Allarme sulla bolla dell'AI, la BRI teme il crollo

Allarme sulla bolla dell'AI, la BRI teme il crollo

L'analisi della BRI evidenzia fragilità nel boom dell'AI tra spese record dei giganti tech e dubbi sulla sostenibilità finanziaria.
Allarme sulla bolla dell'AI, la BRI teme il crollo
L'analisi della BRI evidenzia fragilità nel boom dell'AI tra spese record dei giganti tech e dubbi sulla sostenibilità finanziaria.

Gli investimenti e le valutazioni record dell’intelligenza artificiale alimentano da tempo i timori di una possibile bolla AI. Un’ipotesi finora sembrata eccessivamente catastrofista, considerando la tenuta dei mercati e le smentite degli operatori del settore. Ora, però, anche una delle più grandi istituzioni finanziarie al mondo inizia a temere il peggio.

La Banca dei regolamenti internazionali mette in guardia sul boom dell’AI

Forse è il caso di iniziare preoccuparsi, o almeno è questa l’opinione della Banca dei regolamenti internazionali, istituzione spesso considerata come “la banca centrale delle banche centrali”.

La dinamica legata all’intelligenza artificiale, che aveva stimolato i mercati azionari e contribuito alla resilienza dell’economia mondiale nel corso dell’ultimo anno, comincia a mostrare segnali crescenti di vulnerabilità ha spiegato ai giornalisti il responsabile dell’analisi economica della BRI, Frank Smets.

Secondo la BRI, l’indebitamento delle grandi aziende tecnologiche non smette di aumentare, mentre gli investitori si mostrano sempre più prudenti. Tanto per fare un esempio, a luglio, Alphabet aveva registrato risultati eccezionali per il secondo trimestre 2026, ma aveva visto anche crollare il suo titolo, a causa dell’annuncio di una revisione al rialzo delle previsioni di investimento.

I contratti faraonici tra big tech e colossi AI

Nel mirino della BRI finiscono anche gli accordi miliardari tra i protagonisti dell’AI e i giganti tech, dietro cui si nasconderebbero finanziamenti spesso poco trasparenti, fuori bilancio, e in qualche modo circolari. Un meccanismo difficile da decifrare, ma soprattutto, quanto è davvero solido questo sistema? E dobbiamo iniziare a preoccuparci anche noi?

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
15 set 2026
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