Come gestire fiscalmente un computer

Continua il cammino di Punto Informatico e dello Studio Lopes alla scoperta degli adempimenti fiscali di un'iniziativa multimediale


Pochi giorni or sono, sulle pagine di questo giornale è apparsa una notizia nella quale si afferma che mediamente un personal computer dopo tre anni ha raggiunto il limite ultimo di utilizzo; personalmente credo che arrivare ai due anni sia già fin troppo e, penso anche che chiunque utilizzi professionalmente un pc non abbia un idea diversa dalla mia.

Quello stesso articolo continuava dicendo che la presunta vita futura di un personal computer sarà sempre più bassa, ora chiunque abbia un?attività in proprio, e non solo, si sarà trovato senz?altro almeno un volta di fronte al problema di avere un personal computer obsoleto comprato magari non più di un paio di anni prima, accantonato in qualche sgabuzzino o cantina.

Quando questo computer è stato acquistato per lo svolgimento di una qualche attività all?interno di una qualsiasi azienda sarà stato ovviamente fatturato, cioè sarà entrato a far parte delle immobilizzazioni aziendali, sarà stato registrato sul registro dei beni ammortizzabili e, quindi, una parte del costo originale sarà stato ?aggiunto? ai costi aziendali sotto forma di ammortamento.


L?ammortamento è un procedimento con il quale si ripartisce il costo originario di un determinato bene, quindi non solo di un computer ma anche di altri beni durevoli, in più esercizi contabili; per ripartire questo costo in più esercizi bisogna fare riferimento ai coefficienti (percentuali) stabiliti dal Ministero delle Finanze nel 1988, tali coefficienti per la categoria delle ?macchine elettroniche? (ebbene si! I pc sono considerati macchine elettroniche, un termine quantomeno obsoleto) è normalmente del 20% annuo; tutto questo sta a significare che un personal computer acquistato oggi lo dovrò ammortizzare in 5 (cinque) anni, se consideriamo che poi la normativa prevede che il primo anno l?aliquota sia ridotta del 50% gli anni diventano addirittura 6, un tempo più che buono per vedere nascere un paio di nuove generazioni di processori se non di più.

Quindi significa che un pc avrà una vita operativa di 2 o 3 anni mentre per il fisco la sua vita ammortizzabile sarà di 6 anni. Quindi, quando lo sostituiremo saremo si e no a metà del periodo di ammortamento e, quando lo rivenderemo (se lo rivenderemo) dovremo fatturare, più o meno la metà del costo originario di un bene che invece varrà, forse, 50 mila lire.

Purtroppo questi coefficienti sono stati scritti nel lontano 1988 quando non si pensava che lo sviluppo informatico avrebbe assunto questo andamento da usa e getta, solo che ad oggi nessuno ha provveduto a effettuare qualche variazione in merito; a questo punto rimangono tre alternative possibili per potersi ?difendere? e non dover scaricare dai costi aziendali ogni anno una percentuale inferiore a quella del reale utilizzo:


-ammortamento anticipato o accelerato: tecnicamente sono due procedure diverse ma per entrambe il legislatore concede di ammortizzare il nostro bene in misura maggiore, in proporzione alla più intensa utilizzazione rispetto a quella normale del settore: Spetterà poi a noi provare, qualora ci venga richiesto, che effettivamente tale bene è stato utilizzato più intensamente.

-acquisto in leasing: qualora il valore del bene lo giustificasse, un?altra strada percorribile è quella dell?acquisto in leasing. Così facendo l?ammortamento del bene è calcolato sul piano di ammortamento dello stesso; cioè l?azienda può dedurre i canoni a condizione che la durata del contratto non sia inferiore alla metà del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente stabilito dal legislatore (nel nostro caso diventa 2,5 anni).

-ammortamento integrale: un?ultima possibilità è l?acquisto di un bene di valore inferiore a 1 milione, in questo caso ci viene data la possibilità di ?spesare? tale acquisto, cioè di ammortizzarlo completamente nell?anno dell?acquisizione, con i prezzi raggiunti oggi dai personal computer non è impossibile (ad esclusione dei notebook) riuscire ad acquistare un monitor oggi a 500 mila lire, una stampante domani a 300 mila lire, e un?unità centrale dopodomani a 999 mila lire, trattandosi di 3 beni di valore inferiore a 1 milione saranno tutti e tre interamente deducibili nell?anno.

In questo modo non avremo certo risolto il problema del precoce invecchiamento del nostro investimento ma, almeno avremo una preoccupazione di meno quando sarà giunto il momento di sostituirlo.

Rag. Francesco Lopes

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