotocopie distribuite volta per volta che
          lasciare nelle mani degli studenti libri di testo
          redatti così."fotocopie"? mi sa che non hai letto ne la notizia ne quanto ipotizzavo.
          E credo che molti insegnanti la pensino come me.
          Quindi, per oggi, possibilità di risparmio
          drastiche non ce ne
          sono.Come diceva un noto professore "sì... può... fa..reee!" ;-)
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Surak 2.0


            Il punto fondamentale è sapere se è
            stato

            vietato


            "l'acquisto" libero o si deve ricorrere
            solo

            ad


            una lista di editori ed autori
            qualificati

            (in


            altre parola il solito albo di


            autodifesa).



            Non credo proprio sia vietato, perché sarebbe

            contrario all'art. 33 ("L'arte e la scienza
            sono

            libere e libero ne è

            l'insegnamento").



            Beh, la Costituzione dice espressamente che
            "L'Italia ripudia la guerra e come mezzo di
            risoluzione delle controversie internazionali"
            guarda caso invece ogni paio d'anni andiamo a
            bombardare qualcuno proprio con il pretesto di
            risolvere controversie
            internazionali.L'Italia ripudia il tipo di guerra che aveva mosso Mussolini per tentare di strappare pezzi di terra ad altri Stati. La guerra è espressamente nominata nella seconda parte dell'articolo della costituzione che hai citato, quando è condotta in concerto con altri Stati; ed è citata pure in altri articolo sparsi. Se vuoi te li elenco.


            In tal caso diventerà assolutamente
            evidente

            se


            vi è complicità tra insegnanti ed
            editori
            per


            speculare sull'acquisto dei libri
            (sfruttando


            anche la grossa fetta che ricade sullo

            Stato)

            o


            meno.



            Questa complicità c'è da sempre, secondo me:

            talvolta sfacciata, talvolta discreta. Ma che

            cosa vuoi dimostrare? Non c'è nulla di
            illecito.

            Illecito come illegale, no..credo.
            Illecito come immorale, sì eccome.Non viviamo in un mondo perfetto.Anche a me le tasse su sigarette e superalcolici lasciano perplesso, come concetto. Ma lo Stato guadagna anche da questo, e guadagna benino.
            Poi una cosa è sapere le cose, una cosa è dare
            modo alle "vittime" di poter dire la prorpia ed
            agire.Mah, di trasmissioni tv di studenti furenti per il rincaro dei libri io ne ho viste. In genere il conduttore dava ragione a loro... e tutto rimaneva come prima. ;-)Non è mica una novità la questione del prezzo dei libri di testo, sai? Esiste almeno dagli anni Settanta.Diventare adulti significa anche capire chi tiene il coltello dalla parte del manico: e per quanto riguarda le scelte didattiche, non sono gli studenti.
            Se si diffonde l'idea che si possono avere buoni
            libri a cifre
            irrisorie
            sarà difficile per l'insegnante giustificare
            l'acquisto di altri libri per centinaia di euro.
            Soprattutto dopo essere stato "attaccato al muro"
            da qualche genitore stanco di
            pagare.Vediamo.Io rimango molto scettico: se l'insegnante viene attaccato sul tipo di libro che adotta o sul prezzo, può dire agli studenti di starsene a casa, a studiare coi genitori. E credo che il consiglio di istituto ratificherebbe la decisione.
            Negli anni ci sono state notizie di isnegnati che
            creavano "dispense" gratuite in sostituzione di
            libri.
            Si potevano fotocopiare e distribuire con spesa
            modesta, ma difficile che l'inziativa di Bari
            arrivasse a Milano o viceversa. C'era il fax e
            poi i siti internet, ma sempre l'opera di pochi
            magari non proprio perfettaErano dispense redatte integralmente dall'insegnante, o erano ricopiate da qualche libro di testo, un po' qua, un po' là? Lo chiedo perché molti professori fanno così, non credere. :-)Se gli editori se ne accorgono, l'autore delle dispense fa una brutta fine. Attenzione a certi progetti fatti da volontari, non tutto è oro ciò che luccica.

            Io non mi fiderei <B
            mai

            </B
            di un libro di testo
            collaborativo
            e

            fatto col modello Wikipedia. Mi basta già
            vedere

            il XXXXXio della wikipedia italiana. Fossi un

            insegnante, preferirei fare lezioni solo
            orali
            o

            con fotocopie distribuite volta per volta che

            lasciare nelle mani degli studenti libri di
            testo

            redatti così.

            "fotocopie"? mi sa che non hai letto ne la
            notizia ne quanto
            ipotizzavo.L'ho letta, figurati.Era per dire: sono disposto a far usare penna d'oca e calamaio ai miei studenti, a fargli condividere una pergamena, pur di tenerli lontani da wikipedia. So che si parla di libri elettronici, qui.

            E credo che molti insegnanti la pensino come
            me.

            Quindi, per oggi, possibilità di risparmio

            drastiche non ce ne

            sono.

            Come diceva un noto professore "sì... può...
            fa..reee!"
            ;-)Ma non si fa.Non che io sappia.
        • Legumeleio scrive:
          Re: Ma per leggere quei testi...
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: Surak 2.0


          Il punto fondamentale è sapere se è stato
          vietato

          "l'acquisto" libero o si deve ricorrere solo
          ad

          una lista di editori ed autori qualificati
          (in

          altre parola il solito albo di

          autodifesa).

          Non credo proprio sia vietato, perché sarebbe
          contrario all'art. 33 ("L'arte e la scienza sono
          libere e libero ne è
          l'insegnamento").



          In tal caso diventerà assolutamente evidente
          se

          vi è complicità tra insegnanti ed editori per

          speculare sull'acquisto dei libri (sfruttando

          anche la grossa fetta che ricade sullo
          Stato)
          o

          meno.

          Questa complicità c'è da sempre, secondo me:
          talvolta sfacciata, talvolta discreta. Ma che
          cosa vuoi dimostrare? Non c'è nulla di illecito.





          Ad oggi ci poteva essere l'iniziativa locale

          dell'insegnante che voleva rompere il
          giochino

          nell'interesse dei suoi studenti ma
          rimanevano

          iniziative isolate e magari neanche del tutto

          soddisfacenti.


          Non so a che cosa ti riferisci esattamente, non
          posso
          giudicare.



          Se invece non vi è nessuna legge che
          costringa

          comunque a comprare dai soliti. I libri
          potranno

          essere creati in rete, modificati se non

          convincono alcuni e scaricati ovunque.

          Ho già affrontato l'argomento in altri articoli
          di PI. Io non mi fiderei <B
          mai
          </B
          di un libro di testo collaborativo e
          fatto col modello Wikipedia. Mi basta già vedere
          il XXXXXio della wikipedia italiana. Fossi un
          insegnante, preferirei fare lezioni solo orali o
          con fotocopie distribuite volta per volta che
          lasciare nelle mani degli studenti libri di testo
          redatti così.

          E credo che molti insegnanti la pensino come me.
          Quindi, per oggi, possibilità di risparmio
          drastiche non ce ne
          sono.non deve essere per forza scritto con un modello simile a wikipedia; questi libri sono molto validi eppure sono stati scritti per essere usati da tutti gratuitamente (e sono anche adottabili come libri di testo a scuola):http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/
          • Surak 2.0 scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Legumeleio
            non deve essere per forza scritto con un modello
            simile a wikipedia; questi libri sono molto
            validi eppure sono stati scritti per essere usati
            da tutti gratuitamente (e sono anche adottabili
            come libri di testo a
            scuola):
            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/Ecco appunto... e questo è il risultato (mi fido sulla parola, dato che ancora non li ho letti) della sola passione e del buon cuore.Dato che purtropoa questo mondo molti si muovono solo dietro interesse, magari un incentivo economico moltiplicherebbe e migliorerebbe il tutto.Visto poi che i super geni esistono solo nei film, di gente brava uguale ce n'è qualche centinaio per cui non serve pagare uno milioni di euro per convincerlo a scrivere, nel centinaio c'è chi chi accontenterà di qualche migliaio.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...

            Io non mi fiderei <B
            mai

            </B
            di un libro di testo collaborativo e

            fatto col modello Wikipedia. Mi basta già vedere

            il XXXXXio della wikipedia italiana. Fossi un

            insegnante, preferirei fare lezioni solo orali o

            con fotocopie distribuite volta per volta che

            lasciare nelle mani degli studenti libri di
            testo

            redatti così.



            E credo che molti insegnanti la pensino come me.

            Quindi, per oggi, possibilità di risparmio

            drastiche non ce ne

            sono.

            non deve essere per forza scritto con un modello
            simile a wikipedia; questi libri sono molto
            validi eppure sono stati scritti per essere usati
            da tutti gratuitamente (e sono anche adottabili
            come libri di testo a
            scuola):
            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/Adottabili sì, non ci vuole chissà che.Sono anche validi?
          • kiokio scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...
            - Scritto da: Leguleio

            Io non mi fiderei <B
            mai


            </B
            di un libro di testo
            collaborativo
            e


            fatto col modello Wikipedia. Mi basta
            già
            vedere


            il XXXXXio della wikipedia italiana.
            Fossi
            un


            insegnante, preferirei fare lezioni
            solo orali
            o


            con fotocopie distribuite volta per
            volta
            che


            lasciare nelle mani degli studenti
            libri
            di

            testo


            redatti così.





            E credo che molti insegnanti la pensino
            come
            me.


            Quindi, per oggi, possibilità di
            risparmio


            drastiche non ce ne


            sono.



            non deve essere per forza scritto con un
            modello

            simile a wikipedia; questi libri sono molto

            validi eppure sono stati scritti per essere
            usati

            da tutti gratuitamente (e sono anche
            adottabili

            come libri di testo a

            scuola):


            http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/


            Adottabili sì, non ci vuole chissà che.
            Sono anche validi?se ti fidi della mia parola, si (e non sono l'unico a dirlo); altrimenti verifica tu stesso, come ho detto sono scaricabili ed usabili gratuitamente, quindi chiunque può verificarne la validità o meno.
          • shevathas scrive:
            Re: Ma per leggere quei testi...


            Adottabili sì, non ci vuole chissà che.
            Sono anche validi?abbastanza, visto che c'è stata una valida selezione dei partecipanti e una verifica da parte di esperti della materia.
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