Corsa all'AI: la Cina rifiuta lo stop, ma teme la perdita di controllo

Corsa all'AI: la Cina rifiuta lo stop, ma teme la perdita di controllo

Pechino dice no all'appello di Anthropic e Musk per frenare l'AI, ma aggiorna le sue norme di sicurezza, teme che gli agenti AI sfuggano all'uomo.
Corsa all'AI: la Cina rifiuta lo stop, ma teme la perdita di controllo
Pechino dice no all'appello di Anthropic e Musk per frenare l'AI, ma aggiorna le sue norme di sicurezza, teme che gli agenti AI sfuggano all'uomo.

È una vera e propria onda d’urto quella che ha colpito il mondo dell’intelligenza artificiale in questi ultimi giorni. Dario Amodei, il capo di Anthropic, ha lanciato un appello a rallentare lo sviluppo della tecnologia. Il timore è che questa sfugga al controllo umano, sentimento condiviso persino dai suoi rivali, come Sam Altman ed Elon Musk.

La Cina dal canto suo, al pari di Donald Trump, ha rifiutato questo appello, vedendovi una tattica americana per estrometterla dalla corsa. Ma Pechino prende comunque la questione sul serio.

Nemmeno la Cina si fida dell’AI: scattano le norme contro la “fuga di controllo”

No, Pechino non seguirà l’appello di Dario Amodei di rallentare lo sviluppo dell’AI, ma è altrettanto preoccupata delle conseguenze, e già da tempo.

Sono addirittura due anni che il gigante asiatico ha messo in evidenza questo problema. La questione della perdita di controllo umano sull’AI è apparsa per la prima volta ufficialmente in un quadro di riferimento sulla sicurezza pubblicato nel settembre 2024 dall’Amministrazione cinese del cyberspazio (il regolatore cinese di internet).

Questo quadro di riferimento è stato poi aggiornato un anno dopo, a settembre 2025, per indicare che l’AI poteva in futuro compiere un balzo in avanti improvviso, per poi cercare di trovare le risorse necessarie a una replicazione, quindi a una presa di potere. Alla conferenza mondiale dell’intelligenza artificiale tenutasi a Shanghai lo scorso mese di luglio, Xi Jinping è intervenuto personalmente per ricordare che l’AI doveva restare sempre sotto il controllo dell’uomo.

Il problema non è più soltanto teorico. Con la diffusione degli agenti AI, capaci di prendere decisioni e svolgere compiti complessi, aumentano anche i rischi legati alla loro autonomia. La Cina ha già reagito: a maggio, il regolatore ha imposto nuove linee guida per migliorare il rilevamento e il blocco dei comportamenti pericolosi, come la perdita di controllo, le vulnerabilità, l’inquinamento dei dati e la manipolazione degli algoritmi. Sarà abbastanza?

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
15 set 2026
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