Canone Rai 2023: qualcuno vuole includere gli smartphone nella tassa

Canone Rai 2023: qualcuno vuole includere gli smartphone nella tassa

Con l'avvento del nuovo Canone Rai per il 1° gennaio 2023 sono emerse proposte che vorrebbero includere anche gli smartphone nella tassa.
Con l'avvento del nuovo Canone Rai per il 1° gennaio 2023 sono emerse proposte che vorrebbero includere anche gli smartphone nella tassa.

Secondo quanto indicato per legge, il Canone Rai è l’abbonamento radiotelevisivo italiano dovuto da chi è in possesso di un televisore o apparecchio dotato di sintonizzatore TV. La conferma si trova in un comunicato pubblicato da Agenzia delle Entrate. Un suo estratto, che cita il Ministero dello Sviluppo Economico, recita così:

Solo apparecchi atti o adattabili a ricevere il segnale audio/video attraverso la piattaforma terrestre e/o satellitare sono assoggettabili a Canone TV. Ne consegue che di per sé i computer, se consentono la visione dei programmi televisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale digitale terrestre o satellitare, e i vecchi televisori analogici non sono assoggettabili a Canone (note Min. Sviluppo Economico del 22 febbraio 2012 e del 20 aprile 2016).

Sappiamo però che a breve il Canone Rai subirà un’importante rivoluzione. Dal 1° gennaio 2023 verrà tolto dalla bolletta della luce. Questo per ottemperare alle linee guida dell’Unione Europea in merito a mercato libero ed energia. Questa novità ha dato il via a una serie di ipotesi sul nuovo metodo di riscossione.

Non solo, ma dalle stanze interne di Palazzo Chigi sembra che qualcuno stia avvalorando la possibilità di includere in questa tassa anche gli smartphone. La prima proposta, in merito a questo, è arrivata a dicembre 2021 per voce dell’Amministratore Delegato della Rai, Carlo Fuortes.

Canone Rai: anche i dispositivi multimediali potrebbero finire nel mirino

La proposta in sé, lontana dalle promesse urlate in piazza durante la campagna elettorale da una parte dei Ministri dell’attuale Governo Meloni, spingerebbe a inserire anche i dispositivi multimediali nel Canone Rai. Una proposta che sta spaventando molti. Come mai? Il motivo di tale paura è presto detto.

L’idea nascerebbe dalla convinzione che questi dispositivi permettono a qualunque utente, con una connessione dati attiva, di accedere alle trasmissioni televisive live e on demand tramite internet. Perciò, pur non essendo apparecchi atti alla ricezione delle trasmissioni tramite piattaforma terrestre e/o satellitare, permettono di vedere le programmazioni Rai. Questo attraverso l’app Rai Play o il sito Web ufficiale.

Secondo Fuortes, è necessario e urgente un “ampliamento del perimetro di applicazione del Canone Rai ai device multimediali, con opportuni accorgimenti“. In altre parole, la riscossione di questa imposta dovrebbe praticamente essere estesa a tutti. Infatti, in ogni famiglia c’è almeno uno smartphone connesso a internet:

Le attuali risorse provenienti dal canone e il ridimensionamento della pubblicità – ha spiegato Fuortes – minano l’attuale perimetro industriale (e il relativo indotto), il rinnovamento e il percorso di trasformazione del Servizio Pubblico.

A questo si aggiunge anche il timore di un possibile aumento del Canone Rai. L’occasione, come si suol dire, “fa l’uomo ladro”. E cosa c’è di meglio se non la scusa di dover aumentare tale importo visto che, togliendo il Canone dalla bolletta, potremmo ritornare ai livelli di evasione pre 2016?

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Pubblicato il 23 ott 2022
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