Bancomat bucati? Patch in arrivo

Due bollettini hanno annunciato la risoluzione delle falle illustrate a Las Vegas da Barnaby Jack. Così i produttori Hantle e Triton sono corsi ai ripari davanti al rischio di controllo in remoto dei loro ATM

Roma – Due bollettini separati , che hanno tuttavia perseguito un obiettivo comune: risolvere definitivamente alcune vulnerabilità che affliggerebbero tutti gli Automated Teller Machines (ATM, o più comunemente detti in Italia: Bancomat) attualmente in circolazione.

A diramarli, i produttori statunitensi Hantle – prima conosciuto come Tranax – e Triton , che hanno così patchato le falle illustrate al pubblico di Las Vegas da Barnaby Jack, a capo del team di ricerca di IOActive , azienda specializzata in sicurezza informatica.

Alla fine dello scorso luglio , Jack aveva dimostrato come i dispositivi fossero particolarmente vulnerabili, permettendo ad ipotetici ladri di rubare non solo denaro contante, ma anche ottenere dati personali o addirittura la master password di un singolo ATM .

I due produttori hanno ora diramato le patch per una serie di dispositivi, tra cui quelli dotati di piattaforma X Scale e X2 (di Triton) oltre alle macchine C4000 e 1700W di Hantle.

Mauro Vecchio

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • guast scrive:
    Fuorviato
    Facebook è diventato una fissazione per tutti. Anche per chi lo evita.Al punto cho nessuno ha notato che in quel disegno di legge c'è qualcosa che avrebbe un impatto molto maggiore: non dovrebbero essere valutate le informazioni troppo vecchie e quelle non direttamente controllabili dal candidato. Sempre più il posto di lavoro di una persona dipende da informazioni raccolte da altri. Informazioni di cui il diretto interessato non sa niente e da cui è impossibile difendersi.Questo in Italia ancora non ha un grande impatto perchè per cercare un candidato non ci si affida tanto spesso ad una società specializzata di selezione e ricerca del personale. Però queste società arriveranno pure qui, con i loro database e canali di informazione privati.
  • ManuX scrive:
    Dico la mia
    E' evidente che una legge del genere ha solamente un valore educativo e di "principio".Ovvio che non c'è modo di impedire ad un datore di lavoro di cercare informazioni su Interner, ed è altrettanto ovvio che è quasi impossibile dimostrare in sede giudiziaria che l'abbia fatto.Ma non dovete sottovalutare il messaggio implicito: un governo autorevole, del quale magari i tedeschi si fidano, dice che non va fatto. Pone quindi dei paletti etici come è giusto che sia. Se questa legge serve a far riflettere le persone sul problema, è già un ottimo risultato.
    • guast scrive:
      Re: Dico la mia
      No.Non è evidente per niente.Magari questa legge non è destinata al padrone dell'aziendina italiana che assume chi gli è stato segnalato dal cuggino e controlla tutti di persona anche cercando su Facebook.Questa legge è destinata alle grandi aziende che utilizzano nei reparti delle risorse umane grupponi di impiegati sottopagati per setacciare Facebook a tappeto.Questa legge è destinata a quelle aziende che mettono su grandi database con tutte le informazioni che riescono a raccattare sulle persone e poi le incrociano con i dati di Facebook.
  • paoloholzl scrive:
    Il diritto all'oblio?
    In Italia ci manca solo questa legge.Siamo speciali nel chiedere le garanzie che possono stare solo sulla carta.Un aiuto al legislatore ..Ecco come dovrebbe essere strutturata.Quando a mio insindacabile giudizio decido che una stupidata che ho publicato vada dimenticata deve scattare il meccanismo:Che tutti rimuovano tale notizia dal loro cervello se l'anno già letta.Che chi l'ha pubblicata la rimuova e anche tutti icrosspost, e tutti quelli che l'anno passata ad altri li obblighino a dimenticarla.Proposta alternativa ... l'unica a mio parere pubblicabile.Scrivi su un foglietto 'Che XXXXX sono stato a pubblicarla' e te la rileggi finchè ti entra in testa, così almeno la prossima volta ci pensi meglio.Altra cosa è la possibilità di richiedere rimozione di materiale 'mio' pubblicato da altri senza autorizzazione.
  • x y scrive:
    Coloro che ignorano
    In linea di principio, come si fa a proibire a qualcuno di leggere le informazioni che l'utonto di Facebook ha deciso di rendere pubbliche?In pratica, come si fa a controllare che un datore di lavoro non consulti il profilo facebook di un candidato?Nel titolo di quest'articolo cosa vuol dire "gli errori di gioventù non saranno tenuti in redazione"... lapsus freudiano?
    • H5N1 scrive:
      Re: Coloro che ignorano
      Avevo pensato la stessa cosa.
    • Lapo Nasello scrive:
      Re: Coloro che ignorano
      Ma soprattutto, sto tedesco che uno che ha un profilo aperto su FB non si merita che cani und Schweine vadano a sbirciare il suo profilo?
    • panda rossa scrive:
      Re: Coloro che ignorano
      - Scritto da: x y
      In linea di principio, come si fa a proibire a
      qualcuno di leggere le informazioni che l'utonto
      di Facebook ha deciso di rendere
      pubbliche?Sono tedeschi loro.Basta scrivere VERBOTEN e stai sicuro che a nessuno viene in mente di trasgredire.Mica come in Italia che un divieto del genere farebbe solo venire in mente di cercare anche su FB a quelli che ancora non lo fanno, e implicitamente a chi cerca lavoro di crearsi un profilo fasullo su FB appositamente per farselo leggere dal datore di lavoro, anzi, scommetto che c'e' pure qualche agenzia che lo fa.
      • Io me scrive:
        Re: Coloro che ignorano

        Basta scrivere VERBOTEN e stai sicuro che a
        nessuno viene in mente di
        trasgredire.Ah si? Sicuro? :)
Chiudi i commenti