Wireless Libero? Magari

di Marco A. Calamari - La solita storia all'italiana, prima si subisce la negazione di un diritto, quello al Wi-Fi, e poi si applaude quando viene in parte restituito. Il Ministro Landolfi dimentica il Wi-fi vero, quello dei cittadini
di Marco A. Calamari - La solita storia all'italiana, prima si subisce la negazione di un diritto, quello al Wi-Fi, e poi si applaude quando viene in parte restituito. Il Ministro Landolfi dimentica il Wi-fi vero, quello dei cittadini


Roma – Giovedì ho letto su Punto Informatico una notizia che pareva molto buona. “Il ministro delle Comunicazioni Mario Landolfi ha presentato un decreto che supera gli ostacoli posti da quello del 2003, firmato del predecessore Maurizio Gasparri, alla diffusione in tutto il paese del Wi-Fi e delle tecnologie broad band wireless.” Ma non è tutto oro quello che riluce.

Una attenta lettura del testo, peraltro di difficile interpretazione, essendo una modifica del decreto precedente, fa svanire quasi tutto l’entusiasmo. Infatti la liberalizzazione di cui si parla, cosa peraltro assolutamente positiva, è quella dell’utilizzo delle tecnologia wireless da parte dei provider di servizi di comunicazione. Per intenderci, ISP e simili. Quindi gli ISP potranno fornire servizi wireless con sostanzialmente le stesse regole con cui già forniscono quelli wired. Molto bene! Ma i normali cittadini? Le associazioni? Tutti gli altri?

Ebbene, nulla è cambiato, e tutti gli usi di tecnologie wireless al di fuori di spazi privati o che comunque attraversino spazi pubblici sono vietati. Spero che un lettore più profondo di me mi possa smentire, ma ne dubito. Quindi niente reti civiche. Niente reti spontanee . Nessuna rete mesh come New York Wireless , dove i possessori di linee ADSL condividono la banda fornendo accesso libero a chiunque in piena sicurezza (grazie a Linux Pebble ).

Wireless libero? Solo per la lobby degli ISP che ha agito ottenendo la legittima soddisfazione delle loro giuste richieste (nessuna polemica per carità). Per il privato cittadino invece si ripete la situazione della banda cittadina, del 27 MHz e dei baracchini, che solo i vecchietti come me possono ricordare. Lo Stato, nel suddividere una risorsa naturale, libera e gratuita come lo spettro radio, pensa a se stesso, ai militari, all’industria, ed alle imprese. I cittadini in quanto tali non vengono nemmeno presi in considerazione .

In altri paesi, a cominciare dagli Stati Uniti, gli spazi per i cittadini sono invece quasi sempre rispettati, come appunto nel caso del Wireless.

Possibile che a tutti gli italiani vada bene così?

Marco Calamari

I precedenti interventi di M.C. sono disponibili qui

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06 10 2005
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