Immaginiamo di essere in macchina, bloccati nel traffico. Allora si chiede a Gemini Live una mano per trovare una strada alternativa. L’assistente inizia a rispondere, poi si ferma. Ricomincia. Si ferma di nuovo. E ancora. E ancora. Un ciclo infinito che un altro po’ fa rimpiangere le vecchie, care mappe di carta…
Gemini Live impazzisce su Android auto, si interrompe e ricomincia a parlare senza sosta
Alla fine dell’anno, Google ha mandato in pensione il buon vecchio Google Assistant e l’ha sostituito con Gemini, l’assistente di nuova generazione che dovrebbe essere più fluido, più naturale, più intelligente. Dopo smartphone, computer e dispositivi smart home, Gemini è sbarcato finalmente nelle automobili. Con a promessa di conversazioni scorrevoli, la possibilità di interrompere l’assistente a metà frase o fare domande di approfondimento senza mandarlo in confusione.
Ma come al solito, tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare. Da qualche giorno, gli utenti di Gemini Live su Android Auto stanno vivendo un incubo che nessuno si aspettava, l’assistente si blocca in un loop audio che sembra non finire mai. Inizia a parlare, si stoppa come se dovesse ascoltare qualcosa, poi riparte. E si ferma. E riparte. All’infinito.
Il bug è stato documentato per la prima volta su Reddit. Un utente ha pubblicato un video che mostra chiaramente il problema. Inizialmente si è pensato che il bug fosse legato a configurazioni particolari. Uno degli utenti colpiti usa un modulo Bluetooth personalizzato, ma no, anche chi usa configurazioni standard, senza modifiche hardware, si ritrova con lo stesso identico casino.
Il che significa una cosa sola: il bug è di Gemini Live, non dei dispositivi degli utenti. È un problema di integrazione con Android Auto, che Google dovrà sistemare prima o poi. Si spera prima, perché usare l’assistente vocale mentre guidi non è un capriccio, è una questione di sicurezza. Nessuno dovrebbe mettersi a smanettare con lo schermo dell’infotainment mentre sfreccia a 100 all’ora in autostrada.
E Google tace
E Google? Sparita. Big G sta puntando tutto su Gemini. Ma se non si riesce nemmeno a farlo funzionare correttamente in macchina, un ambiente controllato, con casi d’uso prevedibili, come si può pretendere che le persone si fidino abbastanza da usarlo per compiti più complessi?
Ogni bug di questo tipo non dà solo fastidio, minaccia la credibilità. È un promemoria che l’AI, per quanto avanzata, resta fragile. E che forse, sostituire un assistente che funzionava discretamente con uno nuovo che promette meraviglie, ma poi si impalla in loop infiniti non è stata una genialata.
Ora la palla passa a Google, o risolve il problema in fretta, oppure dovrà prepararsi a vedere gli utenti tornare di corsa tra le braccia di Google Assistant.