Cina, divieto di giocare con un sesso diverso

Giocare di ruolo non implica, anzi non deve implicare, il cambiamento virtuale di sesso. Che gli uomini facciano gli uomini, e che le donne si identifichino mostrando il loro faccino in webcam. Le Ultime del Popolo
Giocare di ruolo non implica, anzi non deve implicare, il cambiamento virtuale di sesso. Che gli uomini facciano gli uomini, e che le donne si identifichino mostrando il loro faccino in webcam. Le Ultime del Popolo

Aurora Technology , sussidiaria dell’iperpotenza del gaming telematico cinese Shanda Entertainment (460 milioni di utenti registrati al 2005), ha messo al bando gli account dei giocatori di sesso maschile che hanno osato impersonificare personaggi virtuali di sesso opposto .

A quanto pare, però, il divieto di cambiare sesso nelle partite online non riguarda invece le ragazze: queste ultime dovranno comunque provare la propria identità con un test… via webcam.

Il bando ha interessato gli account del MMORPG King of the World , e solleva dubbi e critiche, sia per le motivazioni che lo hanno prodotto sia per lo scetticismo circa la possibilità di implementare queste misure. C’è chi parla del possibile tentativo di mettere un freno al dilagare del cybersex , percepito dalle autorità quale problema di ordine sociale, ma c’è anche chi sottolinea la preoccupata percezione da parte delle autorità delle implicazioni culturali della variante omosessuale del suddetto sesso virtuale.

I dubbi non mancano poi su quanto, e per quanto tempo, Aurora Technology sarà disposta a perdere clientela, se il divieto le si ritorcesse contro: dopotutto, “giocare di ruolo” implica soprattutto la possibilità di essere qualcun altro – o qualcos’altro – all’interno di un mondo che esiste solo sul monitor. Negare la fondamentale libertà di scegliere il sesso del proprio personaggio non è certo una gran pubblicità per King of the World.

E che dire delle problematiche inerenti alla privacy sollevate dal controllo obbligatorio del sesso con la webcam? Al di là delle difficoltà tecniche nella gestione del test – chi verificherà, per centinaia di migliaia di volte, che davanti all’obiettivo c’è una donna? Un computer? Un impiegato preposto allo scopo? Le giocatrici potrebbero benissimo perdere interesse nell’esperienza online, se per accedervi fosse necessario passare un posto di blocco che fa differenze di sesso.

Alfonso Maruccia

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24 09 2007
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