Apple: sull'antenna non è come credete

Comunicato ufficiale dell'azienda di Cupertino. Il problema del sistema di ricezione del nuovo iPhone 4 è software e non hardware. E riguarda anche il 3G e il 3GS. Annunciato un aggiornamento del firmware

Roma – Il termine usato è “stunned”, ovvero scioccato, messo al tappeto, mandato KO: Apple annuncia di aver trovato una spiegazione per la faccenda dell’antenna del Melafonino, ed è una spiegazione che non convince tutti. Ma che getta le sue radici niente di meno che all’epoca del lancio del primo iPhone , quello d’alluminio e soltanto EDGE: tutta colpa della formula impostata per calcolare il numero di “tacche” da mostrare sullo schermo, che spesso mostrerebbe più copertura di quanta ce ne sia in realtà.

“Siamo rimasti sorpresi di leggere notizie su problemi di ricezione, e ci siamo immediatamente messi a investigare sull’accaduto” spiega il comunicato ufficiale: sebbene, precisano da Cupertino, qualunque cellulare (“Droid, Nokia, RIM”) sia soggetto a un naturale abbassamento del segnale quando preso in mano , il fenomeno mostrato nelle decine di video presenti in Rete che mostra le tacche passare da 5 a zero è evidentemente qualcosa di sospetto. Tanto più visto che “continuiamo a leggere articoli e ricevere centinaia di email che ci dicono che la ricezione di iPhone 4 è meglio di quella del 3GS. (…) E questo conferma la nostra esperienza e i nostri test”.

La risposta all’inquietante interrogativo sarebbe “semplice e sorprendente”: “La formula che usiamo per calcolare quante tacche di segnale mostrare è completamente errata. La nostra formula, in molto casi, mostra erroneamente due tacche in più di quanto dovrebbe: per esempio, a volte mostra 4 tacche quando dovrebbe mostrarne due. Coloro i quali hanno osservato una di molte tacche quando afferrano il loro iPhone in un certo modo, molto probabilmente sono in un’area con segnale molto debole: ma non lo sanno perché gli stavamo erroneamente mostrando 4 o 5 tacche. La grossa diminuzione è dovuto al fatto che quelle tacche in realtà non c’erano mai state”.

Una questione di matematica, quindi, di come è stata impostata la formula che serve a calcolare la potenza del segnale ricevuto . Tale formula normalmente viene ricavata da ciascun produttore conoscendo le caratteristiche del proprio hardware, ma evidentemente a Cupertino non hanno fatto bene i compiti a casa: per di più, lo stesso problema riguarderebbe pure iPhone 3GS e 3G, ovvero i due modelli precedenti dello smartphone, e la soluzione proposta consisterebbe nell’adozione di una formula fornita da AT&T, da inserire in un aggiornamento software da distribuire nelle prossime settimane per tutti i modelli citati.

La spiegazione offerta da Apple sembra in linea con i test condotti da vari siti, e in particolare da Anandtech : la conclusione tratta dai recensori è che complessivamente l’antenna di iPhone 4 sia effettivamente migliore (soprattutto in condizioni critiche) di quella del 3GS. Ma, nel caso peggiore in cui la mano faccia da ponte tra le due antenne (GPS/WiFi e UMTS) che compongono i fianchi del nuovo Melafonino, l’attenuazione può superare i 24dB (il 3GS faceva registrare poco più di 14dB, il Nexus One quasi 18). Il che significa, in condizioni di scarso segnale, che una presa sbagliata può effettivamente complicare la vita: più attenuazione significa meno segnale, e dunque telefonate e navigazioni più problematiche.

Restano scettici sulla spiegazione di Apple anche i redattori di Ars Technica e quelli di Gizmodo : il rischio, sintetizzando, è che l’aggiornamento renda effettivamente giustizia all’effettivo segnale disponibile, ma che questa doverosa correzione non chiarisca o risolva definitivamente il problema della carenza di segnale lamentata da qualcuno ( più o meno lecitamente). Se l’antenna, come dimostrerebbero i numeri di Anandtech in alcuni casi ha qualche difficoltà in più rispetto alla precedente, cambiare il modo in cui si determina il segnale disponibile non risolve in alcun modo la questione .

In attesa dell’uscita dell’aggiornamento, è la conclusione, meglio sospendere il giudizio: di certo iPhone 4 non esce totalmente indenne da una polemica che ormai si trascina da giorni .

Luca Annunziata

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  • vivo scrive:
    Errata corrige
    sono già 11mila le amministrazioni in regola con la posta elettronica certificata inaugurata ad aprile Ma di cosa parlate?La PEC esiste da 5 anni: quella di aprile era la CEC/PAC.Ne ha parlato un sacco di volte Guido Scorza qui sopra: almeno leggeteli gli articoli che pubblicate!
  • Garlini Valter scrive:
    18.200 caselle attivate
    Beh... se non è un flop questo ! ma per usare un eufemismo si potrebbe dire che la risposta dei cittadini è stata molto BASSA !!!! (rotfl) (rotfl) (rotfl)
  • MALFIDENTE scrive:
    e poi rispondono i dirigenti alle mail?
    i dirigenti che hanno deciso così sono come le aziende che hanno deciso così: non vogliono, ma più probabilmente NON POSSONO stare dietro a tutta la corrispondenza con l'organico presente. Dovrebbero pagare di più il personale o pagare più personale (più persone) ... e sicuramente brunetta e gli altri RISPARMIATORI non lo consentiranno: lungi da questo governo meccanizzante ricordarsi che gli esseri umani sono tali e che non hanno capacità infinita. Se è così devono pagare qualcuno ... e siccome tutti vogliono andare al risparmio... pochi vogliono ricordare che lo stato serve al servizio del cittadino e servizi deve erogare.
    • il signor rossi scrive:
      Re: e poi rispondono i dirigenti alle mail?
      - Scritto da: MALFIDENTE
      i dirigenti che hanno deciso così sono come le
      aziende che hanno deciso così: non vogliono, ma
      più probabilmente NON POSSONO stare dietro a
      tutta la corrispondenza con l'organico presente.
      Dovrebbero pagare di più il personale o pagare
      più personale (più persone) ... e sicuramente
      brunetta e gli altri RISPARMIATORI non lo
      consentiranno: lungi da questo governo
      meccanizzante ricordarsi che gli esseri umani
      sono tali e che non hanno capacità infinita. Se è
      così devono pagare qualcuno ... e siccome tutti
      vogliono andare al risparmio...


      pochi vogliono ricordare che lo stato serve al
      servizio del cittadino e servizi deve
      erogare.mah... va bene criticare per criticare, ma in questo caso la possibilità di poter comunicare con la PA da casa senza fare inutili code, visto che siamo nel 2010, mi sembra proprio un servizio al cittadino.Per quanto riguarda le risorse, è chiaro che il carico di richieste è lo stesso, solo che se oggi devi fare 1000 certificati allo sportello, domani ne farai 500 allo sportello e 500 che mandi via mail.Il vero problema è l'arretratezza tecnologica e spesso culturale dei dirigenti e degli impiegati, che ancora evidentemente non hanno imparato a considerare l'email un mezzo di comunicazione alla stregua degli altri.
  • ninjaverde scrive:
    MiDomando
    Posta certificata in cosa consiste?Sia pure che la devo spedire con il mio nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una terza persona cattura il mio indirizzo e la mia PW?(Prima domanda)La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento... bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente lo legge?(Seconda domanda)Oppure occorre fare una certa "magia" poichè questo non avvenga?
    • Ubunto scrive:
      Re: MiDomando
      Ma anche: considerando l'arretratezza culturale e tecnologica dell'Italia, chi affiderebbe un documento importante per il futuro della propria attività ad una email?
    • shevathas scrive:
      Re: MiDomando
      - Scritto da: ninjaverde
      Posta certificata in cosa consiste?
      Sia pure che la devo spedire con il mio
      nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una
      terza persona cattura il mio indirizzo e la mia
      PW?
      (Prima domanda)lo stesso che succederebbe se ti rubassero bancomat e pin, devi muoverti in fretta e bloccare la PEC.
      La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento...
      bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un
      hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il
      documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente
      lo
      legge?
      (Seconda domanda)1) nel caso della distruzione del documento dovrebbe funzionare come nel caso di deterioramento o distruzione di raccomandata cartacea. In ogni caso ci sono i log del provider che provano quello che è capitato o, nel caso vengano cancellati, che qualcosa è capitato.
      Oppure occorre fare una certa "magia" poichè
      questo non
      avvenga?per la genuinità del contenuto basta che venga firmato digitalmente.
      • ninjaverde scrive:
        Re: MiDomando

        per la genuinità del contenuto basta che venga
        firmato
        digitalmente.Esatto è qui che volevo arrivare....Con il PGP o GPG si può fare la firma digitale, inviare la chiave pubblica e crittare... Ma tutto questo non è stato fatto. Non sarebbe costato altri 50 Ml. semmai una organizzazione un pò più comlpeta.Non so se vi sono altri sistemi alternativi alla firma digitale e poi chi si fida della casella crittata... e diurante il trsferimento della ami e degli allegati non possono essere "sniffati"?....Insomma mi pare la solita cosa fatta a metà... o per meglio dire all'italiana.
        • shevathas scrive:
          Re: MiDomando
          - Scritto da: ninjaverde

          per la genuinità del contenuto basta che venga

          firmato

          digitalmente.

          Esatto è qui che volevo arrivare....
          Con il PGP o GPG si può fare la firma digitale,
          inviare la chiave pubblica e crittare... Ma tutto
          questo non è stato fatto. Non sarebbe costato
          altri 50 Ml. semmai una organizzazione un pò più
          comlpeta.diciamo che lo scopo della PEC è l'inviare comunicazioni ufficiali garantendo, e dimostrando con prove valide ai fini legali, che la comunicazione è arrivata alla casella di posta del destinatario. L'autenticità del mittente viene garantita semplicemente dalla coppia di credenziali anche perché lo scopo della PEC è dimostrare l'invio di una comunicazione più che la certificazione del contenuto di quest'ultimo.Pensa alle poste: il postino può dimostrare di aver consegnato la raccomandata a Tizio ma non può, e neppure deve, dire qualcosa riguardo al contenuto della busta chiusa.
          Non so se vi sono altri sistemi alternativi alla
          firma digitale e poi chi si fida della casella
          crittata... e diurante il trsferimento della ami
          e degli allegati non possono essere
          "sniffati"?....quello è un problema dei provider e di come loro garantiscono il trasporto.
      • ccc scrive:
        Re: MiDomando
        - Scritto da: shevathas
        - Scritto da: ninjaverde

        Posta certificata in cosa consiste?

        Sia pure che la devo spedire con il mio

        nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una

        terza persona cattura il mio indirizzo e la mia

        PW?

        (Prima domanda)


        lo stesso che succederebbe se ti rubassero
        bancomat e pin, devi muoverti in fretta e
        bloccare la PEC.in fretta dici... okma devi prima renderti conto che qualcuno ti ha "rubato" le credenziali (cosa incredibilmente facile con i gestori di PEC nostrani)... e come si fa a rendersene conto? e soprattutto, "in fretta"?e poi... una volta fatto il danno... come si fa a convincere un giudice che non sei stato tu, che qualcuno ti ha rubato le credenziali ecc. ecc.auguri!

        La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento...

        bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un

        hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il

        documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente

        lo legge?

        (Seconda domanda)la PEC riguarda solo la "busta" e non il contenuto...per avere certezza del contenuto serve la firma digitale (altro pasticcio del nostro governo)
        1) nel caso della distruzione del documento
        dovrebbe funzionare come nel caso di
        deterioramento o distruzione di raccomandata
        cartacea. In ogni caso ci sono i log del provider
        che provano quello che è capitato o, nel caso
        vengano cancellati, che qualcosa è
        capitato.peccato solo che la racc. cartacea (la ricevuta, la busta, ecc.) dura anche centinaia di anni mentre invece il provider PEC dopo pochi anni è autorizzato a CANCELLARE lui stesso i log...

        Oppure occorre fare una certa "magia" poichè

        questo non

        avvenga?

        per la genuinità del contenuto basta che venga
        firmato
        digitalmente.vero...meglio ancora BOICOTTARE la PEC: è una vergogna in tutti i sensi
        • Mah scrive:
          Re: MiDomando

          sinceramente non capisco tutto questo astio
          contro la PEC, è un sistema pratico per evitare
          di rompersi le scatole a spedire raccomandate
          verso gli enti pubblici o a dover passare alla
          posta a ritirare le raccomandate. Non capisco
          tutte queste fobie e paure
          irrazionali.Sinceramente forse non è chiaro a molti che la ricevuta dell'avvenuta "consegna" ad un destinatario si genera quando la mail PEC arriva sul server, e non quando la leggo - la scarico, quindi se durante il download succede qualcosa... o se il mio pc subisce un danno prima che io apra la mail comunque ne rispondo per i termini contenuti in essa (es. ag. entrate è autorizzata a mandarti cartelle, avvisi etc. tramite pec) e visto che comunque i termini di consegna corrispondono a quelli di recapito presso il server del gestore (un pò come se avessi la cassetta postale alle poste per farmi recapitare tutto li, raccomandate comprese e automaticamente accettate ... ) devi controllarti/farti controllare la PEC anche mentre sei in vacanza o ... in ospedale ... perché se passano i termini per pagamenti, ricorsi o sanzioni ... sono guai seri .. NO ?
          • shevathas scrive:
            Re: MiDomando

            Sinceramente forse non è chiaro a molti che la
            ricevuta dell'avvenuta "consegna" ad un
            destinatario si genera quando la mail PEC arriva
            sul server, e non quando la leggo - la scarico,
            quindi se durante il download succede qualcosa...in tal caso contatti quanto prima il provider.
            accettate ... ) devi controllarti/farti
            controllare la PEC anche mentre sei in vacanza o
            ... in ospedale ... perché se passano i termini
            per pagamenti, ricorsi o sanzioni ... sono guai
            seri .. NO
            ?cosa succede se sei in ospedale e non controlli la casella della posta ? cosa succede se sei in vacanza ed il postino lascia l'avviso di raccomandata e questa supera i tempi di giacenza ? Una raccomandata cartacea si intende notificata anche se non viene ritirata dalla persona cui era indirizzata e torna indietro per superati tempi di giacenza.
        • Ubunto scrive:
          Re: MiDomando
          - Scritto da: shevathas
          sinceramente non capisco tutto questo astio
          contro la PEC, è un sistema pratico per evitare
          di rompersi le scatole a spedire raccomandate
          verso gli enti pubblici o a dover passare alla
          posta a ritirare le raccomandate. Non capisco
          tutte queste fobie e paure
          irrazionali.La PEC in sè non è il male, ma il modo in cui è stata introdotta la relega all'elenco degli acXXXXXri inutili/inutilizzabili.Il ministro di turno, qualunque ministro sia (di DX o SX) deve ficcarsi in quella testa vuota che NON ESISTONO riforme informatiche a costo zero.Dire che informatizzare è a costo zero è un'idiozia nei termini.A parte l'aver pagato posteitaliane per fornire la PEC, mi spieghi quale riforma strutturale è stata impostata dal ministro? NESSUNA.Non basta dire che le PA sono "obbligate a...". E' una colossale stupidaggine questa, e ti spiego perché.E' una stupidaggine perché le PA non sono aziende, che dispongono di un capitale e lo utilizzano a loro piacimento, che tolgono investimenti in un settore e li riversano su un altro.Le PA hanno spese fisse ed ineludibili, all'interno delle PA non ci sono capi assoluti che dicono "faccio così e cosà" ma legami di interesse e rapporti di potere che si intrecciano con la politica, con le rappresentanze, con le clientele locali. Le PA non hanno introiti, o meglio non vendono un prodotto che sta sul mercato delle PA.Non hanno quindi nemmeno modo di investire su un servizio per avere un ricavo maggiore in seguito.Proviamo con un esempio concreto. Una generica amministrazione pubblica ha un bilancio con dei fondi e delle spese. Quello che è spesa fissa è e rimane tale. Quello che eccede viene speso dagli amministratori in futilia (consulenze, beni inutili...).Occhio: consulenze, beni inutili e cose che spesso poi costruiscono un "debito" non dipendono dagli impegati, ma dall'establishment che è di emanazione politica .All'ora X parte la PEC, che significa per una struttura normale il dover predisporre delle procedure adeguate. Vuoi pensare che il tizio che smista la posta e la consegna a mano nei vari uffici o la inoltra ad altri centri di smistamento, di colpo diventi un esperto risponditore di e-mail? E' ovvio che il personale va formato, che vanno istituite delle procedure organizzative, che vanno predisposte delle macchine dedicate (o non vorrai che il computer della PEC sia anche usato per accedere ad altre cose?). Dovrebbe essere altrettanto evidente che pur istituendo la PEC, la richiesta di lavoro canonico non scompare. Cioé continueranno ad arrivare raccomandate ad un ufficio di ricevimento della posta che dovrà continuare a fare il suo lavoro.Ma supponiamo anche che ogni ufficio abbia una PEC. In questo modo si risolve il problema dello smistamento.L'impiegato che si trova sta PEC sul computer, come deve fare con la fila di persone che anziché usare la PEC si è recata di persona all'ufficio?Se l'invio può essere immediato, così come la ricezione, l'elaborazione non lo è affatto.E non lo è in maggior ragione quando un servizio viene delegato ad una generica "e-mail", che verosimilmente conterrà richieste di diverso tipo.Ma l'impiegato che, deve essere chiaro, NON è un informatico, spesso sa a malapena usare excel e word, ha la competenza per riconoscere una PEC? Sa almeno cosa è la PEC? E' in grado l'impiegato generico, che magari ha 50-60 anni e conta i giorni per andare in pensione (lui che può godere ancora del sistema retributivo), di grande esperienza lavorativa ma con zero conoscenze tecniche, di "gestire" questa PEC?La risposta è no, ed è anche banale come risposta.Senza formazione non si va da nessuna parte.Senza procedure standard non si ottiene nulla.Senza investimenti sulle risorse umane si può solo andare indietro.Io non ho mai lavorato in un call center, ma so che quando viene lanciato un nuovo prodotto, il personale viene formato per offrire il supporto a quel prodotto. Se il prodotto prevede una verifica di dati, vengono forniti dei software ai dipendenti per realizzare tale verifica ed i dipendenti vengono istruiti all'uso di quel software.Questo è avvenuto nelle N-mila PA?Lasciando perdere il discorso risorse umane ed economiche, quanto è efficiente la PEC?Secondo me poco. Molto poco.Perché se c'è la possibilità di serializzare delle operazioni, la soluzione non è quella di buttare tutto nel "calderone dalla PEC".Dovrebbe essere piuttosto istituito un portale dei servizi, valido per TUTTE le amministrazioni, con un software gestionale sotto il controllo del ministero (e dei suoi uffici).Un programma unificato nazionale quindi. Un sistema per cui se una domanda di un certo tipo è sintetizzabile in un modulo, il privato deve poter compilare quel modulo direttamente on-line, non inviare una PEC.Qual'è la razionalizzazione apportata dalla PEC? Piuttosto, per come viene previsto il suo uso, la PEC è un sistema che aggiunge caos a quello esistente, e nulla più.
          • shevathas scrive:
            Re: MiDomando

            Non hanno quindi nemmeno modo di investire su un
            servizio per avere un ricavo maggiore in
            seguito.
            il ricavo diretto e/o indiretto lo dovrebbero avere i cittadini e le aziende. Il tempo per mandare un messaggio PEC dal proprio PC aziendale è minore rispetto a quello per andare alla posta e spedire a mano la raccomandata.
            Vuoi pensare che il tizio che smista la posta e
            la consegna a mano nei vari uffici o la inoltra
            ad altri centri di smistamento, di colpo diventi
            un esperto risponditore di e-mail? lo smistamento viene fatto dal dirigente che decide, lui e non di certo l'impiegato, a chi scaricare il lavoro.
            E' ovvio che
            il personale va formato, che vanno istituite
            delle procedure organizzative, che vanno
            predisposte delle macchine dedicate (o non vorrai
            che il computer della PEC sia anche usato per
            accedere ad altre cose?). la cosa più semplice e furba è usare lo stesso PC per la PEC e per il protocollo elettronico. L'ideale sarebbe di poter protocollare ed inserire nel sistema una PEC appena arriva.
            Ma supponiamo anche che ogni ufficio abbia una
            PEC. In questo modo si risolve il problema dello
            smistamento.che per precisione è compito del dirigente, nella pubblica amministrazione la posta viene ricevuta tutta dal dirigente che poi l'assegna ai dipendenti per venire evasa. Non è il commesso che smista: questa cartolina spetta a tizio, questa raccomandata è di caio.
            L'impiegato che si trova sta PEC sul computer,
            come deve fare con la fila di persone che anziché
            usare la PEC si è recata di persona
            all'ufficio?il pubblico viene servito durante gli orari di apertura al pubblico. Quando lo sportello è chiuso si evade la corrispondenza sia essa cartacea o elettronica.
            Se l'invio può essere immediato, così come la
            ricezione, l'elaborazione non lo è
            affatto.e non è richiesto da nessuna parte che lo sia.
            Ma l'impiegato che, deve essere chiaro, NON è un
            informatico, spesso sa a malapena usare excel e
            word, ha la competenza per riconoscere una PEC?si
            Sa almeno cosa è la PEC? E' in grado l'impiegato
            generico, che magari ha 50-60 anni e conta i
            giorni per andare in pensione (lui che può godere
            ancora del sistema retributivo), di grande
            esperienza lavorativa ma con zero conoscenze
            tecniche, di "gestire" questa
            PEC?credo di si visto che all'atto pratico è un messaggio di posta elettronica.
            La risposta è no, ed è anche banale come risposta.
            Senza formazione non si va da nessuna parte.
            Senza procedure standard non si ottiene nulla.
            Senza investimenti sulle risorse umane si può
            solo andare
            indietro.mi spiace ma sei in torto. Come scrivevo all'atto pratico una PEC non è altro che un messaggio di posta elettronica prelevato e scaricato da una casella particolare. Se l'impiegato sa usare la posta elettronica allora saprà usare anche la PEC o ci riuscirà con una formazione di massimo due ore; il solito clicca qui premi là.
            Lasciando perdere il discorso risorse umane ed
            economiche, quanto è efficiente la
            PEC?
            Secondo me poco. Molto poco.
            Un programma unificato nazionale quindi. Un
            sistema per cui se una domanda di un certo tipo è
            sintetizzabile in un modulo, il privato deve
            poter compilare quel modulo direttamente on-line,
            non inviare una
            PEC.
            per esperienza posso dirti che è utopistico. Ci sono milioni di istanze possibili da inviare ad una pubblica amministrazione, molte di queste dipendono anche da regolamenti a livello regionale, provinciale e comunale. Tanto per fare un esempio una DIA in sicilia potrebbe prevedere una parte relativa all'antisismicità di ciò che si intende costruire mentre in sardegna no, o la domanda per contributi allo studio del comune di roccafritta è differente come rischieste da quella del comune di milano. Senza considerare che dovresti dimensionare il centro di smistamento per gestirsi un sacco di richieste. Preferirei rimanere alla gestione distribuita delle domande.
            Qual'è la razionalizzazione apportata dalla PEC?
            Piuttosto, per come viene previsto il suo uso, la
            PEC è un sistema che aggiunge caos a quello
            esistente, e nulla
            più.è semplicemente un modo per mandare più comodamente raccomandate punto.
          • Ubunto scrive:
            Re: MiDomando
            - Scritto da: shevathas

            Non hanno quindi nemmeno modo di investire su un

            servizio per avere un ricavo maggiore in

            seguito.


            il ricavo diretto e/o indiretto lo dovrebbero
            avere i cittadini e le aziende. Il tempo per
            mandare un messaggio PEC dal proprio PC aziendale
            è minore rispetto a quello per andare alla posta
            e spedire a mano la raccomandata.Destinare risorse umane e finanziarie sottraendole ad altri impieghi per un investimento che non si dimostrerà MAI tale, perché non c'è nessun ritorno per la PA che lo esegue, è un'operazione che non stimola nessuno.Quando si chiede un maggiore impegno, in alcuni casi un sacrificio, non si dovrebbe sputare addosso a chi deve farsene carico.Forse questo, nella sua propensione alla demagogia ed al populismo, il ministro Brunetta non l'ha calcolato.

            Vuoi pensare che il tizio che smista la posta e

            la consegna a mano nei vari uffici o la inoltra

            ad altri centri di smistamento, di colpo diventi

            un esperto risponditore di e-mail?

            lo smistamento viene fatto dal dirigente che
            decide, lui e non di certo l'impiegato, a chi
            scaricare il
            lavoro.Il dirigente fa lo smistamento? E in quale favola?Il "dirigente", potendo, non userebbe le mani nemmeno per pulirsi le terga dopo aver fatto i suoi bisogni, figuriamoci fare il postino.


            E' ovvio che

            il personale va formato, che vanno istituite

            delle procedure organizzative, che vanno

            predisposte delle macchine dedicate (o non
            vorrai

            che il computer della PEC sia anche usato per

            accedere ad altre cose?).

            la cosa più semplice e furba è usare lo stesso PC
            per la PEC e per il protocollo elettronico.
            L'ideale sarebbe di poter protocollare ed
            inserire nel sistema una PEC appena
            arriva.La realtà organizzativa delle PA, sopratutto in virtù di riforme e leggi scalcinate come questa che introduce la PEC, non è un continuum tecnologico. Impossibile stabilire procedure che si basano su realtà "non acquisite".


            Ma supponiamo anche che ogni ufficio abbia una

            PEC. In questo modo si risolve il problema dello

            smistamento.

            che per precisione è compito del dirigente, nella
            pubblica amministrazione la posta viene ricevuta
            tutta dal dirigente che poi l'assegna ai
            dipendenti per venire evasa. Non è il commesso
            che smista: questa cartolina spetta a tizio,
            questa raccomandata è di
            caio.Il dirigente (inteso in senso lato) la casella di posta la condivide con i collaboratori. In questo modo non è nemmeno costretto a leggerla, di certo non quella in cui arriva il lavoro da scaricare alla plebaglia e su cui al massimo mettere poi una firma.


            L'impiegato che si trova sta PEC sul computer,

            come deve fare con la fila di persone che
            anziché

            usare la PEC si è recata di persona

            all'ufficio?

            il pubblico viene servito durante gli orari di
            apertura al pubblico. Quando lo sportello è
            chiuso si evade la corrispondenza sia essa
            cartacea o elettronica.


            Ma l'impiegato che, deve essere chiaro, NON è un

            informatico, spesso sa a malapena usare excel e

            word, ha la competenza per riconoscere una PEC?

            si


            Sa almeno cosa è la PEC? E' in grado l'impiegato

            generico, che magari ha 50-60 anni e conta i

            giorni per andare in pensione (lui che può
            godere

            ancora del sistema retributivo), di grande

            esperienza lavorativa ma con zero conoscenze

            tecniche, di "gestire" questa

            PEC?

            credo di si visto che all'atto pratico è un
            messaggio di posta
            elettronica.Giusto un mese fa ho dovuto spiegare a tre persone cosa è la posta in arrivo, cosa è quella in uscita e cosa è quella inviata.Perché non avevano ancora visto una e-mail in vita loro.Gli impiegati, sopratutto quelli anziani, non ne vogliono sapere proprio di tecnologie. E gli "anziani" delle PA, quelli che dovrebbero lavorare finché non crepano piuttosto che levarsi dai piedi e lasciare posto ai giovani, sono totalmente renitenti alle tecnologie.

            La risposta è no, ed è anche banale come
            risposta.

            Senza formazione non si va da nessuna parte.

            Senza procedure standard non si ottiene nulla.

            Senza investimenti sulle risorse umane si può

            solo andare

            indietro.

            mi spiace ma sei in torto. Come scrivevo all'atto
            pratico una PEC non è altro che un messaggio di
            posta elettronica prelevato e scaricato da una
            casella particolare. Se l'impiegato sa usare la
            posta elettronica allora saprà usare anche la PEC
            o ci riuscirà con una formazione di massimo due
            ore; il solito clicca qui premi là.
            La formazione, anche se di 2 ore va fatta. E va pagata.


            Lasciando perdere il discorso risorse umane ed

            economiche, quanto è efficiente la

            PEC?

            Secondo me poco. Molto poco.


            Un programma unificato nazionale quindi. Un

            sistema per cui se una domanda di un certo tipo
            è

            sintetizzabile in un modulo, il privato deve

            poter compilare quel modulo direttamente
            on-line,

            non inviare una

            PEC.


            per esperienza posso dirti che è utopistico. Ci
            sono milioni di istanze possibili da inviare ad
            una pubblica amministrazione, molte di queste
            dipendono anche da regolamenti a livello
            regionale, provinciale e comunale. Tanto per fare
            un esempio una DIA in sicilia potrebbe prevedere
            una parte relativa all'antisismicità di ciò che
            si intende costruire mentre in sardegna no, o la
            domanda per contributi allo studio del comune di
            roccafritta è differente come rischieste da
            quella del comune di milano. Senza considerare
            che dovresti dimensionare il centro di
            smistamento per gestirsi un sacco di richieste.
            Preferirei rimanere alla gestione distribuita
            delle domande.Molte di queste sono inutili differenze. Che andrebbero appianate e dove è impossibile farlo, previste e risolte.Nulla di impossibile per un qualsiasi database relazionale.Un sistema di gestione frammentato, spesse volte casereccio, non può portare benefici tangibili ed economicamente sostenibili (pagare Nmila volte un programma diverso che fa la stessa cosa degli altri).

            Qual'è la razionalizzazione apportata dalla PEC?

            Piuttosto, per come viene previsto il suo uso,
            la

            PEC è un sistema che aggiunge caos a quello

            esistente, e nulla

            più.

            è semplicemente un modo per mandare più
            comodamente raccomandate
            punto.Raccomandate a cui sono allegati documenti. La natura di questi documenti è un punto interrogativo sinché non vengono aperti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 luglio 2010 18.04-----------------------------------------------------------
          • shevathas scrive:
            Re: MiDomando

            Destinare risorse umane e finanziarie
            sottraendole ad altri impieghi per un
            investimento che non si dimostrerà MAI tale,
            perché non c'è nessun ritorno per la PA che lo
            esegue, è un'operazione che non stimola
            nessuno.
            e che ne sai ? da come parli sembra che nelle PA non sappiano neppure cosa sia una email.
            Quando si chiede un maggiore impegno, in alcuni
            casi un sacrificio, non si dovrebbe sputare
            addosso a chi deve farsene
            carico.aprire una email è uno sforzo sovrumano. Brunetta in realtà sterminerà tutti i dipendenti comunali costringendoli ad aprire email...
            Il dirigente fa lo smistamento? E in quale favola?la posta la riceve il dirigente e la deve assegnare lui ai vari direttori e funzionari. Se non sai come funziona una PA evita di fare commenti a pera.
            La realtà organizzativa delle PA, sopratutto in
            virtù di riforme e leggi scalcinate come questa
            che introduce la PEC, non è un continuum
            tecnologico. Impossibile stabilire procedure che
            si basano su realtà "non
            acquisite".la posta la acquisisce il protocollo che la gira al dirigente che a sua volta la assegna o al direttore o al funzionario per l'istruzione della pratica. Non c'è bisogno di creare nuove e mirabolanti procedure organizzative.
            Il dirigente (inteso in senso lato) la casella di
            posta la condivide con i collaboratori. In questo
            modo non è nemmeno costretto a leggerla, di certo
            non quella in cui arriva il lavoro da scaricare
            alla plebaglia e su cui al massimo mettere poi
            una
            firma.
            può farlo, peccato che la firma lo vincoli a precise responsabilità.
            La formazione, anche se di 2 ore va fatta. E va
            pagata.
            stai tranquillo che la formazione viene fatta, poi sta al dirigente "motivare" con le buone o le cattive il dipendente a renderla proficua.

            Molte di queste sono inutili differenze. Che
            andrebbero appianate e dove è impossibile farlo,
            previste e
            risolte.
            Nulla di impossibile per un qualsiasi database
            relazionale.
            certo ma rimango dell'opinione che siano più performanti N database distribuiti che un unico DB centralizzato.

            Raccomandate a cui sono allegati documenti. La
            natura di questi documenti è un punto
            interrogativo sinché non vengono
            aperti.perché prima di aprire la busta di una raccomandata riesci a conoscerne il contenuto ?
          • Ubunto scrive:
            Re: MiDomando
            - Scritto da: shevathas

            Destinare risorse umane e finanziarie

            sottraendole ad altri impieghi per un

            investimento che non si dimostrerà MAI tale,

            perché non c'è nessun ritorno per la PA che lo

            esegue, è un'operazione che non stimola

            nessuno.


            e che ne sai ? da come parli sembra che nelle PA
            non sappiano neppure cosa sia una
            email.


            Quando si chiede un maggiore impegno, in alcuni

            casi un sacrificio, non si dovrebbe sputare

            addosso a chi deve farsene

            carico.

            aprire una email è uno sforzo sovrumano. Brunetta
            in realtà sterminerà tutti i dipendenti comunali
            costringendoli ad aprire
            email...Ci sono PA e settori delle PA in cui probabilmente sanno benissimo cosa è una e-mail, ci sono altri settori in cui questo non avviene.Ci sono uffici in cui l'ultimo grido è windows98 e la versione di Office è la 2000.Nell'affrontare un piano nazionale di riforma non si può procedere senza delineare una strategia. Uno dei motivi del malfunzionamento delle PA italiane, spesso pretesto di quelli che il ministro si diverte ad insultare chiamandoli con superficialità "fannulloni", è che queste sono sbrindellate, autogestite in modo non competente, abbandonate al far da sè che nel migliore dei casi produce corruzione ed usi non consoni di fondi pubblici, che assegna mansioni improprie senza fornire alcun corrispettivo, che delega all'arte dell'arrangiarsi dei singoli individui operazioni richiedenti ben altro tipo di orchestra.Negli ultimi 10 anni le amministrazioni pubbliche non sono state esenti da fenomeni di polverizzazione dei servizi e dall'introduzione di precariato. In particolare la seconda, il precariato, ha supplito la mancanza di turn-over, cioé la non sostituizione di chi andava in pensione.I recenti tagli dove credi che abbiano colpito? Hanno interessato anche chi ha uno stipendio garantito, ma marginalmente rispetto a chi veniva confermato di anno in anno. Gia nella prima metà del 2010 professionalità acquisite e spesso sotto-pagate, ma preziose (perché aggiornate!!!) per la macchina burocratica sono state cancellate. Le risorse di menti fresche sono state falcidiate dai tagli "agli sprechi".Senza contare poi le promesse da pinocchio di "meritocrazia", che già nella pratica si erano tradotte in familismi, ma che comunque sono state completamente stroncate dalla finanziaria di Tremonti. A peggiorare le cose la finanziaria ha bloccato completamente i rinnovi contrattuali per i prossimi 3 anni.Non considero nemmeno le prospettive, che vedono il governo mettere mano sulle tredicesime e sui TRF (cosa che ha già fatto appropriandosi di soldi che non gli appartengono).E con tutto ciò il ministro Brunetta vorrebbe cosa? Il massimo a cui può appellarsi è la buona volontà. Buona volontà che esiste anche senza di lui e le sue uscite da cortigiano elettorale.Buona volontà che è difficile possa essere ispirata da uno che più che coprire il ruolo di amministratore ha giocato a fare il giustiziere della notte. MA in ogni caso, la sola buona volontà, non può produrre professionalità e risultati certi: prestazioni misurabili.
            la posta la riceve il dirigente e la deve
            assegnare lui ai vari direttori e funzionari. Se
            non sai come funziona una PA evita di fare
            commenti a
            pera.
            la posta la acquisisce il protocollo che la gira
            al dirigente che a sua volta la assegna o al
            direttore o al funzionario per l'istruzione della
            pratica. Non c'è bisogno di creare nuove e
            mirabolanti procedure
            organizzative.Guarda qui:http://www.bitcity.it/news/14734/adozione-pec-promosse-solo-17-universita-su-93.htmlRiporto la parte interessante:" Le Università promosse sono quelle di Pavia (con ben 147 PEC), Firenze (95), Roma Tre (54), Brescia (21), Udine (2), Cagliari (1), Calabria (1), "Federico II" di Napoli (1), Seconda Università di Napoli (1), Perugia (1), "Mediterranea" di Reggio Calabria (1), Sannio di Benevento (1), Teramo (1), Torino (1), Trento (1), Trieste (1) e Verona (1). "Da questi numeri cosa dobbiamo arguire? Che le Università di Pavia, Firenze, Roma Tre e Berscia hanno rispettivamente 147, 95, 54 e 21 dirigenti?E le altre, che sono state ugualmente "promosse" hanno 2 o 1 dirigenti?Non è evidente guardando i numeri che il ricepimento della "manovra PEC" è stato totalmente confusionario, frammentato e che oltre agli annunci strombettanti ed i buoni propositi, poco di concreto è stato fatto per coordinare l'adozione su tutto il territorio nazionale di questo strumento?

            La formazione, anche se di 2 ore va fatta. E va

            pagata.


            stai tranquillo che la formazione viene fatta,
            poi sta al dirigente "motivare" con le buone o le
            cattive il dipendente a renderla proficua.Viene fatta lasciandola alla libera iniziativa delle diverse isole istituzionali? Magari accompagnandola (quando avviene) con lo stanziamento di fondi?Bella roba allora, come mettere una volpe in un pollaio. Ben poco arriverà sulla tavola del fattore.

            Molte di queste sono inutili differenze. Che

            andrebbero appianate e dove è impossibile farlo,

            previste e

            risolte.

            Nulla di impossibile per un qualsiasi database

            relazionale.


            certo ma rimango dell'opinione che siano più
            performanti N database distribuiti che un unico
            DB centralizzato.Possono anche essere distribuiti, ma devono essere automatizzati e condivisi. Quello è il metodo per rendere efficenti e veloci i servizi.
          • shevathas scrive:
            Re: MiDomando

            Ci sono PA e settori delle PA in cui
            probabilmente sanno benissimo cosa è una e-mail,
            ci sono altri settori in cui questo non
            avviene.
            Ci sono uffici in cui l'ultimo grido è windows98
            e la versione di Office è la
            2000.e quella PA si deve aggiornare senza e senza ma.
            casi produce corruzione ed usi non consoni di
            fondi pubblici, che assegna mansioni improprie
            senza fornire alcun corrispettivo, che delega
            all'arte dell'arrangiarsi dei singoli individui
            operazioni richiedenti ben altro tipo di
            orchestra.
            evitiamo il solito qualunquismo delle PA incompetenti in cui lavorano solo persone ipercompetenti che reggono il mondo sulle spalle.
            Negli ultimi 10 anni le amministrazioni pubbliche
            non sono state esenti da fenomeni di
            polverizzazione dei servizi e dall'introduzione
            di precariato. In particolare la seconda, il
            precariato, ha supplito la mancanza di turn-over,
            cioé la non sostituizione di chi andava in
            pensione.
            per esperienza i precari sono quelli che lavorano mentre i "vecchietti" con il pretesto che certe cose non le capiscono e non le sanno fare passano il tempo fra settimana enigmistica e sudoku.
            Senza contare poi le promesse da pinocchio di
            "meritocrazia", che già nella pratica si erano
            tradotte in familismi,
            ma che comunque sono state
            completamente stroncate dalla finanziaria di
            Tremonti. tanto meglio allora. meglio niente che una finta meritocrazia.
            Buona volontà che è difficile possa essere
            ispirata da uno che più che coprire il ruolo di
            amministratore ha giocato a fare il giustiziere
            della notte. MA in ogni caso, la sola buona
            volontà, non può produrre professionalità e
            risultati certi: prestazioni
            misurabili.
            è stupido affidarsi alla buona volontà, come tu dici servono strumenti di misura delle prestazioni e valutazioni il più possibile oggettive. Ma qui ci si scontra con la "meritocrazia all'italiana"; meritocrazia significa sia premiare chi ha il merito che non premiare chi merito non ha, cosa che ha causato la ribellione dei sindacati.Anche la storia del 25% dei dipendenti che prende il massimo della produttività di brunetta, 50% si spartiscono il resto dei soldi e 25% a terra ha causato sconquassi. Quello che non è stato detto però è che la percentuale di gente che prendeva il massimo della retribuzione di rendimento era superiore al 90%.

            la posta la riceve il dirigente e la deve

            assegnare lui ai vari direttori e funzionari. Se

            non sai come funziona una PA evita di fare

            commenti a

            pera.

            la posta la acquisisce il protocollo che la gira

            al dirigente che a sua volta la assegna o al

            direttore o al funzionario per l'istruzione
            della

            pratica. Non c'è bisogno di creare nuove e

            mirabolanti procedure

            organizzative.

            Guarda qui:
            http://www.bitcity.it/news/14734/adozione-pec-prom

            Riporto la parte interessante:
            " Le Università promosse sono quelle di Pavia
            (con ben 147 PEC), Firenze (95), Roma Tre (54),
            Brescia (21), Udine (2), Cagliari (1), Calabria
            (1), "Federico II" di Napoli (1), Seconda
            Università di Napoli (1), Perugia (1),
            "Mediterranea" di Reggio Calabria (1), Sannio di
            Benevento (1), Teramo (1), Torino (1), Trento
            (1), Trieste (1) e Verona
            (1). "

            Da questi numeri cosa dobbiamo arguire? Che le
            Università di Pavia, Firenze, Roma Tre e Berscia
            hanno rispettivamente 147, 95, 54 e 21
            dirigenti?dirigente si intende anche il dirigente dell'ufficio e i dirigenti periferici, o credi che basti il rettore. http://www.unipv.eu/on-line/Home/PEC.htmlse guardi ogni centro e dipartimento ha attivato la sua PEC.
            E le altre, che sono state ugualmente "promosse"
            hanno 2 o 1
            dirigenti?ogni dipartimento ha il suo direttore, ogni centro deve avere il suo direttore, ogni ufficio amministrativo ha il suo direttore.
            Viene fatta lasciandola alla libera iniziativa
            delle diverse isole istituzionali? Magari
            accompagnandola (quando avviene) con lo
            stanziamento di
            fondi?
            Bella roba allora, come mettere una volpe in un
            pollaio. Ben poco arriverà sulla tavola del
            fattore.
            e secondo te cosa si dovrebbe fare: lo stato finanzia gli enti, anche perché sono loro che sanno come e dove organizzarsi il lavoro ed incastrare la formazione. Questi spendono allegramente e mandano gente che naviga in siti XXXXX invece che sentire cosa dice il docente. Logicamente poi non riescono a fare una XXXXX e frignano contro il brunetta cattivo che non gli insegna nulla. Beh in questo caso non lo vedrei male un taglio di fondi.
            Possono anche essere distribuiti, ma devono
            essere automatizzati e condivisi. Quello è il
            metodo per rendere efficenti e veloci i
            servizi.non so quanto possa essere utile condividere certe basi dati. che interesse potrebbe avere per il comune di mazzara del vallo accedere ai dati sull'urbanistica del comune di bolzano ?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 luglio 2010 09.08-----------------------------------------------------------
          • Ubunto scrive:
            Re: MiDomando
            - Scritto da: shevathas

            Ci sono uffici in cui l'ultimo grido è windows98

            e la versione di Office è la

            2000.

            e quella PA si deve aggiornare senza e senza ma.Ci credo, ma chi è che deve gestire l'aggiornamento? Gli impiegati fannulloni? Cosa può produrre uno che con quel sistema operativo certo non ha un i7 sul desktop?Ma questo macello (perché arrivare al 2010 con strumenti del genere è tale) chi l'ha prodotto? Amministratori incompetenti che hanno usato i fondi a loro disposizione per altro o che non li hanno usati proprio (anche questo accade)? La mancanza di un piano tecnologico di mantenimento? Come si è potuto arrivare a situazioni del genere nel 2010?
            evitiamo il solito qualunquismo delle PA
            incompetenti in cui lavorano solo persone
            ipercompetenti che reggono il mondo sulle
            spalle.Eppure esistono realtà in cui l'andazzo è quello, ma non si tratta affatto di persone "ipercompetenti". Guarda ad esempio i siti web delle PA. Quali di quelli esistenti hanno almeno una parvenza di professionalità? Prima di lavorare in un'università ho avuto modo di sperimentare l'organizzazione di un grande ISP italiano (programmavo lato server), li è stato subito chiaro che diverse persone lavoravano ad un solo progetto con competenze differenti. C'era un direttore di orchestra e degli strumentisti ognuno col suo spartito.Quante volte questo accade per un sito web? E quante volte, persone non competenti, ritengono che basti pagare (o non pagare) una singola persona su cui gravano tutti gli aspetti di realizzazione?
            per esperienza i precari sono quelli che lavorano
            mentre i "vecchietti" con il pretesto che certe
            cose non le capiscono e non le sanno fare passano
            il tempo fra settimana enigmistica e
            sudoku.E stiamo dicendo la stessa cosa, peccato però che dove lavoro io in seguito ai tagli quelle persone siano state licenziate, o più eufemisticamente: "non confermate". Un bagaglio di conoscenze di leggi, regolamenti e procedure formatosi negli anni ed andato perduto.Il mio "magnifico" ritiene che possano essere sostituiti da studenti con contratti da 4 mesi (e come no? Puoi capire quanto interessamento possono avere.).

            Senza contare poi le promesse da pinocchio di

            "meritocrazia", che già nella pratica si erano

            tradotte in familismi,

            ma che comunque sono state

            completamente stroncate dalla finanziaria di

            Tremonti.

            tanto meglio allora. meglio niente che una finta
            meritocrazia.Lo penso anche io, ma allora se anche i propositi erano buoni ma nei fatti si stavano rivelando una pagliacciata, non c'è qualcosa che proprio non funziona nel management? E quello? Non lo "tocca" nessuno? Se la testa funziona male a che serve pestare le mani?
            è stupido affidarsi alla buona volontà, come tu
            dici servono strumenti di misura delle
            prestazioni e valutazioni il più possibile
            oggettive. Ma qui ci si scontra con la
            "meritocrazia all'italiana"; meritocrazia
            significa sia premiare chi ha il merito che non
            premiare chi merito non ha, cosa che ha causato
            la ribellione dei sindacati.
            Anche la storia del 25% dei dipendenti che prende
            il massimo della produttività di brunetta, 50% si
            spartiscono il resto dei soldi e 25% a terra ha
            causato sconquassi. Quello che non è stato detto
            però è che la percentuale di gente che prendeva
            il massimo della retribuzione di rendimento era
            superiore al 90%.Ma la valutazione non è semplice, quella proposta dal ministro ad esempio era una valutazione quantitativa. LA quantità non è sempre un parametro corretto, sopratutto se è relazionata ad una "classifica" generale.E' colpa, ad esempio, dell'impiegato esiliato in un ufficio periferico se i suoi "titoli" sono in misura minore rispetto a quelli di un altro che sta nella sede centrale?
            dirigente si intende anche il dirigente
            dell'ufficio e i dirigenti periferici, o credi
            che basti il rettore.Certo che no! Ma appunto perché non è il rettore a smistare la PEC, a Udine, Cagliari, Calabria, Napoli, Perugia e le altre con una sola PEC attivata, come è stato recepito lo strumento (notare che sono comunque "promosse")? Non sarà forse accaduto che, ottenuto il primo indirizzo, questo è stato spedito nell'"Ufficio dimenticatoio e cose inutilizzate"?Ma com'è possibile che accada una cosa del genere? Non c'è nessun vero piano di adozione evidentemente.
            e secondo te cosa si dovrebbe fare: lo stato
            finanzia gli enti, anche perché sono loro che
            sanno come e dove organizzarsi il lavoro ed
            incastrare la formazione. Questi spendono
            allegramente e mandano gente che naviga in siti
            XXXXX invece che sentire cosa dice il docente.
            Logicamente poi non riescono a fare una XXXXX e
            frignano contro il brunetta cattivo che non gli
            insegna nulla. Beh in questo caso non lo vedrei
            male un taglio di
            fondi.Neanche per sogno. Lo stato deve organizzare i corsi su scala nazionale, LO STATO deve individuare le sedi e sopratutto il personale adeguato a fornire la formazione, lo stato dovrebbe rilevare le risorse (umane) disponibili, le potenzialità e rapportandole alle sue esigenze (trasmesse dagli enti locali e definite dalla direzione che lo stato intende dare) organizzare dei piani di formazione ed aggiornamento.Piani con cadenze CERTE, predefinite e comunicate in modo trasparente. Percorsi formativi aderenti a standard qualitativi e contenutistici non trattabili.L'ultimo corso che ho seguito millantava il nome di "Amministrazione di siti web e portali nella PA".Bel titolo vero? Io quasi ci credevo.Nei fatti:- I miei colleghi di corso non erano frutto di una selezione che ponesse dei requisiti di ingresso.- Il 90% non capiva un bel nulla dell'argomento di cui si parlava, ma l'importante era partecipare (i crediti li prendi lo stesso).- Il corso è naufragato in riunioni di alfabetizzazione informatica (e nemmeno li c'è stata molta lucidità in platea).- In ogni caso il programma del corso era inadeguato, limitato e sponsorizzato. Assolutamente inutile ad alcuna finalità pratica.- Io ho perso tempo, e questa è la cosa che mi ha fatto più XXXXXXXre, perché ho ritardato dei lavori (io tengo al lavoro che faccio, è anche la mia passione) per seguire una porcheria che non serviva assolutamente a niente.- Tengo nel cassetto il diplomino che attesta il mio superamento della prova finale. Nel cassetto perché mi vergogno di mostrarlo in giro.
            non so quanto possa essere utile condividere
            certe basi dati. che interesse potrebbe avere per
            il comune di mazzara del vallo accedere ai dati
            sull'urbanistica del comune di bolzano?Intendevo la condivisione del software. Un software commissionato dallo stato ed adottato in tutta italia, che poi il DB sia uno o tanti è indifferente.
    • MALFIDENTE scrive:
      Re: MiDomando
      - Scritto da: ninjaverde
      Posta certificata in cosa consiste?beh, vista l'importanza dell'argomento conviene che tu ti faccia una seria lettura presso gli enti governativi e altri siti informativi che ne parlano, davvero.
      Sia pure che la devo spedire con il mio
      nominativo e la mia PW...ma cosa succede se una
      terza persona cattura il mio indirizzo e la mia
      PW?lo stesso che succederebbe se ti rubassero il bancomat: non è certo la banca che deve starci attenta.al massimo può fornirti una serie di strumenti per rendere più sicuro tutto, compresa la disattivazione veloce in caso di furto o smarrimento.Ma al furto e smarrimento devi pensarci tu: il tuo computer non deve avere keyloggers (e ciò che li può favorire) installati, in poche parole.
      (Prima domanda)
      La seconda, ricevo l'avviso di ricevimento...
      bene... ma che sicurezza c'è se un virus, un
      hacker (o per meglio dire cracker) distrugge il
      documento, lo sniffa, lo altera o semplicemente
      lo
      legge?il punto fondamentale della pec è questo: te ne accorgeresti perché si basa sulla firma digitale: il messaggio viene "avvolto in un contenitore con firma e viene fatto un controllo.
      (Seconda domanda)
      Oppure occorre fare una certa "magia" poichè
      questo non
      avvenga?la smart card, la firma digitale eccetera eccetera.ovviamente tutto questo non è completamente gratis ... ma non ho tenuto più il conto di dove sia, oggi, il punto a pagamento.perchè ovviamente i fornitori di questi servizi non lavorano gratis.
    • sxs scrive:
      Re: MiDomando
      - Scritto da: ninjaverdeUe', dal nick sarai un amante delle kawa spotive...cmq, bando alle ciancie, se sei un lavoratore dipendente(no P.IVA) la PEC per ora mi sa che serve solo allo statoe ad equitalia per fregiarsi di averti ****recapitato*****una raccomandanta mandandoti una mail.Siccome, non so a te, ma a me quel poco che arrivadagli enti pubblici per raccomandata e' solo quandomi vogliono prendere dei soldi (multe, ecc)per ora IO ne faccio ampiamente a meno.
      • ninjaverde scrive:
        Re: MiDomando
        - Scritto da: sxs
        - Scritto da: ninjaverde

        Ue', dal nick sarai un amante delle kawa
        spotive...Visto che hai sollevato la questione... ;)...non sono il presidente, ma sono cofandatore...http://taurinorum.com/kayten.it/
        ;) cmq, bando alle ciancie, se sei un lavoratore
        dipendente
        (no P.IVA) la PEC per ora mi sa che serve solo
        allo
        stato
        e ad equitalia per fregiarsi di averti
        ****recapitato*****
        una raccomandanta mandandoti una mail.
        Siccome, non so a te, ma a me quel poco che arriva
        dagli enti pubblici per raccomandata e' solo
        quando
        mi vogliono prendere dei soldi (multe, ecc)
        per ora IO ne faccio ampiamente a meno.Sì in effetti... non so se alle persone "normali" serva a molto, forse però per ditte o associazioni con un certo giro d'affari, tasse Ive e...multe servrirà a qualcosa se non altro per risparmiare tempo.
  • Borrino Roberto scrive:
    PEC it's very very inutile
    Ma se col PEC non ci puoi fare nemmeno le domande per Concorsi Pubblici:http://www.hwupgrade.it/forum/showthread.php?t=2209244
  • 404 scrive:
    ma i vantaggi..
    ma i vantaggi per il privato quali sarebbero?
    • Ubunto scrive:
      Re: ma i vantaggi..
      gli hanno dato 50 milioni di euro al privato.In compenso la gelmini ha fatto chiudere diverse scuole che servivano luoghi isolati e difficilmente raggiungibili, così imparano quei fannulloni.
  • Alessio scrive:
    18.200 PEC attive?
    Allora vero che ci sta prendendo per il XXXX, il 3 maggio parlava di più di 100.000 cittadini registrati
    • Alessio scrive:
      Re: 18.200 PEC attive?
      Tra l'altro me li vedo proprio gli ispettori di Brunetta che provano ad entrare al ministero di Tremonti per dirgli che sono stati tanto cattivi...(rotfl)
      • Rainheart scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        Pss il ministero dello svilluppo economico era quello di scajola non di tremonti. (rotfl)
    • 123 321 scrive:
      Re: 18.200 PEC attive?
      E lo sai adesso che ci prendono TUTTI per il XXXX da circa 60 anni ?!?.- Scritto da: Alessio
      Allora vero che ci sta prendendo per il XXXX, il
      3 maggio parlava di più di 100.000 cittadini
      registrati
      • infame scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        - Scritto da: 123 321
        E lo sai adesso che ci prendono TUTTI per il XXXX
        da circa 60 anni
        ?!?.
        e fanno bene, visto che continuate a votarli da 60 anni...
        • dataghoul scrive:
          Re: 18.200 PEC attive?
          - Scritto da: infame
          - Scritto da: 123 321

          E lo sai adesso che ci prendono TUTTI per il
          XXXX

          da circa 60 anni

          ?!?.



          e fanno bene, visto che continuate a votarli da
          60
          anni...come non quotare...:-)
    • Marco scrive:
      Re: 18.200 PEC attive?
      18200 attive nella PA... non fra i cittadini, ma sai leggere?
      • anhelus scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        "Secondo le stime del ministro sono già 11mila le amministrazioni in regola con la posta elettronica certificata inaugurata ad aprile, e 18.200 le email attive dei cittadini."
      • Alessio scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        - Scritto da: Marco
        18200 attive nella PA... non fra i cittadini, ma
        sai
        leggere?"e 18.200 le email attive dei cittadini."Forse abbiamo fato scuole diverse...
        • Alessio scrive:
          Re: 18.200 PEC attive?
          - Scritto da: Alessio
          - Scritto da: Marco

          18200 attive nella PA... non fra i cittadini, ma

          sai

          leggere?
          "e 18.200 le email attive dei cittadini."
          Forse abbiamo fato scuole diverse...Magari manca una "t" :D
    • Teo_ scrive:
      Re: 18.200 PEC attive?
      Qui https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot ne danno attive adesso 117.419.Già meglio, ma sono comunque 400 e rotti euro a casella.
      • jfk scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        - Scritto da: Teo_
        Qui
        https://www.postacertificata.gov.it/home/index.dot
        Già meglio, ma sono comunque 400 e rotti euro a
        casella.400 euro di cosa??io ho quella inps e non ho pagato un centesimo. Fermo restando che debbo ben vedere a chi e' stato diffuso il mio indirizzo, perche' altrimenti tra una settimana, il mio contratto, e' bello e che rescisso,
        • max scrive:
          Re: 18.200 PEC attive?
          forse si riferiva al costo per mettere in piedi il servizio, diviso per il numero di caselle attive?
          • Teo_ scrive:
            Re: 18.200 PEC attive?
            - Scritto da: max
            forse si riferiva al costo per mettere in piedi
            il servizio, diviso per il numero di caselle
            attive?Già, numeri a spanne ma erano 50 milioni di euro di appalto.
      • Marcello Romani scrive:
        Re: 18.200 PEC attive?
        Ok, è una cavolata, ma la tag cloud statica e non cliccabile sa tanto di sito-patacca...
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