Meta permetterà agli sviluppatori esterni di creare applicazioni per i Meta Ray-Ban Display, gli occhiali con display integrato presentati lo scorso autunno. Le app potranno sfruttare sia il piccolo schermo incorporato nella lente sia la Neural Band, il controller indossabile pensato per interagire con il dispositivo. È una novità che molti appassionati aspettavano da mesi.
App, giochi e ricette sugli occhiali Meta Ray-Ban Display: cosa cambia
La piattaforma supporterà applicazioni già collegate a companion app su iOS o Android e sarà compatibile anche con le web app. Gli sviluppatori non dovranno ricostruire tutto da zero, potranno adattare agli occhiali parti delle esperienze già esistenti su smartphone e browser.
Il display, va detto, non è quello immersivo dei visori di realtà aumentata. Ha un campo visivo di venti gradi, cioè un rettangolo discreto che galleggia nell’angolo del campo visivo come una nota su un foglio sul vetro. Meta ha chiarito quale tipo di esperienze considera più adatte a questo formato: sovrapposizioni informative, dati in tempo reale, micro-applicazioni da consultare al volo senza estrarre il telefono.
Andrew Bosworth, CTO della società, ha condiviso un video con uno dei primi esempi sviluppati: si chiama Darkroom Buddy ed è una guida interattiva per lo sviluppo della pellicola fotografica, pensata come riferimento da sbirciare mentre si lavora con le mani sporche e con la luce rossa accesa. Un caso d’uso preciso, che racconta bene la filosofia del dispositivo, ovvero non sostituire il telefono, ma offrire informazioni puntuali quando avere le mani libere fa la differenza.
Streaming, dati live e qualche videogioco
Meta ha immaginato anche altri territori di sperimentazione, come lo streaming di contenuti multimediali, la visualizzazioni in tempo reale di punteggi e aggiornamenti di stato, e una nuova categoria che l’azienda chiama micro-app. Si parla anche di minigiochi. Nel video diffuso compaiono titoli classicissimi adattati al formato del display: una versione di Snake, uno spaccamattoni in stile arcade anni Ottanta, una scacchiera. Il dispositivo già includeva un puzzle game prodotto da Meta.
Meta ha annunciato il supporto agli sviluppatori esterni anche per i suoi occhiali smart senza display già lo scorso anno, e la maggior parte di quelle applicazioni non si è ancora vista. Il tempo del marketing e il tempo dello sviluppo software hanno orologi diversi…
Un altro punto da tenere d’occhio è la batteria. Le applicazioni che usano in modo intensivo il display tendono a prosciugare l’autonomia degli occhiali piuttosto in fretta.
Il Connect alle porte e i nuovi occhiali in arrivo
Meta ha appena fissato le date del prossimo Connect, l’evento dove l’azienda mostra i suoi piani sui dispositivi indossabili e sulla realtà mista. Mark Zuckerberg ha già lasciato intendere che potrebbe arrivare una nuova versione dei Ray-Ban Display, e tutto lascia pensare a un calendario in cui l’apertura agli sviluppatori serve anche a preparare il terreno per un hardware aggiornato.
Per chi possiede già il modello attuale, intanto, alcune novità sono già disponibili. La scrittura neurale, che permette di rispondere ai messaggi tracciando le lettere con le dita nello spazio, è ora estesa a tutti gli utenti. C’è poi la registrazione del display, che consente di catturare ciò che appare sulla lente affiancandolo alla visuale reale dell’utente.
Infine, i sottotitoli in tempo reale durante le chiamate effettuate con Messenger, WhatsApp e Instagram. Un’aggiunta che ha un valore di accessibilità non banale e che porta gli occhiali smart un passo più vicino a quella categoria di strumenti che semplificano la vita a chi ha difficoltà uditive, oltre a tornare comodi in qualsiasi ambiente troppo rumoroso per sentire bene la voce dall’altra parte.