Gli scienziati stanno realizzando un cemento prodotto con escrementi umani che, secondo i test, sarebbe più resistente del 42% rispetto a quello “generico”. Lo studio, ancora soggetto a modifiche, è attualmente pubblicato in anteprima su Scientific Reports. Ovviamente, l’obiettivo è fornire un accesso più rapido alla ricerca peer-reviewed e accettata.
“Questa ricerca esplora le potenzialità del biochar derivato dai fanghi fecali raccolti negli impianti di trattamento dei fanghi fecali (FSTP) mediante la sostituzione parziale del cemento utilizzato nelle applicazioni del calcestruzzo“, si legge nello studio. “Questi impianti raccolgono, trattano e gestiscono i rifiuti umani provenienti da fosse settiche e sistemi fognari“.
I ricercatori si stanno concentrando sulla determinazione del dosaggio ottimale di biochar da applicare per poter migliorare le proprietà meccaniche, la durabilità e le modifiche microstrutturali del calcestruzzo attualmente disponibile. In altre parole, quanti escrementi umani rendono più resistente il cemento.
L’attività pozzolanica del biochar è stata valutata attraverso l’indice di attività di resistenza, mentre parametri come il ritiro, la resistenza a compressione, la resistenza a flessione, l’assorbimento d’acqua e la porosità sono stati misurati per valutarne l’impatto sulle prestazioni del calcestruzzo.
La percentuale di escrementi umani necessaria per rendere più resistente il cemento
Quanti escrementi umani sono necessari per rendere più resistente il cemento? Gli scienziati hanno spiegato: “I risultati indicano che l’incorporazione di biochar a dosaggi specifici, pari al 5% e al 10% di sostituzione, produce miglioramenti significativi nelle proprietà del calcestruzzo“.
“Dopo un periodo di stagionatura di 91 giorni, il calcestruzzo con una sostituzione del 10% di biochar ha mostrato un aumento del 21% della resistenza a compressione e un aumento del 42% della resistenza a flessione, evidenziando il contributo del biochar alle prestazioni meccaniche“, hanno precisato i ricercatori.
Dopo 120 giorni, il ritiro da essiccazione osservato in una miscela di malta con il 10% di biochar è risultato simile a quello della malta di cemento Portland ordinario (OPC), indicando il potenziale del biochar nel mantenere la stabilità dimensionale per periodi prolungati.
Usare escrementi umani, secondo quanto riportato nello studio, contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente riducendo potenzialmente il rilascio di sostanze nocive perché è stata riportata una riduzione della concentrazione di metalli pesanti nei campioni di cemento dovuta all’aumento del contenuto di biochar.