Cracker russi all'assalto di Citibank?

Fonti confidenziali parlano di una breccia multimilionaria nell'istituto bancario. Citigroup smentisce, mentre gli esperti di sicurezza scarseggiano e i cracker made in usa finiscono in galera

Roma – Ufficiali governativi che si trincerano dietro il muro dell’anonimato parlano di decine di milioni di dollari rubati da ignoti hacker sui conti Citibank . Gli ufficiali sostengono che gli hacker sono collegati all’organizzazione nota come Russian Business Network , il “cartello” cybercriminale con base in Russia più volte chiamato in causa per episodi di phishing, truffe e furti telematici variamente assortiti.

Il furto, avvenuto attraverso una breccia aperta nei server di Citibank, sarebbe stato scoperto l’estate scorsa, e l’attacco avrebbe riguardato contemporaneamente anche altri due sistemi informatici, uno dei quali connesso a un’agenzia governativa statunitense. La breccia risalirebbe però a un anno prima della sua individuazione, e a dimostrazione della gravità dell’accaduto ci avrebbero lavorato sopra investigatori di FBI, NSA, DHS e Citibank stessa.

Alle rivelazioni anonime risponde però un piccato comunicato stampa di Citigroup (di cui Citibank è sussidiaria), che definisce “falsa ogni affermazione secondo cui l’FBI stia lavorando su un caso presso Citigroup riguardante una breccia dei sistemi Citi con conseguenti perdite di decine di milioni di dollari”.

Ma intanto i numeri di furti e frodi telematiche a istituti finanziari crescono a ritmi vertiginosi, con gli esperti che parlano di un “98 per cento dei furti in banca” che avviene in un contesto esclusivamente virtuale e provoca una vera e propria emorragia di fondi. Sono più di 53mila gli allarmi di potenziali frodi telematiche lanciati dalle banche tra aprile 1996 e la fine del 2008, con un incremento (nel 2008) del 38 per cento rispetto all’anno precedente.

Il problema è poi destinato a diventare sempre più difficile da trattare vista la non diffusissima propensione degli stati nazionali a criminalizzare la pratica (solo 30 paesi puniscono il cyber-crimine in quanto tale), per non parlare della mancanza cronica di esperti di sicurezza da assumere per fronteggiare la situazione, come anche la Casa Bianca si è accorta nel corso della difficile scelta del “cyber-czar alla sicurezza” Howard A. Schmidt.

Non che i cybercriminali la spuntino sempre senza neanche un graffio. Qualche volta, come nel caso dell’hacker Stephen Watt, finisce con la galera e multe salatissime. Watt, autore del tool usato dal cyber-criminale pentito Albert Gonzalez , è stato arrestato a novembre 2008 per la sua responsabilità nell’ambito dello storico “sacco” alle TJX Companies e dovrà ora scontare 2 anni di prigione . Esemplare poi la somma da restituire, pari a 171,5 milioni di dollari dei 200 costati a TJX per l’assalto.

Alfonso Maruccia

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  • LJilhSJhyCg scrive:
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  • ninjaverde scrive:
    Muraglia
    I cinesi costruirono la famosa muraglia per difendersi dalle invasioni dei mongoli.... Ma un bel giorno la muraglia venne aggirata.La storia insegna.A volte basta aspettare un pochettino.
  • angros scrive:
    Whitelist dei siti certificati
    Mi ricorda quell' idea della Microsoft, di introdurre una lista dei programmi certificati (bloccando gli altri) per combattere virus e pirateria (ufficialmente); tale progetto era stato chiamato Palladium, e si pensava che gli utenti si sarebbero ribellati e non avrebbero mai accettato.Eppure ho sentito dire che su un certo smartphone è stata realizzata una tecnologia del genere, e gli utenti che la usano ne sarebbero pure contenti... chissà, magari i fanboy della ditta che produce quel particolare smartphone sarebbero felici di avere anche internet bloccata in questo modo, per essere sicuri di avere solo siti "politicamente corretti", e per le opportunità (sarebbe molto più facile fare siti a pagamento, visto che nessuno potrebbe copiarteli, seguendo un modello simile alle applicazioni per cellulari a pagamento)
    • Sgabbio scrive:
      Re: Whitelist dei siti certificati
      Quanta confusione in un solo post.
    • invasore scrive:
      Re: Whitelist dei siti certificati
      - Scritto da: angros
      Mi ricorda quell' idea della Microsoft, di
      introdurre una lista dei programmi certificati
      (bloccando gli altri) per combattere virus e
      pirateria (ufficialmente); tale progetto era
      stato chiamato Palladium, e si pensava che gli
      utenti si sarebbero ribellati e non avrebbero mai
      accettato.

      Eppure ho sentito dire che su un certo smartphone
      è stata realizzata una tecnologia del genere, e
      gli utenti che la usano ne sarebbero pure
      contenti... chissà, magari i fanboy della ditta
      che produce quel particolare smartphone sarebbero
      felici di avere anche internet bloccata in questo
      modo, per essere sicuri di avere solo siti
      "politicamente corretti", e per le opportunità
      (sarebbe molto più facile fare siti a pagamento,
      visto che nessuno potrebbe copiarteli, seguendo
      un modello simile alle applicazioni per cellulari
      a
      pagamento)Gli utonti sono trasversali al sistema informatico utilizzatoChe microsoft avesse solo sbagliato politica di Marketing?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Whitelist dei siti certificati
      contenuto non disponibile
  • LuNa scrive:
    internet non si può fermare
    se non lo capite in cinese, ve lo diciamo in francese in inglese o in italiano. N-O-N S-I P-U-O, che sia XXXXX o qualsiasi altra cosa, il pensiero non si può fermare, MAI
    • user0 scrive:
      Re: internet non si può fermare
      Invece, trovo che il pensiero possa essere vincolato ed indirizzato in direzioni predeterminate, dovute e caratterizzate da una serie di fattori quali politica ed annesse propagande mediatiche, istruzione, società ed ulteriori aspetti culturali quali lavoro e persino religione.
      • invasore scrive:
        Re: internet non si può fermare
        - Scritto da: user0
        Invece, trovo che il pensiero possa essere
        vincolato ed indirizzato in direzioni
        predeterminate, dovute e caratterizzate da una
        serie di fattori quali politica ed annesse
        propagande mediatiche, istruzione, società ed
        ulteriori aspetti culturali quali lavoro e
        persino
        religione.Ottima descrizione della società di oggi (non solo in Cina).
    • pabloski scrive:
      Re: internet non si può fermare
      hanno toppato di brutto i cinesi e hanno ottenuto questo http://arstechnica.com/media/news/2009/12/wto-china-violates-intl-trade-law-by-limiting-media-imports.ars?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=rssadesso vedranno i sorci gialli :D
      • gin_phreak scrive:
        Re: internet non si può fermare
        Ma io non ho capito una cosa in tutto ciò: per quale motivo si etichetta il XXXXX come cosa immorale? Personalmente non ne faccio uso se non per prendere in giro gli amici, ma in ogni caso ci sono persone a cui piace senza che essi siano pedo/depravati/molestatori. Per quanto riguarda i minorenni, invece, c'è la possibilità di filtrare in locale (sul computer di casa) questo tipo di contenuti. Ergo, per quali assurdi/stupidi/retrogradi motivi si deve circoscrivere la rete a motivi a mio avviso pericolosi quali la religione (che è più verosimilmente causa di fanatismo) o a propagande mediadiche? Così si darebbe l'esclusiva dello strumento di comunicazione più importante che c'è a chi ha già i mezzi per fare pubblicità ai propri prodotti/pensieri/idee tramite altri mezzi mediadici. Infine chiunque deve avere la possibilità di esprimersi sotto qualunque forma visto che DIO ci ha donato di libero arbitrio: user0 se tu puoi scegliere ciò che vuoi vedere/leggere/ scrivere perchè non dare questa possibilità a tutti? o tu sei DIO? o forse CINESE? hahahahahahahaBuon nasale a tutti
        • invasore scrive:
          Re: internet non si può fermare
          - Scritto da: gin_phreak
          user0 se tu puoi scegliere ciò che vuoi
          vedere/leggere/ scrivere perchè non dare questa
          possibilità a tutti? o tu sei DIO? o forse
          CINESE?
          hahahahahahaha
          Buon nasale a tuttiNon credo proprio fosse quello il discorso di user0.Buon Natale
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