Contrappunti/ Twitter e la diretta del Senato

di Massimo Mantellini - Ci sono voluti pochi istanti dentro un flusso informativo ampio ed amichevole per ottenere informazioni difficili da raggiungere in altra maniera. Ed è solo l'inizio
di Massimo Mantellini - Ci sono voluti pochi istanti dentro un flusso informativo ampio ed amichevole per ottenere informazioni difficili da raggiungere in altra maniera. Ed è solo l'inizio

A voi forse interesserà poco, ma oggi vi vorrei parlare di quel pomeriggio in cui il governo Prodi si è andato ad infrangere contro il voto del Senato della Repubblica. Non perché abbia ambizioni da notista politico (non ne ho, in effetti) ma perché mi pare interessante osservare cosa accade quando c’è una notizia importante nell’aria e molte persone si ritrovano a cercare informazioni e a volerla commentare.

Tornavo a casa in auto, l’altro pomeriggio, mentre in Senato si svolgeva la tragicommedia dei nostri parlamentari masticatori di mortadella, stappatori di spumante e capaci di ogni altra nefandezza verbale utile per essere pubblicata domani sull’Herald Tribune nella apposita sezione “Italia paese indecente” e mentre guidavo ascoltavo Luca Sofri e Matteo Bordone su Radio2 sintetizzare a mezza voce con un opportuno “ma andatevene a casa” lo scempio usuale delle nostre istituzioni, consegnate alla povertà d’animo dei nostri eletti. Colpa nostra, certo. Ma ero in auto e l’informazione migliore fra quelle disponibili in quel momento era certamente quella.

Una volta a casa il canale preferenziale delle info e dei commenti dal Senato con il Governo in bilico, non è stato né la Tv di Stato che pure seguiva l’evento in diretta né quella commerciale, ma Twitter. Su Twitter molte persone che conosco si scambiavano impressioni rapide su quanto stava accadendo, mescolando la descrizione degli eventi ai propri (spesso caustici) punti di vista. Il mix informativo perfetto in un pomeriggio del genere era uno sguardo distratto alla diretta televisiva ed una occhiata interessata al flusso di pensieri sulla imminente caduta del governo nella finestrella del proprio client Twitter.

Sempre più spesso i nostri canali informativi si mescoleranno uno all’altro, ovviamente questo avverrà se e quando saranno compatibili fra loro. Bene ha fatto per esempio il sito web di Repubblica a rendere disponibili online la diretta dei lavori parlamentari nel corso della crisi di governo: non si tratta -come apparentemente potrebbe sembrare – di una semplice duplicazione dei flussi informativi, ma di una loro riedizione in un formato utile ad essere fruito insieme ad altri. Perché dovrei guardare la diretta dal Parlamento dentro una finestrella sul computer, si chiedono in molti?La risposta potrebbe essere che quella diretta, ridotta in importanza e qualità mi consente di aprire contemporaneamente altri canali informativi che la visione dell’evento in TV non renderebbe possibile.

Un’altra domanda da farsi è: abbiamo davvero bisogno di tutte queste informazioni? Io credo di sì. Per esempio, sempre rimanendo a quel pomeriggio di un giorno da cani al Senato, è stato proprio su Twitter che una blogger si è accorta, quasi in tempo reale, del fatto che la poesia che Clemente Mastella stava recitando di fronte all’uditorio (l’Italia è un paese strano, stai facendo cadere il governo e ti permetti il lusso di una poesia romantica a reti unificate) e che lo stesso Mastella attribuiva al poeta cileno Pablo Neruda fosse in realtà un componimento che gira in rete da anni e la cui attribuzione a Neruda è una bufala bella e buona.

Ci sono voluti pochi istanti dentro un flusso informativo ampio ed amichevole (ognuno di noi segue su Twitter solo i contatti che ritiene interessanti) per ottenere informazioni difficili da raggiungere in altra maniera. Su moltissimi quotidiani per esempio, nei giorni successivi, l’errata attribuzione a Neruda ha continuato ad essere allegramente ripetuta.

Si tratta di piccoli segnali ma appare piuttosto probabile che se c’è uno scenario da immaginare per l’informazione del futuro questo dovrà comunque transitare, in una qualche misura, attraverso i rapporti di vicinanza mediati dalla rete Internet. E che le grandi aspirazioni informative delle società avanzate avranno un senso maggiore di quello che hanno oggi quando sarà possibile immaginare strumenti per tutti (e non solo per una certa utenza avanzata della rete) capaci di unire fonti differenti e voci differenti in maniera semplice ed intuitiva.

Massimo Mantellini
Manteblog

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