Caccia ai dati rubati nel dark web

Una startup americana sostiene di poter identificare le informazioni digitali sottratte alle aziende grandi e piccole e in cerca di un compratore sui siti frequentati dai cyber-criminali. Sarebbe stata una manna nel caso di Sony Pictures
Una startup americana sostiene di poter identificare le informazioni digitali sottratte alle aziende grandi e piccole e in cerca di un compratore sui siti frequentati dai cyber-criminali. Sarebbe stata una manna nel caso di Sony Pictures

Terbium Labs ha realizzato Matchlight , un nuovo servizio pensato per la scansione dei siti del dark web dove bazzicano cyber-criminali e script kiddie alla ricerca di informazioni e archivi digitali rubati alle aziende. La società promette di impedire la circolazione delle suddette informazioni e quindi di prevenire gli effetti collaterali di una breccia in un network privato.

Matchlight è in grado di creare firme digitali univoche per i set di dati che un eventuale cliente intende proteggere, andando poi alla caccia di quelle stesse firme sulla porzione di Web “criminale” generalmente non accessibile al grande pubblico.

Terbium dice di essere in grado di difendere le aziende quando la compromissione dei dati è già avvenuta, uno scenario che la società reputa interessante per ogni genere di organizzazione appartenente al settore finanziario, sanitario, alle autorità governative e via elencando.

Con uno strumento come Matchlight, sostiene Terbium, casi clamorosi di compromissione come quello di Sony Pictures , Target , Anthem e JP Morgan avrebbero provocato molti meno danni di quelli effettivamente subiti dalle rispettive aziende.

La startup fornisce alcuni numeri per dimostrare l’efficacia della scansione di Matchlight, una piattaforma che sarebbe stata in grado di identificare , nel giro di pochi secondi, 30mila nuove carte di credito e 3mila email rubate in vendita nei meandri del Dark Web.

Alfonso Maruccia

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15 06 2015
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