Chia: inizia il trading della criptovaluta green

Chia: inizia il trading della criptovaluta green

Inizia oggi il trading di Chia, la nuova criptovaluta che consuma meno dei Bitcoin, ma ci sono già conseguenze negative per il mercato dello storage.
Inizia oggi il trading di Chia, la nuova criptovaluta che consuma meno dei Bitcoin, ma ci sono già conseguenze negative per il mercato dello storage.

A partire dalle ora 19:00 italiane inizierà il trading della nuova moneta digitale creata da Bram Cohen, il noto inventore del protocollo BitTorrent. La differenza principale tra Chia e Bitcoin è rappresentata dall'algoritmo utilizzato per validare le transazioni. Per questo motivo la nuova criptovaluta viene considerata più green, ma ha già avuto conseguenze negative sulle vendite di hard disk e SSD.

Servono contadini, non minatori

La criptovaluta (XCH) è stata creata da Chia Network, azienda fondata nel 2017 da Bram Cohen che ha ricevuto diversi finanziamenti da noti venture capitalist, tra cui Andreessen Horowitz. Chia viene considerata una moneta digitale green perché non richiede l'enorme potenza di calcolo e consumi energetici di Bitcoin. Invece di hardware dedicato è sufficiente usare un software per Windows e macOS che sfrutta lo spazio libero su hard disk e SSD per generare la criptovaluta.

Invece del modello “Proof of Work” di Bitcoin, Chia utilizza una combinazione di “Proof of Space” e “Proof of Time“. Gli utenti sono chiamati contadini (non minatori) perché “seminano” lo spazio libero su hard disk e SSD, installando il software che memorizza una collezione di numeri crittografici. Questi “appezzamenti di terreno” vengono premiati con blocchi della blockchain. Un server VDF (Verifiable Delay Function), denominato “Timelord”, verifica i blocchi per consentire l'avanzamento della catena e premia l'utente con Chia.

Chia

Chia Network afferma che il “farming” è più decentralizzato del “mining”. Il sistema è inoltre più sicuro e meno “energivoro”. Purtroppo la nuova criptovaluta ha già causato diversi problemi al mercato di hard disk e SSD (simili a quelli causati da Bitcoin al mercato delle GPU). È infatti aumentata la domanda di hard disk e SSD, soprattutto nei paesi asiatici. I produttori non riescono a soddisfare le richieste e, in alcuni casi, i prezzi sono raddoppiati.

Fonte: Chia Network
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03 05 2021
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