Con Lala lo streaming si tinge di legalità

Il servizio ora lanciato ufficialmente permette sì di acquistare album ma anche di ascoltare - in ogni luogo - la propria collezione audio in streaming nonché le ultime novità Warner

Roma – Streaming musicale gratuito e legale? Potrebbe essere il claim di una banale campagna pubblicitaria, ma in verità si tratta semplicemente delle caratteristiche del nuovo servizio online di Lala . La piattaforma statunitense ha riscosso un discreto successo nella compra-vendita di CD, ma ora vuole rilanciare con uno streaming audio legale , con un occhio di riguardo per gli utenti iPod.

Grazie ad un budget di circa 140 milioni di dollari, Lala Media Inc. nei prossimi due anni busserà alle porte delle varie etichette discografiche per pagare le licenze che le consentiranno una riproduzione musicale on-demand gratuita. In pratica, come avveniva sul vecchio MP3.com , gli utenti possono disporre di una sorta di archivio online nel quale uploadare le proprie tracce audio. Se Lala dispone già di una copia di queste sul suo server l’operazione può essere interrotta, e procedere con la seconda fase. Quale? Beh, quella dello streaming online gratuito – previo accesso al proprio account . Il vantaggio per gli utenti iPod, inoltre, è di poter scaricare le proprie playlist preferite direttamente sul proprio lettore. In futuro sarà possibile anche la masterizzazione dei file audio, ma non il trasferimento tra piattaforma diverse.

L’altra musica disponibile sul sito, inoltre, è liberamente riproducibile online – a patto ovviamente che Lala abbia stretto un accordo per i diritti con l’etichetta che ne gestisce i diritti. Al momento è confermato, ad esempio, un contratto con Warner Music Group e le sue consociate. Ma la visita alle major del settore continua, e secondo John Kuch, business developer di Lala, “le cose stanno andando positivamente”. Anche se non dovessero portare a casa altri contratti, l’accesso al solo catalogo Warner sarebbe più che sufficiente per uno sviluppo in grande stile del business. Il problema del costo delle licenze, comunque, potrebbe sfumare dinanzi al tentativo di far fruttare l’hype sul nuovo servizio di streaming riuscendo a vendere online la musica, come fanno i competitor.

Nel dettaglio, il piano di business indica una commercializzazione digitale con codifica AAC con un DRM leggero: una strategia in odor di iTunes? Per Kuch, Lala dovrebbe essere considerato un servizio complementare a quello offerto da Apple.

Sebbene i prezzi di listino delle tracce non siano stati ancora comunicati, Kuch ha assicurato che saranno “in linea con il mercato”. Secondo Techcrunch ogni canzone partirà da circa 0,99 centesimi di dollaro, ma la partecipazione alla community potrebbe attivare una serie di bonus sconto.

Dario d’Elia

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