Secondo recenti studi, la maggior parte delle persone consuma una quantità di verdure insufficiente e questa scomparsa nell’alimentazione provoca conseguenze pericolose per la salute. Oltre a questo, anche la biodiversità è a rischio perché nel mondo si coltivano sempre meno varietà di ortaggi. Un nuovo rapporto pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences suggerisce quanto sia fondamentale valorizzare la biodiversità oggi.
Il risultato sarebbe duplice. Da una parte migliorerebbe la nostra stessa salute. Dall’altra migliorerebbe la salute del nostro pianeta. Maarten van Zonneveld, scienziato esperto e autore principale che ha guidato il team in questa ricerca, ha spiegato: “La soluzione non è semplicemente coltivare più ortaggi, ma anche coltivare più varietà di ortaggi“.
Gran parte della biodiversità vegetale di cui abbiamo bisogno è ancora presente, nelle varietà tradizionali e nei loro parenti selvatici. L’urgenza è di conservarla adeguatamente in modo da poterla utilizzare saggiamente per diversificare le diete in un contesto di cambiamenti climatici.
Stiamo assistendo alla scomparsa delle verdure più ricche di micronutrienti
Maarten van Zonneveld insieme al suo team hanno aggiunto che lattuga, cipolle e pomodori sono colture globali che fanno parte delle diete di tutto il mondo. Tuttavia, ciò che risulta preoccupante è che stiamo assistendo alla scomparsa di tutte quelle verdure più ricche di micronutrienti e meglio adattate a condizioni ambientali complicate e con risorse limitate.
Molte altre piante, come la clorofito, il cavolo rosso e la zucca amara, che sono in genere più ricche di micronutrienti e meglio adattate a condizioni ambientali difficili e con risorse limitate, sono disponibili solo a livello regionale e molto spesso vengono trascurate nelle politiche e strategie alimentari su larga scala. Attualmente, solo poche varietà locali sono conservate nelle banche genetiche, con molte lacune nelle collezioni, il che limita la selezione e lo sviluppo di varietà migliorate per la produzione su larga scala.
L’obiettivo auspicato da ricercatori e biologi da una parte è “salvaguardare la biodiversità vegetale raccogliendo, rigenerando e conservando le varietà locali di colture e le specie selvatiche affini alle principali specie vegetali nelle aree ad alta biodiversità“, mentre dall’altra “promuovere la biodiversità vegetale per diversificare le diete, in particolare tra i bambini e altri gruppi vulnerabili, includendo ortaggi ricchi di nutrienti e resistenti ai cambiamenti climatici nei pasti domestici e scolastici“.