Coronavirus: ExoMars, missione rinviata al 2022

Le agenzie spaziali di Europa e Russia hanno deciso di posporre il lancio della seconda missione del programma ExoMars anche a causa di COVID-19.
Le agenzie spaziali di Europa e Russia hanno deciso di posporre il lancio della seconda missione del programma ExoMars anche a causa di COVID-19.

Arriva con un comunicato congiunto firmato dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla russa Roscosmos Space Corporation la notizia che il lancio della seconda missione del programma ExoMars destinata a raggiungere il pianeta rosso è stata posticipato al 2022. Due le ragioni del rinvio: problemi di natura tecnica e la diffusione del coronavirus.

ExoMars: il coronavirus fa slittare la missione

Servirà più tempo per sottoporre tutte le componenti hardware e software del veicolo spaziale ai test necessari a garantirne la piena affidabilità. Il rover, battezzato Rosalind Franklin come la chimica britannica, è il primo di questo tipo realizzato dall’Europa. È dotato di una strumentazione in grado di raggiungere il sottosuolo per l’estrazione del materiale da analizzare e studiare.

Abbiamo preso la difficile, ma ben ponderata decisione di posporre il lancio al 2022. Principalmente a causa dell’esigenza di ottimizzare la robustezza di tutti i sistemi ExoMars, poi per via delle circostanze di forza maggiore legate all’aggravamento della situazione epidemiologica in Europa che nella pratica lascia i nostri esperti senza la possibilità di viaggiare verso i partner.

Tra gli obiettivi principali della nuova missione quello di stabilire se c’è mai stata vita su Marte e di raccogliere informazioni utili per comprendere come sia cambiata la presenza dell’acqua sul pianeta nell’arco della sua storia.

Il programma ExoMars ha già portato in viaggio verso Marte negli anni scorsi altre due componenti: il modulo Trace Gas Orbiter ancora operativo e il lander Schiaparelli invece purtroppo schiantatosi al suolo a una velocità superiore a 300 Km/h per un’anomalia nel sistema di navigazione insorta in fase di atterraggio.

Fonte: ESA
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