Cercasi cavie per la pubblicità online

Tra 10 giorni i primi 10mila utenti di British Telecom si trasformeranno in cavie: gli ISP potranno così capire se l'utente accetterà che la propria navigazione venga monitorata in cambio di pubblicità più vicine ai propri interessi

Roma – È partito il countdown. Il chiacchieratissimo sistema di tracking delle navigazioni degli utenti, il grande occhio commerciale che i principali provider britannici intendono aprire sulle abitudini dei propri abbonati, la vetta più significativa del nuovo marketing sta per vedere la luce. Entro dieci giorni i primi 10mila abbonati di British Telecom diventeranno ufficialmente cavie pubblicitarie , la cui navigazione sarà costellata di spot ritagliati sui loro gusti e monetizzata dal colosso delle TLC britannico.

Phorm , questo il nome del giochino già noto ai lettori di Punto Informatico , dilagherà rapidamente sulle reti della stessa BT, di Virgin Media e di Carphone Warehouse. Qualche timore sulla reazione degli utenti ad un sistema di monitoraggio delle loro navigazioni viene nutrito proprio da BT, che intende “collaudare” la reattività dei propri clienti al nuovo spy system .

Si procede dunque con il behavioural marketing , tutto basato sui comportamenti degli utenti e focalizzato sulla possibilità per i provider di intercettarne la navigazione inoculando spot personalizzati. British Telecom da metà marzo proporrà a 10mila dei propri abbonati di attivare la funzione di tracking e di vivere quella che definisce “una esperienza online più sicura, più rilevante”.

“L’invito alla partecipazione alla sperimentazione – spiega una nota di BT – verrà presentato su una pagina web speciale che apparirà quando i clienti inizieranno a navigare. A questo punto, agli abbonati verrà chiesto di scegliere se attivare BT Webwise (il nuovo sistemino, ndr.), di non prenderne parte o di saperne di più”.

avvertimento anti-phishing “Webwise”, dove “wise” sta per “saggio”, non è solo il servizio, è anche il nome del sito dedicato che prima di tutto, prima degli spot mirati, pone in evidenza il fattore sicurezza . Secondo BT, infatti, l’adozione del sistemino Phorm consentirà ai propri abbonati di accedere ad una “protezione automatica” contro le frodi online, una sorta di anti-phising integrato alla navigazione e servito non più dal browser, come accade ormai per tutti i maggiori software di navigazione, ma a monte, direttamente dal provider.

Il filtro Webwise, inoltre, spiega BT, “personalizza l’advertising che viene visualizzato sui siti partner, pubblicità che viene associata ai vostri interessi. Ad esempio, se si cerca un viaggio per un fine settimana a Parigi, o si visitano pagine web relative a Parigi, BT WebWise contribuirà a fornire informazioni rilevanti per il viaggio o per il pernottamento. Non si vedranno più pubblicità di quanto accada normalmente, ma pubblicità più rilevante”.

Nel nome della rilevanza , dunque, accusano i sostenitori della privacy, si venderanno le abitudini dei consumatori. Ma sono accuse che BT respinge, perché chi parteciperà alla sperimentazione potrà in qualsiasi momento sospendere il tracking, ovvero impedire che il sistemone rilevi le proprie navigazioni. Inoltre, tutta la raccolta di dati sul browsing sarebbe anonimizzata e non consentirebbe a chicchessia di associare dall’esterno il nome di un abbonato e i suoi interessi o i siti web visitati. “BT WebWise – assicura il sito – non registrerà mai alcun dettaglio che possa identificare l’utente. Assegna infatti un numero unico, generato a caso, ad un cookie archiviato sul computer dell’utente per garantire l’anonimato. Questo cookie associa le attività di browsing alle categorie pubblicitarie, che vengono utilizzate per presentare gli spot più rilevanti per i propri interessi”.

A dar manforte a BT arriva naturalmente proprio Phorm.com , la società che ha concepito e iniziato a tradurre in realtà questo advertising a monte del web . Il suo vicepresidente, Marc Burgess, ha voluto sottolineare che il sistema di protezione della privacy messo in atto dall’azienda “è stato certificato da Ernst&Young, hanno testato il nostro sistema e visto che fa quello che diciamo. Anche Privacy International ha fatto un primo esame, e faranno dei test sporadici. Abbiamo anche parlato col Garante per la privacy. E tutti i gruppi che si battono a favore della privacy negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Europa sono rimasti impressionati dal nostro approccio”.

Né Phorm né BT ammettono nulla, invece, su quello che da più parti viene citato come un incidente accaduto durante sperimentazioni segrete del servizio nei mesi scorsi. In particolare il Guardian linka una intrigante discussione online dello scorso luglio dalla quale emergevano indizi tutt’altro che rassicuranti sui sistemi di controllo della navigazione, indizi che peraltro gli utenti collegavano con assoluta certezza proprio all’impiego del sistema Phorm.

Ma non è tutto qui. Ci sono esperti, come Peter Sommer della London School of Economics , che ritengono che una volta implementato su larga scala, ossia al di fuori di una sperimentazione con il consenso dell’utente, il servizio possa diventare illegale. L’unico modo perché ciò non avvenga sarebbe ottenere dall’utente ogni volta il consenso informato sulle attività in corso.

British Telecom prevede, come accennato, la possibilità di eseguire l’ opt-out dal servizio, ossia disattivarlo a piacere, ma Phorm ammette che anche con l’opt-out i siti visitati vengono in ogni caso registrati: quello che viene fermato è l’associazione dei siti visti con le categorie pubblicitarie e dunque con gli spot presentati al cliente. Ciò che renderebbe il servizio inattaccabile sarebbe l’integrazione di un sistema diverso, basato sull’ opt-in , ossia sull’adesione volontaria e specifica da parte dell’utente.

Forse anche per queste incertezze, o più probabilmente per attendere una prima verifica sulla fattibilità del progettone, gli altri provider come Virgin Media sembrano dimostrare più prudenza: hanno fatto sapere di essere interessati, ma hanno anche specificato di essere molto lontani dal poter implementare il servizio. BT, dunque, dovrà fare da apripista e verificare fino a che punto l’utente accetti questa formula di monitoraggio: se le cose andranno lisce, presto BT potrà stringere accordi bilaterali con una quantità di siti e servizi Internet, partner commerciali che in cambio di una commissione accetteranno di diventare piattaforme di lancio per gli spot comportamentali .

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  • Marco Sgnaolin scrive:
    Vai amd
    Siamo tutti con te :)
    • rockroll scrive:
      Re: Vai amd
      Finalmente AMD si mette in grado di impensierire Intel. D'altro canto, se ha IBM alle spalle...
      • lroby scrive:
        Re: Vai amd
        - Scritto da: rockroll
        Finalmente AMD si mette in grado di impensierire
        Intel. D'altro canto, se ha IBM alle
        spalle...Credo che ormai Intel abbia troppo vantaggio davanti alla Amd,ma come la storia ha + volte dimostrato, i sorpassi possono sempre accadere..vedremo ;)LROBY
        • den2k scrive:
          Re: Vai amd
          CREDO che siano scelte di mercato diverse, io vedo AMD un po' più "pianificatrice" rispetto a Intel, e più orientata a sviluppare l'architettura logica interna ille CPU che a pompare il clock, al contrario di Intel... sono convinto che alle frequenze raggiunte da Intel gli AMD sarebbero più veloci, perchè sono sviluppati meglio come logica IMHO:
          • anonimo scrive:
            Re: Vai amd
            non dimentichiamoci che gli AMD sono delle macchine RISC con un "convertitore" di istruzioni CISC in RISC: questo permette di avere un core piu' lento ma con prestazioni che eguagliano le cpu di riferimento di intel.
          • Bastard Inside scrive:
            Re: Vai amd
            - Scritto da: anonimo
            non dimentichiamoci che gli AMD sono delle
            macchine RISC con un "convertitore" di istruzioni
            CISC in RISC: questo permette di avere un core
            piu' lento ma con prestazioni che eguagliano le
            cpu di riferimento di
            intel.C'è una cosa che potrebbe tornare a vantaggio di AMD in futuro: AMD, IBM, Toshiba, TI e UMC iniziano a usare la litografia a immersione già per il processo a 45nm, mentre intel lo farà a partire dal processo a 32nm, quindi la parte di ritardo accumulata da aMD ascrivibile a questa nuova tecnologia potrebbe a sua volta affliggere intel in questo delicato passaggio che per quest'ultima avverrà passando dai 45nm ai 32nm.
          • Vongola di Piltdown scrive:
            Re: Vai amd
            Non dimentichiamo anche che quasi certamente il grande balzo compiuto da intel passando dai P4 ai Core Duo e Core 2 Duo non è estraneo all'acquisizione di tecnologie del defunto Alpha, che infine intel sarà riuscita in parte ad adattare alle sue architetture: però il cassetto dei progetti di alpha al momento dell'abbandono si spingeva al più ad abbozzare vagamente le tecnologie per il 2010 e più in concreto a progetti per diversi anni prima, l'ultima vera evoluzione di Alpha praticamente pronta e ritirata prima del lancio (escludendo il ritirato EV79, ultima irrealizzata evoluzione di EV7) fu l'EV8, prevista per il 2003 e mai commercializzata, quindi qualsiasi apporto intel possa aver avuto da quelle tecnologie adattandole agli x86 e Itanium andrà a breve ad esaurire il proprio potenziale innovativo rispetto ai concorrenti, che come intel in passato saranno stati, escluso Power di IBM, anni indietro rispetto ad Alpha, ma dalla sua "morte" non se ne sono stati certo con le mani in mano.Per dare un idea, il primo Athlon, che nel '99 fece il clamoroso sorpasso ai danni di intel, era un progetto guidato da un ingegnere del team che aveva sviluppato Alpha alla DEC e Athlon stesso utilizzava su licenza tecnologia EV6, la versione di Alpha del '98: grazie anche a queste due cose (il primo grande impulso prestazionale, però, dal punto di vista architetturale AMD lo ebbe al tempo del k6 con l'acquisizione di NexGen, mentre prima Motorola, poi sempre di più IBM hanno fornito collaborazione preziosa per il processo produttivo, va riconosciuto), Athlon riusci a superare il Pentium 4 per ben 6 anni.
          • Paolo Sabatino scrive:
            Re: Vai amd
            Da quanto ne so io, le architetture Core e Core Duo di intel sono il frutto di un lavoro interno degli ingegneri del centro di ricerca in Israele. Non mi risultano acquisizioni da parte di Intel, o forse me ne dimentico. Hai una fonte che confermi l'acquisizione di Alpha?Per quanto riguarda il primo athlon, quello che viene da Alpha è solo il bus, che è stato il primo a sfruttare il doppio fronte per la trasmissione dati in ambito desktop (DDR, per gli amici).Infine tutti i processori dal Pentium Pro in poi hanno un core Risc, ma accettano codice CISC che viene poi convertito in una o più microistruzioni RISC per essere mandato in esecuzione.
          • Vongola di Piltdown scrive:
            Re: Vai amd
            - Scritto da: Paolo Sabatino
            Da quanto ne so io, le architetture Core e Core
            Duo di intel sono il frutto di un lavoro interno
            degli ingegneri del centro di ricerca in Israele.
            Non mi risultano acquisizioni da parte di Intel,
            o forse me ne dimentico. Hai una fonte che
            confermi l'acquisizione di
            Alpha?http://en.wikipedia.org/wiki/DEC_Alpha

            Per quanto riguarda il primo athlon, quello che
            viene da Alpha è solo il bus, che è stato il
            primo a sfruttare il doppio fronte per la
            trasmissione dati in ambito desktop (DDR, per gli
            amici).

            Infine tutti i processori dal Pentium Pro in poi
            hanno un core Risc, ma accettano codice CISC che
            viene poi convertito in una o più microistruzioni
            RISC per essere mandato in
            esecuzione.Occhio che questo non vale per il Pentium 4, che usava l'architettura NetBurst differente e molto meno efficiente, se non per il marketing, sia della precedente che della successiva, mentre Core, almeno in parte riesuma la vecchia architettura dei Pentium M, Petium III, insomma riconducibile a Pentium Pro e quindi, sì, con tecnologie RISC.Sul fatto che le tecnologie Alpha siano finite nei progetti intel successivi ad Itanium 2 e Pentium 4 mi baso sul buon senso, dubito fortemente che intel le abbia acquistate per dimenticarle in un cassetto.Quando Intel ha convinto Compaq ad abbandonare Alpha, con un bluff clamoroso che aveva convinto i manager Compaq (quello stesso anno fagocitata poi da HP) che Itanium avrebbe stracciato Alpha, ha acquistato in blocco la proprietà intellettuale del progetto defunto. Per farne cosa? Il primo Itanium, un fiasco clamoroso, era basato su idee intel e altre tecnologie fornite da HP, basate sul suo PA-Risc, Itanium 2, rilasciato nel 2002 è anch'esso basato su PA-Risc e ovviamente non può contenere parti di alpha, l'acquisizione era troppo recente, anche il Pentium 4 per motivi cronologici non può contenere idee prese da Alpha, è abbastanza ovvio che quello che di Alpha poteva essere adattato ad altre architetture non sia stato gettato via e sia finito in progetti successivi.Un ultimo ragionamento.Athlon, sappiamo che AMD non se l'è visto piovere dal cielo, ci ha messo del suo certamente, le esperienze passate sul RISC di AMD erano senz'altro più soddisfacenti del disastroso i860 di intel, però sappiamo anche, come ho già scritto, che il grande balzo di Athlon è stato consentito anche da collaborazioni, acquisizioni, fusioni, assunzioni di personaggi chiave provenienti da progetti molto più avanzati di quanto AMD stesse facendo prima del k6 e dell'Athlon (il k5 non poteva avere altre ambizioni che la fascia bassa, il k6 era già migliore, col k6-II e k6-III AMD iniziò davvero a ridurre le distanze dalla fascia alta intel, con Athlon avvenne il sorpasso, ma le cose sono chiare, non c'è niente di piovuto dal cielo).E se passiamo ad esaminare Core e Core 2 dovremmo invece credere che di punto in bianco intel ha fatto un analogo balzo in avanti senza un minimo di rinnovamento delle idee su cui s'era infognata col Pentium 4? Anche se intel è grande il triplo di AMD, il fatto che per oltre 6 anni si sia ostinata a costruire una specie di stufa e poi di punto in bianco abbia avuto un miglioramento drastico dà da pensare.Core è sì un ritorno ai vecchi PIII per certi aspetti, ma è ovvio che non è solo quello.
    • battagliacom scrive:
      Re: Vai amd
      MI sembra di aver letto su TOM HW che forse IBM potrebbe acquisire AMD, cosi da poter rientrare nel mercato consumer e poter fronteggiare Intel, c'era anche la possibilità di essere aquisita da NVidia ma non aveva abbastanza reddito.Voi che ne pensate?
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