Chrome: 295 estensioni malevole, 80 milioni di utenti colpiti

Le 295 estensioni Chrome che alteravano le ricerche

Sono state installate da uno totale pari a oltre 80 milioni di utenti, direttamente dalla piattaforma Chrome Web Store gestita da Google.
Le 295 estensioni Chrome che alteravano le ricerche
Sono state installate da uno totale pari a oltre 80 milioni di utenti, direttamente dalla piattaforma Chrome Web Store gestita da Google.

Scoperte dai ricercatori di AdGuard ben 295 estensioni malevole per diverso tempo ospitate sulla piattaforma ufficiale di Chrome. Sono state installate da oltre 80 milioni di utenti. Erano state sviluppate in modo da intercettare le ricerche condotte su Google e Bing con l’obiettivo di manipolarle mostrando advertising aggiuntivo e generare così profitti.

Chrome: 295 estensioni malevole, 80 milioni di utenti

Erano distribuite su Chrome Web Store principalmente sotto forma di componenti per applicare un’immagine di sfondo personalizzata alla “Nuova scheda”. Altre si occupavano invece dell’ad-block, il blocco delle inserzioni pubblicitarie, della consultazione delle previsioni meteo e della cattura di screenshot. Ecco alcuni nomi: ScreenShot & Screen Capture Elite, Kawaii Wallpaper HD Custom New Tab, Adblocker for YouTube – Youtube Adblocker, Neon Wolf NewTab, Bulldogs Themes, Auto Replay for YouTube, Cristiano Ronaldo Wallpapers e Kobe Bryant – Black Mamba New Tab Themes HD.

Alcune delle estensioni malevole scoperte su Chrome Web Store

In seguito all’analisi condotta in collaborazione con ZDNet è emerso che il codice maligno era caricato dal dominio fly-analytics.com. Dopo la segnalazione al gruppo di Mountain View ha preso il via la loro cancellazione, evitando così che altri utenti del browser possano accidentalmente (e un po’ ingenuamente) scaricarle all’insaputa della loro reale natura.

Non è certo la prima volta che bigG si trova nella situazione di dover intervenire per porre rimedio a una situazione di questo tipo, togliendo di mezzo add-on di Chrome rivelatisi dannosi. In primavera Google ha annunciato un ennesimo giro di vite per affrontare il problema di petto, ma a quanto pare le maglie dei controlli da superare prima della pubblicazione sulla piattaforma sono ancora troppo larghe.

Fonte: AdGuard
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Pubblicato il
5 ago 2020
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