eSafety Commissioner (equivalente all’italiana AGCOM) ha avviato un procedimento civile contro Telegram, in quanto non ha individuato e rimosso materiale pro-terrorismo dalla piattaforma, tra cui video di esecuzioni terroristiche e sparatorie di massa. Dopo un anno di indagine, l’autorità ha verificato che non sono stati rispettati alcuni obblighi previsti dalla legge (Online Safety Act).
Telegram rischia una pesante sanzione
In base alle regole in vigore (simili al Digital Services Act europeo), i servizi online devono adottare misure per prevenire, individuare, scoraggiare e contrastare la proliferazione di materiale illecito, come lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori, materiale a favore del terrorismo, crimini e violenze di estrema gravità.
Per Telegram sono state accertate sei violazioni:
- non ha rimosso materiale pro-terrorismo e altro materiale illegale dopo esserne venuta a conoscenza. Nello specifico, Telegram non ha rimosso materiale, come video di esecuzioni terroristiche, dopo le segnalazioni degli utenti australiani, e tale materiale è rimasto disponibile fino a tre settimane
- non ha minimizzato il rischio di future violazioni, ad esempio rimuovendo gli account, i canali e i gruppi pertinenti dopo essere venuto a conoscenza di materiale pro-terrorismo e altro materiale illegale
- non ha rilevato materiale noto a favore del terrorismo, come la sparatoria nella moschea di Christchurch trasmessa in diretta streaming nel 2019 e la strage di Buffalo, nello stato di New York, del maggio 2022, materiale che era stato caricato su Telegram quasi tre mesi prima della sua rimozione
- non ha interrotto e scoraggiato efficacemente la distribuzione di materiale pro-terrorismo
- non ha termini di servizio che vietano agli utenti di accedere o distribuire materiale pro-terrorismo
- ha omesso di informare i denuncianti dell’esito delle loro denunce relative a materiale illegale
La mancata osservanza della legge potrebbe comportare sanzioni civili fino a 54,6 milioni di dollari australiani.