Convegni, così ti profilo l'utente

Un seminario voluto dalla Fondazione Ugo Bordoni per studiare come la tecnologia possa migliorare l'accesso ai dati

Roma – Si terrà a Roma, il prossimo 13 febbraio presso il Centro Congressi Palazzo Rospigliosi, il terzo appuntamento dei Seminari Bordoni , organizzato dalla Fondazione Ugo Bordoni per discutere di Sistemi Informativi e profilazione automatica dell’utente .

“Gli ultimi anni ci hanno consegnato un mondo definitivamente pervaso dalle applicazioni di Internet – spiegano gli organizzatori in una nota – Oggi l’informazione va su internet, la radio va su internet, la tv va su internet”.

“Ma – prosegue la nota – è la gente che si sta spostando sempre più su internet e ciò non riguarda solo i giovanissimi o i giovani adulti, perché fasce sempre più vaste di popolazione usano quotidianamente Internet, indifferentemente dall’età, dalla collocazione geografica, dalla propensione al consumo o all’acquisto”.

È dunque necessario ripensare “procedure e metodologie di profilazione dell’utenza”, per rispondere meglio ai bisogni personalizzati di ciascuno. Per farlo, niente di meglio dei consigli di i Barry Smyth, docente allo University College di Dublino e uno dei massimi specialisti mondiali di intelligenza artificiale e sistemi adattativi, tecniche che ha applicato con successo al problema dell’accesso personalizzato all’informazione.

Tutte le informazioni sul seminario e sulle modalità di registrazione all’evento sul sito della Fondazione.

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  • kristin fernandez scrive:
    im pretty
    hudtrunb j kh jgh uhhb kvshnd lhjan jsgs kdg .jsj,hh,hbertsuaop,y8qqw9wey,s9tshvbid,iuwybdkooiu,wuw9shks.jj8esxèbndoy hhd hbvb yfd hfxd hfs hds yeagti yswe oc gxz
  • kat fernandez scrive:
    linguagi
    mi serve ricerca per cenerentola perche il nostro compito oggi in scuola
  • Ricky scrive:
    Per fortuna non avete preso...
    ...in considerazione l'India o i paesi arabi...In Italia siamo messi male, non gliene frega niente a nessuno del futuro... servono solo i soldi, tanti e SUBITO.Niente ricerca, non ti puoi intascare denaro a fiumi come con altre cose...vero politici???Grandi menti che fuggono altrove...grandi progetti,innovazione che e' la vera chiave per emergere.Invece noi dobbiamo rimanere nell'oblio, nelle fogne a marcire e a farci sorpassare da paesi che sfruttano al meglio le nostre stesse menti!Qui noi paghiamo milioni per un DECODER DIGITALE ma per la ricerca e la salute NIENTE! Solo le briciole e solo per non perdere troppo la faccia.E' uno schifo...un vero schifo che nessuno affronta.Solo parole e promesse,come sempre dai politici, e nulla piu'.Se solo potessimo indirizzare l'8x1000,i soldi presi alle mafie, i soldi risparmiati perche' TOLTI alle testate giornalistiche inutili e PARASSITE,i soldi risparmiati da un reciclo intelligente delle risorse e dei rifiuti, quelli tolti dalle tasche dei nostri inutili ed opulenti POLITICI corrotti asserviti strapagati per l'incapacita' che dimostrano nel governarci.SE SOLO...
  • vrooom scrive:
    Non e' solo una questione di soldi
    Il problema principale è la testa di coloro che sono già ben inseriti nella ricerca.Citando la ricercatrice emigrata in Giappone di un post precedente (l'articolo è qui http://scienziatidiventura.blogspot.com/2007/11/da-cagliari-osaka-emigrata-per-poter.html)"A ricevere Rosaria Piga, biologa cagliaritana in arrivo con un volo Alitalia decollato da Milano, cè nientemeno che il professor Etsuo Niki, direttore del centro di ricerca Hssrc, uno degli istituti più accreditati al mondo per lo studio dello stress ossidativo..... Il professore, giacca e cravatta, sorridente, è con un altro collega. Danno il benvenuto a Rosaria che non sa come ringraziare per un attenzione così premurosa, ma già da questo primo segnale capisce di «aver cambiato pianeta». Racconta: «Mi sentivo catapultata dallanonimato o quasi che ti circonda in un centro di ricerche sardo (o italiano) al rispetto e alla considerazione riservatimi allestero. Quando mai, non dico il direttore-mito di un centro mondiale di studi, ma anche il suo ultimo assistente ti sarebbero venuti ad accogliere a Elmas o ad Alghero? Ma neanche a Milano o Perugia. Ebbene, lì è successo. Ed è la norma, non leccezione."Mica ci vogliono i soldi per una cosa del genere.Il fatto e' che da noi la mentalità di mandare avanti le persone capaci, di facilitargli il lavoro, di fare anche piccole cortesie come andarli a prendere all'aeroporto non c'è proprio.Il problema è che in Italia è una eccezione quello che in molti paesi stranieri è la norma ed è tutta una questione di mentalità.E non saranno certo i soldi a cambiarla.
    • ninjaverde scrive:
      Re: Non e' solo una questione di soldi
      Dieri di più: in Italia c'è un'invidia meschina nei confroti di chi ha i "numeri" e le capacità di un vero ricercatore, nonchè inventore di un qualsiasi ramo della scienza o dell'umanistica.Vi è una casta di "baroni" ed una casta di arricchiti.Gli uni difendono il loro "feudo" di conoscenze o pseudoconoscenze, gli altri difendono la loro casta di censo, per il solo desiderio di non allargare la loro cerchia di privilegi a persone di basso rango economico sociale.Vecchia "malattia" italiana.Non è possibile (oggi) in Italia ad un "Bill Gates" in erba di evolvere nel mercato, ma non è neanche possibile ad un "Leonardo da Vinci" di affermarsi come inventore o ricercatore.Questa è l'amara realtà del nostro paese decadente. :
      • McLoud scrive:
        Re: Non e' solo una questione di soldi
        Non, non è una questione di baroni o di mancati bill gates.È l'indifferenza della gente.Organizzamo, con un lug, un importante incontro informatico con personaggi di primo piano sul panorama nazionale presso un dipartimento di informatica di un ateneo italiano. La sala delle conferenze era incredibilmente vuota.Nella sala affianco, con copertura wifi, c'era una ressa di ragazzi iscritti ad informatica: chi chattava, chi scaricava, chi... scriveva una "enciclopedia" online.Nessuno di costoro aveva tempo da "perdere" per seguire la conferenza.L'indifferenza uccide. L'italia è morente.Si preferiscono vie semplici, piuttosto che puntare sulla formazione seria.Se uno studioso viene snobbato dalle masse, come può un politico -che è l'espressione delle masse- tenerlo in considerazione?Siamo in una società in cui si affermano sempre più violentemente condotte antiscientifiche: dai rimedi alternativi, agli indovini, passando per creazionismo, divieti alla ricerca (legge 40) e vincoli che sembrano delle forche caudine.La società dovrebbe appoggiare la ricerca. Perché la ricerca da benessere, progresso e ricchezza. Una nazione che ha una buona ricerca prospera, la nostra declina.L'importante è avere la partita la domenica, un arbitro da crocifiggere, un grande fratello, qualcuno che si affaccia da un balcone o da una finestra.Povera Italia, terra di Galiei, Volta, Torricelli, Galvani, Fermi, Majorana, Rubbia; ma -purtroppo- anche di Zichichi.
        • ninjaverde scrive:
          Re: Non e' solo una questione di soldi
          Sicuramente c'è anche indifferenza come dici tu, ma abbiamo una classe dirigente (non fatta di soli politici) che teme(?) il progresso di persone capaci, ma di livello inferiore (inteso come livello economico o censo).Ti descrivo un breve episodio.Un mio amico, informatico ed anche "inventore" (con qualche brevetto alle spalle). Ad un certo punto contatta con un socio commerciale i rappresentanti del software bancario (che come saprai, solo pochi eletti possono trattare con le banche). Mette a punto un software di sicurezza di crittazione (e non solo), semplice da usare e parecchio sicuro. Alla fine gli chiedono un demo, lui lo fa e finalmente si arriva alla trattativa. I rappresentanti dei bancari chiedono quanto vuole per una copia. Lui chiede (allora) 100 mila lire.I tizi però gli dicono che loro vogliono di provvigione l'80% ...ma non l'80% di 100, ma 100 sarebbe il 20% l'80% per loro. Il mio amico accetta, poi sorogono questioni per la pubblicità, al che il mio amico produttore ed inventore accetta di accollarsi tramite il socio commerciale.Infine fanno un calcolo e deducono che il prodotto porebbe essere venduto con relativa licenza per un volume di circa 20.000 pezzi.A quel punto tutto sembra sistemato, ma i rappresentanti delle bance non sono contenti e dicono:"Ma, allora lei così si arricchisce!!".Morale della favola l'affare non va in porto e i tizi si "accontentano" del demo.Per non rimanere con le tasche vuote dopo quel demo ritirato gratuitamente, il mio amico decide di vendere il prodotto ai cinesi.In cinesi non gli riconoscono una royalty, ma solo una tantum sul software venduto. Per lo meno si è salvato dalle spese ed ha guadagnato qualcosa per il lavoro fatto.Se non è protezionismo di casta (di censo) questo?... o per meglio dire invidia...o altro.... :@ non so... Dierei stupidità. :@-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 febbraio 2008 18.27-----------------------------------------------------------
  • Mantainer scrive:
    Lettera RA
    Ma quelli che stanno ora stanno piangendo il morto sono gli stessi che continuano a volere la LAR inviata via fax con firma leggibile ?? :$Si, si ditemi dove posso firmare per fargli aumentare il budget...
  • Garbet P. scrive:
    I FINANZIAMENTI CI SONO
    Solo che li diamo a quelli che fanno ricerca sulle favole: ogni anno tra finanziamenti ed esenzioni regaliamo alle chiese circa 4 miliardi di euro (8000 miliardi di lire, come una manovra finanziaria). Quasi tutti naturalmente vanno alla chiesa cattolica.
    • AlphaC scrive:
      Re: I FINANZIAMENTI CI SONO
      basterebbe che la gente iniziasse a dare l'8 per mille allo stato o se non vuole darlo allo stato allora alla chiesa valdese o a piccole comunità religiose con una storia, non roba come scientologi, che rigirerebbero i soldi sul territorio...
    • ninjaverde scrive:
      Re: I FINANZIAMENTI CI SONO
      Non è solo una questione di "chiese".Ti rimando al post "Non è solo una questione di soldi" e risposta...E' pur vero che siamo soggetti ad un "compromesso" verso la chiesa cattolica (di origine storica)... ma non è questo il problema vero.
    • Stargazer scrive:
      Re: I FINANZIAMENTI CI SONO
      sbagliato! informatihttp://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/cronaca/chiesa-commento-mauro/soldi-del-vescovo/soldi-del-vescovo.htmli soldi lo stato non li versa alla chiesa se non una piccola parte e dopo 3 anni oltre che diecidono come sempre loro dove vannoil rimanente va ai mussulmanidella serie io ti faccio il favore a te, tu un domani fai il favore a me le moschee costano ehdopotutto ai tempi di craxi si sapeva che offriva armi (pacificatori) alla libia e marocco
  • Pirata scrive:
    Certo che...
    Certo che se anche le Università non inculcassero nelle menti degli ingegneri nostrani che grande è bello, ma piuttosto li indirizzassero verso le piccole aziende (dove DAVVERO la ricerca serve e dove la persona è una RISORSA e non un numero) forse riusciremmo a portare innovazione utile partendo dal basso.Il piccolo non mette a disposizione gli strumenti che una grande multinazionale può permettersi, né ha le capacità di trattenere il personale con stipendi d'oro o altri benefit più o meno utili, eppure non sempre piccolo è brutto o limitativo. Piccolo è semplicemente l'inizio di qualcosa che può diventare grande, anche grazie alla ricerca e alle giovani menti italiane.http://menteindisordine.wordpress.com
    • Wargames scrive:
      Re: Certo che...
      Certo, dillo a uno che ha studiato fino a 25 anni e si ritrova con un affitto da 800 euro al mese e uno stipendio di 100 euro maggiore.Piccolo é bello nelle favole! Piccolo nel 99% dei casi, significa lavorare un sacco con nessuna garanzia.
    • picchiatello scrive:
      Re: Certo che...
      - Scritto da: Pirata
      Certo che se anche le Università non inculcassero
      nelle menti degli ingegneri nostrani che grande è
      bello, ma piuttosto li indirizzassero verso le
      piccole aziende (dove DAVVERO la ricerca serve e
      dove la persona è una RISORSA e non un numero)
      forse riusciremmo a portare innovazione utile
      partendo dal
      basso.Nelle piccole aziende come nelle grandi il piu' delle volte sei solo un numero non cambia nulla...
      Il piccolo non mette a disposizione gli strumenti
      che una grande multinazionale può permettersi, né
      ha le capacità di trattenere il personale con
      stipendi d'oro o altri benefit più o meno utili,
      eppure non sempre piccolo è brutto o limitativo.
      Piccolo è semplicemente l'inizio di qualcosa che
      può diventare grande, anche grazie alla ricerca e
      alle giovani menti
      italiane.Questo sta alla base dei rapporti io ti do la mia professionalità, tu mi paghi la mia professionalità ( non mettiamo in mezzo cose come "amicizia" che in un rapporto di lavoro non ci devono essere) certamente se qualcuno mi da di piu' scegliero' la strada che e' piu' favorevole a me perche' ricordiamocelo che in questi settori IT a 45 anni sei gia' vecchio e' meglio guadagnare e mettere via.Piccolo molte volte vuol dire non spendere soldi sulla sicurezza, contratti di collaborazione fittizia, chiusura del rapporto senza giusta causa, negazione di accesso al credito ect ect ect
  • Cristian scrive:
    Siamo davvero messi così male? Non credo
    E' vero che mancheranno soldi ma va detto una cosa, il genio italiano viene sempre fuori. Ad esempio prendiamo in considerazione il Politecnico di Torino che con la scarsità di soldi e con le loro ricerche hanno fatto e stanno facendo scuola nel mondo, ad esempio lo studio e la dimostrazione del WiMax con un vecchio pc con linux (http://www.onemobile.it/07/06/2007/da-torino-il-wireless-diventa-chilometrico/). Ricordo che su Radio2, il professore che ha diresse la ricerca disse questa piccola frase durante l'intervista: "se dobbiamo farlo, almeno facciamolo con stile". Ricordo poi una Università di Trieste (di cui non ricordo il nome) che ogni anno sforna dei geni e che molte università vogliono con se (tranne che in Italia purtroppo). Ho letto anche di un concorso di informatica (forse di programmazione ?) che si tiene tra le migliori scuole di tutto il mondo e se non sbaglio una scuola di Milano è arrivata prima per ben due volte. Una volta in una intervista alla tv sentii dire una cosa da un italiano a proposito di un concorso: "I tedeschi, gli americani, i francesi avevano grandi possibilità economiche , gli italiani invece avevano pochi soldi, ma con quel poco che avevano, stupirono i presenti con quello che costruirono". Speriamo che il prox. La trasmissione Report di Rai Tre, 1 o 2 anni fa fece una trasmissione dedicata alle Università italiane incentrata su quanti soldi percepivano per la ricerca, come venivano spesi ed i risultati ottenuti.Vorrei dire un'ultima cosa a favore dell'Università italiana ed europea, rispetto a quella americana. Parlando con studenti americani negli Stati Uniti, questi mi dicevano che secondo loro le migliori Università erano in Europa (Italia Compresa), soprattutto perchè davano più basi solide alla fine e perchè erano organizzate meglio (a loro parere). Come ultima cosa mi hanno sempre ripetuto, è vero che le Università Americane stanziano soldi per la ricerca, ma è pur vero che i cervelli arrivano sempre dall'estero.Infine, speriamo che il prossimo Governo stanzierà più soldi per la ricerca, perchè è questo il futuro.Manualinux, il Manuale su Linux http://www.manualinux.com
    • Lotera scrive:
      Re: Siamo davvero messi così male? Non credo
      - Scritto da: Cristian
      E' vero che mancheranno soldi ma va detto una
      cosa, il genio italiano viene sempre fuori.Piu' che altro il genio italiano SE NE VA FUORI."Vado a studiare all'estero e non torno più""Ogni anno 40 mila studenti lasciano l’Italia"http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scuola/grubrica.asp?ID_blog=60&ID_articolo=535&ID_sezione=255&sezione=News
      esempio prendiamo in considerazione il
      Politecnico di Torino che con la scarsità diDi esempi eccellenti italiani ce ne sono molti e sono ancor piu' lodevoli viste le difficolta' che hanno i ricercatori italiani rispetto a quelli stranieri.Nessuno credo possa dire che gli italiani siano meno intelligenti, anzi moltissime invenzioni in numerosi campi sono di italiani (molti pero' hanno studiato e sono fioriti come inventori e ricercatori andando all'estero), tuttavia i loro mezzi a disposizione sono scarsi e sotto la media, il che spiega i numeri riportati da PI in questo articolo.
      Vorrei dire un'ultima cosa a favore
      dell'Università italiana ed europea, rispetto a
      quella americana. Parlando con studenti americani
      negli Stati Uniti, questi mi dicevano che secondo
      loro le migliori Università erano in Europa
      (Italia Compresa), soprattutto perchè davano più
      basi solide alla fine e perchè erano organizzate
      meglio (a loro parere). Come ultima cosa mi hanno
      sempre ripetuto, è vero che le Università
      Americane stanziano soldi per la ricerca, ma è
      pur vero che i cervelli arrivano sempre
      dall'estero.E perche' mai i cervelli lasciano queste "organizzatissime" universita' per fiondarsi in USA?Evidentemente questi i cervelli sono tanto intelligenti da investigare sulle particelle quantiche ma tanto sciocchi da non capire che lasciano delle universita' "organizzatissime". Sara' forse perche' nelle universita' italiane per avere una scrivania (un semplice tavolo con dei cassetti, non un PC o una provetta) devi sperare nel buon cuore di chi e' tanto generoso da aiutarti o te la recuperi da qualche scantinato o laboratorio dismesso portandotela su per le scale con un collega.Non parliamo poi di quando ti servono sofisticate cose come una prolunga o una lampada.Oppure parliamo degli stipendi, che QUANDO ESISTONO, nelle nostre "organizzatissime" universita' possono perfino raggiungere i 1000 euro, una meraviglia! Chi vorrebbe mai 1700 euro come stipendio di ingresso come puo' ben sperare di ottenere all'estero?!Comunque su una cosa ti devo dare ragione, gli studenti americani non hanno una buona preparazione di base, in effetti dello sfacelo dell'Italia non sanno proprio una mazza.
    • fox82i scrive:
      Re: Siamo davvero messi così male? Non credo
      Ecco ti sei risposto da solo!Usiamo cose vecchie per dimostrare tecnologia del domani.E' il solito discorso: un motore di una ferrari su una panda con sospensioni a balestre. Si puoi andare, ma dopo l'integrità strutturale cede!!Ma ci rendiamo conto che non abbiamo le strutture?????Sono un neo laureato in Informatica. Ti porto un esempio: gli finanziamenti per l'ampliamento della sala pc sono stati dirottati per attività umanistiche.Dovevamo lavorare su vecchie SUN con monitor che uccidevano le mosche dopo 10 minuti di esposizione. Cerchiamo di dire le cose sensante e non "stiamo facendo scuola al mondo per il wireless". Ma chi se ne frega! Nel mondo sono ancora più avanti di noi! Solo perchè a qualche ricercatore è sfuggito un metodo, non vuol dire che facciamo scuola!!Le menti ci sono e come. Trovano lavori da 4 soldi pur di mantenersi e di continuare a studiare.Già al giorno d'oggi ci sono molti studenti a cui piace studiare, ma lo Stato non c'è! Invece di detassare, lascia tutto invariato. Stanzia qualche aiutino..Ai ricercatori viene data una paga da fame, 700-800 al mese. Come fanno a vivere? Le menti scappano: certo vieni pagato di più e non ci sono le corporazioni universitarie. All'estero vieni premiato per la tua capacità non perchè sei il figlio del nipote dello zio del rettore.Scusa dello sfogo, ma la realtà è questa
    • Overture scrive:
      Re: Siamo davvero messi così male? Non credo
      Beh ovviamente se non c'è la creatività e la fantasia di base, non bastano tutti i soldi di sto mondo ma c'è anche da dire una cosa e cioè una ricerca può cominciare con un "vecchio pc con linux" ma prima o dopo serviranno strumenti migliori, più potenti, più veloci, più moderni e se non si cacciano fuori gli sghei questi strumenti rimangono nella terra dei se dove non servono a nessuno.Oltre a questo va ribadito che un ricercatore per poter fare bene il suo lavoro deve essere messo nella condizione di non avere altri disturbi. Se a questo ricercatore non gli si paga neppure uno stipendio tale da garantirgli di arrivare a fine mese (e attenzione, non sto parlando di dargli miliardi anche se forse se li meriterebbe) di certo non si aiuta la ricerca.
  • Lotera scrive:
    Per forza, troppa religione
    Finche' si insegnera' fin dalle scuole elementari che le verita' e i valori sono solo quelli morali e religiosi, che quando e' nato gesu' bambino c'era la stella cometa, che le donne possono partorire vergini, che dopo la morte si va in cielo, che il diluvio universale e' una cosa vera, che dio ha fatto il mondo e che la scienza ha fatto la bomba atomica, non potremmo che essere un paese arretrato.In Italia quando si deve scegliere se dare soldi per cercare le tracce di un ribosoma fossile che spiegherebbe le nostre origini o se dare i soldi ad esempio all'associazione Don Bosco, i politici non hanno dubbi su quale scelta sia piu' vantaggiosa, politicamente e piu' giustificata secondo la morale comune.Non parliamo poi di investire soldi in ricerche che imbarazzerebbero la chiesa, se io conduco un rigorosissimo studio che volente o nolente evidenzia la falsita' di miracoli accreditati, come ricercatore rischio persino il posto.Ma anche se faccio ricerca e basta rischio la fame: leggete questa vicenda, esemplare, di come vengono trattati i ricercatori in Italia e in Giappone:Da Cagliari a Osaka emigrata per poter studiare lo stresshttp://scienziatidiventura.blogspot.com/2007/11/da-cagliari-osaka-emigrata-per-poter.htmlIn Italia:"...Inizio con tanto entusiasmo, poi mi rendo conto che non ho nulla attorno a me, lavoro gratis, mai un soldo, girovago sette anni senza avere mai uno stipendio che mi consenta di essere autonoma economicamente. Vago per l’Italia, Torino, Siena, Bologna, Napoli, Udine. Ovunque le stesse trafile, estenuanti. Mi proponevano pochi denari."...In Giappone:"In Giappone, avere un laboratorio efficiente è la normalità, la regola per un ricercatore, non devi elemosinare nulla, hai a disposizione ciò che è necessario. In queste condizioni la crescita culturale è costante.(...)Ecco la mia scrivania, gli scaffali, il cassetto, i libri, il computer. E vedo, nel mio studio, tutta la strumentazione necessaria per far ricerca. È tutto made in Japan, sono in giapponese anche le istruzioni per l’uso, ho bisogno dei colleghi per capire, disponibili, affabili. Dal primo giorno ho tutto a disposizione, col mio budget. E lavoro come tutti gli altri dalle 9 del mattino alle 21 con un’ora di pausa-pranzo. Dal primo mese lo stipendio regolare: 400 mila yen, pari a quattromila euro al mese" (cifra secondo il cambio del 2002, attualmente il cambio invece favorisce l'euro tanto che sono circa 2500 euro. Rimane tuttavia un sostanzioso stipendio in Giappone che i ricercatori italiani si sognano). "(Il capo del dipartimento) mi dice: la tua casa in affitto è pronta, è a nord di Osaka, quartiere Ikeda, abbiamo già pagato l’allaccio della luce e del gas." (proprio come in Italia eh? ve lo vedete il rettore di una facolta' o un reponsabile di dipartimento che telefona all'enel per allacciare la luce a casa un ricercatore?)Insomma vogliamo essere bravi in ricerca ma non possiamo se paghiamo miliardi alla chiesa, o se lo stato paga gli insegnanti di religione (che sceglie pero' il vescovo) anzicche' pagare i ricercatori o se indottriniamo i bambini a pensare che la scienza e' ancella della fede.Ecco cosa fanno poi i ricercatori, maltrattati e senza soldi se ne vanno in paesi che li premiano.Poi finisce che noi compriamo dal Giappone tecnologia inventata da italiani.Indovinate un po' da che paese compreremo i prossimi farmaci antistress per combattere le malattie cardiovascolari?
    • ilmusico scrive:
      Re: Per forza, troppa religione
      Fin da piccolo, spessissimo ho sentito l'espressione:- Povera Italia... Ora , a circa 60 anni, ho capito perché:Meglio tardi che mai...
    • pippo scrive:
      Re: Per forza, troppa religione

      Non parliamo poi di investire soldi in ricerche
      che imbarazzerebbero la chiesa, se io conduco un
      rigorosissimo studio che volente o nolente
      evidenzia la falsita' di miracoli accreditati,
      come ricercatore rischio persino il
      posto.Già, uno dei firmatari della famosa lettera di "non" invito a parlare all'università al papa, rischia il posto!!!
      Ma anche se faccio ricerca e basta rischio la
      fame: leggete questa vicenda, esemplare, di come
      vengono trattati i ricercatori in Italia e in
      Giappone:Se ti può consolare neppure gli USA sono messi molto meglio, dai un'occhiata qui:http://www.bobpark.org/
    • Giambattist a scrive:
      Re: Per forza, troppa religione
      Poche volte ho sentito baggianate come le tue, Lotera, senza offesa ma studiati un po' di storia vedi un po' chi sono stati i più grandi scienziati.
      • BadReligion scrive:
        Re: Per forza, troppa religione
        ...scommetto che vuoi alludere al fatto che la maggiorparte furono "credenti"...Se ci fosse un minimo di onestà intellettuale non si ricorrerebbe a questa argomentazione: nel passato l'UNICO modo di poter fare scienza era dichiararsi credenti, e quindi sfruttare le risorse finanziarie della chiesa...Guardiamo le cose del passato CONTESTUALIZZANDOLE, e non facendo finta ci fosse la stessa situazione di oggi. Bah.
        • MegaJock scrive:
          Re: Per forza, troppa religione
          Un altro bimbo che pensa che i paroloni lo facciano sembrare intelligente.Torna a guardare le figure sul vocabolario, va.
          • BadReligion scrive:
            Re: Per forza, troppa religione
            se lo dici tu, "MegaJock"mi spiace che tu consideri "paroloni" 'contestualizzare' o 'alludere', crescendo capirai che invece sono parole di uso comune (al di fuori delle scuole medie, certo).
          • pippo scrive:
            Re: Per forza, troppa religione

            Un altro bimbo che pensa che i paroloni lo
            facciano sembrare
            intelligente.

            Torna a guardare le figure sul vocabolario, va.Informati: www.venganza.org
      • BSD_like scrive:
        Re: Per forza, troppa religione
        La stragrande maggioranza dei fisici moderni sono atei compreso, quello che è considerato il più grande fisico teorico oggi esistente.Nel passato: Galileo era credente ma di forza, già aveva rischiato di essere bruciato se non abiurava le sue tesi. Newton nel corso della sua vita ha creduto in forme di dio che potremmo definire di volta in volta differenti ma legate ad un certo punto dal ritenere l'Universo il dio o la sua forma principe; cmq diverso dal dio classico.L'unico che si rifacesse ad un dio classico era Eistein.Ovviamente ci sarebbe da citare Heisemberg & C. tra i quali (i grandi fisici della quantistica del '900) troveresti molti che erano atei (e che spesso sono stati definiti peccatori dalla chiesa nostrana nel periodo di guerra fredda. Basta che vai all'univ. della Sapienza a Rm al vecchio edificio di fisica e trovi proprio un'aula intolata ad uno di questi, definito al funerale - voluto obbligatoriamente dalla moglie credente in chiesa - peccatore).
        • parapappons scrive:
          Re: Per forza, troppa religione
          Guarda, su Einstein e dio classico ti devo contraddire. Einstein ebbe, al suo arrivo in america, a farsi accettare in una sinagoga. Disse chiaramente al rabbino che lo invito' ed interrogo' circa la sua fede: non credo in un dio che sta a guardare i peccati che commetto, non in un dio giudice, ma in un dio spinoziano, che diede origine al mondo ed alle sue leggi.Il rabbino lo ammise alla sinagoga solo perché era Einstein.
      • pippo scrive:
        Re: Per forza, troppa religione

        Poche volte ho sentito baggianate come le tue,
        Lotera, senza offesa ma studiati un po' di storia
        vedi un po' chi sono stati i più grandi
        scienziati.Quelli non bruciati come eretici? :D
  • picchiatello scrive:
    Dati
    Preoccupante e' dato a vedere che i fondi forniti dalle - alle pubbliche amministrazioni di fatto non portano ad una crescita ne' della ricerca vera e proria ne' dei ricercatori.Vien da chiedersi che fine fanno quei pochi fondi dati che il numero di addetti settore ricerca e' basso relativamente ad altri paesi europei.Ci sono regioni italiane a cui alla vastità dei fondi erogati certamente non corrisponde ne' un servizio al cittadino ne' dei poli tecnologici d'avanguardia.
  • ////_/ scrive:
    Cifre che si commentano da sole
    :( :( :( :(
    • kattle87 scrive:
      Re: Cifre che si commentano da sole
      - Scritto da: ////_/
      :( :( :( :(quoto al 100% :(Pochi, pochi fondi per la ricerca...Ottimi cervelli a volte ma in fuga più che mai...Ancora l'eccellenza italiana esiste, ma volesse Iddio che col prossimo governo cambiassero un pochino le cose, ma tanto è impossibile la classe politica italiana fa troppo schifo... I soldi per la ricerca li danno o ai parenti o ai camionisti in sciopero :( :( :(Mi toccherà andare a vivere al nord... Lettonia o giù di lì, dove ci sarà il boom economico dopo la depressione che affosserà quest'Italia ricca di cervelli, povera di politici
      • ilmusico scrive:
        Re: Cifre che si commentano da sole
        Precisazione: Non: ' Povera di politici (in tutto, fra comuni, provincie , regioni e governo centrale, si toccano le 440.000 unita' privilegiate)bensì : ' Ricca di politici parassitari, inefficienti ed ottusi e assai distaccati da noi'. Da gente del genere, cosa possiamo aspettarci: la ricerca all'avanguardia? Il mondo della scuola, finalmente rinnovato e liberato da tutta la burocrazia che la blocca e soffoca? Gente giustamente valorizzata e gratificata adeguatamente...ma daiiii???!!! Siamo nel Terzo Millennio Medievale!! Non c'è da meravigliarsi, se tutto va a rotoli!
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