Canone Rai 2023 a 30 euro: possibilità o fantasia?

Canone Rai 2023 a 30 euro: possibilità o fantasia?

È tornata sulla bocca di molti una delle proposte più apprezzate per il 2023, quella di abbassare il Canone Rai a 30 euro annuali.
È tornata sulla bocca di molti una delle proposte più apprezzate per il 2023, quella di abbassare il Canone Rai a 30 euro annuali.

Tutti attendiamo con ansia di conoscere le sorti definitive del Canone Rai quando scoccherà la mezzanotte del 1° gennaio 2023. Il conto alla rovescia è iniziato molto tempo fa, quando si era cominciato a parlare di estromissione dell’abbonamento radiotelevisivo italiano dalla bolletta della luce.

Per volontà dell’Unione Europea e delle sue linee guida, in merito al mercato libero dell’energia, eccoci qua con la conferma. Il Canone Rai dovrà trovare nuova collocazione l’anno prossimo. Perciò, il prossimo Governo che siederà sulle poltrone di Stato avrà questo compito arduo.

Come avverrà la riscossione tra qualche mese? Sarà ancora rateizzata oppure verrà richiesto il pagamento in un’unica soluzione? L’importo rimarrà invariato o subirà un aumento? Sono tanti i dubbi e le perplessità riguardo un futuro ancora incerto e legato solo a un filo sottile di proposte e ipotesi.

Ad ogni modo, in questi giorni è tornata sulla bocca di tutti una proposta che a molti italiani piace: portare il Canone Rai a 30 euro annui. Tuttavia, ci sono alcune specifiche che, al contrario, potrebbero far storcere il naso a molti.

Canone Rai a 30 euro: potrebbe piacere, ma non troppo

Il Canone Rai attualmente costa a nucleo famigliare 90 euro l’anno che vengono rateizzati nella bolletta della luce. Quando però questa tassa non sarà più riscossa con questo metodo, che dal 2016 ha ridotto incredibilmente l’evasione, diverse cose cambieranno.

Prima fra tutte potrebbe essere proprio l’importo. C’è chi, infatti, crede che questa sarà l’occasione per “silurare” un aumento del Canone Rai, anche fino a 300 euro annui. Di contro, c’è chi invece pensa potrebbe scendere a 30 euro.

No, non è una barzelletta – non ti biasimiamo se l’hai pensato leggendo – ma una vera e propria proposta, tra l’altro non così recente. Difatti, risale al periodo in cui Beppe Grillo ha lasciato il suo ruolo da comico per entrare in politica.

Effettivamente, la sua idea potrebbe anche sembrare allettante a molti. Tuttavia, prevede la modifica radicale dei canali Rai disponibili alla visione che verrebbero ridotti a uno solo. Una soluzione che potrebbe risultare stretta ai più, anche se l’importo del Canone Rai risulterebbe economico, se così si può dire.

È evidente che una simile proposta non troverà facile approvazione perché vorrebbe dire trasformare la televisione pubblica italiana e rimodulare fortemente anche la forza lavoro ora impegnata nelle sedi radiotelevisive nazionali e regionali di “Mamma Rai”.

Molto più probabile, invece, potrebbe essere l’integrazione del Canone Rai al Bollo Auto, passando questa tassa a una gestione locale con le Regioni come protagoniste o semplicemente incaricate alla riscossione. Altra strada percorribile potrebbe essere il classico 730. Vedremo quindi nei prossimi mesi il futuro di questa imposta odiata da molti italiani.

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Pubblicato il 11 set 2022
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