Chi ha incastrato Bill Gates?

Un nuovo film diretto da Brian Fleming racconta quello che potrebbe accadere se William H. Gates III si trovasse in mezzo ad una lotta di classe

Park city (USA) – 2 dicembre 1999: Bill Gates viene assassinato nel bel mezzo di una donazione per beneficenza. Un evento che sconvolge il mondo intero e richiama alla memoria l’assassinio di John Kennedy. Nascono siti e iniziative per esaltare la memoria di un uomo simbolo del nostro tempo. L’assassinio pare trovare i moventi nella sempre maggiore distanza tra ricchi e poveri: uno scontro sociale alla ricerca della verità.

Questo in soldoni il soggetto di un nuovo film che tira in ballo il businessman più ricco del mondo e che tenta di avvicinare cinema e Internet per mettere in evidenza la reazione popolare che potrebbe scaturire da un episodio così clamoroso come la scomparsa improvvisa e violenta del chairman Microsoft.

La pellicola, diretta da Brian Flemming e prodotta da Brian Clark, si presenta come un documentario sull’assassinio e ne evidenzia le radici e le conseguenze. Una trovata che si serve abbondantemente della rete per la sua promozione, come descritto nella seconda parte di questo articolo.

Il film, appena lanciato negli USA, si intitola “Nothing So Strange” (Nulla di così strano) e non ha comprensibilmente ottenuto le simpatie dal suo vero (vivo e vegeto) protagonista: un portavoce di Bill Gates ha infatti dichiarato che “è decisamente deludente che un regista abbia fatto qualcosa del genere”. Difficile rimanere indifferenti, evidentemente, quando si è tirati in mezzo in modo così spregiudicato.

Secondo quanto riportato da Wired, l’idea del film è nata nello scorso novembre, quando Brian Flemming assistendo ad una conferenza sulle ultime ricerche sull’omicidio del presidente John Kennedy, si è domandato quale potrebbe essere un omicidio contemporaneo della stessa portata e chi sarebbe nel mirino.

Flemming è però andato oltre: “Mi è sembrato, vista la crescita della distanza tra ricchi e poveri, che un atto così violento potrebbe arrivare da una guerra di classe. Così pare naturale che Bill Gates possa essere il principale bersaglio. E quindi ho pensato a cosa succederebbe se accadesse dalle mie parti e la polizia locale conducesse le indagini”. L’idea di Brian Flemming, come avevamo accennato, non si è fermata alla sola pellicola ma è sbarcata su Internet dove sono stati creati una serie di siti per “ricordare l’evento”.

Brian Clark, produttore di un lungometraggio con cui spera di arrotondare le entrate 2002, ha affermato: “Fin dall’inizio di questo progetto abbiamo visto la potenzialità di raccontare le storie sul Web, così che avremmo potuto inserirle in futuri film”.

Il primo sito realizzato è il più tragicamente divertente e completo: si intitola “Bill Gates is dead” ed è raggiungibile a questo indirizzo . Qui si trovano un sacco di informazioni e un forum ricco di messaggi lasciati dai visitatori. Non poteva mancare una sezione dedicata agli oggetti sponsorizzati.

Altro sito nato “dopo l’assassinio” è quello dell’associazione “Citizens for Truth” (Cittadini per la verità) a cui è possibile accedere da questo link . Qui si trovano informazioni sull’organizzazione nata dopo la morte di Bill Gates ed altri documenti sulle attività intraprese nella ricerca della verità sull’omicidio.

Il Garcetti Report è il rapporto legale redatto dalla procura di Los Angeles sulla morte di William H Gates III. Si trova a questo indirizzo e contiene la precisa descrizione dei fatti culminati nell’assassinio del 2 dicembre 1999.

L’ultimo sito promuove un libro scritto nel 2000: “The First Shot of the Class War” (il primo colpo della guerra di classe). Un libro falso , scritto da Veronika Warren e Gerald MacAdams, acquistabile tramite il servizio di Amazon.

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  • Anonimo scrive:
    situazione italiana
    In Italia è quasi fantascienza, e quando è realizzabile bisogna sopportare la gabella delle cosidette linee pay per use.La tecnologuia multicast gia' paveentata da Interbusiness è risultata essere fino a questo momento solo una grande bolla di sapone. L'unico fornitore attualmente capace di erogare il servizio di steaming con tecnologia multicast è Infostrada.Personalmente credo che finquando non ci saranno iprsupposti per una seria e antispeculativa sperimentazione in tal senso, le aziende che vorranno utilizzare il servizio, le aziende che intendono sfruttare questo nuovo canale di business, e gli sviluppatori come il sottoscritto, dovranno come al solito accontentarsi delle scelte strategiche dei grossi fornitori di connettività.
    • Anonimo scrive:
      Re: situazione italiana
      dici ?io invece so di prospettive molto rosee nei confronti dello streming,nonostante microsoft cerchi di monopolizzarlo,però come giustamente diceva l'articolo,quando le aziende conosceranno realmente il valore aggiunto di tale servizio,lo sfrutteranno al meglio.certo, la maggior parte non ha capito pienamente neanche cos'è la rete.......
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