Benetton mette i radiochip nei vestiti

La nota casa di abbigliamento inserirà un radiochip in ogni capo di vestiario per ottimizzarne l'identificazione e rendere più efficiente la propria catena distributiva. Vantaggi anche per i negozianti


Roma – Benetton ha deciso di avvalersi della tecnologia radio frequency identification (RFID) per ottimizzare la gestione dei propri magazzini e tenere traccia di tutti gli spostamenti dei propri capi d’abbigliamento. Una scelta che, sebbene già fatta da altri colossi industriali, come Toyota, Ford, Dell, Procter & Gamble e la filiale newyorkese di Prada, si preannuncia come la più importante commissione di radiochip mai effettuata dall’industria della moda.

Il radiochip, fornito da Philips, verrà incluso in tutte le etichette degli indumenti e immagazzinerà informazione quali il tipo, la taglia, il colore e la destinazione del capo. Attraverso appositi lettori forniti da Psion Teklogix, i magazzinieri e i distributori saranno in grado di verificare la merce senza la necessità di dover aprire l’imballaggio e controllare gli indumenti uno ad uno. Secondo quanto spiegato da Philips, la tecnologia RFID consente di catalogare, verificare e tenere traccia dei capi d’abbigliamento in modo assai più efficiente rispetto agli attuali sistemi basati su codici a barre.

La tecnologia RFID potrebbe ottimizzare non soltanto la catena di approvvigionamento di Benetton, ma anche i singoli punti vendita. Philips ha spiegato che, grazie ai radiochip, i negozi potranno infatti ridurre i propri scaffali e semplificare la stesura dell’inventario.

Solo quest’anno Philips conta di fornire a Benetton 15 milioni di chip per gli oltre 5.000 negozi appartenenti alla propria catena.

I radiochip non necessitano di batteria, contengono una EEPROM da 1.024 bit ed operano ad una frequenza di 13,56 MHz. La distanza operativa non supera il metro e mezzo.

In USA l’arrivo dei radiochip nella grande distribuzione ha già iniziato a sollevare preoccupazioni relative alla privacy.

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  • Anonimo scrive:
    jxta
    se la copia jxta di microsoft (windows xp) assicura gli stessi livelli di qualità della copia di microsoft della virtual machine java .....
  • X-CASH scrive:
    Uhm nota tecnica
    Tralasciando la questione peer2peer, im e integrazione con altri programmi (che l'integrazione im-outlook-office mi ricorda trementamente l'integrazione che ha fatto Apple in MacOSX tra le sue applicazioni compreso anche IM)Mi chiedo una cosa tecnica. Considerata la velocita' in upstream di un 56k che e' circa 2/3K/sec3-5 fps significano una occupazione del singolo frame
    • Anonimo scrive:
      Re: Uhm nota tecnica

      Mi chiedo una cosa tecnica. Considerata la
      velocita' in upstream di un 56k che e' circa
      2/3K/sec

      3-5 fps significano una occupazione del
      singolo frame
      Mi immagino la qualita' abberrante di questi
      frame! :DMai visto www.tg5.it?Siamo lì, non ci si può lamentare.
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