Contrappunti/ Grammatiche

di Massimo Mantellini - Quando un grande editore apre un gruppo di blog di giornalisti due sono le possibilità: o segue una moda o accetta il cambio di scenario mediato da Internet

Roma – Magari non ce ne rendiamo conto ma Internet sta cambiando molto delle nostre vite. Dimenticate quanti vi dicono che si tratta solo di un altro strumento di comunicazione: la rete sta iniziando ad incidere nella determinazione dello scenario di fronte a noi come forse mai in passato è accaduto.

Pensavo a questo nei giorni scorsi mentre seguivo la polemica nata dalla decisione de L’Espresso di chiudere improvvisamente il blog del suo critico gastronomico Enzo Vizzari in conseguenza di un post dello stesso Vizzari che qualche giorno prima si era (educatamente) dissociato da una copertina del noto settimanale.
Riferendosi alla copertina sullo scandalo dei vini adulterati intitolata “Velenitaly” Vizzari aveva scritto su Frittomisto , il suo blog sul sito web de L’Espresso, che se ne ” vergognava profondamente “. Subito dopo Vizzari ha messo a disposizione del direttore del magazine la sua firma e la sua collaborazione e il direttore, come spiega lo stesso Vizzari, “ha coerentemente rinunciato a l’una e l’altra”.

Fino a qualche anno fa un rapporto giornalistico interrotto in questo modo non avrebbe creato troppo scandalo. Non si parla male per l’azienda in cui si lavora, almeno pubblicamente e per di più sulle pagine dell’azienda stessa, nemmeno se questa azienda si occupa di informazioni, per loro stessa natura beni assai adulterabili ed ai quali è possibile applicare mille diversi distinguo.

Una volta che la notizia si è diffusa Alessandro Gilioli, altro giornalista de L’Espresso, sul suo blog ha inteso esprimere il suo punto di vista personale sull’accaduto, sottolineando quali siano le dinamiche aziendali in occasioni del genere e rimandando il tutto all’interno di un binario di cruda normalità.

Eppure, a ben guardare, è difficile credere che le cose siano così semplici. Lo scenario informativo dei lettori de L’Espresso (e di tutti gli altri media) è in questi ultimi anni vigorosamente mutato e quello che fino a ieri poteva essere percepita come una dissonanza oggi è diventata un valore. Mentre la direttrice de L’Espresso accetta che contrasti anche modesti (una copertina, suvvia) possano portare alla risoluzione di un rapporto professionale, gli utenti della rete, i lettori dei blog de L’Espresso e della informazione online in genere, vivono ormai definitivamente in un altro mondo. Abitano uno scenario del tutto differente nel quale punti di vista contrastanti, all’interno di una medesima realtà aziendale, non sono più percepiti come inconsueti ma sono sempre più spesso vissuti come una forma di nuova corroborante normalità.

Una normalità che anzi aggiunge valore al messaggio informativo perché somma alla linea editoriale il battito vitale delle singole persone che la compongono, l’umanità dei giornalisti nelle loro singole diversità. Pensare che tutto questo significhi generare confusione o danno per l’azienda è semplicemente pensare al passato.

Quando un grande editore apre all’interno del sito web della azienda un gruppo di blog di giornalisti ha solo due possibilità: o segue una moda, pitturando di una vernice fresca una vecchia prassi editoriale, o accetta il cambio di scenario mediato da Internet. Ma davvero suona possibile, come sottintende Gilioli, per altro uno dei giornalisti che maggiormente si è speso con autenticità e passione nel suo blog sul web de L’Espresso, che prima si invitino i propri dipendenti a parlare in prima persona, ad esprimere sentimenti e punti di vista, ad intraprendere un rapporto diretto con i propri lettori e commentatori per poi rimangiarsi tutto quando una simile nuova autenticità lambisce le sacre terga della casa madre?

Il caso delle dimissioni di Vizzari è un esempio, per conto mio emblematico, di un ritardo ideologico significativo che forse accomuna l’Espresso ad altri grandi gruppi editoriali scesi in rete a sperimentare nuovi rivoluzionari contesti per il proprio lavoro: quello di chi si adatta con fatica alle metriche della rete senza accettarle completamente.

Mentre queste incertezze editoriali si palesano, il lettore sta cambiando con rapidità e per esempio si chiede come mai la chiusura di un blog possa significare anche la chiusura dell’accesso ai suoi archivi. Quasi che, tornando al caso di Vizzari, si sia di fronte non a delle dimissioni ma ad una forma di punizione che finisce per colpire anche il lettore. Oppure si domanda dove sia lo scandalo nel consentire, dentro un unico gruppo editoriale, punti di vista differenti o anche diametralmente opposti, specie quando non si è di fronte alla costosa schiavitù incomprimibile della carta stampata, dove ogni riga ne esclude potenzialmente un’altra. A maggior ragione, quando simili posizioni sono non solo plausibili (l’idea di far uscire l’inchiesta sul vino adulterato in occasione del Vinitaly è stata accolta piuttosto male da molti operatori del settore) ma anche non di sostanza come nel caso in questione.

Internet muta lo scenario informativo, abitua i lettori a nuove libertà e rende un grande servizio complessivo alla informazione: è un peccato che molti non lo abbiano ancora compreso del tutto.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Overture scrive:
    Cristalli
    Prendendo per buono quello che si vede nei film di fantascienza secondo voi è possibile memorizzare dei dati all'interno di una struttura cristallina come si vede in Stargate e prima ancora in superman ?Sarebbe possibile lanciare un segnare all'interno di una matrice tridimensionale in modo tale che influenzi con estrema precisione un dato atomo o anche solo un dato reticolo cristallino ?
    • Guido Angeli scrive:
      Re: Cristalli
      - Scritto da: Overture
      Prendendo per buono quello che si vede nei film
      di fantascienza secondo voi è possibile
      memorizzare dei dati all'interno di una struttura
      cristallina come si vede in Stargate e prima
      ancora in superman
      ?
      Sarebbe possibile lanciare un segnare all'interno
      di una matrice tridimensionale in modo tale che
      influenzi con estrema precisione un dato atomo o
      anche solo un dato reticolo cristallino
      ?http://it.wikipedia.org/wiki/Memoria_olografica
      • Overture scrive:
        Re: Cristalli
        Carina come cosa anche se non capisco perchè usano proprio dei dischi e non dei veri blocchi di cristallo.Oltretutto mi gira per la testa una strana idea su come influenzare un segnale... mah... prima o dopo capirò se è possibile o no...
  • Perplesso scrive:
    MRAM
    Mi pareva che le Mram non avessero problemi di scarsa velocità... in effetti le Mram combinano la velocità delle SRAM con la possbilità di operare in assenza di corrente tipica delle flash.Boh...
  • Nauseato scrive:
    Campo elettrico o magnetico?
    Per la redazione: Dal testo dell'articolo non è per niente chiaro, anzi c'è palese contraddizione.Ma da un pricipio fisico non si scappa: con memorizzazione magnetica si hanno prestazioni minori, con memorizzazione elettrica (elettrostatica) l'informazione deve essere mantenuta con energia (pila) tampone. QUesta RacceTracks riescono a combinare i vantaggi delle due?
    • Nauseato scrive:
      Re: Campo elettrico o magnetico?
      mi corrego, scusate:Queste RaceTracks riescono a combinare i vantaggi delle due tecnologie?
      • KeS scrive:
        Re: Campo elettrico o magnetico?
        Nell'articolo:"..Entrambe le tecnologie memorizzano le informazioni come una quantità di carica elettrica e non, come avviene invece nelle DRAM e nelle flash, come un campo magnetico..."E' sbagliato nelle DRAM e nelle FLASH avviene con un campo elettrico NON magnetico!!Anche nel tuo post c'è qualche errorela carica elettrica è mantenuta dalla batteria per le DRAM ma nelle FLASH è mantenuta da un isolamento (ossido)...
        • Alessandro Del Rosso scrive:
          Re: Campo elettrico o magnetico?
          - Scritto da: KeS
          Nell'articolo:
          "..Entrambe le tecnologie memorizzano le
          informazioni come una quantità di carica
          elettrica e non, come avviene invece nelle DRAM e
          nelle flash, come un campo
          magnetico..."

          E' sbagliato nelle DRAM e nelle FLASH avviene con
          un campo elettrico NON
          magnetico!!Ooops, in fase di impaginazione si sono invertite le frasi! Corretto al volo, grazie della segnalation! ;-)
    • Danilo scrive:
      Re: Campo elettrico o magnetico?
      - Scritto da: Nauseato
      Ma da un pricipio fisico non si scappa: con
      memorizzazione magnetica si hanno prestazioni
      minori, con memorizzazione elettrica
      (elettrostatica) l'informazione deve essere
      mantenuta con energia (pila) tampone.C'e' scritto "enormi quantità di storage personale in grado di funzionare con una singola batteria, per settimane alla volta, e di durare per decenni".Quindi usa una piletta (almeno, io cosi' ho capito).
  • Roby10 scrive:
    Scenari futiristici
    Registrare l'intera propria vita su video è qualcosa di veramente incredibile. Immaginate di avere una microcamera sulla catenina (io ad esempio la porto dal battesimo) e tenerla accesa 24/24 per sempre! Sarebbe carino analizzare i risvolti etico/sociali:- Amore ti ricordi il nostro primo appuntamento 6 anni fa? No, andiamo a rivederlo!!- Luca dove sei stato? Fammi vedere il video delle ultime 2 ore!
    • Funz scrive:
      Re: Scenari futiristici
      Orripilante :DPensa se invece che volontario, fosse obbligatorio pena la galera. Il sogno di ogni dittatore :|
    • Nino_Plasti ca scrive:
      Re: Scenari futiristici
      - Scritto da: Roby10
      Registrare l'intera propria vita su video è
      qualcosa di veramente incredibile. Immaginate di
      avere una microcamera sulla catenina (io ad
      esempio la porto dal battesimo) e tenerla accesa
      24/24 per sempre! Sarebbe carino analizzare i
      risvolti
      etico/sociali:

      - Amore ti ricordi il nostro primo appuntamento 6
      anni fa? No, andiamo a
      rivederlo!!

      - Luca dove sei stato? Fammi vedere il video
      delle ultime 2
      ore!c'era un film con al pacino dove lui faceva i "rememorials" o qualcosa del genere.esisteva la tencologia per estrarre dalle menti delle persone le memorie di tutta la vita.li si immaginavano n-mila utilizzi sbagliati.in ogni caso dimentichiamo molte cose che viviamo e vediamo per motivi ben precisi e non perchè non possiamo ricordarle.è più importnate ricordarsi l'emozione del primo appuntamento che il dettaglio del colore della macchiolina che lai aveva sulla camicetta, fidati...sembra banale ma spesso usno ricorda le cose come vorrebbe e non come sono effettivamente accadute.e sopratutto se uno potesse "ricordarsi" tutto i ricordi in sè perderebbero valore, credo.
      • sovietbear scrive:
        Re: Scenari futiristici
        http://www.imdb.com/title/tt0364343/che orrore il film è con robin williams-:) non al pacino- Scritto da: Nino_Plasti ca
        - Scritto da: Roby10

        Registrare l'intera propria vita su video è

        qualcosa di veramente incredibile. Immaginate di

        avere una microcamera sulla catenina (io ad

        esempio la porto dal battesimo) e tenerla accesa

        24/24 per sempre! Sarebbe carino analizzare i

        risvolti

        etico/sociali:



        - Amore ti ricordi il nostro primo appuntamento
        6

        anni fa? No, andiamo a

        rivederlo!!



        - Luca dove sei stato? Fammi vedere il video

        delle ultime 2

        ore!

        c'era un film con al pacino dove lui faceva i
        "rememorials" o qualcosa del
        genere.
        esisteva la tencologia per estrarre dalle menti
        delle persone le memorie di tutta la
        vita.
        li si immaginavano n-mila utilizzi sbagliati.

        in ogni caso dimentichiamo molte cose che viviamo
        e vediamo per motivi ben precisi e non perchè non
        possiamo
        ricordarle.

        è più importnate ricordarsi l'emozione del primo
        appuntamento che il dettaglio del colore della
        macchiolina che lai aveva sulla camicetta,
        fidati...sembra banale ma spesso usno ricorda le
        cose come vorrebbe e non come sono effettivamente
        accadute.
        e sopratutto se uno potesse "ricordarsi" tutto i
        ricordi in sè perderebbero valore,
        credo.
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