Contrappunti/ Kindle? Pensavo peggio

di Massimo Mantellini - C'è bisogno di una qualche accelerazione per accendere l'interesse. Sempre che la gente sia disposta a modificare radicalmente le proprie abitudini di lettura. Un ebook può valere la candela

Roma – Nella settimana che si è appena conclusa Jeff Bezos, grande capo di Amazon, ha presentato Kindle. Volendo semplificare, si potrebbe dire che Kindle è un lettore di libri elettronici con discrete attinenze tecniche con altri prodotti simili già presenti (e discretamente ignorati) sul mercato. In realtà si tratta di un progetto assai più ampio e intrigante e non è quindi strano che su Kindle negli ultimi giorni si sia sviluppata in rete una grande discussione.

La vendetta degli ebook 16 - la vecchiaia Il sogno di Amazon è che Kindle possa diventare l’iPod dei libri: già questo slogan da solo è sufficiente a mettere in luce alcune contraddizioni del progetto. Apple guadagna soldi dall’hardware (iPod) e gestisce quasi a fondo perduto uno Store di contenuti per i suoi lettori. Amazon si trova nella situazione diametralmente opposta: vende con grande successo contenuti e beni (altrui) online e presenta oggi un supporto elettronico per un nuovo e differente utilizzo dei libri e dei contenuti testuali in genere.

Mentre ci chiediamo se il percorso inverso immaginato da Jeff Bezos sarà utile ad avvicinare il successo di Kindle a quello di iPod, le critiche in rete al nuovo ebook reader di Amazon si sprecano. Kindle è brutto, plasticoso e decisamente poco attraente. David Pogue che è uno col senso dell’ironia, sul New York Times lo ha paragonato ad un vecchio Commodore 64. Kindle è costoso (circa 400 dollari, un prezzo anche superiore a quello dei concorrenti), Kindle è – soprattutto – chiuso da formati proprietari e macchinose inattese complicazioni. Per importare anche solo alcuni formati differenti, Amazon stessa si offre di convertire documenti di nostra proprietà nel formato adatto al lettore per il modico prezzo di 15 centesimi di dollaro a file. Per non parlare della demenziale idea di chiedere un canone per leggere una selezione di blog scelta da Amazon stessa liberamente accessibili sul web. E volendo continuare: i libri elettronici acquistabili su Amazon quanto costeranno? Meno dei corrispettivi cartacei ovviamente, ma non pochissimo: circa il 50% del prezzo di copertina del volume, con un prezzo medio di circa 10 dollari a testo. Il risultato finale di tutte queste preliminari informazioni è che Kindle sarà per ora un gioco chiuso e discretamente costoso.

Faccio un piccolo inciso per spiegare il contesto ebook a chi non lo conosce. Gli ebook esistono ormai da più di un lustro e fra rapidi innamoramenti ed altrettanto veloci delusioni si sono guadagnati negli anni scorsi la palma di grande punto interrogativo dell’innovazione tecnologica. Sono come la bella Cecilia, quella che tutti la vogliono e nessuno la piglia. Le ragioni di questo disamore sono note e mille volte indagate: prima fra tutte la difficoltà di sposare l’esperienza della lettura ad un device differente dal libro cartaceo, troppe volte affidata in questi primi anni alla semplice trasposizione del testo scritto sul monitor di un computer o sul piccolo schermo di un PDA. Bastano pochi minuti della cosiddetta “user-experience” per un rapido dietrofront di chiunque verso il frusciare rassicurante delle pagine rilegate. La stessa esperienza, poi finalmente demandata a tecnologie e supporti appositi (i cosiddetti ebook reader con tecnologie dedicate alla lettura come E-ink) in tutto simili a Kindle, è risultata fortemente limitata dal costo elevato del lettori e dalla scarsa offerta commerciale, nella metafora solita del cane che si morde la coda poiché ovviamente nessuno compra un lettore costoso per libri inesistenti così come nessuno pubblica libri elettronici per un mercato senza device in grado di riprodurli decentemente.

Questo è ciò che è accaduto ad oggi, fino alla attuale discesa in campo di Amazon, leader mondiale nella distribuzione di libri di carta su Internet, forse uno dei pochi soggetti (l’altro è Google, che potrebbe immaginarsi qualche progetto interessante a margine della massiccia digitalizzazione che sta compiendo con il progetto books.google.com) in grado di invertire una tendenza fra le meglio delineate nel panorama tecnologico degli ultimi anni: quello di fallimento assoluto e costante degli ebook attraverso gli anni.

Kindle ha alcune caratteristiche interessanti ed innovative: per esempio è autonomo. Basta accenderlo e, ovunque negli USA sia disponibile la copertura 3G di Sprint, sarà possibile acquistare libri in formato elettronico da Amazon, leggere i quotidiani, dare una occhiata ai blog di proprio interesse. Kindle è forse il primo esempio concreto nel quale la connettività si è fatta commodity. E magari è una buona notizia. Poi offre una garanzia sui contenuti disponibili e questa garanzia si chiama Amazon e il suo enorme parco titoli. Infine, se vogliamo essere molto ottimisti, è un business con grandi margini di variazione futura.

Si chiedeva per esempio Seth Godin sul suo blog qualche giorno fa: perché Amazon non offre una versione elettronica gratuita per Kindle ad ogni libro cartaceo che si acquista sul sito? A voi pare una domanda stupida? A me no. A me pare una idea intelligente in grado di risollevare una situazione grigia. Allo stato attuale il mercato degli ebook, con le condizioni immaginate da Amazon per Kindle (device ad alto costo, walled garden, contenuti costosi) mantiene le medesime prospettive di sviluppo che gli ebook hanno avuto in questi anni. Che tradotto in numeri potrebbe essere qualcosa di molti simile allo zero.

C’è bisogno di una qualche accelerazione ideale che supporti un interesse nuovo verso il libro elettronico. Sempre che la gente sia disposta a provare non occasionalmente esperienze simili e a modificare radicalmente le proprie abitudini di lettura. Magari ci vuole qualcuno abbastanza matto da perderci dei soldi, esattamente come Apple butta soldi con iTunes Music Store. Ed è questa la ragione per cui la grande polemica di questi giorni sui DRM che chiudono Kindle è – secondo me – un problema contemporaneamente molto serio ma anche mal posto. Ideologico e di modesto spessore. Non saranno i formati liberi a spostare i fruitori di libri verso gli ebook reader, ad introdurre i libri elettronici nei corsi scolastici, a vaporizzare il vocabolario di greco da 8 kg di mia figlia, a far migliorare e calare di prezzo la tecnologia. Con le dichiarazioni di principio in faccende come queste possiamo forse bullarci al grido di “come siamo attenti alle libertà digitali” ma non risolleveremo un mercato che in questi anni è stato solo lacrime e sangue. Una di quelle combinazioni, le lacrime ed il sangue, che non giovano a nessuno. Meno che meno a noi lettori.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • picchiatello scrive:
    Fondamentali
    L'Asus EEE e' gia' un "culto" in alcuni paesi del mondo, ed e ' bene questa differenza di pensiero con altri costruttori.Installa di base linux ( con possibilità di xp ms) ed e' bene visto il mercato e l'apertura che ha verso gli utenti.Se anche nascesse una causa Linus diventerebbe eun po' piu' ricco o la fondazione, Asus avrebbe gia' venduto milioni di eee; la relatà e' che centinaia di costruttori si stanno mangiando le mani per non averci pensato ed essersi cullati con s.o. troppo costosi vedi il recente vista.
  • pentolino scrive:
    Open source
    Siamo alle solite... c'è chi prende open source = "gratis e ci faccio quel cacchio che voglio".E' successo in passato e succederà sempre, purtroppo dobbiamo farcene una ragione...
    • krane scrive:
      Re: Open source
      - Scritto da: pentolino
      Siamo alle solite... c'è chi prende open source =
      "gratis e ci faccio quel cacchio che
      voglio".
      E' successo in passato e succederà sempre,
      purtroppo dobbiamo farcene una ragione...Anche dei furti d'auto bisogna farsene una ragione allora...
      • pentolino scrive:
        Re: Open source
        Direi di sì, nel senso: chi sbaglia paghi, ma succederà ancora.Non intendevo dire che dobbiamo arrenderci (anche se ammetto che da come avevo scritto si poteva intendere così :-))
    • riccardo scrive:
      Re: Open source
      Nulla di nuovo sotto il sole, succede anche coi brevetti.
  • CSOE scrive:
    Lavoro in omaggio
    A questo si riduce il famoso software libero. Nello specifico un volenteroso ha scoperto il giochetto, ma quanti prodotti conterranno una copia di linux senza che venga rilasciato il codice sorgente ?E quanto prezioso codice OS viene reimpacchettato e rivenduto dai pescivendoli informatici ?Lasciate perdere le utopie e fatevi pagare per il vostro lavoro, come gli scrittori ed i musicisti.
    • Muaaahhh scrive:
      Re: Lavoro in omaggio
      Ti svelo un segreto: scrivere software costa parecchio !!! Il codice lo si da in uso ad altri perchè per quanto tu possa essere produttivo non potresti mai permetterti la mole di lavoro altrui che vai ad utilizzare e stai tranquillo che se metto sul mercato un software GPL i conti me li sono già fatti....Gli utopisti son quelli che pensano che una buona idea e una licenza closed li possa salvare dalla concorrenza delle grosse multinazionali, quei tempi son finiti 15 anni fa,ora la parola d'ordine è sviluppo collettivo. In questo mercato se si è bravi ci sono ampi margini di guadagno.
    • sds dsd scrive:
      Re: Lavoro in omaggio
      - Scritto da: CSOE
      A questo si riduce il famoso software libero.

      Nello specifico un volenteroso ha scoperto il
      giochetto, ma quanti prodotti conterranno una
      copia di linux senza che venga rilasciato il
      codice sorgente
      ?

      E quanto prezioso codice OS viene reimpacchettato
      e rivenduto dai pescivendoli informatici
      ?

      Lasciate perdere le utopie e fatevi pagare per il
      vostro lavoro, come gli scrittori ed i
      musicisti.- reinventare la ruota non conviene a nessuno- possono copiare anche codice non libero, basta che sia opensource (vedi QNX) ma se va contro la licenza è illegale.- la GPL funziona anche commercialmente- non ci crederai ma i soldi non sono la priorità di ogni singola persona nel mondo
      • outkid scrive:
        Re: Lavoro in omaggio
        - Scritto da: sds dsd
        - Scritto da: CSOE

        A questo si riduce il famoso software libero.



        Nello specifico un volenteroso ha scoperto il

        giochetto, ma quanti prodotti conterranno una

        copia di linux senza che venga rilasciato il

        codice sorgente

        ?



        E quanto prezioso codice OS viene
        reimpacchettato

        e rivenduto dai pescivendoli informatici

        ?



        Lasciate perdere le utopie e fatevi pagare per
        il

        vostro lavoro, come gli scrittori ed i

        musicisti.


        - reinventare la ruota non conviene a nessuno
        - possono copiare anche codice non libero, basta
        che sia opensource (vedi QNX) ma se va contro la
        licenza è
        illegale.
        - la GPL funziona anche commercialmente
        - non ci crederai ma i soldi non sono la priorità
        di ogni singola persona nel
        mondola gpl non funziona nel mercato desktop.per realizzare interfacce ed interazioni a misura d'uomo servono studi ed investimenti che vanno ben oltre la stesura di codice. mi sembra logico, o quantomeno sensato, che chi in cio' ci investe voglia un ritorno economico o comunque, se deve investire, una sicurezza nel ritorno.tutto cio' che e' meccanico e scientifico con l'opensource cresce piu' e piu' in fretta.. ma e' evidente che oltre i tecnicisimi si deve andar incontro all'utente. affermare che linux anche nella sua versione meglio riuscita (si dice) quale ubuntu sia "usabile" ed "accessibile" e' moooooooooolto lontano dal vero...per SFONDARE nel mercato desktop parole come "terminale" devono sparire necessariamente.senza parlare che non si puo' assillare i produttori di hw con i driver open.. non si e' proprio nella posizione per farlo..
        • sherpya scrive:
          Re: Lavoro in omaggio
          beh bill gates ha fatto credere alla gente che fosse facile utilizzare un computer, visto che non lo e' perche' maibisognerebbe fare lo stesso con linux?se uno non ha mai visto windows, stai sicuro che non fa tutte ste smorfie a usare linux
          • jfk scrive:
            Re: Lavoro in omaggio
            - Scritto da: sherpya
            beh bill gates ha fatto credere alla gente che
            fosse facile utilizzare un computer, visto che
            non lo e' perche'
            mai
            bisognerebbe fare lo stesso con linux?
            A parte che copiano un sacco anche da linux. Poi gli hai detto di guardare anche in windows il codice che c'e' con licenza bsd?Quelli si che lavorano gratis (molto genericamente prima di aprire un flame senza fine), nemmeno per la loro soddisfazione.
            se uno non ha mai visto windows, stai sicuro che
            non fa tutte ste smorfie a usare
            linuxTi assicuro che in azienda ho passato a debian un signora che fa contabilita' che ha 60 anni. Usava solo windows xp.Non ha avuto il minimo problema.
          • Anonimo scrive:
            Re: Lavoro in omaggio

            Quelli si che lavorano gratis (molto
            genericamente prima di aprire un flame senza
            fine), nemmeno per la loro
            soddisfazione.La soddisfazione ce l'hanno: di veder diffuso il loro lavoro a dimostrazione che dal punto di vista tecnico avevano ragione (per i "bsddari" l'ideologia conta ben poco)
    • jfk scrive:
      Re: Lavoro in omaggio
      - Scritto da: CSOE


      Lasciate perdere le utopie e fatevi pagare per il
      vostro lavoro, come gli scrittori ed i
      musicisti.Si, come quelli che ti scarichi tramite il p2p o comperi dall'extracomunitario di turno? E non dire di no!La questione e' decisamente diversa.
    • open != gratis scrive:
      Re: Lavoro in omaggio

      Nello specifico un volenteroso ha scoperto il
      giochetto, ma quanti prodotti conterranno una
      copia di linux senza che venga rilasciato il
      codice sorgente
      ?Tanti, come in tanti violano la EULA di windows o crackano software.Se ti scoprono paghi.Con la differenza che nel caso del p2p sono un po' di migliaia di euro per l'oblazione, nel caso tu abbia usato software gpl non rilasciando il codice e vieni scoperta ai due alternative:- paghi (per evitare di essere denunciato) e rilasci il tuo prodotto sotto gpl2- chiudi baracca
      Lasciate perdere le utopie e fatevi pagare per il
      vostro lavoro, come gli scrittori ed i
      musicisti.nel caso in oggetto, il kernel linux, tutti i core developer sono stipendiati... quindi, onestamente, in questo caso sbagli candeggio.Ti ripeto, un buon sviluppatore viene pagato a prescindere dalle modalità di sviluppo di codice, poi c'è chi lo fa per hobby e non si fa pagare (magari è un dottore e guadadna lì o un chimico [n.d.a. casi reali])...se tu riesci a vendere il tuo codice solo chiuso mi interrogherei sulle tue capacità di programmazione
      • Anonimo scrive:
        Re: Lavoro in omaggio

        - chiudi baraccaChissà come fanno a controllare... con tutte quelle aziende che "falliscono" apposta e riaprono con un nuovo nome...
        • Domokun scrive:
          Re: Lavoro in omaggio
          - Scritto da: Anonimo

          - chiudi baracca

          Chissà come fanno a controllare... con tutte
          quelle aziende che "falliscono" apposta e
          riaprono con un nuovo
          nome...Atteggiamento squisitamente italiota...
          • Anonimo scrive:
            Re: Lavoro in omaggio
            E' brutto a dirsi ma gli italioti sanno vivere nel mondo. Hai presente gli scarafaggi ?
  • Loris Batacchi scrive:
    Acciderbolina...
    non ci dormirò stanotte!
  • Anonimo scrive:
    Ma dis-assemblando un binario...
    ...è possibile leggere le note di copyright/licenza ?Se non ricordo male il compilatore del C -elimina tutto il codice non logicamente necessario- quindi anche i commenti, soprattutto i commenti.Se non ci sono altre forme per memorizzare i dati di licenza (ad esempio gli eseguibili di winz ce l'hanno) questi si perdono quindi risulta un po' difficile capire chi ha rubato cosa
    • rock3r scrive:
      Re: Ma dis-assemblando un binario...
      penso si riferisse alla rimozione delle attribuzioni dal (poco) codice sorgente contenuto e dalla documentazione, nonché dalle varie "informazioni su..."
    • THe_ZiPMaN scrive:
      Re: Ma dis-assemblando un binario...
      - Scritto da: Anonimo
      ...è possibile leggere le note di
      copyright/licenzaProvare? Per esempiomodinfo asus_acpioppurestrings /lib/modules/`uname -r`/kernel/drivers/acpi/asus_acpi.ko
      Se non ricordo male il compilatore del C -elimina
      tutto il codice non logicamente necessario-Non proprio.
      quindi anche i commenti, soprattutto i
      commenti.I commenti sì.
      Se non ci sono altre forme per memorizzare i dati
      di licenza (ad esempio gli eseguibili di winz ce
      l'hanno) questi si perdono quindi risulta un po'
      difficile capire chi ha rubato cosaCi sono
  • mosfet scrive:
    Benvenuta GPL3
    Come da titolo.Ciao
Chiudi i commenti