BlackBerry e cifratura, sorprese olandesi

Le autorità del Paesi Bassi avrebbero la capacità di recuperare e decriptare i messaggi scambiati su dispositivi BlackBerry, mentre dal governo arriva la rassicurazione sulla volontà di supportare la crittografia e mettere al bando le backdoor

Roma – Dai Paesi Bassi arriva un duro colpo alla presunta inviolabilità dei terminali BlackBerry , una tecnologia messa in ombra dallo strapotere di Android e iOS ma considerata tra i sistemi di comunicazione più sicuri in circolazione. A quanto pare, sul territorio olandese usare BlackBerry non è più garanzia di privacy.

La “soffiata” arriva da un blog in lingua olandese che ha pubblicato documenti riconducibili all’Istituto Forense dei Paesi Bassi e risalenti allo scorso dicembre, dove viene indicata la possibilità di recuperare i messaggi cancellati e persino decriptare le email lette sui dispositivi dell’azienda canadese.

Dall’Istituto confermano di essere in grado di violare la presunta sicurezza dei terminali BlackBerry, ma i particolari del sistema adottato restano un segreto per evitare di fornire vantaggi ai criminali; l’unica certezza è la necessità di avere fisicamente accesso al terminale da compromettere.

Le tecniche ipotetiche per violare i terminali BlackBerry includono la rimozione dei chip di memoria e il “dump” del loro contenuto in bit, mentre non è noto l’effetto che l’uso dei server esterni di BlackBerry (BlackBerry Enterprise Server) può avere sulle operazioni di accesso.

Al di là delle speculazioni sulle procedure anti-crittografia messe in atto nelle indagini di polizia, in ogni caso, dalle autorità olandesi arriva un messaggio più che positivo per il futuro del settore: il governo dice di supportare ufficialmente l’uso della crittografia per la sicurezza di Internet, una tecnologia di importanza fondamentale per l’economia e la società olandesi che non va messa a repentaglio con l’imposizione legale di backdoor e simili.

Alfonso Maruccia

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  • Jack scrive:
    Roba vecchia
    Bella invenzione.......Peccato che i polyswitch esistono da oltre vent'anni e venivano già utilizzati per la protezione delle batterie (anche le vecchie NiCd)Eccoli qui: http://www.digikey.com/catalog/en/partgroup/polyswitch-strap-battery-devices/10532
  • jumpjack scrive:
    Che c'entra il calore??
    Non è certo il calore la causa dello "scoppio" nei "casi documentati"!!I fattori noti sono:danneggiamento meccanico o perforazioneecXXXXX di tensione (sovracarica)tensione troppo bassa (ecXXXXX di scarica)Il calore è l'ultimo dei problemi, è "spegnere" la batteria è una soluzione assurda! Per farla raffreddare basta che l'elettronica esterna gli richieda meno corrente.
  • Giorgio del monaco scrive:
    Batteria che non scoppia
    La batteria che non scoppia perché disattivata in base alla temperatura sarebbe una grande invenzione ma esiste un pericolo: lasciare il telefono inavvertitamente in un auto lasciata al sole lo renderebbe inutilizzabile. Le temperature raggiunte sul cruscotto di un auto in pieno sole superano abbondantemente i 100° lo dimostrano le penne in plastica deformate che nel corso degli anni ho buttato.
    • ... scrive:
      Re: Batteria che non scoppia
      - Scritto da: Giorgio del monaco
      La batteria che non scoppia perché disattivata in
      base alla temperatura sarebbe una grande
      invenzione ma esiste un pericolo: lasciare il
      telefono inavvertitamente in un auto lasciata al
      sole lo renderebbe inutilizzabile. Le temperature
      raggiunte sul cruscotto di un auto in pieno sole
      superano abbondantemente i 100° lo dimostrano le
      penne in plastica deformate che nel corso degli
      anni ho buttato.ma figurati se i frocetti macachi drogati di mela fieri possessori di iPhone abbandonano il loro simulacro di anima sul cruscotto dell'auto, eddai!
  • Qualunque scrive:
    copioni
    La batteria che non scoppia? L' ha inventata Apple!
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