Contrappunti/ Palm, più Post che Pre

di Massimo Mantellini - Ma è davvero realistico credere che gli sviluppatori si dedichino a software per iPhone, Android, Windows Mobile, Blackberry e ora anche Web OS? La guerra del software è mobile

Roma – Osservando ciò che è accaduto in questi giorni a margine della presentazione del nuovo smartphone di Palm al CES di Las Vegas, ci si può rendere conto di come, ancora una volta, Apple abbia silenziosamente tracciato il percorso di sviluppo dello scenario tecnologico. Mentre ormai qualsiasi cellulare di fascia medio-alta che compare sul mercato viene definito dalla stampa come l’anti-iPhone, per una serie di similitudini progettuali talvolta ben evidenti (ed altre volte meno) che avvicinano moltissimi nuovi prodotti in uscita a quello della casa di Cupertino, ancora poco si pone l’accento su altre questioni di sostanza che le scelte commerciali di Apple determinano.

Così come avvenuto alcuni anni fa con la nascita dell’iTunes Music Store, nel quale una intelligente intuizione di Apple associava ad un prodotto hardware un grande magazzino di contenuti, una sinergia, come si è visto, in grado di mutare radicalmente le scelte sulla fruizione musicale, stiamo oggi assistendo ad un fenomeno di imitazione da parte di altre aziende nei confronti dei modelli commerciali Apple nel mercato degli smartphone. Questa rincorsa, da un lato amplia le possibilità del mercato, dall’altro rende pericolosamente asfittico lo scenario di sviluppo che risulta in buona parte concentrato in una unica direzione.

Con qualche orgoglio alla presentazione del Palm Pre, Jon Rubinstein ha annunciato qualche giorno fa che Palm renderà disponibile ai suoi utenti un ampio negozio di applicazioni nel quale scaricare software adatto al sistema operativo del proprio terminale. L’App Store di Apple a quanto pare fa scuola (anche Android seguirà il medesimo modello) e, come scrive giustamente il New York Times, nei prossimi mesi si tratterà di capire se davvero sia realistico immaginare che gli sviluppatori software decidano di dedicarsi alla produzione di software per iPhone, per Android, per Windows Mobile, per BlackBerry ed ora anche per il WebOs di Palm.

In realtà oggi il collare di diamanti che lega un device mobile al suo software è contemporaneamente qualcosa di importante e perverso. Importante perché dopo l’esempio di iPhone nessun telefono di nuova generazione sembra poter sopravvivere con i semplici software di base forniti dalla casa madre, perverso perché la frammentazione delle offerte e lo stretto collegamento fra hardware e software rischiano di essere in molti casi un onere più che un valore.

Mentre sui computer gli ambienti di sviluppo per il mondo consumer sono sostanzialmente tre (Windows, Mac OS X e Linux) sui terminali mobili la guerra del software è assai più complessa e l’unica cosa certa è che non ci sarà spazio per tutti.

Se Android rappresenta la futura ipotetica alternativa open source e Windows mobile immagina anche per il mondo cellulare una supremazia che da quelle parti certamente Redmond non ha, se Symbian deve oggi molto alla qualità hardware dei device sui quali gira e iPhone gode della versione mobile dell’acclamato sistema operativo Apple, si comprende come davvero per la rediviva Palm le possibilità di spostare utenti non tanto su un terminale che appare affascinante ma su un ambiente software tutto da immaginare non siano poi tantissime.

Forse una possibile segmentazione del mercato potrà passare attraverso la leva economica. L’App Store di iPhone, a differenza dello Store musicale della casa di Cupertino – che è stato associato in questi anni alla lotta di liberazione dai costi esosi della musica imposti dalle major del disco – ha stabilito, in puro stile Apple, una relazione economica stretta fra software e sua fruizione quando, per esempio, le applicazioni software per i device mobili erano sempre state fino ad allora sostanzialmente gratuite.

I risultati sono sotto i nostri occhi e sono fortemente disomogenei. C’è una ampia disponibilità di grandi applicazioni gratuite ed un mercato discretamente sciocco a pagamento di piccoli gadget software inutili, le cui dinamiche assomigliano, con qualche distinguo e molta meno disparità fra il bene e il suo prezzo, al vecchio trading di suonerie ed altre amenità. Il risultato complessivo, al netto di pur esistenti scelte autarchiche nei confronti di possibili competitor, dà comunque ragione ad Apple, confermandone la capacità visionaria e costringendo tutti gli altri ad una ennesima affannosa rincorsa.

Secondo alcuni analisti, un simile ambiente economico non privilegerebbe lo sviluppo di software di qualità, invogliando gli sviluppatori a creare piccole applicazioni idiote con le quali arricchirsi in fretta. Secondo altri, la disponibilità di così tanto software dentro le nostre tasche, attaccato a quei formidabili computer che sono oggi quelli che un tempo chiamavamo telefoni cellulari, è destinato a rivoluzionare la qualità complessiva dei nostri rapporti con la comunicazione.

Quello che pare certo è che l’ambiente di rete mediato dai device mobili assomiglia sempre meno a quello aperto e condiviso della rete Internet, e questo non tanto e non solo per le note logiche di network chiuso tanto care agli operatori telefonici ma anche e soprattutto per i modelli economici imposti dalla industria dei cellulari.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • sarah connor scrive:
    info
    buongiorno, sapete se è compatibile con il t1000?
  • Anonimo Codardo scrive:
    Ma lo sai a che serve cfengine?
    A cose tipo:- pulire i file di log;- sistemare i permessi dei file;- monitorare lo spazio usato da utenti ed applicazioni;da dove è venuta l'idea che permette di riparare in automatico i sistemi, addirittura citando Skynet, è una domanda persa nei meandri della digestione dei pranzi delle feste dell'articolista.
    • individuo scrive:
      Re: Ma lo sai a che serve cfengine?
      ROTOLO XD
    • wintermute scrive:
      Re: Ma lo sai a che serve cfengine?
      In effetti basterebbe leggere il "Get Started" che va un po' piu' nel concreto rispetto ai paroloni della home-page per capire che e' un tool, interessante, per gestire in modo automatizzato le configurazioni di piu' server e altro.http://www.cfengine.org/getstarted.phpSkynet e' ancora lontana :D
    • donato radatti scrive:
      Re: Ma lo sai a che serve cfengine?
      dai su esiste una materia di studio si chiama gestione di sistemi e reti , il famossissimo protocollo snmp usato principalmente per la gestione e interventi di 3 livello, che e' molto ben apprezzato.Poi "Pulire i log" tutto al piu analizzare i log non pulire i log quella e' un'operazione che nn si fa i log si conservano nn si puliscono
    • Antonello scrive:
      Re: Ma lo sai a che serve cfengine?
      Quando si parla di skynet si pensa all'intelligenza artificiale, cfengine invece sembra semplicmente un tool per la gestione (semi)automatica e soprattutto centralizzata di alcune operazioni comuni sui server, così come ce ne sono molti altri.Il parallelo è semplicemente ridicolo
  • guast scrive:
    Paragoni software commerciali
    Notizia interessante. Ammetto che non sapevo che esistesse un tool simile.Chi di voi lo usa ?Esattamanete che funzionalità ha ?E' tipo tivoli o HP Open view ?Si può confrontare con Hawk di Tibco ?
    • guast scrive:
      Re: Paragoni software commerciali
      Almeno da quello che leggo nella pagina About del sito sembra più orientato a configurazione e manutenzione. Non sembra faccia monitoraggio di applicazioni. E' così?
    • Anonimo Codardo scrive:
      Re: Paragoni software commerciali
      - Scritto da: guast
      Notizia interessante. Ammetto che non sapevo che
      esistesse un tool
      simile.Come è raccontato nell'articolo, nemmeno l'autore di CFEngine sa che esiste.
      Chi di voi lo usa ?Youtube (almeno fino all'acquisizione da parte di Google), credo Flickr, questi siti molto server-intensive.
      Esattamanete che funzionalità ha ?Operazioni di manutenzione espresse in un linguaggio abbastanza indipendente dallo specifico flavour di Unix che hai sotto.
  • Den Lord Troll scrive:
    skynet è mej
    umani .... bah
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