Blackout Wind, rimborsi con polemiche

La pressione di AGCOM e delle associazioni dei consumatori spinge la telco ad offrire una forma di compensazione. Per qualcuno è troppo poco e troppo tardi
La pressione di AGCOM e delle associazioni dei consumatori spinge la telco ad offrire una forma di compensazione. Per qualcuno è troppo poco e troppo tardi

Wind-Infostrada ha accettato di accogliere le ragioni delle associazioni dei consumatori e di Agcom e ha proposto un’offerta di risarcimento per il blackout che ha coinvolto i suoi utenti .

I fatti risalgono allo scorso 13 giugno, quando a causa di un guasto tecnico alcuni utenti della telco sono rimasti esclusi per diverse ore dalle comunicazioni sia su linee fisse (telefono e Adsl), sia su mobile. Impossibilitati ad operare, inoltre, anche gli utenti delle caselle di posta elettronica @libero.it

In seguito a tale disservizio, oltre 6700 utenti avevano deciso di seguire Altroconsumo in un’azione legale e, nel caso Wind non avesse fatto passi concreti per risarcire gli utenti, Altroconsumo aveva minacciato di procedere con una class action contro l’operatore inadempiente

Si è mossa poi l’Autorità Garante per le Comunicazioni (AGCOM) che ha intimato (Delibera 73/11/CONS) a Wind-Infostrada di risarcire gli utenti per la giornata trascorsa senza poter comunicare, in alcun modo, né con clienti e datori di lavoro né con i propri cari.

Inoltre, l’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi sta preparando una maxi richiesta di risarcimento danni per cui parla di 3 milioni di utenti di telefonia fissa, almeno altrettanti titolari di SIM e un numero non ancora ben precisato di clienti con casella di posta elettronica @libero.it .

Alla fine, nella giornata di ieri si sono incontrati a Roma Wind, le associazioni dei consumatori e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: in questa sede i consumatori hanno preteso e ottenuto l’impegno di WIND e dell’AGCOM di aprire un tavolo per la realizzazione delle norme che prendano in considerazione le problematiche massive nelle TLC e Wind ha deciso ora di garantire una forma di risarcimento.

Come comunica la telco, chi ha fatto ricorso “entro il 16 luglio per il blocco del 13 giugno scorso potrà ottenere quanto segue”: per quanto riguarda le schede ricaricabili si tratta di 1 GB di navigazione gratis per coloro che hanno attivo un piano dati, un bonus del 20 per cento per tutte le ricariche effettuate nelle 48 ore seguenti all’attivazione con un valore massimo di 50 euro (bonus spendibile entro 30 giorni dalla data dell’attivazione e speso con priorità rispetto al credito pagato); per quanto riguarda gli abbonati mobile e fisso, invece, lo sconto nella prima fattura utile, entro 2 mesi, sarà di 2,50 euro più 1 GB di navigazione gratis per utenze business .

Wind promette il risarcimento solo a chi ha chiesto già il risarcimento o all’azienda stessa o attraverso una associazione dei consumatori. E mai in modo automatico. “Tutti i consumatori che hanno inoltrato il reclamo direttamente a WIND – spiega la telco – possono chiamare il 155 per ottenere quanto proposto da WIND, Chi si è rivolto solo ad Adiconsum, nei prossimi giorni riceverà le relative istruzioni.”

Anche per questo non tutti si ritengono soddisfatti. 2 euro e mezzo come risarcimento non appaiono sufficienti: innanzitutto alcune aziende, come Aruba, probabilmente avvieranno le pratiche legali per ottenere rimborsi molto più cospicui, ed anche le associazioni dei consumatori mostrano diversi dubbi. La soluzione proposta da Wind, per esempio, è già stata rifiutata dal Movimento difesa del Cittadino (MDC): a non piacere è in particolare il fatto è che il risarcimento è limitato a coloro che hanno presentato reclamo entro il 16 luglio.

Claudio Tamburrino

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