La Russia ha deciso di bloccare l’accesso a tutti i servizi di comunicazione più utilizzati dai cittadini, non solo quelli offerti da aziende statunitensi. Stavolta è il turno di Telegram. Gli utenti hanno segnalato problemi di accesso alla piattaforma in seguito alle nuove restrizioni imposte dal Roskomnadzor (equivalente all’italiana AGCOM). Il fondatore e CEO Pavel Durov ha dichiarato che si tratta di censura.
Ban per WhatsApp, FaceTime, Snapchat e Telegram
La “guerra” del Cremlino contro le app di messaggistica è iniziata a metà agosto 2025. Il Roskomnadzor ha chiesto agli operatori di bloccare le chiamate effettuate con WhatsApp e Telegram. All’inizio di dicembre 2025 ha comunicato che verrà bloccato completamente l’accesso al servizio di Meta. Secondo l’autorità russa, queste app vengono utilizzate per commettere frodi e organizzare attacchi terroristici.
La stessa “scusa” è stata usata per impedire ai cittadini di accedere a FaceTime e Snapchat. In realtà, lo scopo è controllare le comunicazioni digitali. WhatsApp e Telegram proteggono le conversazioni tramite crittografia end-to-end, quindi non è possibile lo spionaggio governativo.
Dato che Telegram non ha rispettato gli obblighi legali (prevenzione di frodi e attività criminali), il Roskomnadzor applicherà ulteriori restrizioni rispetto a quelle di agosto 2025. In pratica bloccherà l’accesso al servizio di messaggistica. Questa è la giustificazione ufficiale:
Come in passato, la legge russa non viene rispettata, i dati personali non sono protetti e non esistono misure efficaci per contrastare le frodi e l’uso dell’app di messaggistica per scopi criminali e terroristici. Quindi, per decisione degli organi competenti, il Roskomnadzor continuerà a imporre restrizioni successive al fine di garantire il rispetto della legislazione russa e la protezione dei cittadini.
Questo è invece il commento di Pavel Durov:
La Russia sta limitando l’accesso a Telegram per costringere i suoi cittadini a usare un’app controllata dallo Stato, creata per la sorveglianza e la censura politica. Questa mossa autoritaria non cambierà la nostra rotta. Telegram è sinonimo di libertà e privacy, a prescindere dalle pressioni.
L’app in questione è MAX. Deve essere preinstallata su tutti gli smartphone venduti in Russia a partire dal 1 settembre 2025. È una “super app”, simile alla cinese WeChat, che consente anche di accedere ai servizi governativi. Secondo molti critici viene in realtà utilizzata per la sorveglianza di massa dei cittadini.
Aggiornamento (24/02/2026): le autorità russe hanno avviato un’indagine nei confronti di Pavel Durov per favoreggiamento di attività terroristiche.