Contrappunti/ Microsoft? E' Internet

di Massimo Mantellini - Almeno ci prova. Il big di Redmond anche a Milano tenta di dimostrare che 33 anni portano sì le rughe ma anche nuova saggezza. Ballmer agli utenti Internet: mandatemi una mail
di Massimo Mantellini - Almeno ci prova. Il big di Redmond anche a Milano tenta di dimostrare che 33 anni portano sì le rughe ma anche nuova saggezza. Ballmer agli utenti Internet: mandatemi una mail

Sono stato a Milano la settimana scorsa. Steve Ballmer passava in città e Microsoft mi ha invitato ad ascoltare il suo intervento e la conferenza stampa che ne è seguita in un grande albergo della città lombarda. L’avevo ascoltato qualche mese fa a San Francisco, mentre spiegava la strategia di Microsoft nei confronti del Web 2.0 e se in California gran parte del discorso (una intervista, per la verità, condotta da John Battelle) verteva sulla capacità di Microsoft di dialogare con le aziende della nuova onda (Facebook per prima) oggi, a pochi mesi di distanza, il messaggio principale che Ballmer ha portato alla platea milanese mi è parso essere quello di una azienda che abbia deciso di affrontare di petto la questione della rete dominata dagli utenti.

Fotografo sgamato... di pseudotecnico Che Internet sia ormai patrimonio principale degli utenti che la abitano è un concetto forse difficile da accettare ma ormai sotto gli occhi di tutti. Perfino le piattaforme di social network più adagiate sui walled garden dei propri presidi sul web sono oggi sottoposte al fuoco di fila degli utenti che reclamano autonomia e capacità di scelta, libertà di movimento nella rete e legittimo possesso dei propri bit.

Analogamente Microsoft sembrerebbe oggi trascinata dal talento di Ray Ozzie, capo della progettazione che ha preso il posto di Bill Gates, verso una parziale rivisitazione della propria essenza: provare ad immaginarsi come il sistema operativo del web prossimo venturo e non più “solo” come il desktop software di milioni di computer in tutto il pianeta. Oggi qualsiasi macchina autonoma e scollegata dalla rete assomiglia in effetti ad un residuo museale del tempo che fu.

Se Live Mesh è oggi poco più di una dichiarazione di intenti e Windows Vista un sistema operativo da dimenticare in fretta (qualcuno notava durante il keynote di Ballmer a Milano che Vista non è stato mai nemmeno casualmente nominato) Microsoft sembra puntare direttamente al bersaglio grosso degli utenti della rete: Internet si trasforma così nel suo nuovo possibile fulcro e gli sforzi e l’attenzione del gigante di Redmond, dopo alcuni anni di incertezza (c’era da preservare la gallina dalle uova d’oro di Office e dei sistemi operativi) sembrano oggi davvero orientati verso strumenti che facilitino dialogo e condivisione su Internet e non più solo sistemi operativi ed applicazioni per il desktop.

Mentre la posizione di vantaggio di Hotmail in Italia nel campo delle caselle di posta elettronica gratuite è più teorica che altro, MSN Messenger è certamente oggi il software di IM più utilizzato e Windows Mobile ha colonizzato, con buon successo, un numero considerevole di smartphone di ultima generazione. Accanto a tutto questo, Xbox rappresenta un utile estensione verso il mondo consumer e Zune un esperimento di integrazione hardware-contenuti per ora da dimenticare.

Nell’attesa di comprendere cosa ne sarà dell’affare Yahoo (a Milano Ballmer nella conferenza stampa ha detto che sono in attesa di una risposta definitiva, ma che una eventuale non accettazione dell’offerta non cambierà i piani) Microsoft oggi mostra una attenzione inedita al mondo consumer e non è un caso che Ballmer abbia speso parte del suo intervento per descrivere un mondo tecnologico futuro certamente non inedito, nel quale lavoro e tempo libero, comunicazione ed e-commerce siano strettamente integrati attraverso device intelligenti collegati alla rete. Si tratta di una visione certamente non nuova ma che oggi inizia a dotarsi di alcuni presidi software ed hardware che la rendono maggiormente concreta.

E tuttavia la scommessa di Microsoft, citata anche da Ballmer stesso durante l’incontro, è oggi quella di rimanere al passo con i tempi, di restare giovane, di continuare ad essere agganciata al treno della innovazione, visto che il colosso informatico che fornisce i sistemi operativi alla maggioranza dei PC in tutto il mondo è stato fondato 33 anni fa.
Trentatrè anni sono moltissimi per una azienda tecnologica e lo diventano ancora di più se ci prendiamo la briga di accostare una semplice foto di Ballmer (oggi il 30simo uomo più ricco del mondo) a quella dei fondatori di Yahoo o di Google. C’è un salto generazionale che riguarda non solo il management ma – mi pare – anche la visione dello scenario tecnologico del prossimo futuro. Mentre Microsoft, partita in ritardo, compie passi significativi, sia progettuali che di clima aziendale, verso la Internet delle persone con un occhio particolarmente attento alla utenza consumer (la stessa nuova centralità di Ray Ozzie all’interno dell’azienda è un segnale incontrovertibile di questo desiderio di rinnovamento) rimane ancora prudente e circospetta nei confronti del mondo corporate (non a caso nella stessa giornata dell’incontro milanese Ballmer è poi volato a Roma a discutere con Silvio Berlusconi di e-government).

Gli accenni alle questioni meramente economiche (piattaforme di advertising, accordi di e-commerce ecc) sono affrontati da MS senza eccessivi imbarazzi mentre in aziende della nuova era come Google o Yahoo restano sempre, apparentemente, sullo sfondo, quasi esistesse una sorta di vergogna ancestrale nei confronti del dio denaro. Anche in questo c’è uno scarto evidente, forse più estetico che altro: Microsoft è abituata alla idea piuttosto consolidata in rete di “gigante cattivo” mentre Google o Yahoo continuano a raccontare la propria diversità come uno dei valori fondanti a cui far riferimento. In realtà è chiaro che queste differenze sono oggi sempre meno evidenti e che i buoni e i cattivi non sono scritti in un copione indelebile ma decisi di giorno in giorno dagli utenti della rete in base a scelte concrete e discese in campo.

Quasi a voler vidimare questo nuovo avvicinamento fra Microsoft e utenza, alla fine del keynote Steve Ballmer ha invitato i presenti a scrivergli una mail alla quale lui avrebbe certamente risposto. “Non temi di essere sommerso dai messaggi?” gli ha chiesto il moderatore, e Ballmer ha risposto: “Sono i computer a mandare junk mail, gli umani no”. Nel caso siate in vena di esperimenti, l’indirizzo email di Ballmer è questo: steveb@microsoft.com.

Massimo Mantellini
Manteblog

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