BitTorrent Sync, in rete senza cloud

BitTorrent Inc. realizza un software per la distribuzione dei contenuti online adatto ai gruppi che necessitano di velocizzare il download e la condivisione. Nessun limite, nessun intermediario a ficcanasare fra i dati
BitTorrent Inc. realizza un software per la distribuzione dei contenuti online adatto ai gruppi che necessitano di velocizzare il download e la condivisione. Nessun limite, nessun intermediario a ficcanasare fra i dati

Dai “BitTorrent Labs”, un nuovo esperimento per il download e la condivisione di contenuti su protocollo BitTorrent, un software chiamato Sync che, come lascia intendere il nome, serve a sincronizzare file tra computer diversi connessi a Internet.

Attualmente disponibile in stato di pre-alpha con un sistema a inviti, BitTorrent Sync fa il “cloud” senza cloud: l’applicazione genera una chiave “privata” che può essere usata per sincronizzare una qualsiasi cartella fra i sistemi, e la condivisione ha tutti i vantaggi dell’utilizzo del protocollo BitTorrent, inclusa la velocità (che aumenta all’aumentare degli utenti o peer coinvolti) e la portabilità su sistemi operativi diversi.

Nessun terzo incomodo a ficcare il naso nei file , nessuna “licenza di utilizzo” da firmare per condividere i propri file: BitTorrent Sync facilita la distribuzione di contenuti fra gruppi grandi e piccoli che hanno necessità di “passarsi” file di grosse dimensioni o appartenenti a progetti di ogni sorta.

Sync può girare sia come applicazione per computer (Windows, Linux, Mac) che attraverso l’interfaccia web di un sistema NAS, il “limite” di spazio disponibile è solo quello dell’hard disk su cui viene installato il software e la sicurezza della condivisione sarà nelle mani dell’utente, che nel caso volesse dovrà provvedere cifrando i file prima di metterli a disposizione del resto degli utenti.

Sync è la risposta di BitTorrent Inc. al proliferare di cyberlocker e sistemi di storage remoto come Dropbox, l’ ultimo arrivato Mega e via elencando: la differenza, stando agli obiettivi dichiarati della società, dovrebbe farla una impostazione che più “privata” non si può contro il crescente rischio di violazione della privacy connaturata alla proliferazione dei server remoti (commerciali) di cui sopra.

Alfonso Maruccia

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28 01 2013
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