Coronavirus: pesante l'impatto sul mercato PC

L'epidemia di COVID-19 peserà sulle dinamiche del mercato PC: prevista da Canalys una flessione almeno del 3,4% per il volume delle unità vendute.
L'epidemia di COVID-19 peserà sulle dinamiche del mercato PC: prevista da Canalys una flessione almeno del 3,4% per il volume delle unità vendute.

La diffusione del coronavirus che ha già paralizzato la Cina e che proprio oggi torna a manifestarsi in Italia, avrà ripercussioni pesanti sul mondo tecnologico. Le previsioni formulate da Canalys in relazione al mercato PC parlando di un segno negativo dall’entità non trascurabile per quanto riguarda il numero di unità vendute nel corso del 2020: -3,4% nel migliore dei casi (382 milioni), fino al -8,5% secondo lo scenario peggiore (362 milioni).

Mercato PC: 2020 in flessione per il coronavirus

Tanto peserà la diffusione di COVID-19 sull’economia di un settore che dopo un lungo periodo di stagnazione era tornato proprio di recente a crescere, spinto da fattori come l’introduzione di nuovi form factor e l’abbandono in massa di sistemi operativi ormai obsoleti (la fine del ciclo vitale per Windows 7 e l’adozione di Windows 10). Il 2019 si era chiuso con 396 milioni di unità distribuite a livello globale.

La previsione di Canalys sull'andamento del mercato PC

Dal grafico allegato qui sopra è possibile osservare come le stime siano relative a una situazione destinata comunque nel medio-lungo periodo a tornare alla normalità, con i primi due trimestri dell’anno particolarmente sottotono (fino al -20,6% nel Q1) e quelli successivi progressivamente in crescita (con un picco di +12,8% nel Q4). L’impatto si avvertirà soprattutto in Cina.

È però difficile al momento non attribuire alla previsione un consistente margine d’errore, anche in considerazione dell’incertezza che ancora avvolge tutto ciò che riguarda il tema coronavirus. Intanto proprio nel paese asiatico i grandi nomi del mondo hi-tech si stanno muovendo per ripristinare la produzione e le vendite: chi come Foxconn passando dalla riapertura degli impianti produttivi e chi come Apple che ha scelto di togliere i sigilli ai propri store nella capitale Pechino.

Fonte: Canalys
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