Chiude la e-bank omosessuale

La Gay and Lesbian Internet Bank era nata nel momento d'oro della new economy puntando su un mercato di nicchia che, però, non l' ha premiata
La Gay and Lesbian Internet Bank era nata nel momento d'oro della new economy puntando su un mercato di nicchia che, però, non l' ha premiata


Pensacola (USA) – Era nata nel momento più brillante della cosiddetta nuova economia e il suo varo aveva alzato non poca polvere, attorniandola fin da subito di una importante pubblicità da parte dei media. Eppure la “Gay and Lesbian Internet Bank” non ce l’ ha fatta e deve chiudere.

La prima e unica banca internet dedicata al mondo omosessuale, e che contava di lucrare su questa caratterizzazione, ha infatti annunciato che entro tre mesi dovrà chiudere le proprie operazioni. In effetti, negli Stati Uniti questa banca è l’unica istituzione finanziaria del suo genere ma il mercato di nicchia a cui si rivolge a quanto pare è troppo ristretto per superare un periodo di congiuntura economica difficilissimo.

Il CEO, chairwoman e fondatrice della G&L Bank , Kay Griffith, ha spiegato ai reporter che nelle scorse ore sono state inviate lettere di preannuncio della chiusura a tutti i titolari di depositi presso la banca, depositi che Griffith ha spiegato “non sono a rischio”. La stessa Griffith si è detta pronta ad agevolare le operazioni di “abbandono” della banca da parte dei correntisti.

A quanto pare in 18 mesi, dal suo lancio nel settembre 1999, l’istituto di credito era riuscito a raccogliere 100 milioni di dollari in depositi, il 25 per cento dei quali da parte di aziende. Ma non è riuscita, stando a Griffith, a investire in attività produttive in modo sufficiente da garantirsi la sopravvivenza.

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14 02 2002
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