Apple Watch 3, una prova di polso

di D. Galimberti - A qualche settimana dal lancio, passiamo in rassegna le sensazioni di utilizzo del nuovo smartwatch della mela, dando uno sguardo anche a ciò che si può trovare di interessante sullo specifico App Store

Non è semplice distinguere un Apple Watch 3 dal suo predecessore: l’unico elemento esteticamente distintivo, a meno di considerare i modelli particolari, come quello in ceramica grigia , è la presenza del colore rosso sulla corona digitale; si tratta però di dettagli riservati al modello cellular , al momento non disponibile in Italia per via del mancato supporto da parte degli operatori di telefonia (parliamo infatti di una SIM elettronica, come quella già presente su alcuni modelli di iPad).

La scelta di Apple di mantenere inalterata l’estetica del proprio smartwatch ha sicuramente delle ragioni più che valide: al di là degli accessori (principalmente cinturini) che rimangono invariati e utilizzabili su tutti i modelli, così come le App realizzate per il piccolo schermo dello smartwatch della mela, Apple ha potuto delineare un proprio “stile”, che può piacere o meno, ma che di fatto è stato ampiamente imitato. Infine, fatto anch’esso non trascurabile, nonostante gli importanti miglioramenti apportati alla seconda e alla terza serie (nonché l’aggiornamento di processore dedicato alla prima versione) gli utenti si trovano sempre di fronte al medesimo Apple Watch: chi ha comprato il primo modello non si sente “forzato” da Cupertino ad aggiornare quello che di fatto è un “accessorio” dell’iPhone (oltre che un dispositivo utile per monitorare la propria attività fisica). Certo, è immaginabile che prima o poi qualche cambiamento ci sarà, ma è altrettanto probabile che la forma squadrata dai bordi arrotondati rimarrà sempre una caratteristica di Apple Watch, così come la corona laterale che da un lato richiama un elemento degli orologi classici, dall’altro rappresenta un pratico sistema per interagire con l’interfaccia senza nasconderla con le dita che si utilizzerebbero per toccare lo schermo touch (cosa che comunque è sempre possibile e in alcuni casi necessaria, tanto più che parliamo di uno schermo in grado di riconoscere anche la forza con cui viene premuto).

Ma andiamo ad esaminare più in dettaglio la terza serie di Apple Watch . Come già accennato, e come evidenziato dalle foto, distinguere il nuovo modello dalla serie precedente è praticamente impossibile: solo il retro mostra qualche differenza nel sensore di battito; anche la confezione è sostanzialmente identica, a parte la scritta che riporta esplicitamente la dicitura Series 3 . Dopotutto il confronto delle specifiche tecniche non lascia via di scampo: parlando della versione da 42 millimetri che abbiamo in prova (ricordiamo che esiste anche la versione più piccola da 38 millimetri) per entrambe le serie abbiamo delle dimensioni pari a 42,5 x 36,4 millimetri, uno spessore di 11,4 millimetri, e un display OLED da 390 x 312 pixel. Il peso, cambiando la componentistica interna cala leggermente: 32,3 grammi rispetto ai precedenti 34,2: in entrambi i casi, al polso, Apple Watch non si sente. Il modello in esame è quello con cassa in allumino scuro (per la precisione, grigio siderale) ma esistono anche le varianti grigio chiaro e oro, abbinabili a diversi cinturini, oltre al modello Nike+ (che offre cinturini e quadranti dedicati) e ad altre varianti più esclusive e costose, come il modello Hermès o quello con cassa in ceramica (questi ultimi non disponibili sullo store italiano, anche perché realizzati solo in versione cellular , al momento non supportata dai nostri operatori). L’ultima cosa che possiamo segnalare a livello estetico (ma, volendo, anche pratico ) è il nuovo cinturino denominato Sport Loop ; si tratta fondamentalmente di una versione sportiva della maglia milanese, realizzata in un tessuto elastico e traspirante, con una trama in nylon a doppio strato e una chiusura regolabile a piacere: sicuramente il miglior cinturino per Apple Watch che ho provato finora, perché risulta al tempo stesso elegante, ma anche pratico per il fitness (oltre ad essere leggero, morbido e confortevole).

Se a livello estetico non ci sono differenze, a livello tecnico le cose cambiano: all’interno troviamo infatti il nuovo processore S3 (sempre dual-core, ma con prestazioni fino al 70 percento superiori rispetto al precedente) affiancato da un inedito coprocessore W2, che si occupa di gestire la connettività WiFi e Bluetooth in modo più veloce (fino all’85 per cento sul WiFi) e con una maggiore efficienza energetica, cosa che consente ad Apple Watch di mantenere la stessa autonomia di prima nonostante l’incremento di prestazioni e funzionalità… e non potrebbe essere diversamente visto che comunque, con 18 ore dichiarate di autonomia, va ricaricato ogni sera: un calo di autonomia sarebbe impensabile. In realtà, con un utilizzo limitato, si può arrivare a sera con oltre il 60 percento di carica ancora disponibile, il che consentirebbe di raggiungere due giorni di autonomia se si ha l’accortezza di impostarlo in modalità aereo durante la notte, cosa che ho avuto modo di sperimentare in diverse occasioni, anche se esula dalle prescrizioni di Apple.

La configurazione avviene come di consueto: basta avvicinare l’iPhone ad Apple Watch per veder comparire l’immagine che consente (tramite la camera dello stesso iPhone) di effettuare l’abbinamento. A quel punto se già si possedeva un Apple Watch, si può decidere di ripristinare lo stato dell’ultimo backup piuttosto che configurarlo come “nuovo”. Come prevedibile, la reattività del nuovo modello è sensibilmente superiore rispetto al precedente modello, e anche se nella maggior parte dei casi di tratta di un dettaglio di poco conto per quello che normalmente si è abituati a fare sullo schermo di un orologio, in alcune situazioni si tratta di reattività molto gradita. Oltre alle questioni prestazionali, Apple Watch è cresciuto anche a livello di sistema operativo raggiungendo il giusto equilibrio di estetica e funzionalità nelle ultime due versioni, anche se a mio avviso rimane ancora “povero” nell’offerta dei quadranti, aspetto che non dovrebbe essere sottovalutato visto che parliamo pur sempre di un orologio.

Abbiamo già esaminato l’ultima versione di watchOS (la quarta release) in occasione del suo rilascio, anche se alcune funzioni si scoprono solo dopo un utilizzo più prolungato. Ad esempio, chi non ama la visualizzazione delle App nella disposizione a nido d’ape , può ora scegliere una più semplice rappresentazione ad elenco, sicuramente più fruibile attraverso la corona digitale. Per chi invece preferisce tenersi sempre sotto controllo, ricordiamo che l’applicazione per il monitoraggio del battito cardiaco è ora più completa e presenta il grafico con il valore medio in diverse circostanze, per esempio camminata e a riposo ; quest’ultimo è importante perché si può impostare una soglia d’allarme nel caso in cui il battito a riposo ecceda una certa soglia, indice che qualcosa non va come dovrebbe al nostro cuore (e ricordiamo che, pur non essendo un dispositivo medico, il rilevatore del battito cardiaco di Apple Watch è uno dei più precisi tra quelli di tutti gli smartwatch in vendita). Quanto detto riguardo watchOS 4 vale ovviamente per tutti i modelli di Apple Watch, visto che non ci sono particolari restrizioni di compatibilità.

Venendo all’utilizzo vero e proprio, e ad un confronto più diretto col suo predecessore, uno degli utilizzi per me più tipici è quello dell’ allenamento sportivo , e qui le differenze sono praticamente nulle: entrambi i modelli sono impermeabili e dotati di GPS (a differenza della prima serie) quindi in entrambi i casi è possibile utilizzare Apple Watch durante il nuoto (cosa non possibile per la prima serie di Apple Watch), o andare a correre lasciando il telefono a casa, ma avendo comunque il tracciato GPS del percorso (mentre con la prima serie, senza l’iPhone si aveva solamente una stima, comunque accurata, della distanza percorsa). Sempre riguardo l’attività sportiva, per chi pratica allenamenti in quota, arrampicate o simili, è da segnalare che la terza serie di Apple Watch è dotata anche di un altimetro barimetrico.

Un altro degli utilizzi più classici di Apple Watch riguarda l’ interazione con Siri , e qui le differenze sono più marcate: sul nuovo modello è possibile sentire direttamente la voce di Siri dallo speaker dell’orologio. Se però vi stava balenando l’idea di ascoltare anche la musica direttamente dallo stesso speaker, sappiate che non è possibile: si può controllare la musica in riproduzione sull’iPhone, si può ascoltare musica in cuffia ( AirPods ) o mandarla in streaming via AirPlay direttamente da Apple Watch (sia la musica presente nella memoria dell’orologio, sia direttamente da Apple Music per chi può usare la versione cellular ), ma non si può ascoltare musica dall’orologio. Ovviamente, così com’è sempre stato anche sui precedenti modelli, è possibile utilizzare speaker e microfono integrati in Apple Watch per effettuare delle telefonate in vivavoce attraverso l’iPhone; nel caso del modello cellular (che, ribadiamo, non è al momento disponibile in Italia) la terza serie di Apple Watch può anche effettuare chiamate in piena autonomia.

Parliamo un attimo di App. In passato abbiamo esaminato diversi applicativi, sia in occasione delle recensioni dello smartwatch della mela, sia nella sezione Download di Punto-Informatico.
Di applicazioni ce ne sono molte, anche se non sono sempre facili da trovare: la home page dell’apposta sezione (alla quale si accede attraverso l’App Watch sull’iPhone) mette in evidenza alcune App per il fitness e la salute, oltre a qualche utility e qualche gioco… l’impressione è però che i prodotti in evidenza siano sempre gli stessi, il che potrebbe indurre l’utente a pensare che ci siano poche App e poco interesse nel realizzarle. In realtà basta utilizzare la funzione di ricerca, inserendo le parole chiave desiderate, per trovarsi di fronte ad un grande numero di applicativi: forse Apple dovrebbe migliorare un po’ questo aspetto, facilitando la ricerca di App per Apple Watch tramite classifiche, categorie, ecc. anche se occorre ricordare che molte applicazioni di uso comune hanno la loro controparte anche su Watch ( Instagram , per esempio, è una di queste, e non può mancare sul vostro Apple Watch se siete appassionati del social dedicato alla fotografia).

Al di là di questo aspetto, quali sono le App migliori da utilizzare su Apple Watch , e come vanno sulla terza serie dello smartwatch di Cupertino? Diciamo subito che i tempi di caricamento sono molto ridotti rispetto a prima, così come i tempi necessari allo scambio di informazioni con iPhone: se siete assidui utenti di Telegram , sapete quanto può essere comoda l’App sullo schermo dello smartwatch, ma sapete anche che se avete molte chat in corso (magari con molti messaggi) i tempi per caricare l’App e i messaggi della chat interessata si allungano. Sul nuovo modello di Apple Watch questo tempo è stato migliorato, e lo stesso comportamento si può riscontrare grossomodo su ogni App: come accennato sopra, anche se nella maggior parte dei casi non è un miglioramento di cui si sente un reale bisogno, ci sono casi in cui la differenza è utile. Oltre alle App che abbiamo già citato, quali altre App conviene installare sul proprio Apple Watch? Parlando di fitness, se non vi basta l’App Allenamento fornita da Apple (che sincronizza le sessioni di lavoro con la corrispondente App Attività presente sul melafonino) sappiate che i vari Sport Tracker , così come Runtastic e tutte le applicazioni a tema, hanno l’App per Apple Watch, oppure potete affidarvi al più classico Nike+ Run Club . Uscendo un po’ dal seminato delle applicazioni più classiche e conosciute, potete provare anche Seven – 7 minuti di esercizio , un’App che si propone di mantenervi in forma guidandovi per 7 minuti di esercizi quotidiani.

Sempre in tema di esercizi guidati, potete poi rilassarvi con Pocket Yoga , sempre monitorando il proprio battito cardiaco (ovviamente si può sempre fare riferimento allo schermo dell’iPhone per una descrizione più completa dell’esecuzione dell’esercizio). E dopo il relax potete cimentarvi in Letter Zap , un puzzle game che mette alla prova non solo la vostra capacità di trovare le parole nascoste nel poco tempo assegnato, ma anche il fatto che riusciate a portare a termine il compito mantenendo la giusta calma e un giusto ritmo cardiaco.

Come potete vedere, le applicazioni non mancano, e si può passare dalle App per il fitness, ai giochi, attraverso diverse tipologie di utility (per esempio l’utilissima iTranslate ), applicazioni di astronomia ( Star Walk 2 ) che sfruttano i sensori di Apple Watch per capire quali stelle stiamo puntando e App che sfruttano il GPS per guidare i giocatori sui campi da golf (per esempio con Golfshot Plus ). Non si tratta di applicazioni esclusive per la terza serie di Apple Watch, ma sicuramente su quest’ultimo modello possono offrire qualcosa in più grazie al consistente incremento prestazionale rispetto ai precedenti modelli.

In conclusione, ricordiamo che Apple Watch serie 3 è in vendita in Italia nella sola versione GPS (non cellular ) con un’ampia scelta di combinazioni per le colorazioni della cassa e la tipologia di cinturini, e prezzi a partire dai 379 euro; la prima serie (comunque aggiornata con lo stesso processore della seconda edizione) parte invece da 279 euro. L’aggiornamento alla nuova serie non è sicuramente indispensabile per chi già possiede il modello precedente, mentre potrebbe essere interessante per chi ha un iPhone ma ancora non possiede uno smartwatch.

Domenico Galimberti
blog puce72

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  • claudio scrive:
    boh
    capacità di 100 megawatt?Perche quando si parla di solare o baterie le unita sono sbagliate?Salve, mi dia 100 pixel di pane.
    • 160920482f5 scrive:
      Re: boh
      - Scritto da: claudio
      capacità di 100 megawatt?
      Perche quando si parla di solare o baterie le
      unita sono
      sbagliate?
      Salve, mi dia 100 pixel di pane.L'unita di misura è giusta, è il termine capacità che è sbagliato.https://en.wikipedia.org/wiki/Hornsdale_Wind_Farm#Battery_storage
      • 160920482f5 scrive:
        Re: boh
        - Scritto da: 160920482f5
        - Scritto da: claudio

        capacità di 100 megawatt?

        Perche quando si parla di solare o baterie le

        unita sono

        sbagliate?

        Salve, mi dia 100 pixel di pane.

        L'unita di misura è giusta, è il termine capacità
        che è
        sbagliato.

        https://en.wikipedia.org/wiki/Hornsdale_Wind_Farm#In effetti se fai 30 * 3 + 70 / 6 ti viene 101,66 MWh quindi anche se l'MW non era corretto alla fine anche la capacità più o meno è quella.
      • Utente sconsolato scrive:
        Re: boh
        - Scritto da: 160920482f5
        L'unita di misura è giusta, è il termine capacità che è sbagliato.Sì, nel senso che l'impianto è 100MW129MWh rispettivamente potenza nominale (MW) ed energia nominale (MWh). E quest'ultima è l'energia fornita durante la scarica completa in condizioni di piena carica. In quanto alla capacità, ci si riferisce alla quantità di carica elettrica che può essere estratta dal sistema durante la scarica ed è indicata nelle schede con l'ampere-ora (Ah).
      • sxs scrive:
        Re: boh
        - Scritto da: 160920482f5
        - Scritto da: claudio

        capacità di 100 megawatt?

        Perche quando si parla di solare o baterie le

        unita sono

        sbagliate?

        Salve, mi dia 100 pixel di pane.

        L'unita di misura è giusta, è il termine capacità
        che è
        sbagliato.

        https://en.wikipedia.org/wiki/Hornsdale_Wind_Farm#No, ha ragione l'OP."It will be operated by Tesla and provide a total of *129 megawatt-hours (460 GJ) of storage* capable of *discharge at 100 megawatts* (130,000 hp) into the power grid."Se non conoscete neppure grandezze fisiche e le unnita' di misuratacete, no?
        • Utente sconsolato scrive:
          Re: boh
          @160920482f5 ha solo introdotto un po' di confusione: tralasciando il dato di progetto effettivo di 129MWh ha semplicemente stimato in circa 100MWh la necessità minima di stoccacco partendo dai dati di potenza e tempi di erogazione del grafico.Ovviamente l'OP non è partito da questo ragionamento ed ha riportato quanto letto da altro articolo inglese, quindi scrivere che 'il nuovo impianto ha una capacità di 100 megawatt' non è corretto.'discharge at 100 megawatts* (130,000 hp)' = 'potenza massima che l'impianto e' in grado di erogare' come scritto da @Ma Dai.In quanto alla 'capacità' comincio a farmi un'idea sull'uso sbagliato del termine e dove nasce l'errore: (http://www.wordreference.com/enit/capacity).
    • ma dai scrive:
      Re: boh
      100 Megawatt e' la potenza massima che l'impianto e' in grado di erogare, dopo c'e' il sovraccarico127 Mwh (457K mega joules) e' l'energia massima che l'impianto e' in grado accumulareal massimo della potenza l'impianto e' in grado di fornire energia elettrica per un'ora e un quarto
  • ma dai scrive:
    gioco al massacro
    tra pochi anni le batterie saranno esauste e tutto finira' nel XXXXX, non hai nemmeno il tempo di fare l'ammortamento, quando sara' arrivera' il momento di sostituirle non e' detto che si ha in cassa il denaro, mi sembra un gioco al massacro
    • gino pino scrive:
      Re: gioco al massacro
      e sicuramente ingegneri con 3 lauree e menti sacre come Elon Musk non hanno calcolato questo fatto.Meno male che te ne sei accorto tu :)Della serie "parlo ma non so"
      • ma dai scrive:
        Re: gioco al massacro
        - Scritto da: gino pino
        e sicuramente ingegneri con 3 lauree e menti
        sacre come Elon Musk non hanno calcolato questo
        fatto.
        e' questa la tua argomentazione? mente sacra, pezzi di carta un'po' debole non credi?
        Meno male che te ne sei accorto tu :)

        Della serie "parlo ma non so"della serie mi bevo tuttoma vediamo le mie argomentazionisostituire tutte le batterie costera' non meno di 30/35 milioni di dollari USA diviso le 30k abitazioni dara' un costo aggiuntivo annuale sulla bolletta fisso di 200 dollari a famiglia (praticamente un nuovo bimestre da pagare), problema che in caso di guasto sulla linea rimane lo stesso, tutti i servizi essenziali come gli ospedali devono avere il propio
        • 1320an356286 scrive:
          Re: gioco al massacro
          Ma sai contare fino a 10?35M$/30k abitazioni fa 1166 a famiglia.Le batterie hanno una durata garantita di 10 anni.Nella peggiore delle ipotesi pagano 116 all'anno per avere la garanzia di corrente. Più ottimisticamente sono 80 l'anno.Ma questo non vuol dire nulla, finché non sappiamo quanto pagano l'energia. E senza contare che non emettono CO2, al contrario nostro. E senza contare che, dopo 10-15-20 anni possono riciclare le batterie. Ma di certo hai ragione tu.
          • 1320an35628 6 scrive:
            Re: gioco al massacro
            - Scritto da: 1320an356286
            Ma sai contare fino a 10?

            35M$/30k abitazioni fa 1166 a famiglia.
            Le batterie hanno una durata garantita di 10 anni.
            Nella peggiore delle ipotesi pagano 116 all'anno
            per avere la garanzia di corrente. Più
            ottimisticamente sono 80
            l'anno.
            Ma questo non vuol dire nulla, finché non
            sappiamo quanto pagano l'energia. E senza contare
            che non emettono CO2, al contrario nostro. E
            senza contare che, dopo 10-15-20 anni possono
            riciclare le batterie.


            Ma di certo hai ragione tu.Classico trucco: restringere tutto al minimo indispensabile e dare per scontato che tutti i costi o tutti gli sforzi siano solo per il minimo indispensabile. La disinformazione si nota facilmente quando si fa attenzione.L'articolo dice che in passato 30K utenze sono state colpite dal blackout, ma non sappiamo oggi quante utenze sono servite, solo la centrale eolica è da 315 MW, 10 kilowatt e passa per ogni utenza mi sembrano un po tanti, oltretutto non trovi mai un'are servita da una sola centrale elettrica, è fuori da tutte le regole della ridondanza.
          • ma dai scrive:
            Re: gioco al massacro
            oltre alle abitazioni private ci sara' l'illuminazione e gli edifici pubblici da alimentare e le aziende private tipicamente fattorie ma saranno sempre quelle 30k famiglie/aziende a pagarle nelle tasse comunali e quindi tutto torna, se sono collegati ad altre centrali la megabatteria e' completamente inutile, sono una serie di piccoli paesi isolati e lontani dalle grandi citta'Si parla sempre di australia, i costi di distibuzione diventano talmente elevati per via delle distanze che risulta sempre piu' conveniente costruire una centrale vicino che appoggiarsi a quelle delle grandi citta con linee elettricheNulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, in questo caso si traformano in tasse comunali oppure statali finendo sul gobbo a tutti gli australiani
          • 1320an35628 scrive:
            Re: gioco al massacro

            se sono collegati ad altre
            centrali la megabatteria e' completamente
            inutile, sono una serie di piccoli paesi isolati
            e lontani dalle grandi citta'
            Ma non dire XXXXXXX. Non esiste un'area che si affida ad una sola centrale, oltretutto se non c'è vento per due giorni la batteria non basata come back up.
            Si parla sempre di australia, i costi di
            distibuzione diventano talmente elevati per via
            delle distanze che risulta sempre piu'
            conveniente costruire una centrale vicino che
            appoggiarsi a quelle delle grandi citta con linee
            elettriche
            I costi sono alti quand si parla di cento e passa chilometri, guarda la mappa, nel raggio di 50 chilometri è disseminata di villaggi, frazioni e paesini.
          • ma dai scrive:
            Re: gioco al massacro
            Dopo un anno hanno una resa tra 80% e il 90%, e' un paese caldo l'Australia e queste batterie ne soffrono particolarmente, senza tenere conto del numero di cicli di cariche scarica a cui sono sottoposte, se sovraccaricate a causa di un blackout out o per un alto motivo invecchiano ancora più velocemente, per avere un impianto efficiente almeno devi sostituirle almeno ogni 6/7 sette anni, 10 anni e' marketing per i creduloni o chi vive nel mondo dei blog non puoi conoscere il prezzo delle batterie e del litio tra 10 anni, ho fatto una stima altamente ottimista ma una guerra o un monopolio te la può raddoppiare in fretta, non e' infinito e' un minerale e per un uso di massa come l'automobile le stime indicano massimo 30 anni, poi diventa estremamente raro e costo da estrarre similmente come fanno con gli americani con il fracking e il petrolioe' probabile che i costi dell'impianto finiscono sul gobbo a tutti gli australiani, meglio mettere tutto nel calderone, un aumento del genere e' impensabile per una comunità cosi piccola, ma a forza di mettere nel calderone finisci come in Italia con l'Iva sempre in aumento, aliquote ovunque e pensioni da fame Ottimo si tenta di uscire da una dipendenza quella del petrolio per crearne un'altra quella del litio con tutto quello che ne consegue guerre, lotte per il controllo, colonialismo, sfruttamento, monopoli ecc ecc
  • prova123 scrive:
    Tesla e la mega-batteria australiana
    Errata:Tesla e la mega-batteria galattica.
  • jack scrive:
    io mi chiedo...
    ... mi chiedo se qualcuno ha mai valutato se ESISTE la quantità di minerali sufficienti per dotare TUTTE le auto del futuro di batteria...
    • 3abefe6bf6d scrive:
      Re: io mi chiedo...
      - Scritto da: jack
      ... mi chiedo se qualcuno ha mai valutato se
      ESISTE la quantità di minerali sufficienti per
      dotare TUTTE le auto del futuro di
      batteria...Conta che la più grande singola miniera di litio al mondo il Salar de Uyuni per ora è sfruttata pochissimo perchè la Bolivia non è considerata un paese abbastanza amichevole per le corporations americane. Altre miniere intorno al mondo non sono ancora sfruttate perchè non era economico (Repubblica Ceka) o perchè sono in zone di Guerra (Congo).Comunque gli americani stessi riconoscono che solo considerando il Sud America di litio ce n'è tanto:https://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/lithium/mcs-2017-lithi.pdf... Identified lithium resources in Argentina and Bolivia are approximately 9 million tons each ...Solo lí c'è abbastanza litio per centinaia di milioni di mezzi di trasporto. Ma devi tenere anche conto che la tecnologia cambia rapidamente, magari oggi pensiamo che dipenderà tutto dal litio e tra poco più di dieci anni ci ritroviamo sul mercato accumulatori di tutti i tipi.
    • asdf scrive:
      Re: io mi chiedo...
      Basta che il riciclo diventi più economico
    • mementomori scrive:
      Re: io mi chiedo...
      - Scritto da: jack
      ... mi chiedo se qualcuno ha mai valutato se
      ESISTE la quantità di minerali sufficienti per
      dotare TUTTE le auto del futuro di
      batteria...probabilmente il futuro (medio/lungo periodo) che ci attende sarà differente da quello di oggi. Ci saranno meno macchine in circolazione e non tutti avranno l'auto di proprietà, anzi.Tra realtà virtuale, intelligenza artificiale e sistemi autonomi l'esigenza di spostarsi sarà molto inferiore a quelle attuali.Non si cercherà solo l'efficienza nella trasformazione/conservazione dell'energia ma, soprattutto, si cercherà l'efficienza nel *come* viene utilizzata.Adesso l'umanità vive di gran lunga sopra i limiti concessi dal pianeta (mediamente). Ai nostri occhi sembrerà una 'regressione' nello stile di vita. Per le nuove generazioni sarà semplicemente il modo giusto di esistere.
  • 59e90e20113 scrive:
    Ma serve davvero?
    Utilizzare le batterie agli ioni di litio come accumulatori sulla rete elettrica non mi sembra una soluzione tanto efficiente. Visto che la mobilità non è un problema si potrebbere provare tante soluzioni diverse, rigenerare vecchi accumulatori al piombo, oppure usare microgeneratori ad aria compressa che usano il freddo dell'espansione dell'aria per alimentare l'aria condizionata di un grande edificio o la cella frigorifera di un supermercato.
    • bradipao scrive:
      Re: Ma serve davvero?
      - Scritto da: 59e90e20113
      Utilizzare le batterie agli ioni di litio come
      accumulatori sulla rete elettrica non mi sembra
      una soluzione tanto efficiente.Da quello che so, tutte le installazioni di questo tipo non servono come "energy storage" (almeno non propriamente), ma vengono usate per servizi acXXXXXri necessari alla rete elettrica come la "peak frequency response".L'uso come "energy storage" sarebbe quello per cui accumuli energia quando c'è tanta offerta e guadagni in base ai Wh che eroghi quando c'è più domanda.Gli altri utilizzi acXXXXXri sono invece "essere in grado di sopperire a picchi imprevisti con tempi di intervento di secondi, in attesa che la produzione baseload si allinei". Non guadagni sui Wh erogati, ma sul fatto che garantisci di poter sopperire a "tot" picchi, grazie alle batterie mediamente sempre cariche (tranne se e quando intervieni).
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