Con WinXP si spareranno anche telefonate

Lo stesso giorno del debutto di Windows XP Microsoft aggiornerà le funzionalità del suo sparamessaggini, Messenger. Telefonia IP e integrazione con .NET Alerts


Redmond (USA) – Poco prima dell’estate Microsoft aveva annunciato che Windows XP avrebbe integrato un nuovo sparamessaggini chiamato Windows Messenger (WM), erede diretto dell’attuale MSN Messenger.

Il nuovo WM si integra con le funzionalità relative alla piattaforma.NET ed offre all’utente funzioni quali la gestione dei contatti, la notifica della presenza, la videoconferenza, trasferimenti file peer-to-peer e assistenza remota.

Alcune funzionalità Microsoft le terrà però in serbo per le future versioni del programma, fra cui una, attesa a breve. Il colosso di Redmond ha annunciato che rilascerà un aggiornamento per Windows Messenger in grado di aggiungere a questo client funzioni di telefonia IP e di ricezione di avvisi come le quotazioni di borsa.

Il cambiamento non riguarderà però MSN Messenger che, secondo le intenzioni dell’azienda, rimarrà un prodotto separato e ad esclusivo uso degli utenti dei precedenti sistemi operativi (98, 2000, Me).

L’aggiornamento, che diverrà disponibile per il download lo stesso giorno del debutto di Windows XP, il 25 ottobre, consentirà di fare chiamate da PC a telefono attraverso una lista di provider fra cui l’utente dovrà scegliere.

Windows Messenger sarà poi capace di ricevere avvisi e aggiornamenti informativi attraverso il servizio .NET Alerts , offerto da Microsoft in anteprima proprio pochi giorni fa: attraverso questo servizio, gli utenti potranno ricevere in tempo reale informazioni sul traffico, quotazioni di borsa, offerte d’asta e altro ancora.

Dopo l’aggiornamento, Windows Messenger sarà inoltre in grado di memorizzare 150 contatti sul server di Microsoft, il doppio del numero inizialmente previsto.

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  • Anonimo scrive:
    Tecnologia Umanistica o Umanesimo Tecnologico
    L'articolo mi é piaciuto molto anche perché corrisponde perfettamente alle riflessioni che conduco da qualche anno su quello che forse si puo' definire tecnologia umanistica o umanesimotecnologico, come preferisci. Sono convinto infatti che gli ultimi anni stianonettamente spostando l'accento dagli aspetti meramente tecnici dellatecnologia (ormai sempre meno controllabili dagli utenti della tecnologia stessa), a quelli piú intimamente legati alla sua reale utilitá e al suoimpatto sulle nostre vite quotidiane.
  • Anonimo scrive:
    Excellent article
    This is a brilliant insight into the "small world" phenomenon of the internet, and one forward-thinking young man's experience.
  • Anonimo scrive:
    Globalizzazione e cultura di rete
    Ho letto su Punto Informatico il tuo saggio. Ho molto apprezzato il tuoapproccio ad una questione che ritengo decisiva alle sorti progressive diinternet e della sua reale e cerretta diffusione.Internet è uno strumento per sua natura fortemente comunitario e diinterscambio,anche se questo è un aspetto che sembra essere percepito allo stato dellecose soltanto dagli utenti tecnologicamente evoluti e dagli uomini delmarketing.Credo che il problema sia quello di intenderci sul codice. Richiederà deltempo.Ma una volta accettato da tutti che esperienze diverse, idee ed emozionipossano essere veicolate da un medesimo metalinguaggio che non è la linguainglese o quella americana, ma la lingua di internet, credo che questo strumento possadiventare una efficace promozione del sapere libero e multiculturale.Ma un codice per potersi sedimentare ha bisogno di ottimi formatori e distrumenti culturali ed educativi adeguati. Anche in questo caso il compitospetta alla politica che deve saper governare queste questioni soprattuttoin Italia dove esiste un arretratezza legislativa raccapricciante
  • Anonimo scrive:
    Complimenti
    Ho apprezzato questo lungo saggio. Si vede che e' del 96 ma credo riassuma benissimo le speranze che abbiamo avuto rispetto ad Internet, alla tecnologia, alle novita', alla "globalizzazione di un linguaggio fatto di diversita'".Oggi pero' non sono ottimista, e leggo questo saggio come uno specchio delle speranze che ho avuto. Grazie per averlo pubblicato.
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