Caro-bollette, ma l'autoconsumo è un paracadute

Caro-bollette, ma l'autoconsumo è un paracadute

Il caro-bollette peserà in modo sostanziale su privati e imprese, ma chi ha investito in rinnovabili e risparmio energetico gode di un paracadute.
Il caro-bollette peserà in modo sostanziale su privati e imprese, ma chi ha investito in rinnovabili e risparmio energetico gode di un paracadute.

Spuntano nuove stime su quello che sarà il peso del caro-bollette sui prossimi mesi degli italiani. La previsione è quella di una forbice tra 770 e 1200 euro di rincaro annuo, stima compilata da Nomisma Energia sulla base di dati mediani per una famiglia di tre componenti. I rincari, insomma, possono pesare proporzionalmente ancora di più per un nucleo minore e in termini assoluti in modo ben più pesante per una famiglia più numerosa.

Il Governo ha già fatto molto per calmierare gli aumenti, ma in parte ricadranno inevitabilmente su privati e imprese. La richiesta di un impegno ulteriore non ha trovato il placet di Mario Draghi poiché il costo sociale sarebbe ulteriore, dunque almeno per i prossimi mesi i calcoli sono pressoché fatti.

Paracadute autoconsumo

C’è tuttavia un aspetto collaterale da tenere in considerazione. Alla luce delle condizioni geopolitiche che hanno portato a questa situazione, l’impatto non sarà uguale su tutta la popolazione. Coloro i quali in passato hanno virtuosamente investito in impianti fotovoltaici, risparmio energetico e magari in un riscaldamento con pompe di calore si trova ora a poter affrontare la situazione con un paracadute sulle spalle.

Se si considera che l’autoconsumo può arrivare agevolmente anche al 40% e le forme di accumulo possono alzare decisamente questa asticella, ecco che è facile prevedere un risparmio assoluto mai così importante. L’investimento in rinnovabili e contenimento dei consumi, insomma, è oggi qualcosa che va ad anestetizzare i rincari, sterilizzando i maggiori costi di questa stagione fredda e regalando maggior tranquillità economica nell’immediato. Gli atteggiamenti virtuosi degli anni passati, insomma, premiano e stanno ora ripagando con maggior velocità l’investimento effettuato. Quando si parla di transizione energetica, si parla anche e soprattutto di questo: liberare i singoli prima e lo Stato poi dalle tempeste della geopolitica, sgravarli dall’onere delle battaglie sull’energia, creare un’autarchia virtuosa e rendere il Paese più autonomo.

La sensazione è che il peggio possa essere vissuto durante questo inverno, ma le condizioni sono tali per cui difficilmente i prezzi potranno tornare quelli precedenti alla pandemia già in tempi brevi: l’inflazione è tornata a correre e invertire la rotta potrebbe essere complesso ancora per qualche tempo. Questo surplus di costi rappresenta per contro un surplus di vantaggi per chi gode di impianti fotovoltaici efficienti, lampadine a basso consumo, case a basse dispersione e atteggiamenti virtuosi già metabolizzati nella propria quotidianità. La sensibilità nei confronti della sostenibilità, insomma, inizia a pagare: la transizione energetica passa per questo doppio binario fatto di consapevolezza ecologica e consapevolezza economica, con quest’ultimo canale destinato a pesare sempre di più nelle valutazioni degli italiani.

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Pubblicato il 30 dic 2021
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