Contrappunti.it/ Ho abbandonato Netscape

di M. Mantellini. Una scelta inevitabile. Evidentemente la N roteante ha smesso di circuire uno dei suoi utenti più fedeli. Adesso a roteare ci pensa una grande E blu


Roma – Ho utilizzato Netscape Navigator dalla versione 1.0 fino a ieri. Oggi è arrivato il giorno in cui, quasi impercettibilmente, il browser di default nel mio computer casalingo è cambiato diventando Internet Explorer. Mi rendo conto della pochezza della notizia e non ho nessuna intenzione (non ne avrei del resto le capacità) di affrontare la questione da un punto di vista tecnico, tuttavia, dal mio piccolo punto di vista, segnalo la fine di un periodo: quello della N luccicante in alto a destra nella finestra del mio PC.

Anni fa su un gruppo di discussione in lingua inglese, un simpatico utente coreano ammoniva sul rischio che gli utenti dei browser Internet correvano soffermandosi ad osservarne l’icona animata. Egli suggeriva la possibilità che tale animazione (perché la metterebbero se no?) venisse utilizzata dai produttori di software per condizionare le nostre menti e orientare così a proprio favore la feroce battaglia fra Internet Explorer e Netscape Navigator. Una guerra appassionante che, per un paio d’anni, ha tenuto con il fiato sospeso solo i giornalisti che ne scrivevano sulle riviste tecniche di tutto il mondo.

Confesso di aver più volte osservato rapito la N di Navigator in alto a destra nel mio PC, seduta sull’orizzonte del mondo mentre stelle cadenti e aurore boreali le sfilavano alle spalle, ed è quindi assai probabile che il browser inventato da Marc Andressen ai tempi dell’università abbia esercitato su di me, per molto tempo, i suoi occulti condizionamenti. Oggi, evidentemente, gli effetti di tale circuizione devono essersi attenuati fino a scomparire del tutto visto che, una volta esclusa la pesantissima versione 6, abbandonata per eccesso di crash la versione 4.xx e ignorata per problemi analoghi la mai nata versione 5/mozilla, la mia navigazione
sul web avviene preferibilmente attraverso Internet Explorer, software che è andato negli anni trasformandosi gradualmente da programma brutto e lento a browser veloce e stabile.

Tuttavia non è di questo che volevo parlare: la N di Navigator ha attraversato con me la nascita e la crescita del web italiano quasi fosse una icona del mondo nuovo che ci stava raggiungendo, con le sue mille possibilità, la nascita di una nuova onda dentro la quale qualsiasi meraviglia fosse possibile. Capire il mondo, conoscere persone diverse, vivere collegati a tutto il resto. Tutte aspirazioni più o meno realizzate che sono transitate anche attraverso il programma di navigazione web della software house di Mountain View.

Molto tempo sembra passato da allora. Netscape è stata incorporata (e poi sostanzialmente “spenta”) da AOL. Il creatore del primo browser per Internet è partito giudiziosamente per altri lidi fondando una startup (Loudcloud) di quelle candidate al fallimento. E a noi? A noi che cosa resta?

Un vecchio glorioso programma per navigare sul web al quale siamo affezionati ma con ormai mille acciacchi; una N in alto a destra dai discutibili effetti ipnotici ed una foto di Mark Andressen (devo averla ancora da qualche parte nell’HD) fresco multimiliardario poco più che ventenne subito dopo la quotazione di Netscape alla borsa americana. La ricordo bene quella foto: il buon Mark immortalato sul bordo della sua nuova piscina sotto il sole della California, con un sorriso incerto e un lettino prendisole alle spalle con rivestimento in pelle color caffelatte.

Mi chiedo ancora, da allora, da quanto Navigator era il fantastico programma che ora non è più, come fosse possibile stendersi al sole seminudi su un attrezzo del genere senza provocarsi ustioni di 2° 3° grado. E ‘ certamente una domanda stupida, eppure continuo a farmela. Si tratta con ogni probabilità degli effetti ipnotici della E animata in alto a destra nel mio “nuovo” browser.

Massimo Mantellini

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