Casatech, workshop su domotica e futuro

Nei prossimi giorni

Milano – Si terrà il 22 e 23 maggio al Crowne Plaza Hotel di Milano la prima conferenza plenaria CasaTech, in colocation con l’M2M Forum 2007, l’evento dedicato alle novità della comunicazione tecnologica tra macchine .

“Il 22 maggio, nella sessione plenaria che aprirà il programma delle conferenze – spiega una nota – protagonista del dibattito sarà il lavoro dell’ Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano. Verranno, infatti, presentati i risultati delle ricerche svolte fino ad oggi dall’Osservatorio: un cruciale punto di partenza per provare a delineare i trend tecnologici in atto in Italia, ma anche la tipologia delle aziende leader di mercato”.

“Il 23 maggio – continua la nota – un workshop dedicato alla convergenza tecnologica nello spazio abitativo – in altri e meglio noti termini, la Domotica – dove Home Evolution – Anie delineerà con competenze specifiche i trend di utilizzo delle tecnologie nello spazio abitativo. Nell’ambito dello stesso workshop, verrà inoltre presentata una ricerca sviluppata dalla Supsi – Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana – e incentrata sul tema delle figure professionali che verranno: il percorso professionale ed accademico dall’elettricista al system integrator. Saranno presenti anche rappresentanti del TIS di Bolzano, del laboratorio T3LAb di Bologna con un interessante esperienza sull’utilizzo della tecnologia ZigBee in ambito Domotica e l’Arch. Villa operatore del settore Bioarchitettura e risparmio energetico”.

Tutte le info sono disponibili sul sito dedicato mentre l’iscrizione per partecipare gratuitamente si può sottoscrivere a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • jqjo scrive:
    Re: Il W3C è forse in crisi?
    secondo me il discroso è molto semplice ovvero su internet non sono praticamente mai esisti standard, adesso è impossibile imporne uno.detto questo un organo come il w3c è sconfitto in partenza.il perchè è secondo me altrettanto semplice ovvero applicare criteri di nicchia, cioè simili a quelli applicati ai linguaggi tradizionali estremamente rigidi, ad una realtà in cui le cose funzionano comunque è impossibile. in questo ha fallito il w3c. Io sono comunque dell'idea che per fare un passo avanti si dovranno uniformare le tecniche altrimenti per tenere insieme servizi sempre più diversi si dovrà ricorrere a tecniche via via più complesse e alla fine il sistema collasserà.
  • Alessandro scrive:
    Re: Per l'autore.
    Si tratta di argomenti piuttosto complessi, non è facile semplificare. I ci provo da qualche tempo scrivendo qui: www.thinkpragmatic.netEssere divulgativi parlando di web semantico è una bella sfida ;-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Per l'autore.
    Non toccatemi Gaia Bottà che è l'unica seria qua dentro, e che anzi spero stia cercando una sistemazione più adeguata; l'unico tecnicismo potrebbe essere 'triple', che si potrebbe tradurre
  • Anonimo scrive:
    Tutta colpa dell'xml
    XML sta sui marroni un po a tutti quantitroppo rigidi troppo prolissitutto questo per cosa ?l'interoperabilità fra applicativi distribuiti.CORBA è finito nel dimenticatoio perchè overkillla stessa fina la faranno tutti questi linguaggi dichiarativi.Un esempio lampante sono i Web Services snobbati dalla maggioranza della popolazione Altro mega flop in the way sarà XUL (gia flop ) e XAML di Microsoft.L'HTML era un buon compromesso perchè non cacava il cazzo con dtd xslt namespaces sgrillettanti e pippe a ruota.
    • Alessandro scrive:
      Re: Tutta colpa dell'xml
      - Scritto da:
      XML sta sui marroni un po a tutti quanti
      troppo rigidi Sono di opinione opposta. I problemi con XML nascono perché si tratta di un linguaggio estremamente flessibile, generale. Infatti mi da la possibilità di fare quello che voglio fintanto che il documento è ben formato. Vuoi l'interoperabilità? devi condividere forme e significati, quindi sono necessari cose come XML schema.
      troppo prolissi
      tutto questo per cosa ?
      l'interoperabilità fra applicativi distribuiti.
      CORBA è finito nel dimenticatoio perchè overkill
      la stessa fina la faranno tutti questi linguaggi
      dichiarativi.
      Un esempio lampante sono i Web Services snobbati
      dalla maggioranza della popolazioneWeb Services è un concetto non l'implementazione del concetto. Uno può utilizzare un'architettura REST senza necessariamente stare ad impazzire con WSDL e SOAP... rinunciando alla totale interoperabilità che su servizi complessi è un po' un'utopia
      Altro mega flop in the way sarà XUL (gia flop ) e
      XAML di
      Microsoft.
      L'HTML era un buon compromesso perchè non cacava
      il cazzo con dtd xslt namespaces sgrillettanti e
      pippe a
      ruota.Ed infatti andava bene per fare pagine web quando l'Internet era nata da poco. Ora c'è bisogno di più e quindi di strumenti più sofisticati.Alessandrowww.thinkpragmatic.net
      • jqjo scrive:
        Re: Tutta colpa dell'xml
        anche io penso che l'xml non sia la madre di tutte le disgrazie anzi: prova a far tarnsitare dati tra applicazioni diverse senza xml e poi ne riparliamo. a mio parere bisogna ricordarsi che certe cose non sono appannaggio di tutti e non dovrebbero esserlo, se vuoi fare il medico devi farti il culo per anni, se vuoi fare il programmatore lo stesso, visto che parli male del xml prova a farne a meno tu. mi sembra che nessuno ti costringa ad usarlo. per la cronaca non hai citato yaml che si usa per mappare i database su Rails.riguardo a questi fantomatici flop prova a vedere quanti linguaggi di programmazione esistono e quanti invece se ne usano... e poi riguardati un po' la storia di javascriptche per anni è sembrato un flop, chiediti un po' perchè dopo quasi 20 anni è tornato di moda l'object oriented e smettila di fare il sapiente.insomma se proprio devi lamentarti e basta fa a meno perchè ripeto nessuno ti costringe a seguire questi standard, e se invece lo fai per lavoro puoi sempre cambiarlo.
  • Cavallo GolOso scrive:
    Re: Per l'autore.
    - Scritto da:
    Scusi, ma non ho capito una mazza.
    Pur apprezzando il suo sforzo intellettuale,
    forse un po' di semplicita' espositiva in piu'
    non avrebbe guastato
    l'impatto.[...]
    Esporre in modo semplice i concetti e'
    dimostrazione di intelligenza brillante ,su questo concorda niente meno che Umberto Galimberti, il filosofo.Eppure, mentre espone questo stesso concetto, non vi si attiene! ^___^
    "accrocchiarsi" dietro a frasi strutturalmente
    criptiche ha un vago sapore di inutile snobismo,
    specialmente se si scrive per una rivista come
    questa, con un pubblico variegato e
    trasversale.Non sarei così duro nell'accusa, ma devo concordare :-/
  • Anonimo scrive:
    fino ad un certo punto capisco...
    ... poi non capisco più un cazzo. :(
  • Anonimo scrive:
    Re: Per l'autore.
    - Scritto da:
    Scusi, ma non ho capito una mazza.Leggiti il resto del forum forse ci capisci di piu'. In alternativa studia un po'.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per l'autore.
      - Scritto da:

      - Scritto da:

      Scusi, ma non ho capito una mazza.

      Leggiti il resto del forum forse ci capisci di
      piu'. In alternativa studia un
      po'.Di sicuro con la tua spocchia non ispiri a studiare: sei anche tu uno di quei parolai da meeting aziendale fresco di laurea in scienza della comunicazione?
    • Cavallo GolOso scrive:
      Re: Per l'autore.
      - Scritto da:

      - Scritto da:

      Scusi, ma non ho capito una mazza.

      Leggiti il resto del forum forse ci capisci di
      piu'. In alternativa studia un
      po'.Studiare non farà mai male... ma in un giornale il cui pubblico ci si aspetta essere il più diverso... non è normale richiedere studi in semantica, linguistica o scienza della comunicazione (o quel che é!) al pubblico.Evviva la complessità, ma anche riuscire a spiegarsi.So che è difficile. Non accuso nessuno: però è web: se si volesse, domani questo articolo potrebbe essere più chiaro.
  • Anonimo scrive:
    Mi sembra un discorso ridicolo...
    Come dire: inutile inventare nuovi e più potenti standard, meglio continuare a fare modifiche a quelli esistenti... che alla fine diventeranno più complessi di quelli nuovi!Le ontologie del web semantico non sono necessariamente imposte dell'alto, non più di quanto viene fatto con i microformat, quindi tutto il discorso secondo me non sta in piedi: solo paura di fare un grosso passo avanti?
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sembra un discorso ridicolo...

      Le ontologie del web semantico non sono
      necessariamente imposte dell'alto, non più di
      quanto viene fatto con i microformat, quindi
      tutto il discorso secondo me non sta in piedi:
      solo paura di fare un grosso passo
      avanti?A me non sembra che ci sia paura di qualsiasi genere pero' mi pare chiaro che si punti troppo in alto quando forse c'è già da prendere molto accontentandosi di quello che arriva dal basso
    • Anonimo scrive:
      Re: Mi sembra un discorso ridicolo...
      - Scritto da:
      Come dire: inutile inventare nuovi e più potenti
      standard, meglio continuare a fare modifiche a
      quelli esistenti... che alla fine diventeranno
      più complessi di quelli
      nuovi!i progetti semantici sono tutti finiti nel dimenticatoioun motivo di base ci sarà o no ?non sono utili e aggiungono soltanto un grosso mal di testa nel leggere le triplette RDF per non parlare dei parser XML
  • Anonimo scrive:
    "Pretendere che si affermino...
    ...degli standard complessi è un obiettivo pretenzioso" :s
    • Anonimo scrive:
      Re: "Pretendere che si affermino...
      ma infatti. ma quale obiettivo pretenzioso. allora anche l'html era un obiettivo pretenzioso, eppure è qui. usare standard rigidi e complessi significa permettere a chiunque di interagire alla stessa maniera, senza inventare soluzioni ad hoc che valgono solo nello specifico contesto ad hoc. direi che più che fare propaganda anti-standard si dovrebbe fare l'esatto contrario. non dimentichiamo: il web semantico con il relativo standard maggiore (owl) è sì complicato, ma è altrettanto espressivo ;)Mauro.
      • hronir scrive:
        Re: "Pretendere che si affermino...
        Secondo me il punto non e' la rigidezza degli standard (ricorda cmq che l'html non era affatto rigido, perche' il browser era capace di visualizzare pagine che contenessero tag a lui ignoti e, anzi, in linea di principio permetteva proprio la possibilita' di definirne di nuovi, di tag, etc etc...).Il punto e' la complessita' che si pretende di far calare dall'alto, plasmando sin dall'inizio gli standard del web semantico su queste complessita'.La storia del web invece dimostra proprio il contrario, che la complessita' "nasce da sola" a partire da standard molto semplici.Del resto decidere degli standard complessi sin dall'inizio significa cristallizzare (pietrificare) quel che si intende far nascere. Mentre il punto cruciale del semantic-web e' proprio quello di riuscire a gestire un mondo intrinsecamente complesso e fluido...
        • Anonimo scrive:
          Re: "Pretendere che si affermino...

          Mentre il punto cruciale del semantic-web e'
          proprio quello di riuscire a gestire un mondo
          intrinsecamente complesso e
          fluido...Quoto tutto e completamente, o viene dal basso o non funziona e questo ormai è abbastanza assodato
      • Anonimo scrive:
        Re: "Pretendere che si affermino...

        qui. usare standard rigidi e complessi
        significa permettere a chiunque di interagire
        alla stessa maniera, senza inventare soluzioni ad
        hoc Sì ma poi non lo fanno, tieni conto, basta che guardi i tag come li usano
    • Anonimo scrive:
      Re: "Pretendere che si affermino...
      Ormai sul web troviamo molti "publisher" non professionisti, per cui è un'utopia pensare che la gente che crea le proprie pagine con Word e/o Front Page e che non conosce nemmeno la tecnologia HTML (giustamente poichè non fa parte del proprio mestiere), si metta a studiare l'intera gerarchia delle tag per favorire la strutturazione semantica della rete.Per i professionisti IT invece è un altro discorso ed è auspicabile, ma comunque sia mancherebbe la classificazione dei contenuti prodotti "dai non addetti ai lavori" e una grossa parte dei contenuti immessi in rete non sarebbe strutturata.Il problema sollevato dal ricercatore di Yahoo non è affatto banale.IMHO
      • citrullo scrive:
        Re: "Pretendere che si affermino...
        - Scritto da:
        Ormai sul web troviamo molti "publisher" non
        professionisti, per cui è un'utopia pensare che
        la gente che crea le proprie pagine con Word e/o
        Front Page e che non conosce nemmeno la
        tecnologia HTML (giustamente poichè non fa parte
        del proprio mestiere), si metta a studiare
        l'intera gerarchia delle tag per favorire la
        strutturazione semantica della
        rete.
        Per i professionisti IT invece è un altro
        discorso ed è auspicabile, ma comunque sia
        mancherebbe la classificazione dei contenuti
        prodotti "dai non addetti ai lavori" e una grossa
        parte dei contenuti immessi in rete non sarebbe
        strutturata.
        Il problema sollevato dal ricercatore di Yahoo
        non è affatto
        banale.
        IMHONel caso di Word e Frontpage il problema sono le applicazioni fatte da cani che generano codice orripilante e complesso. Ci ho dovuto combattere per un recente lavoro. Se ci fossero e venissero rispettati i vari standard dalle applicazioni, i "publisher" si potrebbero sbizzarrire sicuri che tutti avrebbero la corretta visione delle loro "creazioni".Del resto la gente comune usa applicazioni, mica scrive il codice mano.
    • Alessandro scrive:
      Re: "Pretendere che si affermino...
      - Scritto da:
      ...degli standard complessi è un obiettivo
      pretenzioso"

      :sQui è sbagliato anche l'italiano... ;-)
  • reXistenZ scrive:
    Re: Per l'autore.

    Scusi, ma non ho capito una mazza.Confesso di non avere capito nulla anch'io del contenuto dell'articolo.Chiedo a qualcuno più perspicace di me la cortesia, se possibile, di scrivere qualche riga di spiegazione di modo da poter ritentare la lettura dell'articolo con maggiore successo.Grazie.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per l'autore.
      - Scritto da: reXistenZ

      Scusi, ma non ho capito una mazza.

      Confesso di non avere capito nulla anch'io del
      contenuto
      dell'articolo.
      Chiedo a qualcuno più perspicace di me la
      cortesia, se possibile, di scrivere qualche riga
      di spiegazione di modo da poter ritentare la
      lettura dell'articolo con maggiore
      successo.
      Grazie.il succo è che gli standard globali per il web semantico stanno cadendo uno ad uno, mentre compaiono e si affermano soluzioni ad hoc creati da portali grossi....questo ovviamente vuol dire che ci saranno 10.000 standard per fare le stesse cose il che renderà impossibile per un software supportarli tutti e quindi addio al web in cui le macchine navigano da sole alla ricerca di informazioni
      • Anonimo scrive:
        Re: Per l'autore.

        quindi addio al web in cui le macchine navigano
        da sole alla ricerca di
        informazioniSì questo è il succo anche se imho per le machine tag il bello ha ancora da venire
      • Cavallo GolOso scrive:
        Re: Per l'autore.
        - Scritto da:

        - Scritto da: reXistenZ


        Scusi, ma non ho capito una mazza.



        Confesso di non avere capito nulla anch'io del

        contenuto

        dell'articolo.

        Chiedo a qualcuno più perspicace di me la

        cortesia, se possibile, di scrivere qualche riga

        di spiegazione di modo da poter ritentare la

        lettura dell'articolo con maggiore

        successo.

        Grazie.

        il succo è che gli standard globali per il web
        semantico stanno cadendo uno ad uno, mentre
        compaiono e si affermano soluzioni ad hoc creati
        da portali
        grossi....

        questo ovviamente vuol dire che ci saranno 10.000
        standard per fare le stesse cose il che renderà
        impossibile per un software supportarli tutti e
        quindi addio al web in cui le macchine navigano
        da sole alla ricerca di
        informazioniquello che ho capito io è che la gente tagga come gli pare, ottenendo ottimi risultati; questo non funziona invece per le applicazioni che si aspetterebbero, per raggiungere buoni risultati, il rispetto di determinate regole.Regole delle quali agli utenti non importa assolutamente niente.Se ho capito correttamente, l'autore ci dice che tra chi è "più avanti" e sta seguendo la strada giusta, il trucco è il ricondurre, l'aggregazione in macro categorie ... queste ultime gestite dalle applicazioniSemplificato... ma forse si poteva semplificare il discorso.Anche se mi rendo conto che la complessità di pensiero si traduce in complessità di linguaggio.E nonostante questo io credo che si poteva stare meno nel settoriale e farsi capire, complessità compresa.
  • Anonimo scrive:
    Diamole una botta...
    A 'sta Bottà. Gaiamente, lol.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diamole una botta...
      Pero' dai come esercizio di stile fa la sua bella figuretta (letto raramente qualcosa di piu' incomprensibile).Perfetta la tua sdrammatizzazione.
  • hronir scrive:
    web semantico come Grid?
    Avevo espresso considerazioni analoghe qualche settimana fa a proposito di grid:http://hronir.blogspot.com/2007/05/sylvie-linternet-delle-cose-e-la-grid.htmlIn particolare trovo centrale il discorso su una costruzione dal basso e a partire da elementi molto semplici...
    • Anonimo scrive:
      Re: web semantico come Grid?
      esistono ontologie di dominio, dall'alto, ed ontologie applicative, "dal basso". quindi non vedo dove sia il problema nel costruire ontologie dal basso MA rispettando gli standard.
      • hronir scrive:
        Re: web semantico come Grid?

        quindi non vedo dove sia il problema
        nel costruire ontologie dal basso
        MA rispettando gli standard. Ma non credo fossero gli standard, il punto criticato. Credo si mettesse in discussione la creazione di standard *complessi* (e, come dicevi, decisi "a priori"...)
Chiudi i commenti