Ballmer lascia Microsoft, per sempre

L'ex-CEO rimane il primo azionista, ma abbandona ogni carica anche nel consiglio di amministrazione. Nel suo futuro l'insegnamento e il basket NBA
L'ex-CEO rimane il primo azionista, ma abbandona ogni carica anche nel consiglio di amministrazione. Nel suo futuro l'insegnamento e il basket NBA

Troppi impegni, e soprattutto troppo lontani da Seattle e dal quartier generale di Redmond: Steve Ballmer taglia definitivamente i conti col passato, e scrive una lettera al suo successore Satya Nadella per annunciare l’abbandono (con effetto immediato) della sua carica in seno al consiglio d’amministrazione di Microsoft . Con l’uscita di Ballmer dalla board si chiude un’era, e nel futuro di Steve ci sono ora l’insegnamento ( le voci lo vogliono a Stanford già a partire dal prossimo semestre) e soprattutto il suo investimento miliardario nella squadra di basket professionistico Los Angeles Clippers. Al momento non trapelano informazioni sulla possibilità che il suo seggio in seno al consiglio venga occupato da qualcun altro: la risposta di Nadella è piuttosto concisa, e si limita a ringraziare Ballmer e augurargli ogni bene.

Le voci su un suo possibile allontanamento da Redmond circolavano da mesi, sin da quando lo scorso anno era stato lo stesso Ballmer ad annunciare le sue dimissioni da CEO e l’avvio della ricerca di un successore: tuttavia, precisa Steve , “Non ho davvero pensato alla mia vita nel dopo-Microsoft fino all’ultimo giorno in azienda. Nei sei mesi da quando sono andato via gli impegni sono davvero aumentati. Ora credo che la combinazione dei Clippers, dell’impegno civile, dell’insegnamento e dello studio mi prenderanno molto tempo”. In ogni caso, “Possiedo più azioni Microsoft di chiunque altro a parte fondi privati di investimento, e mi piace molto il mix di profitti, investimenti e dividendi garantito dalle nostre azioni. Mi aspetto quindi di mantenere questa posizione nel prossimo futuro”: non ci saranno svendite di partecipazioni, almeno sulla carta Ballmer continua a dare fiducia alla azienda che lo ha tenuto sul libro paga per 34 anni : il suo cartellino è stato il numero 30 dalla fondazione , Steve era salito a bordo agli albori quando Big M non era poi tanto Big.

La mossa di Ballmer era d’altronde attesa e, in un certo senso, persino auspicata dagli analisti : la sua uscita dal consiglio di amministrazione sgombera il campo da ogni possibile conflitto tra di lui e Satya Nadella , il nuovo CEO, che ora (Bill Gates a parte) non ha altre presenze troppo ingombranti sulla scena e potrà proseguire la sua azione volta a cambiare faccia e futuro di Microsoft. Le azioni drastiche intraprese, come il licenziamento annunciato per 18mila dipendenti, sono un segnale forte: “Ci sono sfide che ci attendono ma anche opportunità ancora maggiori. Nessuna azienda al mondo possiede la combinazione di software, cloud e hardware che abbiamo qui. Attiriamo talenti come ogni altra azienda al mondo. Abbiamo i profitti per investire in opportunità a lungo termine pur continuando a garantire le performance nel breve periodo. Siete agli albori di un nuovo e coraggioso inizio” è la benedizione concessa da Ballmer al nuovo corso.

La direzione impartita da Nadella a Microsoft diverge (almeno sulla carta) in modo sensibile da quella di Ballmer: il nuovo CEO ha preso coscienza del cambiamento nel mondo dell’informatica, tenterà di correggere le cattive abitudini sviluppate a Redmond per tentare di snellire i processi di sviluppo, migliorare la collaborazione tra le diverse divisioni, proporre nuovi pacchetti e formule di acquisto per i prodotti più in linea con l’attuale panorama del mercato. Microsoft non punterà più a colonizzare ogni scrivania e ogni tasca, imponendo il proprio ecosistema, piuttosto proverà a farsi servire una fetta di ciascuna torta in circolazione : l’acquisizione di Nokia è espressione della vecchia gestione, e ora Nadella proverà a salvare il salvabile (pur non avendo fino a questo punto mostrato chiaramente quali siano le sue intenzioni: forse è troppo presto, forse all’IFA si capirà qualcosa di più). Non avere più Ballmer nel consiglio significherà maggiore libertà d’azione e anche una immagine proiettata agli investitori e ai consumatori molto diversa.

Come detto, Steve Ballmer resterà comunque un grosso azionista Microsoft (il suo pacchetto dovrebbe ammontare circa a 15 miliardi di dollari : il 4 per cento del totale, non proprio bruscolini ): visto il suo impegno con una squadra di basket californiana, e viste le voci che lo vogliono in cattedra a Stanford, è probabile che trascorrerà sempre più tempo a sud e sempre meno nello stato di Washington. Ballmer accetta di buon grado di fare da “capro espiatorio”, e con la sua partenza fa piazza pulita della sua gestione: restano da smaltire le scorie di questi ultimi anni , con le esperienze non esattamente esaltanti di Windows 8 e Windows Phone, e Nadella non può che augurarsi che il suo motto “mobile first, cloud first” sia capace di convincere il pubblico che Microsoft ha ancora da dire la sua nel panorama mondiale dell’ICT.

Luca Annunziata

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20 08 2014
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