Cracker Curador merita il carcere?

Aveva preso in giro i cybercops e aveva messo alla berlina molte aziende di e-commerce. Arrestato lo scorso marzo, Curador ha patteggiato e ora spera in una sentenza mite
Aveva preso in giro i cybercops e aveva messo alla berlina molte aziende di e-commerce. Arrestato lo scorso marzo, Curador ha patteggiato e ora spera in una sentenza mite


Londra – Lo scorso marzo aveva fatto notizia essendo riuscito ad impossessarsi di 23mila “schede” relative ad altrettante carte di credito. E in queste ore, dopo essersi dichiarato colpevole di intrusione in sistemi informativi di numerose aziende, è in attesa della sentenza che potrebbe mandarlo in carcere.

Si tratta di Curador, nick che in un primo tempo sembrava nascondere due crackers ma poi individuato nel solo Raphael Gray, residente in Galles. Curador ha sempre sostenuto di essere un hacker e di aver soltanto voluto dimostrare, con le sue azioni, la poca sicurezza dei server dedicati al commercio elettronico.

Curador, acquistando lo spazio Web con una delle carte di credito di cui era entrato in possesso, aveva sollevato molta polvere per aver messo in piedi una pagina (e-crackerce.com) rimasta su qualche ora nella quale proclamava: “Vorrei ringraziare tutte le persone e tutti i siti che ho craccato per aver fatto sì che il proprio intero database di vendita fosse leggibile e modificabile da chiunque lo volesse fare”.

Il ragazzo 19enne, che online aveva offerto numeri e dati di molte carte di credito e che ha ammesso di essere penetrato in siti dedicati al commercio elettronico di aziende americane, canadesi, britanniche e tailandesi nonché di aver fatto incursioni su altri server di associazioni, si è dichiarato colpevole di sei reati che, ora, potrebbero portarlo in carcere anche per due anni. Per il momento, in attesa della sentenza, è libero su cauzione.

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29 03 2001
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