BitTorrent, la chat protetta e decentralizzata

BitTorrent Inc. torna a parlare del progetto di chat anti-NSA sul blog aziendale, promettendo di sviluppare un sistema a prova di sorveglianza con il meglio delle tecnologie di sicurezza e condivisione oggi disponibili

Roma – A qualche mese di distanza dal primo annuncio , BitTorrent Inc. fornisce un nuovo aggiornamento su BitTorrent Chat: i lavori di sviluppo procedono e, anche se ancora nella fase iniziale, la società fornisce i dettagli di massima su quello che dovrebbe arrivare a un sistema di comunicazione in tempo reale a prova di NSA.

Diversamente dai tradizionali sistemi di chat, spiega BT Inc., BitTorrent Chat non dipende da un server centralizzato per stabilire la comunicazione fra due o più utenti: piuttosto, sarà lo stesso network di utenti del servizio a fornire le informazioni necessarie a stabilire il ponte.

La chat di BitTorrent userà un sistema di crittografia a doppia chiave pubblica/privata, usando il protocollo DHT (Distributed Hash Table) per stabilire la comunicazione peer-to-peer senza passare per un server centrale. L’obiettivo dichiarato del servizio è impiegare tecniche avanzate, risorse e ore di sviluppo per dare vita ad una applicazione di messaggistica davvero in grado di proteggere la privacy degli utenti.

La partecipazione alla rete di BitTorrent Chat presuppone che l’utente fornisca la propria chiave pubblica a qualcuno già presente all’interno per permetterne la circolazione all’interno della rete DHT: una cosa più facile a dirsi che a farsi, ma da BT Inc. arriva l’assicurazione sulla relativa semplicità d’uso del prodotto finale.

Un prodotto finale che comunque è ancora lontano dal raggiungere la fatidica versione 1.0 – o anche una qualche beta stabile e usabile: BitTorrent Chat è al momento in fase di test alpha privato e gli utenti possono iscriversi presso la pagina dedicata per avere la possibilità di testare in anteprima il software.

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • bradipao scrive:
    sembrava facile
    Due anni fa sembrava questione di mesi per il rimpiazzo di tutti i server x86 con ARM a bassissimo consumo. Se prima sembra facile, dopo due anni è sicuramente più difficile, perchè gli x86 non sono rimasti fermi: cominciano ad esserci soluzioni a basso consumo. Non basso quanto gli ARM, ma quanto basta a rendere meno appetibile il cambio.
    • Zucca Vuota scrive:
      Re: sembrava facile
      - Scritto da: bradipao
      Due anni fa sembrava questione di mesi per il
      rimpiazzo di tutti i server x86 con ARM a
      bassissimo consumo. Sembrava a chi? L'impressione è che i media (tecnici) al solito abbiano gonfiato una notizia senza nessuna base.
    • collione scrive:
      Re: sembrava facile
      il fallimento di Calxeda non è il fallimento di ARM nel mercato server, tant'è che pure AMD è saltata sul carroil problema è proprio la presenza di questi colossi, che rende la vita impossibile per piccole aziende come Calxedasenza contare che google, facebook e altri big, hanno deciso di progettare e produrre sempre più hardware in-house
    • nome e cognome scrive:
      Re: sembrava facile
      - Scritto da: bradipao
      Due anni fa sembrava questione di mesi per il
      rimpiazzo di tutti i server x86 con ARM aMa a chi? Quelli dell'anno di Linux forse?
Chiudi i commenti