Big Brother ora è a pagamento

CBS ottiene da RealNetworks il sistemone per costringere gli ipnotizzati da real-tv a spendere qualche dollaro in più


New York (USA) – Il successo travolgente di “Big Brother”, la versione americana de “Il Grande Fratello”, dovrebbe e potrebbe ripetersi con “Big Brother 2”, e il network televisivo americano ha tutta l’intenzione di sfruttare la cosa fino in fondo, tanto da voler chiedere sottoscrizioni e pagamenti agli utenti internet.

A quanto pare, la CBS ha stretto un accordo con RealNetworks, che fornisce le tecnologie di streaming, per consentire l’accesso alle parti più piccanti delle riprese solo a quegli utenti che pagano 19,95 dollari. Con quella cifra, gli instancabili della real-tv possono guardare tutto quello che viene ripreso da “dietro le quinte”.

Per i voyeur meno appassionati, invece, CBS continuerà a mandare versioni del Big Brother in streaming editato ma solo nel weekend, in modo tale da assicurarsi una grande quantità di clic su tutte le proprie pagine per le 12 settimane durante le quali andrà in onda l’esibizionismo dei partecipanti alla nuova serie dello show.

La “diretta”, invece, è a disposizione soltanto di coloro che pagano almeno il “Gold Pass”, ovvero 9,95 dollari al mese oppure, come già detto, a chi sborsa poco meno di 20 dollari. Il tutto viene propagandato da CBS come un modo per impedire l’accesso alle parti più morbose dello show da parte dei minori.

Sul successo dell’iniziativa al momento sono pochi a dubitare, in quanto CBS potrebbe contare su un vastissimo pubblico pronto a mettere mano al portafoglio. Per saperne di più, qui il sito di Big Brother 2 .

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  • Anonimo scrive:
    Chat selvaggia
    Credo sia un dovere dell'amministrazioine pubblica controllare e monitorare l'uso di Internet da parte dei dipendenti durante le ore di lavoro.Uso la chat e non avete idea di quanti medici da ospedali pubblici, impiegati dai propri uffici pubblici e privati usino intermet per intrattenersi in chat durante gli orari di lavoro. A parte i costi effettivi ritego siano alti i costi sociali. Pensate al malato che attende di essere visitato mentre il medico corteggia la chattista di turno!!!!
  • Anonimo scrive:
    Scopriamo l'acqua calda !!!
    La sconvolgente rivelazione che i datori di lavoro spiano la posta elettronica e l'e-mail dei dipendenti mi ha messo di buon umore: perchè, non lo sapevate ? Io sono dipendente di una pubblica amministrazione (non vi posso dire quale) e lavoro nel centro informatico. Da un anno abbiamo un programma, che si chiama "Little Brother" , il quale memorizza tutti gli accessi a Internet fatti dai dipendenti. Sappiamo chi va nei siti gay, chi chatta, chi ama il tennis e chi preferisce Sabrina Ferilli. I dirigenti possono accedere, a loro richiesta, a questi elenchi, e colpire il dipendente incriminato. E tutto nel pieno rispetto della legge, perchè in ufficio l'uso di Internet è consentito solo per lavoro. Lo stesso per la posta elettronica: ce lo hanno fatto firmare e sottoscrivere. Anche per i telefoni, stessa cosa: ogni mese dal computer esce un tabulato, nel quale sono elencate tutte le telefonate fatte da ogni numero interno. Il dipendente deve pagare le sue telefonate personali. Oogni tanto succede qualche spiacevole incidente, del tipo: i colleghi entrano in possesso del tabulato di un vicino di scrivania, bell'uomo assai conteso dalle donne, lo fotocopiano e lo inviano alla moglie, dopo aver evidenziato il numero di telefono dell'amante, a cui telefonava tutte le mattine. La moglie ha chiesto la separazione. Questo non è nel rispetto della legge, ma si sa, in un posto di lavoro qualunque cosa può essere usata contro di te...Quindi vi do un consiglio: usate la posta elettronica e Internet da casa vostra. Vi spieranno lo stesso, ma almeno il vostro datore di lavoro non saprà che siti visitate, e i vostri colleghi sapranno il meno possibile dei vostri rapporti interpersonali (che è meglio)...
    • Anonimo scrive:
      Re: Scopriamo l'acqua calda !!!
      - Scritto da: Sergio
      La sconvolgente rivelazione che i datori di
      lavoro spiano la posta elettronica e
      l'e-mail dei dipendenti mi ha messo di buon
      umore: perchè, non lo sapevate ?
      Io sono dipendente di una pubblica
      amministrazione (non vi posso dire quale) e
      lavoro nel centro informatico. Da un anno
      abbiamo un programma, che si chiama "Little
      Brother" , il quale memorizza tutti gli
      accessi a Internet fatti dai dipendenti.
      Sappiamo chi va nei siti gay, chi chatta,
      chi ama il tennis e chi preferisce Sabrina
      Ferilli. I dirigenti possono accedere, a
      loro richiesta, a questi elenchi, e colpire
      il dipendente incriminato. E tutto nel pieno
      rispetto della legge, perchè in ufficio
      l'uso di Internet è consentito solo per
      lavoro. Lo stesso per la posta elettronica:
      ce lo hanno fatto firmare e sottoscrivere.
      Anche per i telefoni, stessa cosa: ogni mese
      dal computer esce un tabulato, nel quale
      sono elencate tutte le telefonate fatte da
      ogni numero interno. Il dipendente deve
      pagare le sue telefonate personali. Oogni
      tanto succede qualche spiacevole incidente,
      del tipo: i colleghi entrano in possesso del
      tabulato di un vicino di scrivania,
      bell'uomo assai conteso dalle donne, lo
      fotocopiano e lo inviano alla moglie, dopo
      aver evidenziato il numero di telefono
      dell'amante, a cui telefonava tutte le
      mattine. La moglie ha chiesto la
      separazione. Questo non è nel rispetto della
      legge, ma si sa, in un posto di lavoro
      qualunque cosa può essere usata contro di
      te...
      Quindi vi do un consiglio: usate la posta
      elettronica e Internet da casa vostra. Vi
      spieranno lo stesso, ma almeno il vostro
      datore di lavoro non saprà che siti
      visitate, e i vostri colleghi sapranno il
      meno possibile dei vostri rapporti
      interpersonali (che è meglio)...Nel pubblico ci vuole tanto più ordine, a me è capitato di osservare uno che si è portato pure il figlio, in ufficio, a navigare nel sito di Pockemon(?). L'utilizzo personale di Internet va fatto da casa propria! E' una sconceria bella e buona.
  • Anonimo scrive:
    dipendente tranquillo
    Al mio capo l'ho detto candidamente che la mattina perdo 5-10 minuti a leggere punto-informatico.. ma lui non si è fatto problemi anche percè la maggior parte delle volte li recupero a fine giornata... anche se non mi è stato chiesto. La sincerità e l'onestà (anche se spesso non sono strade facilmente percorribili) rimangono il miglior alimento per la buona convivenza!
  • Anonimo scrive:
    Ho finito di leggere PI
    Se mi spiano è finita.Leggevo PI nei tempi di attesa di certi lavori.PI, eri grande.Mi sei piaciuto.Ma comprendo che se fosse un giornale normale... mi vedreste sulla scrivania con un giornale in mano... e posso capire che la mia capa non sarebbe felicissima se mi trovasse con il giornale in mano.E non sarebbe felice se io con carta e penna mi mettessi a scrivere ad un mio amico, o una cartolina per esempio.Insomma... se pensiamo a tutte queste cose sul pc, fatte in maniera "tradizionale"... vedremmo gente che si fa la schedina, con giornali porno in mano, con giornali di barzellette, con libri di tutte le sorti... con la settimana enigmistica, con carta e penna a scrivere... con i colori a disegnare... un piccolo asilo nido?Comunque mi piaceva giocarci.:-)Fine dell'e-mail.Fine della mia lettura su PI.Andrà a finire che mi faccio il fine settimana a leggere PI altrimenti... e ho un'altra cosetta da fare invece... che mi piace parecchio ;-)CIPZ
  • Anonimo scrive:
    mi cade il mito di Rodotà.
    Aveva detto anche alla Rai in qualche programma che la corrispondenza era comunque inviolabile.Adesso mette di mezzo il buon senso... TSK!La LEGGE serve perché il MIO buon senso e il TUO "buon senso" non sono uguali!Per te datore di lavoro è buon senso spiarmi, per me no.Quindi?Che tristezza. Rodotà era l'unico politico che mi dava un po' di speranza. Infatti è caduto anche lui.
    • Anonimo scrive:
      Re: mi cade il mito di Rodotà.
      Ha ragione Rodota' !Al lavoro si LAVORA !Altro che email private, le email DEVONO esserepubblche in azienda visto che si deve parlare di lavoro e basta.- Scritto da: Think Negative: can't mistake.
      Aveva detto anche alla Rai in qualche
      programma che la corrispondenza era comunque
      inviolabile.
  • Anonimo scrive:
    Privacy?
    A qualcuno è mai stato consentito di spedire via snail-mail una lettera personale, magari alla fidanzata, utilizzando i francobolli dell'azienda??? A qualcuno è mai stato permesso di andare al mare con la macchina dell'azienda, in orario d'ufficio? A qualcuno è mai stata data la possibilità di mangiare al ristorante con la fidanzata a spese dell'azienda e durante l'orario di lavoro????Signori, qui stiamo veramente diventando paranoici: il datore di lavoro mette a disposizione i mezzi per produrre reddito (il suo, d'accordo, ma anche il nostro, in fin dei conti) che quindi sono suoi ed ha tutto il diritto di verificare che essi non vengano utilizzati impropriamente. Il fatto che nessuno ci impedisca di fare la breve telefonata a casa, alla morosa, all'amico, non significa che possiamo chiamare la zia in Uganda e raccontarle che stanotte il bimbo ha pianto tre volte e che qui il tempo è bello e che ieri mi sono dimenticato di dirti... ok ci sentiamo domani.........Insomma, il datore di lavoro ci paga per fare qualcosa: magari ci paga poco e ci tratta male, ma questo non ci da' il diritto di approfittarne. La privacy c'è a casa mia, sul mio telefono, sul mio computer. Non a casa di altri.Se la vostra domestica si mette a telefonare con il vostro telefono alla famosa zia in uganda, cosa fate? Le dite brava? La prima volta, magari passa, la seconda anche, la terza le dite che non si fa così e la quarta mettete il lucchetto al telefono. Poi magari la licenziate.Rimane sacrosanto il divieto per il datore di lavoro di controllare il lavoratore, come da statuto dei lavoratori, ma questo non ci esime dal rispettare il datore. Rispetto reciproco.E' questo il cardine di tutto.E purtroppo in molti casi manca.Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Privacy?
      Sono perfettamente d'accordo con la tua opinione, con solo un piccolo punto: d'accordo, la strumentazione messa a disposizione rimane proprietà del datore di lavoro, occorre rispetto reciproco e così via.Ma rimane il fatto che la semplice proprietà della "mailbox" (vogliamo chiamarla così?) non deve dare al datore di lavoro il diritto di leggerne il contenuto. Non solo sarebbe violazione della privacy, ma anche della Costituzione.Se per scrivere una lettera chiedi in prestito la busta ad un tuo amico questi acquisisce automaticamente il diritto di leggere la tua missiva? Qui si va davvero fuori dal seminato...
      • Anonimo scrive:
        mailbox

        Scritto da: Antani
        Ma rimane il fatto che la semplice proprietà
        della "mailbox" (vogliamo chiamarla così?)
        non deve dare al datore di lavoro il diritto
        di leggerne il contenuto. Non solo sarebbe
        violazione della privacy, ma anche della
        Costituzione.Secondo me il discorso è un altro. Quando sei al lavoro, IN TEORIA devi usare la posta elettronica solo per lavoro.Se la usi per altri scopi, perdi il tempo necessario per leggere i messaggi privati che ti arrivano, e il tempo necessario per rispondere. E questo tempo lo perdi a spese del datore di lavoro.Quindi, se usi la posta elettronica solo per lavoro, se il datore di lavoro controlla la mailbox, di cosa si dovrebbe preoccupare il bravo dipendente? Di nulla.Avrebbe di che preoccuparsi solo il lavoratore con la "coscienza sporca"...ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Privacy?

      Se la vostra domestica si mette a telefonare
      con il vostro telefono alla famosa zia in
      uganda, cosa fate? Le dite brava? La prima
      volta, magari passa, la seconda anche, la
      terza le dite che non si fa così e la quarta
      mettete il lucchetto al telefono. Poi magari
      la licenziate.Condivido in pieno...il problema e' che spesso si crede che i diritti siano solo i nostri da far valere nei confronti degli altri, non pensiamo mai che anche altri possano accampare diritti su di noi (come il caso da te esposto).
    • Anonimo scrive:
      Re: Privacy?

      Rispetto reciproco.
      E' questo il cardine di tutto.
      E purtroppo in molti casi manca.
      Ciao--------------oh finalmente, qualcuno che usa il cervello per ragionare!L'altro giorno ho cazziato una mia dipendente: da un po' di tempo sentivo che riceveva messaggi sul suo cellulare privato e immediatamente dopo alzava il telefono dell'ufficio e stava al telefono 10/20 minuti. Questo per almeno tre o quattro volte al giorno! Ora: non che me ne freghi molto a chi telefona o cosa abbiano da dirsi, però durante le telefonate io la pago perché lavori e, oltre a rimetterci per il mancato guadagno, gli devo pure pagare le sue telefonate private, magari verso costosi cellulari? Dai siamo sinceri, chiunque si incazzerebbe!Quindi, daccordo che i contenuti devono restare privati, daccordo che se uno ha bisogno può liberamente usare i mezzi dell'azienda per risolvere un'emergenza, ma aprofittarne senza ritegno mi sembra quantomeno meschino. E poco corretto.
  • Anonimo scrive:
    Per comunicare privatamente basta...
    non utilizzare gli strumenti dell'azienda.Tanto oramai attraverso con il cellulare si puo' fare quasi tutto. E' proprieta' privata e non puo' essere soggetta a monitoraggio dell'azienda.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per comunicare privatamente basta...
      - Scritto da: §o§e
      non utilizzare gli strumenti dell'azienda.
      Tanto oramai attraverso con il cellulare si
      puo' fare quasi tutto. E' proprieta' privata
      e non puo' essere soggetta a monitoraggio
      dell'azienda.certo, ma lo devi pagare di tasca tua, mentre l'e-mail e il telfono dell'azienda lo paga il datore di lavoro.
      • Anonimo scrive:
        Lavotatori & controllori
        Se non sbaglio, è previsto dallo Statuto dei lavoratori che al datore di lavoro non è concesso utilizzare gli strumenti che mette a disposizione del lavoratore per lo svolgimento della sua attività (ad esempio telefono, il pc etc) come mezzo per controllarne la produttività... questa non è una questione di privacy, è una questione di diritto del lavoro puro e semplice
        • Anonimo scrive:
          Re: Lavotatori & controllori
          Si, è vero, però recenti sentenze anche della cassazione hanno condannato vari dipendenti sorpresi (e dico sorpresi, no controllati!) ad utilizzare mezzi dell'azienda per scopi privati; addirittura uno ha denunciato il suo padrone per violazione della privacy perchè era stato spiato e, per contro, è stato denunciato per i motivi suddetti (morale: il padrone si becca una multa o qualche giorno di carcere, il dipendente si becca il licenziamento e la prigione...)- Scritto da: Purezza
          Se non sbaglio, è previsto dallo Statuto dei
          lavoratori che al datore di lavoro non è
          concesso utilizzare gli strumenti che mette
          a disposizione del lavoratore per lo
          svolgimento della sua attività (ad esempio
          telefono, il pc etc) come mezzo per
          controllarne la produttività... questa non è
          una questione di privacy, è una questione di
          diritto del lavoro puro e semplice
        • Anonimo scrive:
          Re: Lavotatori & controllori - un po di buonsenso?
          Ok, è una questione di diritto del lavoro: ma a forza di voler legiferare prendendo in considerazione TUTTE le possibili situazioni verificabili, non si legifera un bel niente.E'chiaro che se un dipendente passa la giornata a cazzeggiare poi il datore si tutela in qualche modo. Così come è chiaro che se il datore controlla tutte le volte che il lavoratore respira sia inaccettabile...- Scritto da: Purezza
          Se non sbaglio, è previsto dallo Statuto dei
          lavoratori che al datore di lavoro non è
          concesso utilizzare gli strumenti che mette
          a disposizione del lavoratore per lo
          svolgimento della sua attività (ad esempio
          telefono, il pc etc) come mezzo per
          controllarne la produttività... questa non è
          una questione di privacy, è una questione di
          diritto del lavoro puro e semplice
      • Anonimo scrive:
        Re: Per comunicare privatamente ..non e' corretto
        un decreto in Italia sancisce il diritto delle Forze dell'ordine al monitoraggio ed acquisizionedei dialoghi effettuati utilizzando un cellulare.Perche'? perche' viene considerato una conversazione avvenuta in luogo pubblico.Occhio....Internet come la vogliono loro e' come sempre uno strumento utilizzato per monitorare e carpire dati importanti per filoguidare la massa non in grado di ragionare in pieno e scegliere con la propria testolina.Prima hanno ucciso Fido e le reti BBS ora ci provano con "la rete"....mahCiao.- Scritto da: Antonio Fanelli


        - Scritto da: oe

        non utilizzare gli strumenti dell'azienda.

        Tanto oramai attraverso con il cellulare
        si

        puo' fare quasi tutto. E' proprieta'
        privata

        e non puo' essere soggetta a monitoraggio

        dell'azienda.

        certo, ma lo devi pagare di tasca tua,
        mentre l'e-mail e il telfono dell'azienda lo
        paga il datore di lavoro.
        • Anonimo scrive:
          Re: Per comunicare privatamente ..non e' corretto
          - Scritto da: ../
          un decreto in Italia sancisce il diritto
          delle Forze dell'ordine al monitoraggio ed
          acquisizione
          dei dialoghi effettuati utilizzando un
          cellulare.
          Perche'? perche' viene considerato una
          conversazione avvenuta in luogo pubblico.Quale luogo? Lo spazio delle onde elettromagnetiche che viaggiano attraverso le portanti a radiofrequenza (esistono anche portanti LASER)? Mentre se sono trasmesse via cavo (il telefono di casa) non sono pubbliche ma private? Allora INTERNET e' un' immenso luogo privato tranne quando le trasmissioni passano da ponti "esterni" (es da e per i satelliti). E' troppo facile farli cadere in contraddizione.
          Occhio....Internet come la vogliono loro e'
          come sempre uno strumento utilizzato per
          monitorare e carpire dati importanti per
          filoguidare la massa non in grado di
          ragionare in pieno e scegliere con la
          propria testolina.

          Prima hanno ucciso Fido e le reti BBS ora ci
          provano con "la rete"....mahPero' devono definire cosa contraddistingue, in ambito telematico e telecomunicativo, un luogo pubblico da uno privato. perche' stando a quello che dicono loro anche il cavo telefonico e' LUOGO PUBBLICO e quindi monitorabile senza contravvenire alla legge sula privacy: che differenza c'e' (a parte il mezzo e le tecniche) tra un cavo di rame e un una portante "eterea"? Una trasmissione PUntoPunto e' privata entro qualsiasi mezzo si sviluppi. Punto e basta. Loro possono fare quello che vogliono con la forza ma le loro tesi fanno acqua da tutte le parti, non riescono a dimostrare nulla di cio' che ci vogliono imporre.
      • Anonimo scrive:
        Re: Per comunicare privatamente basta...
        - Scritto da: Antonio Fanelli


        - Scritto da: §o§e

        non utilizzare gli strumenti dell'azienda.

        Tanto oramai attraverso con il cellulare
        si

        puo' fare quasi tutto. E' proprieta'
        privata

        e non puo' essere soggetta a monitoraggio

        dell'azienda.

        certo, ma lo devi pagare di tasca tua,
        mentre l'e-mail e il telfono dell'azienda lo
        paga il datore di lavoro.Il quale (datore di lavoro), ha il sacrosanto diritto di licenziarti, vista la scarsa rettitudine che hai!
    • Anonimo scrive:
      Re: Per comunicare privatamente basta...
      - Scritto da: §o§e
      non utilizzare gli strumenti dell'azienda.Condizione impossibile se lavori in aree soggette a restrizioni (ospedali, zone militari, laboratori di ricerca, ecc...)
      • Anonimo scrive:
        Re: Per comunicare privatamente basta...
        - Scritto da: csoft


        - Scritto da: §o§e

        non utilizzare gli strumenti dell'azienda.

        Condizione impossibile se lavori in aree
        soggette a restrizioni (ospedali, zone
        militari, laboratori di ricerca, ecc...)Il problema e' che comunque la gente che lavora entro queste aree avra' bisogno , talvolta, come tutti gli altri, di comunicare con propri familiari o altre persone vicine (non in senso di distanza metrica); ora mi chiedo c'e' una regolamentazione per necessita' di questo tipo? Certamente chi decide di lavorare in questi luoghi e in quegli enti o aziende sara' consapevole delle restrizioni cui andra' incontro...
    • Anonimo scrive:
      Comunicare privatamente?

      Tanto oramai attraverso con il cellulare si
      puo' fare quasi tutto. E' proprieta' privata
      e non puo' essere soggetta a monitoraggio
      dell'azienda.In compenso può essere facilmente "monitorato" da chiunque possegga i mezzi necessari. Vedi: P.S., C.C., Fiamme Gialle, Sismi, Sisde, Cia, FBI, Echelon, investigatori privati, curiosi tecnologicamente avanzati, mafiosi, faccendieri, trafficanti di droga e di armi, ecc. ecc.Ops, dimenticavo, i "mezzi necessari" sono facilmente reperibili ed acquistabili (in $ USA) anche on-line!Meditate gente, meditate...
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