Cerf: postumani? Sì ok, ora calma e gesso

La bionica è un'opportunità sempre più a portata di mano e l'uomo non deve temerla. Se gli innesti tra uomo e macchina possono funzionare sul piano medico, non è detto che le tecnologie si possano fondere con la mente umana
La bionica è un'opportunità sempre più a portata di mano e l'uomo non deve temerla. Se gli innesti tra uomo e macchina possono funzionare sul piano medico, non è detto che le tecnologie si possano fondere con la mente umana

Brisbane (Australia) – Per il futuro dell’uomo si configura la possibilità di fondere il proprio corpo con le macchine. Lo prospetta Vint Cerf, uno dei padri della Rete e attuale “evangelista di Internet” per Google, nel corso di una conferenza documentata da The Age , che si è svolta presso l’ Hear and Say Centre di Brisbane, un istituto che opera per restituire a bambini non udenti e ipoudenti la possibilità di comunicare. E di udire, attraverso impianti che hanno del postumano .

Nel futuro, di pari passo con gli sviluppi della bionica, si potrà fruire di sensi amplificati e di abilità fisiche impensabili finora. E Cerf sostiene che non sia uno scenario da temere. Gli intrecci tra elettronica e biologia offrono una speranza ai portatori di disabilità fisiche: negli scorsi anni si discuteva di Braingate , un impianto neuro-motorio ancora in cerca di un’applicazione , piuttosto che della mano bionica , in corso di sviluppo presso un Istituto di ricerca italiano.
Ad uno stadio di affinamento più avanzato, invece, ci sono dispositivi come gli impianti cocleari per i non udenti, che raccolgono i segnali sonori dall’esterno e li trasformano in impulsi nervosi perché possano scavalcare le disabilità percettive. Impianti che, raccontava Cerf ad un magazine indiano, hanno concesso alla moglie, non udente, di riscoprire il mondo del suono dopo cinquant’anni.

il celebre evangelist “Ma dove bisogna tracciare il confine tra il colmare le disabilità e potenziare le capacità umane?” si chiede Cerf. Non esita a rispondersi: “Penso che sia una linea che non debba essere tracciata”. Non comporterebbe rischi per l’umanità un futuro in cui si possa vedere di più e meglio, in cui ci si possa spingere fino a contemplare oltre lo spettro del visibile, così come ad udire oltre l’umanamente udibile.

Cerf si dimostra invece più cauto riguardo alle tecnologie che coinvolgono l’aspetto cognitivo e decisionale dell’uomo . Cita in proposito le speculazioni sul postumanesimo di Ray Kurzweil, scienziato, futurologo e pioniere nell’ambito della scansione ottica e dei sistemi di sintesi audio, spesso pensati per gli ipovedenti. Kurzweil prefigura un futuro non troppo lontano, meno di 15 anni, in cui l’intelligenza che innerva le macchine sarà più veloce e completa dell’intelligenza umana, un futuro in cui intelligenza umana e intelligenza artificiale possano dialogare inter pares . Cerf è scettico in proposito: l’ interazione tra mente e computer sembra un’ ipotesi remota perché, se si è arrivati a comprendere come il corpo umano tratta gli stimoli esterni e trasmette segnali, ancora non è chiaro come lavori la mente.

Il futuro delineato da Cerf ha poco a che vedere con gli scenari distopici vaticinati da fisici come Hawking , da scrittori visionari come Arthur Clarke e da scienziati come Bill Joy , co-fondatore di Sun, concordi nel ritenere che, in un futuro segnato dall’autopoiesi delle macchine, gli ecosistemi biologici si contenderanno le risorse con i sistemi elettronici. Il postumanesimo, per l’uomo, è un’opportunità da cogliere. L’unico rischio? Il bionic divide : è molto probabile che le tecnologie saranno un lusso per pochi.

Gaia Bottà

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14 03 2007
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