BD+, il crack è ora open source

Un gruppo di hacker è riuscito a craccare la protezione BD+ dei film Blu-ray utilizzando tool già messi a disposizione della comunità open source. AnyDVD avrà un'alternativa open?

Roma – Un gruppo di hacker del famoso forum Doom9.org è di recente riuscito a fare la copia di un film Blu-ray protetto con la tecnologia di DRM BD+, la stessa che secondo l’analista di mercato Richard Doherty avrebbe resistito ai tentativi di cracking per almeno 10 anni.

Per la verità il traguardo raggiunto dalla comunità di Doom9 era già stato tagliato lo scorso marzo dalla softwarehouse SlySoft , tuttora l’unica a commercializzare un software – AnyDVD HD – capace di copiare la quasi totalità dei film Blu-ray in circolazione. AnyDVD è però un software proprietario, e per altro disponibile solo per Windows.

Il progetto portato avanti dal gruppo di esperti di Doom9 è nato proprio in risposta all’esigenza di creare, o rendere possibile la creazione, di programmi open source alternativi ad AnyDVD capaci di girare anche sotto Linux e altre piattaforme non-Windows. Tutto il codice sviluppato in seno al progetto viene infatti pubblicato sotto licenza open source, e reso disponibile all’intera comunità di sviluppatori.

Per la verità il cracking della protezione Blu-ray sotto Linux rimane, per il momento, riservata a pochi smanettoni: per aggirare BD+, gli hacker di Doom9 si sono avvalsi di complesse tecniche di debugging e di un drive Blu-ray con il firmware modificato. Questo ha permesso loro di sfruttare la tecnologia di virtualizzazione per ricreare una macchina virtuale BD+, la stessa che i player eseguono ogni volta che viene riprodotto un disco Blu-ray protetto.

Al momento, dunque, non esiste ancora un tool di cracking open source alla portata dell’utente medio, ma c’è chi sostiene sia solo questione di tempo prima che qualcuno rilasci un plug-in per i player open source più noti, come VLC e mplayer.

È bene ricordare come BD Plus (BD+) sia il secondo meccanismo anticopia previsto dallo standard Blu-ray, e la sua specifica sia stata finalizzata circa un anno e mezzo fa. Trattandosi di una macchina virtuale, la tecnologia BD+ è in teoria molto flessibile, ed utilizzabile dalle major per rinnovare costantemente le misure anticopia. Nella realtà, tuttavia, le major devono garantire che i film Blu-ray in commercio girino su tutti i player in circolazione, e questa necessità limita fortemente le loro possibilità di manovra.

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