Ban social media in Australia: molti minori ancora online

Ban social media in Australia: molti minori ancora online

Il primo report pubblicato dal governo australiano conferma che molti utenti con età inferiore ai 16 anni possono ancora accedere ai social media.
Ban social media in Australia: molti minori ancora online
Il primo report pubblicato dal governo australiano conferma che molti utenti con età inferiore ai 16 anni possono ancora accedere ai social media.

La legge introdotta dal governo australiano è stata presa come esempio dal Regno Unito e altri paesi. Il primo report sull’efficacia del divieto, relativo ai primi tre mesi di applicazione, conferma però che molti utenti con età inferiore a 16 anni possono ancora accedere ai social media.

I provider non rispettano la legge

In base alle legge in vigore dal 10 dicembre 2025, gli utenti con età inferiore a 16 anni non possono accedere ai social media. Le piattaforme interessate (Facebook, Instagram, Kick, Reddit, Snapchat, Threads, TikTok, Twitch, X e YouTube) devono quindi implementare un sistema efficace per la verifica dell’età che blocca la creazione di nuovi account e sospendere l’uso di quelli esistenti fino al raggiungimento dell’età minima.

Diversi studi hanno confermato che il ban non funziona. Il primo report pubblicato dal governo australiano e basato su un campione di 4.121 utenti con età compresa tra 10 e 16 anni evidenzia una diminuzione degli accessi dal 52,4% al 42,1%. La principale ragione per cui molti adolescenti possono ancora accedere ai social media è l’assenza di una verifica dell’età (50,2%). Alcune piattaforme sbagliano la stima dell’età (18,2%), mentre nel 37,1% vengono aggirate le restrizioni (ad esempio con una VPN o l’aiuto dei genitori).

L’inefficacia della legge è dimostrata da un altro dato. Diversi social media permettono la visualizzazione dei contenuti senza avere un account (ad esempio YouTube e Twitch). La percentuale degli utenti con età inferiore a 16 anni che accedono ugualmente è diminuita dall’85,9% all’81,5%. Il report ha inoltre evidenziato una diminuzione della consapevolezza dei genitori. È infatti aumentata la percentuale dei genitori che non sanno che i loro figli usano i social media.

Prevedibilmente sono aumentati gli accessi ai social media non coperti dalla legge, tra cui Pinterest e BeReal. In realtà esistono molte altre piattaforme non regolamentate che pubblicano contenuti non adatti ai minori. La sanzione per la violazione della legge verrà raddoppiata da 49,5 a 99 milioni di dollari australiani. L’obbligo della verifica dell’età (almeno 18 anni) è stato introdotto anche per siti, giochi, chatbot e altri servizi che mostrano contenuti sessualmente espliciti.

Fonte: Engadget
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Pubblicato il
3 ago 2026
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